Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una città in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
Tragedia a Vado Ligure, nel Savonese, dove il cadavere di una donna di 60 anni, B.R., è stato trovato all'interno di una roulotte in un'area recintata. Sono stati alcuni residenti della zona ad avvertire i carabinieri che sono intervenuti sul posto scoprendo il cadavere in avanzato stato di decomposizione. La donna, che viveva nella roulotte dopo essere stata sfrattata, sarebbe deceduta per un attacco cardiaco almeno una settimana fa.
- PUBBLICO QUESTO POST TRATTO DALLA RETE PER PURO SCOPO "INFORMATIVO" NON PERCHE' MI ESALTINO GLI AVVENIMENTI DESCRITTI ! -
Il dato politico di questa giornata è questo: un governo italiano non più “suddito” degli Stati Uniti e , per sua scelta, “equivicino” – come ha teorizzato il ministro D'Alema – che ottenuto un risultato politico non di poco conto. E cioè quello di convincere persino l'amministrazione Bush e il loro temibile segretario di Stato, la “super-dura” Condoleezza Rice, ad accettare l'idea di convocare a Roma la conferenza internazionale di pace sul Medio Oriente. Dietro questa opera di “convincimento” politico-diplomatico ci sarebbe, dicono i soliti bene informati – e rilanciava, lunedì scorso, il sito Internet, solitamente molto ben informato, www.affaritaliani.it – la “manina” del senatore a vita Giulio Andreotti. Il quale, naturalmente, non conferma e non smentisce: si limita, cioè, al più classico e secco dei “no comment”. Né pur autorevoli membri del governo vogliono sbilanciarsi nell'avallare, con i loro commenti, l'idea sottesa a questo ragionamento: e cioè che i “fili” tra l'ex senatore a vita e il governo Prodi siano saldi e siano stati ben risaldati, specialmente di questi tempi. E specialmente dopo - l'applauditissimo - intervento di Andreotti al Senato di qualche giorno fa, quando osò dire quanto nessuno mai, nemmeno nella sinistra radicale, ha mai osato solo pensare: «Se foste nati in un campo nomadi oggi sareste dei terroristi anche voi».
Forte della sua autorevolezza e del suo passato, Andreotti si può certo permettere quello che altri non possono o non hanno il coraggio di dire, ma resta il punto: oggi il governo Prodi sembra molto più vicino alla causa palestinese di quanto non lo sia mai stato per le ragioni dello stato di Israele.
La “svolta”, se così si può chiamare, è maturata proprio in queste ultime settimane di crisi mediorientale: infatti, all'atto della nascita del governo, i segnali distensivi verso Israele erano sembrati davvero molti e abbastanza inequivoci (visita non di cortesia al “compleanno” dello stato d'Israele in primis, quando Prodi e Berlusconi rivaleggiarono in salamelecchi all'ambasciatore Gol) ma qualcosa avrebbe dovuto, agli “amici di Israele”, far scattare un primo campanello d'allarme.
La stessa composizione del II governo Prodi, innanzitutto, visto che di “filo-arabi” al governo del Paese ce n'è più d'uno: sopra di tutti, appunto, il ministro degli Esteri D'Alema (mai amato davvero in Israele, per questo motivo). E poi anche molti altri: il viceministro agli Esteri Patrizia Sentinelli, non solo in quanto esponente di Rifondazione ma anche e soprattutto in quanto vicina ai movimenti, e – ultima solo in ordine di apparizione – la “strana coppia” Craxi-Intini. Se, infatti, Bobo – figlio di Bettino – sta con i Socialisti (a dire il vero, non sta neanche più con quelli, ormai, ma praticamente è già con un piede dentro i Ds perché i Socialisti, anche se ridotti all'osso, continuano a litigare…), Ugo (soprannominato “Ugo Palmiro”, da Michele Serra, ai tempi belli di “Cuore”, oltre che – s'intende - di Tangentopoli) sta con i Rosapugnoni (ma ormai anche lui, come tutti gli ex dello Sdi, è in semi-rotta coi Radicali). La famiglia però sempre quella è: socialista e, appunto, filopalestinese.
E così, questa mattina, in una capitale super-blindata e un po' spaventata (sono 3500 gli addetti delle varie “polizie” – Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e corpi speciali – che vigileranno sulla sicurezza del vertice e contro la paura di attentati terroristici) si incontrano, alla Farnesina, ben 18 delegazioni di altrettanti Stati esteri (già giunti, martedì sera, Condoleeza Rice e il segretario generale dell'Onu Kofi Annan) per cercare una soluzione politica alla crisi del Libano. Certo, Israele non ci sarà ne ci saranno – sentimentalmente – i tanti “amici di Israele” (il sottosegretario di Stato, sempre agli Esteri, della Margherita Gianni Vernetti in testa) made in Italy. Ma, d'altra parte, chi volesse negare il successo diplomatico (il primo) della politica estera italiana che, grazie alla conferenza sul Libano, «è uno dei primi significativi frutti del nostro lavoro e della posizione politica assunta dal ministro D'Alema in piena sintonia con tutta la storia della politica estera italian», come sottolinea giustamente Bobo Craxi, farebbe un torto alla sua intelligenza. E anche alle ragioni di Israele. Che poi nessuno voglia riconoscere la “manina” della “vecchia volpe” andreottiana, dentro il governo, dietro questa svolta, è un altro paio di maniche. Ma Andreotti – ne siamo certi – bada a incassare il risultato politico, mica a mettersi sul petto stucchevoli medaglie.
