Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una cittĂ in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'UniversitĂ Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
Domani mattina a Piazza Montecitorio a Roma insieme al presidente nazionale Giorgia Meloni.
Pensioni, diritto alla casa, al lavoro e alla famiglia, università baronali, scuole fatiscenti, assenza di spazi di aggregazione, droga, nepotismi, caste: questi i temi che Azione Giovani porterà in piazza Montecitorio domani, giovedí 26 luglio, a partire dalle ore 10.00.
Una manifestazione di chiusura della stagione politica, con la quale i ragazzi di Ag con coreografie goliardiche, regaleranno un assaggio di quella che sarà la nuova sfida autunnale, con la campagna che vuole dar vita ad una vera e propria "Rivolta generazionale".
Parteciperà alla mobilitazione anche Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, che dichiara: "Concluderemo l'anno politico con un'iniziativa di piazza, che ci vedrà comunque presenti nonostante il caldo e la data proibitiva, perché sarà la ribellione della nostra generazione l'input politico che caratterizzerà la battaglia di Azione Giovani contro chi vorrebbe relegare i giovani allo status di 'bulli e pupe'".
Quella di giovedí sarà solo un'anteprima: la vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale partirà da settembre, con "Atreju 2007", la tradizionale festa di Ag: "Le giovani generazioni sono chiamate a ribellarsi di fronte allo scempio messo in atto dal governo Prodi, che getta solo ombre sul domani. Esiste un popolo di ragazzi che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l'acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l'intenzione di riprendersi il loro futuro", conclude Giorgia Meloni (red).
Giovedì 26 luglio dalle ore 9,30 saremo nella Piazza di Montecitorio, di fronte la Camera dei Deputati, per protestare contro il Governo Prodi (ed il Ministro Melandri) e le sue scelte anti-giovani su temi come casa, famiglia e pensioni.
Impossibile mancare!
Di seguito l’appello di “Bottoncino”, alias Marco Perissa:
Vi scrivo per comunicarvi la volontà di organizzare una contestazione al Governo per il 26 luglio sotto a Montecitorio. L’idea nasce come spontanea conseguenza di una rapida analisi del presente. Ad oggi i media dipingono la nostra generazione come la “Gioventù Bruciata” persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica. L’orgoglio e la dignità ci spingono a rispondere con il coltello tra i denti a questa provocazione, ricordando e gridando, con quanto fiato abbiamo in corpo, che non siamo “Bruciati”. Due sono gli aspetti centrali della nostra protesta. In primis contestiamo un sistema politico incapace di mettere in piedi un piano economico in grado di offrire risposte sulle grandi problematiche sociali, che non è in grado di risolvere un precarietà lavorativa che genera insicurezza e instabilità nei giovani italiani. Lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di un insolita medaglia. Una politica incapace di mettere in piedi politiche economiche in grado di agevolare la piccola media imprenditoria consentendo al motore dell’Italia di crescere e generare indotto e posti di lavoro fisso, incapace di imporre delle agevolazioni per le giovani coppie che chiedono un mutuo per l’acquisto della prima casa, immobile di fronte al fatto che la nostra generazione rimarrà senza pensione. In seconda battuta ricordare che per ogni giovane che fa uso di droghe ce ne sono dieci che preferiscono lo sport, che per ognuno che muore o uccide ubriaco ce ne sono 1.000 che tornano a casa sani e salvi e che ad ogni becero tentativo di far tornare anni di violenza politica rispondono migliaia di ragazzi che tutti i giorni si impegnano nel sociale e che fanno della loro scelta politica un modello di vita esemplare ed irreprensibile. Insomma, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi reo confesso cerca di scaricare le colpe su di noi, su quella maggioranza, fin oggi silenziosa, che tutti i giorni si guadagna il pane con sacrifici ed umiltà preservando nel loro modello esistenziale i valori cardine di una società migliore, di chi preferisce coraggiosamente la scelta della famiglia a quella della raccomandata, di chi sceglie l’impegno sociale al passamontagna e che nonostante tutto no ha risposte concrete da questa politica. Hanno provato a farci credere che la risposta fosse nel taglio dei costi della politica sferrando tramite la “Casta” un boomerang, in accordo con Corriere della Sera e Confindustria, nella speranza di mettere in difficoltà