Milano. La destra milanese nei giorni scorsi è scesa in piazza per manifestare la propria apprensione per la situazione ormai più che critica che sta investendo il Libano e lo Stato di Israele.
“Il legittimo diritto all’autodifesa di Israele non può prescindere” - dichiara l’On. Paola Frassinetti (ALLEANZA NAZIONALE)- “dal rispetto delle norme del diritto internazionale, soprattutto per quel che riguarda la salvaguardia delle popolazioni civili.”
“È ormai improcrastinabile” dichiara Anton Luca Romano PRES. PROV. Di Azione Giovani “la creazione di uno Stato per il popolo palestinese, unica vera soluzione per uscire dalla crisi che ciclicamente e ogni volta sempre più violentemente colpisce l’area Mediorientale”
“Riteniamo fondamentale rilanciare il dialogo.” - Conclude Carlo Fidanza Capo gruppo di AN al Comune di Milano – “La rappresaglia indiscriminata, oltre a essere moralmente inaccettabile, alla lunga non paga. Il diritto alla sicurezza di Israele non può tradursi in un diritto al bombardamento a tappeto ai danni di civili inermi.”
Vietato dare del cibo agli "homeless", i mendicanti senza tetto che negli Stati Uniti sono presenti soprattutto nelle grandi metropoli.
E' questa l'ordinanza che il Consiglio Comunale di las Vegas, guidato dal Sindaco Goodman, ha deciso di mettere in atto. Chiunque sarà sorpreso ad aiutare i senzatetto, sarà colpito da una forte multa inflittagli da un agente.
Il sindaco vuole una città brillante e pulita come gli Alberghi-Casinò che ospita e i senzatetto non devono trovare aiuto, devono smammare a quanto pare.
E' questo il meno stato -più mercato ?
E' questo il bello di una società più ricca e sviluppata ?
E' questo il futuro anche delle grandi città italiane?
Un Sindaco non dovrebbe occuparsi anche del disagio sociale?
O ha facoltà di "eliminarlo" con provvedimenti contro i diritti umani?
«Quando vado in giro per le strade di Napoli e vedo la spazzatura ovunque, mi chiedo come sia possibile che una città bella come questa, dove vive tanta gente allegra e solare, debba sopportare tutto ciò». Dai banchetti della parrocchia di Maria Santissima del Buon Rimedio, a Scampia, quartiere simbolo della «malaNapoli», i fedeli scattano in piedi e applaudono convinti e grati, il loro vescovo. «A Napoli è nata una speranza», sussurra un'anziana alla figlia, che le siede accanto.
La sua attenzione per questa parte di Napoli, Sepe, l'aveva manifestata ancor prima di prendere possesso della Curia di Largo Donnaregina, quando, appena uscito dall'autostrada, si era fermato a Scampia, per baciare il suolo di questa terra maledetta, terra di camorra e abbandonata dalle istituzioni. Quel pomeriggio del primo luglio scorso, Sepe promise alle migliaia di persone accorse per salutarlo. «Tornerò presto da voi. Ci vedremo spesso». E cosi è stato.
Il segnale lanciato dal nuovo cardinale di Napoli, succeduto da appena 24 giorni, a Michele Giordano, è stato fin da subito chiaro: la sua chiesa starà a fianco degli emarginati, darà voce ai loro bisogni, non resterà indifferente dinanzi al degrado che imperversa un po' ovunque, non solo nelle periferie abbandonate.
«Trovo sia inutile dire, siamo belli dentro se, poi, si è sporchi fuori. Mi chiedo come facciano i turisti a venire in visita a questa città, con la puzza che c'è, ha accusato il cardinale. E, i fedeli ancora una volta si sono sollevati dalle loro panche ed hanno applaudito.
Fino al termine della visita di Sepe, «parroco» per un giorno in questa chiesa di frontiera, «la mia gente», come egli stesso l'ha definita, lo applaudirà altre dodici volte.
L'affondo finale è per gli amministratori pubblici, che governano la città. «Prego voi responsabili, ripuliamo Napoli. Ridiamo dignità e speranza a questa città». Il rimbombo di quelle parole, sono uno pugno nello stomaco per il sindaco Rosa Russo Iervolino e per il presidente della Regione, Antonio Bassolino, ex sindaco per otto anni ed ex Commissario straordinario per la emergenza rifiuti in Campania, che ha elargito un fiume di denaro pubblico, per pagare - consulenze - ma le strade sono restate sporche. «Chisto fa sul serio», dice uno dei pochi uomini presenti in chiesa. Un sacerdote sorride. «La speranza di Giovanni Paolo II resta una realtà, grazie Benedetto XVI che hai mandato qui il cardinale della provvidenza. Essere tra la gente come sta facendo Sepe è un segnale di modernità per tutta la chiesa cattolica italiana».
Sepe ai camorristi. «Smettetela di uccidere e di fare del male. Basta con il sasi è rivolto anche ngue e l'odio. Ricordatevi, il bene produce il bene ma il male produce i male». La folla di fedeli ha applaudito ancora una volta, forte, sincera, nonostante il clima pensante imposto dai clan. Sorridono i parroci di frontiera, troppo a lungo costretti a restare in silenzio. Dieci anni fa, proprio a Scampia ed a Secondigliano, esplose la protesta di trenta coraggiosi sacerdoti, che denunciarono l'inerzia dell'amministrazione comunale, all'epoca presieduta da Bassolino. Poi, il bavaglio.
«C'e' discontinuità con il passato», sentenzia soddisfatto un prete. La chiesa del silenziosissimo Giordano è orami solo un ricordo».
Durante la sua lunga omelia, cardinal Sepe ha dialogato in qualche circostanza con i fedeli. Ha scherzato, si è espresso in dialetto napoletano, riuscendo a strappare il sorriso, almeno per un'ora, al popolo di Scampia. Poi, senza mai abbandonare il sorriso, ha ricordato l'episodio del furto del calice. «Hanno rubato e gettato qua e là le ostie sacre. Ma io ve ne ho portato un altro, ancora più bello».
Roma, 20 lug. - (Adnkronos) - Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani commenta in una nota le sanzioni disciplinari adottate dalla Fifa sul caso Materazzi-Zidane: ''La totale mancanza di proporzione dimostra quanto poco sia considerata l'Italia nelle competizioni calcistiche internazionali e questo rende ancora piu' bella ed importante la vittoria ottenuta al Mondiale''. ''Non vi e' provocazione che possa giustificare la testata sfoderata dal francese contro il nostro difensore -afferma ancora la Meloni-. Eppure i due turni di squalifica a Materazzi e i tre a Zidane appaiono come il tentativo di attenuare un gesto del tutto fuori luogo e antisportivo''. ''Questo provvedimento sia considerato un monito per il futuro -conclude- e' forse il caso che gli organi sportivi italiani comincino a farsi sentire nelle sedi competenti, cosi' da riacquisire la giusta credibilita'''.
Roma - “L’Unione Europea ha il dovere di intervenire immediatamente per impedire l’attuazione dell’ordinanza del tribunale olandese sulla presenza alle elezioni politiche del partito dei pedofili”, dichiara Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani.
“E’ intollerabile parlare di libertà sessuale quando questa coinvolge i bambini: tra i principali obiettivi di questo partito vi è la liberalizzazione della pedopornografia e l’impunibilità dei rapporti sessuali con minori al di sotto dei 12 anni.
L’Italia e l’Europa prendano subito le distanze da questo indecente tentativo di legittimare l’illegittimabile, e si oppongano con tutte le forze a questa sentenza che non può essere riconosciuta dalla comunità internazionale - continua Giorgia Meloni -. Il ministro degli Esteri D’Alema si mobiliti al più presto per evitare che questo scempio di consumi impunemente. I bambini hanno il diritto di essere tutelati dalla legge e di crescere in ambienti sereni e sani”.
“Azione Giovani farà partire da subito una campagna di sensibilizzazione e porterà attraverso i rappresentanti di Alleanza nazionale, una petizione al Parlamento europeo per opporsi alla possibilità di dare voce istituzionale a questi personaggi, rilanciando invece la lotta con ogni forza e mezzo alla pedofilia, che costituisce una delle piaghe più dolorose del nostro tempo”, conclude l’on. Meloni.
Tra il 13 ed il 17 settembre torna Atreju, la Festa Nazionale di Azione Giovani, tradizionale evento di grande rilevanza per la nostra comunità politica, che giunge quest’anno alla sua VII edizione.
Ancora una volta ci ritroveremo a Roma, provenienti da tutta l’Italia, per approfondire i temi più discussi del nostro tempo e lanciare le campagne che ci vedranno schierati in prima linea nei mesi successivi all’appuntamento. Una grande occasione per ritrovarci, dunque, per dedicare quattro giorni alla politica nel senso più puro del termine, ma anche per raccontarci, interagire con la società e con la nostra generazione.
Di più, si tratterà di definire gli strumenti e le idee per affrontare una sfida rinnovata. Una stagione, la prossima, che ci pone, dopo diversi anni, all’opposizione del governo in carica, nella quale saremo chiamati ad un impegno straordinario e valoroso.
Per questo occorre essere a Roma in tanti perché c’è bisogno che la nostra comunità si mostri a se stessa e agli altri per quello che è: il più grande movimento politico giovanile d’Italia, con una storia importante alle spalle ed un degno futuro riflesso negli occhi.
Nell’edizione di questo anno abbiamo voluto riprendere lo slogan della Campagna Tesseramento: “Essere, non sembrare”. Attraverso gli incontri e i dibattiti in programma, ma anche con il nostro modo di vivere insieme l’evento, cercheremo di esporre il nostro manifesto culturale e di valori, tenteremo di organizzare i nostri pensieri e pianificare le nostre campagne politiche.