il sistema politico e con l’obbiettivo di guadagnare nuovi spazi di visibilità. Purtroppo per loro però, la nostra Italia, stanca di essere presa in giro non ci ha messo molto ad accorgersi che Confindustria non era meglio di Prodi e che il sistema bancario italiano era la prima casta da demolire. L’enorme malcontento che ha generato il dibattito politico, l’insicurezza partorita da un governo precario e l’esasperazione di sempre più giovani che hanno enormi difficoltà a spiccare il volo ci danno la possibilità di giocare un ruolo centrale e movimentista nella prossima stagione politica. La capacità di anticipare i tempi della politica è ciò che ha reso grande la nostra organizzazione, per questo e perché non siamo disposti a prendere lezioni di politica e di morale dai diretti responsabili dello sfacelo della nostra terra abbiamo il dovere di dare voce a questa malcontento. L’importanza di questa sfida non ci consente di ponderare l’ipotesi del fallimento numerico. Nonostante il periodo estivo abbiamo scelto la sfida della piazza, come simbolo della contestazione ma anche come la casa ideale della politica che vogliamo. Un pizzico di cinismo mi costringe a ricordarvi che la politica si fa con i numeri, e che l’obiettivo che ci siamo dati da raggiungere è quello di 300 persone. Le cose facili non ci hanno mai appassionato e questa di certo non lo è. 300 persone il 26 luglio per essere ancora una volta interpreti del presente, per poter essere all’altezza di rappresentare un intera generazione.
Nella serata di Venerdì 20 Luglio 2007, presso la sezione di Alleanza Nazionale in via Duomo 21, si è tenuto il primo congresso del Circolo Territoriale di AN “Angelo Manna”, per il rinnovo delle cariche elettive. A dirigere i lavori, il Dott. Valerio Abussi, dirigente provinciale del partito di Fini, che ha registrato una solida e compatta unitarietà sulla candidatura di Gerardo Bigliardo, già commissario della locale sezione ed esponente della Federazione Provinciale di Napoli, eletto Presidente per acclamazione, con grande soddisfazione di tutti gli iscritti intervenuti.
Il congresso ha anche visto l’elezione dei 5 dirigenti cittadini previsti dallo statuto. Entrano pertanto in consiglio direttivo: Nicola de Laurentiis (dipendente comunale), Giovani Goglia (sindacalista UGL, dipendente ASL),Luigi Montano (avvocato), Vincenzo Piccolo (imprenditore) e Alessandro Sicignano (medico, già facente parte della passata giunta di centrodestra). A questi nomi si aggiunge quello di Ulderico de Laurentiis, che in qualità di Presidente di Azione Giovani,è componente di diritto del direttivo, mentre ne prossimi giorni il neo eletto Presidente di AN, scioglierà la riserva sulla nomina di altri 4 componenti, per un numero totale di dieci.
A margine del congresso, l’assemblea degli iscritti ha augurato buon lavoro al Presidente Bigliardo e ai componenti del direttivo, con l’auspicio che inizi una stagione di opposizione maggiormente incisiva e col mandato a proseguire sulla strada del coordinamento costante con gli altri partiti del centrodestra, verso l’alternativa di governo in città.
"Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento...
Io accetto la....ho sempre accettato il....più che il rischio, la....condizione, quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che dovevo correre questi pericoli.
Il....la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in, come viene ritenuto, in....in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me.
E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare e....dalla sensazione che o financo, vorrei dire, dalla certezza che tutto questo può costarci caro.
Dal Messaggero di ieri, edizione nazionale, pagina 8.
«Storace torni in An, è quella la vera destra»
Rampelli: «Basta lezioni sulla nostra cultura politica, il partito non vuole vittorie senza di te»
Caro Storace,
se una persona con la tua storia esibisce un “bisogno di destra” penso debba essere considerata, così ho rivisto un pezzo della strada percorsa insieme e mi sono saliti alla gola alcuni quesiti…
E' stato di destra aver chiamato a far parte della Giunta regionale da te presieduta l'allora consigliere del Cdu Giulio Gargano, contro le indicazioni del suo partito dell'epoca e promuoverlo poi assessore ai trasporti e lavori pubblici, conferendogli enorme credibilità? E' stato di destra, conoscendo il suo girovagare da un partito all'altro, farlo entrare in An? E' stato di destra imporre alla tua maggioranza di votarlo capogruppo subito dopo le elezioni, pochi mesi prima che fosse condannato?