Come al solito, non di solo politica si parlerà, ma anche di sport, società, musica, costume e molto altro.
Ed infine gli spettacoli serali, il programma è ricco di eventi emozionanti, divertenti, imprevedibili, spesso autoprodotti, sul modello di quegli show dal vivo dedicati agli anni ’80 che hanno fatto molto parlare di noi negli anni scorsi. Si farà molto tardi ogni sera, ma al mattino sapremo ridestarci per partecipare con entusiasmo ad una nuova giornata di Festa.
Atreju ’06 si svolgerà nella solita suggestiva cornice dell’EUR in via delle Tre Fontane, in un’area villaggio rinnovata, con stand gastronomici ed espositivi, palco, maxischermo, aree dibattiti, mostre etc.
A tal proposito, vi informo che già nell’ultima settimana di luglio potrete comunicare con il sig. Demetrio Bagnani al numero 06/42827912 (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17) per annunciare la vostra presenza alla Festa e prenotare gli alberghi convenzionati con l’organizzazione. Da lunedì 8 agosto a lunedì 28 agosto gli uffici saranno chiusi ma potrete comunque telefonare in Direzione Nazionale di AG (06/68817240).
Per dubbi e informazioni potete comunque contattare la direzione nazionale e/o consultare il sito internet di Azione Giovani, che trovate all’indirizzo www.azionegiovani.org.
E’ un’occasione che non possiamo perdere, per aprire con una grande manifestazione una nuova stagione che deve vederci schierati e pronti. Torniamo a giocare in attacco, onoriamo la nostra appartenenza.
Posto una bella intervista che "Il Giornale" ha fatto alla nostra "Giorgia Nazionale" !!!
Meloni, l’esordiente che ha già raggiunto la vetta della Camera
di Giancarlo Perna
Il record della dirigente di An, 29 anni: eletta vicepresidente al suo primo giorno da deputato
Arrivo da Giorgia Meloni all'ora del pranzo, saltando il pasto. «Sono sempre di corsa. Mangio solo panini. Avrò il colesterolo alle stelle. Una vitaccia», dice la neo deputata di An, per giustificare lo scomodo appuntamento. Di vitaccia, a essere sinceri, non vedo traccia. Sono stato introdotto da lei, al piano nobile di Montecitorio, da un commesso addetto esclusivamente alla sua augusta persona. La stanza è tra le più spaziose del Palazzo. L'aria condizionata è splendida. I telefoni sullo scrittoio tacciono e non suoneranno per l'intera intervista. Sembra un'inezia, ma è questo silenzio la prova del potere della mia ospite. Il segno che alle spalle della fanciullina che ho davanti, c'è una solerte segreteria che filtra le chiamate, come un normale deputato neanche si sogna. Infatti, la Meloni è del tutto anormale. A 29 anni è, nientemeno, che vicepresidente della Camera, privilegio in genere riservato a matusa con 50 anni per gamba e quattro legislature sulla groppa. «Vice presidente dal primo giorno. Non ha fatto un'ora da peone. Un inedito storico», osservo, sedendo sulla poltrona damascata. «Effettivamente, mai successo prima», conferma Giorgia, occhi azzurri e capelli biondi sciolti. «È raccomandatissima?», chiedo. «Mi chiede se ho fatto il passo più lungo della gamba? Forse. Lo devo a Gianfranco Fini che ha voluto dare il segnale del “largo ai giovani”». «Oltre a essere neonata e donna, di quali meriti si fregia?». «Ho cominciato con la politica a 15 anni, dando priorità alla militanza, anche sulla famiglia o un'eventuale attività professionale. Credo in quello che faccio e non mi sono mai montata la testa», dice e accavalla le gambe. «Brava e virtuosa. È anche capace?», mi informo. «Non tocca a me dirlo. Guido “Azione Giovani”, il movimento giovanile di An. Sono tutti ragazzi che spendono se stessi per i loro ideali. Sono loro i miei meriti» dice, volutamente modesta. Indossa un grazioso panta-tailleur beige e una camicetta ricamata, probabilmente di sua nonna. «Veste belle époque», constato. «Non ho epoche di riferimento. Adoro vestire casual. I jeans restano la cosa migliore. In ogni caso sono contro lo sfarzo e per le linee essenziali. Ma la sua è una tipica osservazione maschilista. Dell'uomo deputato ci si interroga su chi è più bravo. Delle donne, su come vestono. Dovremmo offenderci», sorride e comincia a oscillare le gambe. Lo farà, con più o meno veemenza, ogni volta che sta sulle spine. «Lei è femminista fin nella voce: profonda e roca», replico piccato. «Sono rauca per avere gridato come un'ossessa a Berlino alla finale Italia-Francia», ride. «È andata su con l'aereo di Stato, la compagnia di giro, Prodi, Napolitano, Giovanna Melandri, e si è seduta in tribuna d'onore?. «Ci sono andata per conto mio, con un volo low cost e mi sono seduta in curva». «Da uno studio attento della sua voce, concludo che lei sia romana», dico. «Romana de' Roma. Quartiere Garbatella, famoso per le monumentali case popolari. Oggi diventate carissime. Ne cerco una, ma costano troppo», dice lei, accentuando apposta il romanesco. «Per dirigere l'Assemblea bisogna conoscere il Regolamento, cosa che prende tempo. Lei, senza esperienza, come fa?». «Il Regolamento non basta impararlo a memoria. Ci sono anche tante prassi. Per fortuna, mi aiuta la formidabile struttura tecnica dei funzionari. Io devo metterci la sensibilità politica. Capire con lo sguardo quel che succede in Aula, prima ancora che si parli». «Come se la cava?». «Sono stata sempre schierata e mettermi sopra le parti è una sfida. Alla prima seduta, ho avuto l'applauso di tutti per avere domato un tafferuglio. Sono abituata alle polemiche e non mi spavento per due grida. Mi sono scoperta il gusto di mettere d'accordo». «Ha assunto lo stile di Nilde Jotti, detta la zarina?». «Non mi piace scimmiottare. Sono giovane e da giovane voglio comportarmi. I colleghi capiranno», dice. Mi chiede se può fumare e fuma. «Le fanno dispettucci per metterla in difficoltà?». «I mei di An mi hanno preso in giro: “Saremo il tuo incubo”. Ho più problemi da loro e dalla Cdl che dalla maggioranza. Giorni fa, Teodoro Buontempo, ha sforato i tempi parlando dei ragazzi di destra uccisi negli anni '70. Il tema mi è caro. Ma gli ho tolto la parola». «Come si trova col comunista Bertinotti, suo presidente e suo “superiore”?». «Politicamente, siamo il giorno e la notte. Ma il suo comportamento è ineccepibile, umanamente perfetto», dice e le volute dell'ennesima sigaretta salgono verso il lampadario di cristallo. Tra i suoi colleghi, l'ex terrorista D'Elia, il no-global Caruso, il leoncavallino Farina. «Non mi imbarazza che siano in Parlamento, ma che la sinistra li abbia votati per cariche istituzionali: D'Elia, segretario; Farina, vicepresidente della commissione Giustizia. Quanto a Caruso, impressiona l'incoerenza. Ha fatto dell'illegalità la propria bandiera e poi si candida al Parlamento! Ma c'è di peggio». Ossia? «Il taglio che la sinistra sta dando alla legislatura. Dà la grazia a Bompressi, senza avvertire i Calabresi. Candida alla presidenza della commissione Difesa la Menapace, che chiede ai soldati di disertare». Wladimir Luxuria, la transgender? «Colpisce che chieda di non essere discriminata per la sua particolarità e finga di non sapere che è stata candidata appunto per questo. È un'invenzione simbolica senza percorso politico». Lei fa politica dall'età di 15 anni. Sacro fuoco? «Quando nel '92 ho visto le stragi di Falcone e Borsellino, mi sono detta: “Bisogna reagire”». E ha scelto la destra. Perché? «Per l'arroganza della sinistra. Fanno i buoni, ma ti mettono alla gogna se non la pensi come loro. Quando, sotto Tangentopoli, i giovani di destra fecero un girotondo attorno a Montecitorio, anticipando quelli di d'Arcais & Co., la sinistra parlò di assalto fascista. Poi, quando cominciarono a farli loro, i girotondi divennero simbolo di democrazia». Nel Lazio, An ha perso Provincia e Regione. «An ha bisogno di una scossa. Deve tornare a parlare con le categorie. Il successo coi tassisti, dice che c'è ancora un rapporto. Deve recuperarlo del tutto». Veltroni ha surclassato Alemanno nella gara per il Campidoglio. «Veltroni è riuscito a passare per buon sindaco senza risolvere i problemi veri: case, traffico, trasporti. Un furbo che ha costruito un sistema di potere e buoni rapporti con la stampa». Ha intestato una strada a Di Nella e ne ha proposta una per i fratelli Mattei, i vostri morti degli anni di piombo. «Questo gli fa onore. È un uomo che non ha paura delle sue posizioni». Sull'ex governatore An del Lazio, Storace, ne escono delle belle. Il suo staff della Sanità è in manette. Senza parlare, delle firme false per sgambettare la Mussolini. «Storace non è coinvolto ancora in niente. Non ha neanche ricevuto un avviso di garanzia. Non si è responsabili dei propri collaboratori». Per Gasparri c'era più democrazia nel Msi che in An. «Sono anch'io d'accordo di aumentare il confronto, convocando di più gli organi di partito». Dopo il pasticcio del voto degli italiani all'estero, Tremaglia è sparito. Ne ha notizia? «Era alla finale di Berlino a sbracciarsi col Tricolore al collo. Tremaglia ha difeso un principio. Questo è bello, anche se si perdono voti». L'idea del partito unico della Cdl, le piace? «Se serve a difendere