E' stato di destra annullare tutti i tuoi impegni elettorali nelle elezioni politiche del 2001 perché Fini aveva designato nel collegio al Senato di Frosinone, un candidato diverso da quello che volevi tu?
E' stato di destra, sul tema della democrazia interna, pretendere il deferimento di tre dirigenti rei di aver chiesto con una lettera aperta ai militanti di poter discutere negli organi preposti l’opportunità della Lista Storace? Quando avevi il potere di costruire un partito partecipato nel Lazio ci siamo trovati prigionieri delle oligarchie… perché oggi che ti accingi a fondarne uno nuovo le regole dovrebbero essere diverse?
E' stato di destra sottrarre con la Lista Storace ad An buona parte di quel 7% di consensi raggiunti e dei 5 consiglieri regionali espressi, salvo poi constatare che uno solo è rimasto al suo posto mentre quattro hanno cambiato partito?
E' stato di destra negare spesso meritocrazia e capacità di raccogliere il consenso perseguendo troppe volte logiche di potere e di corrente?
E' stato di destra andare a fare il Ministro della Salute in seguito alla sconfitta, dopo l'accanimento con il quale accusasti Badaloni di tradire il mandato dei cittadini perché non rimase a fare il capo dell'opposizione e dopo che in campagna elettorale avevi giurato il contrario?
E' stato di destra recriminare sull’approvazione della mozione contro la faziosità dei libri di testo scolastici, salvo cavalcarla mediaticamente e non dargli, come era nel tuo mandato, il seguito che tutti aspettavano?
E' stato di destra attaccare costantemente Berlusconi e Fini facendo somigliare noi e la coalizione ai nostri litigiosissimi avversari, salvo ora riscoprire il valore del Cavaliere? Come mai questa improvvisa conversione?
E’ di destra farsi eleggere senatore con An per poi fuoriuscirne senza dimettersi da Palazzo Madama, come se il seggio fosse proprietà privata e non degli elettori di An?
E' di destra appropriarsi della fiaccola della Giovane Italia, del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani adottandola come simbolo del tuo nuovo partito, dimostrando disprezzo per tutto ciò che rappresenta? Nessuno ha mai strumentalizzato - nella dialettica con An – quell’immagine. Ricordi, gioie e sofferenze si celano dietro di essa, insieme all’ingenuità e alla spensieratezza di decine di migliaia di ragazzi che hanno il diritto di essere lasciati in pace.
La risposta alla tua battuta riportata su un’intervista, caro Francesco, è sì. Sì, avresti dovuto metterci un’auto blu al posto della fiaccola come simbolo di questo nuovo partito, perché il numero di auto blu che la Regione Lazio ha avuto sotto il tuo Governatorato è stato davvero eccessivo. Mi permetto di farti presente che non è obbligatorio usarne (la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, alla quale ti rivolgi con insolita scortesia, ha scelto - diversamente da te - di non utilizzare questo ‘privilegio’ e ha scelto anche di non fare di questa abitudine propaganda). Le nostre sedi, i nostri comizi sono stati trasformati in quel periodo in luoghi circondati da quelle auto blu che dici di disprezzare, con stuolo di autisti, segretari e guardie del corpo. Mi avete fatto vergognare di essere di destra. Non hai avuto la responsabilità esclusiva di quella ‘degenerazione’, te lo riconosco, ma una concorrente responsabilità oggettiva.
Sono argomenti che conosci, che ho provato a sottoporti già in passato quando momenti indimenticabili mi hanno dato la sensazione che, di lì a poco, avremmo cambiato il mondo. Non è andata così, purtroppo. Hai rappresentato per tanti una speranza e poi una delusione, ma questo non significa nulla perché nella storia delle persone e dei popoli niente è immobile, come ha dimostrato la tua irresistibile ascesa. Se sei davvero quel militante che affermi, rinuncia alla ribalta e ai fuochi d’artificio, sforzati di fare autocritica (è l’altra faccia della verità) e sarai accolto a braccia aperte nella comune famiglia che dici di voler abbandonare. Perché la persona che sta mollando gli ormeggi non è Francesco Storace, il caterpillar, il comunicatore, il ‘piccolo principe’ (appesantito da un po’ di pancia), ma la caricatura del Governatore. Lascia quel ricordo al suo destino, insieme all’autoritarismo, e torna ciò che sei stato, un esuberante e generoso ragazzo di destra. L’esperienza trascorsa ti renderebbe praticamente invulnerabile.