i valori che condivido, bene. Se annacqua, no». I suoi giovani di An accetterebbero il Cavaliere come leader? «Molte delle cose che dice non sono quelle a cui noi teniamo». Cosa non li convince nel Cavaliere? «Mah. Be’, insomma, diciamo l'ostentazione della ricchezza, tipo i 500 cactus della villa di Arcore». Lei che pensa del Cavaliere? «Grande coraggio e grande pazienza di fronte alle angherie subite. Doveva stare più attento con le leggi ad personam». Da militante di destra che pensa della Lega? «Il suo limite è l'incapacità di avere un sentimento nazionale. Rimango male quando Radio Padania tifa Germania». La Cdl è pronta a dare una mano al governo per l'Afghanistan. La sinistra invece gli negò ogni aiuto. «La sinistra meriterebbe il taglione. Ma la destra deve guardare all'interesse generale». Di Prodi che pensa? «Una persona così priva di entusiasmo come lui difficilmente può rappresentare il genio italiano». Il ministro della Sanità, Turco, è per lo spinello. Il ministro per la Gioventù, Melandri, pure. «Ha dimenticato la stanza del buco del ministro per gli Affari sociali, Ferrero, di Rc, partito che ha distribuito, come gadget elettorale, filtri e cartine con falce e martello per farsi le canne». L'ex Pci Napolitano è il «suo» presidente? «Presto per dire se sarà un Ciampi o uno Scalfaro, ma non mi è piaciuto nella grazia a Bompressi». I magistrati indagano i Servizi per il rapimento Abu Omar. Ma perché gli stessi magistrati lasciavano circolare un terrorista? «I magistrati assolvono persone pericolose, chiamandole resistenti. Poi, mettono in galera chi ci difende. L'Italia è il solo Paese in cui la polizia intercetta gli 007. Ma anche il solo in cui gli 007 si fanno beccare dalla polizia». Vuole passare mezzo secolo a Montecitorio? «Se riesco, mattoncino su mattoncino, a fare quello in cui credo, ci sto anche cento anni».
A quanto pare gli 8 miliardi annui chiesti al governo, per lo sviluppo del meridione non sono altro che la somma di fondi comunitari, fondi nazionali e cofinanziamenti privati che in effetti già spettavano al Sud.
Inoltre si registrano due dati allarmanti: 20.000 posti di lavoro in meno ed il 53% dei giovani che emigrano al Nord in cerca di lavoro provengono dalla Campania.
Nonostante la forte campagna mediatica di questo "politico" disastroso, il marcio sta venendo a galla, soprattutto grazie ad i nostri consiglieri regionali. Cosa potrà ancora il clientelismo una volta che la Campania sarà sprofondata nel baratro più profondo ? Per quanto ancora dovremo sopportare l'arroganza di questo governatore e del suo Alter Ego Iervolino ?
Ecco il programma della tre giorni nazionale di formazione di Azione Universitaria, che si terrà da mercoledì 19 a venerdì 21 luglio 2006, presso le piscine Oliviero sul lungomare di Poveromo a Marina di Massa.
MERCOLEDÌ 19 LUGLIO
ORE 15:30 PRESENTAZIONI COMMISSIONI
ORE 16:30
Commissione Politiche Universitarie Rappresentanze studentesche: dal Consigliere di Facoltà al Senatore Accademico (Interverranno i rappresentanti di AU al CNSU). Responsabile: Piero Cavallo (Capogruppo di AU al CNSU) 2 - Commissione comunicazione Ore 11:30 Comunicazioni grafica: dal manifesto al volantino ( Federico Mollicone e Francesco Filini) Responsabile: Francesco Zappulla (Esecutivo AU)
ORE 18:00
Inaugurazione Mostra “Almerigo GRILZ” e ricordo di Paolo Borsellino. Responsabile: Alessandro Leccacorvi (Dirigente Nazionale AU) Inizio dei Lavori con : Sen. Altero Matteoli, On. Roberto Menia, On. Marco Martinelli, On. Riccardo Migliori, Sen. Achille Totaro, Maurizio Bianconi. Modera: Giuseppe Gonnella (Esecutivo Nazionale AU)
GIOVEDÌ 20 LUGLIO
1- Commissione Politiche Universitarie
ore 10:00 Assemblee studentesche e mobilitazioni: prepariamo l’opposizione al Ministro Mussi. Responsabile Maurizio Marrone (Esecutivo AU) ore 11:30 Storia delle riforme universitarie (Interverrà On. Maria Grazia Siliquini) Responsabile Luca Alfieri (Esecutivo AU)
2 - commissione comunicazione
Ore 10:00 Rapporti con i media: dal comunicato alla conferenza stampa (Michele De Feudis, Antonella Giuli, Carlo Fidanza). Responsabile Fabio Raimondo (Direzione AU) Ore 11:30 Comunicazione virtuale : siti, blog, chat, forum (Andrea Mancia – ideatore di www.tocqueville.it, Gianluca Petrillo, ex responsabile internet del Ministero delle Comunicazioni, i 10 bloggers del centrodestra più cliccati, Roberto Chibaro- direttore di www.unimagazine.it Responsabile: Luigi Di Gennaro(Direzione AU)
3- commissione cultura e associazionismo
Ore 10:00 Attività ricreative e attività sportive: organizzazione serate, feste e tornei sportivi (Claudio Barbaro – Presidente nazionale ASI) Responsabile: Simone Ghidoni (direzione AU) Ore 11:30 Iniziative culturali e associazionismo (Guido Giraudo per Lorien- Marco Scurria per MODAVI – Prof. Mario Ciampi - Centro studi di AN, Francesco Grillo Presidente di Interazioni). Responsabile: Matteo Petrella (Direzione AU) Ore 15:00 La nostra storia ( Salvatore Dama- Direttore Destra.it , Paolo Di Caro) Responsabile Antonella Zedda (Esecutivo Nazionale AU)
Ore 16:00
“Alle frontiere della Vita: ricerca scientifica e responsabilità della Politica” On. Gianni Alemanno Sen. Alfredo Mantovano Modera: Vittorio Pesato (Vicepresidente nazionale e Coordinatore eletti Azione Universitaria)
Ore 18:00
“Identità e futuro – La sfida per un nuovo centro destra” On. Maurizio Gasparri On. Ferdinando Adornato On. Francesco D’Onofrio, Gennaro Malgieri, Antonio Socci Modera: Claudio Milazzo (Vicepresidente nazionale AU)
Ore 23:00 Festa in Capannina
VENERDÌ 21 LUGLIO
Ore 10:30
Tavola rotonda “Identità” On. Ignazio La Russa Carlo Panella, e Giampiero Cannella Presenteranno anche i libri: “Il Libro nero dei regimi islamici” e ”Rivoluzione Blu”. Modera: Simone Pelosi (Vicepresidente Nazionale AU)
Ore 12:00
“Quale Destra?” On. Gianfranco FINI incontra Azione Universitaria. Introducono: Giovanni Donzelli e On. Giorgia Meloni
Ore 15:00
Assemblea plenaria interna di Azione Universitaria
Si comunica che venerdì prossimo -14 luglio 2006- alle ore 9:00, presso la Sala Consiliare, è convocato il Consiglio comunale della Città di Acerra, in seduta straordinaria, con all’ordine del giorno la surroga del Consigliere On. Roberto Bigliardo, scomparso prematuramente lo scorso 19 giugno. A subentrare sarà Andrea Albachiara, già componente di questa civica assise fino a luglio 2005, quando fu estromesso in seguito al ricorso dell’attuale Consigliere Antonio Bicucci (sentenza Consiglio di Stato n. 352/2005). Nel pomeriggio, invece, alle ore 18:00, sempre nella Sala Consiliare si terrà la solenne commemorazione di Bigliardo, alla quale parteciperanno anche rappresentanze dei Comuni di Procida, Casalnuovo di Napoli e del Parlamento europeo, ed esponenti del partito di Alleanza Nazionale.
Il primo provvedimento concreto del Governo Prodi è la “manovrina”, con le solite più tasse per tutti. Nessuna sorpresa: era già tutto annunciato.
Per i giovani nessuna novità. Sembrava l’avessimo scampata e invece… Non avevamo fatto i conti con lui, il Ministro Visco, il fratello gemello del Fisco. La rapacità di Visco è tale che dovremmo ricordarcelo anche quando andremo a ballare in disco. Leggete qui: entrare in discoteca quest’estate potrebbe costare circa 2 euro in più. Colpa dell’aumento dell’Iva sulle consumazioni obbligatorie, inserito nel pacchetto fiscale varato dal governo. A denunciarlo è la Silb-Fipe, l’associazione italiana imprese di intrattenimento danzanti e di spettacolo, che lamenta che il governo ha deciso il provvedimento senza consultare la categoria e sta valutando se e come attuare forme di protesta.
Giovanardi voleva chiudere le discoteche alle 2; Visco ci vuole far pagare di più l’ingresso in Discoteca. Lasciateci ballare in pace!
A dieci anni dalla fine dell'apartheid la persecuzione razziale in Sud Africa esiste ancora, ma si è capovolta: la praticano i neri nei confronti dei contadini bianchi o "Boeri", i quali, con la connivenza del partito marxista al potere, sono oggetto di una pulizia etnica silente quanto scientifica e brutale. I morti ammazzati, bruciati vivi, segati a metà, violentati e contagiati - bimbi e anziani inclusi - superano quelli israeliani nella seconda Intifada e la lista s'allunga ogni giorno. In rapporto alla consistenza del gruppo, lo stesso che dava da mangiare a mezza Africa, si tratta del record mondiale di omicidi. Il premio per ogni esecuzione è $250, e intanto l'Anc ( il partito Marxista al potere) proibisce alle vittime il porto d'armi, come accadde già in Zimbabwe e Namibia. Insomma ci risiamo: se i cadaveri sono di pelle nera per bloccare il genocidio si muovono Onu, Usa e Ue (vedi il Darfur), mentre se la pelle è bianca e gli occhi chiari nessuno si scompone. Rudi Botes, 47 anni, rinvenuto con gli occhi cavati nella fattoria Genbade presso Bultonfontein. Adriana Van der Riet, 86 anni, uccisa con 20 pugnalate in una fattoria nelle Rocklands. Martmarie de Bruin, 18 anni, stuprata in un lago di sangue nel suo letto a Honeydew. Roelof Gottschalck, 34 anni, impiccato a Rustenburg.
Hanno antichi nomi europei questi martiri del nuovo Sud Africa.
Ma tanta barbarie non nasce dal nulla.
Era anzi prevedibile nel contesto della politica razzista intrapresa dal governo nero di Pretoria.
L'anno scorso il premier Thabo Mbeki, a capo di un monocolore dell'African national congress d'ispirazione comunista, ha varato un pacchetto di leggi per il "Potenziamento economico dei neri" (Bee laws). Che nella sostanza rimuovono il diritto inviolabile alla proprietà privata, cancellano ogni toponimo Afrikaaner, chiudono i loro centri culturali, scolastici, radiofonici, completando la rimozione di ogni segno di matrice europea del Programma per il rinascimento africano. Sulla china del genocidio si arriva però con il programma di ridistribuzione della terra, che consente a qualunque nero accampi un diritto su un podere Afrikaaner, per quanto datato o velleitario, di appropriarsene tout court: immaginate cosa accade quando i tribunali o gli interessati non accosentono. O quando gli imprenditori agricoli rifiutano le società con azionisti neri, imposte dalla Bee.(brani tratti da un articolo di “libero” del 21 Agosto 2004).
"Dalla parte dei consumatori contro gli interessi corporativi, contro pericolosissime lobbies che impediscono al paese di crescere in un clima di libera concorrenza."
Il decreto del "Prode" Bersani ha buttato fumo negli occhi a molte persone ed in particolare alle associazioni dei consumatori, nonchè (ahimè ed ahinoi) ad alcune frange del centrodestra !
Il fumo dalle orecchie invece lo sta facendo uscire ad alcune delle categorie colpite dal decreto ... quelle pericolosissime lobbies e corporazioni che il moralissimo centrosinistra intende bacchettare !
Chi sono costoro ? Chi sono questi avidi e malefici oligopolisti nemici dello stato e del libero mercato?
Si tratta prima di tutto della famosa "lobby dei tassisti", avidi di potere e capitale, capace di condizionare l'economia del nostro paese in maniera pericolosa ed irreversibile, specie quando si tratta di dover fare qualche lavoretto in più (come succede a Napoli), perchè non si riesce ad arrivare a fine mese nonostante l'estenuante fatica giornaliera.
Allora giù con il primo colpo di accetta (o di falce e martello se preferite): liberalizzazione delle licenze con possibilità per uno stesso soggetto di possederne più di una , in modo da gestire più taxi.
Cosa può comportare questo? Che un soggetto dotato di ingenti capitali può "entrare a gamba tesa" nel mercato, allestendo insuperabili compagnie di taxi e spezzando le gambe ai tassisti che ancora stanno pagando una licenza che adesso non vale più nulla !
Ed i vantaggi per il consumatore ? Dovrebbe essere l' abbassamento dei prezzi, ma vista la diffusione delle licenze e gli investimenti delle grandi compagnie di taxi, che tenderanno ad occupare tutto il mercato, sarebbe più probabile la creazione di un cartello in modo che i ricchi signori continuino ad avere il loro margine di guadagno inattaccabile; cosa succede oggi con i gestori della telefonia ? Avete mai notato grosse differenze tra le tariffe di tim, wind, 3 e vodafone ?
Quale era la seconda pericolosissima corporazione da colpire (sempre in nome del popolo consumatore) ?
I FARMACISTI ! Ebbene si, questi loschi figuri si permettono il lusso di detenere l'esclusiva sui "farmaci da banco", CATTIVONI ! E allora via alla libera vendita nei supermercati, così qualche centinaio di miliardi nelle casse delle povere Coop (rosse) ci va a finire e queste risparmiano pure di continuare la raccolta firme che avevano portato avanti fino ad ora, guarda caso, per lo stesso obiettivo centrato da Bersani, ministro DS nonchè grande liberalizzatore !
Ed il decreto di questo "Prode ministro" continua così liberalizzando tralaltro anche i forni perchè i panettieri sono un'altra corporazione nemica del consumatore, ma soprattutto della globalizzazione del pensiero delle masse e del profitto di pochi. Intanto i notai vengono colpiti di "striscio" tanto per convincere che c'è volontà di smantellare le caste privilegiate, ma è chiaramente un intervento prodotto solo a scopo propagandistico, infatti non sono stati toccati i privilegi come la percentuale di guadagno che cresce in maniera direttamente proporzionale al valore dell'immobile, negli atti di vendita .
Benvenuti nella contea di "Prodingham" dove l'odiato sceriffo, stretto parente di quello di Nottingham prende ai poveri (i ceti medio-bassi come artigiani, commercianti e piccoli imprenditori) per dare ai ricchi (capitalisti, lobbies economico-finanziarie, grande distribuzione di beni e servizi)!