Sono stato duro, lo so, ma capisci che era insopportabile per molti di noi farsi dare “lezioni di destra”. Le mie sferzate erano e restano quelle di chi non vuole assistere a una nostra vittoria senza di te. Sarebbe una mezza sconfitta… Pensaci.
“Mi auguro che Storace ci ripensi perché la nostra comunità militante non accetterebbe questo sfregio, non può accettarlo in memoria di chi ci ha preceduto, e non può consentirlo nel rispetto di chi verrà dopo di noi”. Parole e musica di Giorgia Meloni, Presidente Nazionale di Azione Giovani, (per quelle 15 persone che non lo sanno ancora, parliamo dell'Organizzazione giovanile della destra italiana). Parole e Musica che sono risultate subito stridule e stonate a tre o quattro, più o meno famosi, giovani militanti, che messi insieme raggiungono un paio di secoli anagraficamente certificabili e che ora in ricordo dei bei vecchi tempi andati, hanno messo su una sorta di circolo delle bocce e scopiazzatp l'emblema di una serie mitica di generazioni, di giovani militanti, di martiri e di eroi, che avvicendatisi negli anni si sono passati la Fiaccola come una testimone, dai più anziani ai più giovani, passando per il Fronte della Gioventù, fino ad arrivare ad Azione Giovani. Giorgia Meloni ha ricevuto risposte a dir poco irritanti, da questi "giovani" portatori della pseudo-fiaccola, autoproclamatisi interpreti universali della vera destra.
Questi vispissimi giovanotti, l'hanno accusata di credersi "immune dalle sciocchezze" e con soddisfazione hanno proposto di mostrare atti notarili, diritti, scarabocchi e chissà quant'altro utile a legalizzare lo "sfregio" della Fiaccola. Ecco a voi la "vera destra", gli improbabili esploratori partiti alla ricerca dei valori che noi - (a dir loro) - abbiamo perduto, eccoli pronti a sfruttare un simbolo carico di antiche e nuove speranze, di pianti, di passione, di sangue e di sogni, per puri fini di marketing politico. Infatti, se c'è una cosa che al Senatore Storace, in questi anni non è potuta assolutamente sfuggire, è la forza dei nostri cuori, la compattezza (nel bene e nel male) del nostro movimento, il coraggio e la fermezza di chi guida la nostra comunità a tutti i livelli, dai circoli di provincia, fino alla massima carica nazionale ... il nostro dna identitario.
Insomma, la reazione la si dava quasi per scontata presso questo virtuosissimo circolo di bocce ...
Una Fiaccola al posto giusto ed un bel pò di pubblicità e di tam tam sono assicurati ... inoltre si ottiene anche un ottimo specchietto per giovani allodole !!!
Vogliamo assistere a tutto ciò inerti? Oppure strapparci le vesti e lamentarci inutilmente ??? Non ce lo possiamo permettere. Per la nostra storia, per la nostra forza d'animo, per tutto ciò in cui crediamo, per il domani che ci appartiene ... NO !
La Base di Azione Giovani, deve mobilitarsi per la Fiaccola, non deve e non può lasciare sola Giorgia Meloni in questa battaglia, la Base deve rispondere, con forza, con determinazione, ma anche con Goliardia, con un sonoro "pernacchio", ridicolizzando i "COPIONI".
E' per questo che parte una proposta, una campagna, denominata "Copioni" !
Passiamo allo sberleffo, usiamo le armi della satira e dello sfottò !!!
Inseriamo il logo dei "Copioni" come banner sui nostri blog e siti, stampiamolo su adesivi, cappellini e magliette, facciamolo girare in segno di protesta per lo "sfregio" della Fiaccola ... goliardicamente, per l'onore di Azione Giovani !
Pedofilia: Giorgia Meloni si appella alla Polizia postale per oscuramento network puellula.com
Il vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, aderisce all'appello di AsgMedia e chiede alla Polizia postale di "oscurare prontamente il sito pedofilo puellula.com." "In attesa di un tempestivo intervento degli organi competenti, mi rivolgo al senso di responsabilità civile di ognuno di noi ed a quello di tutti coloro che dispongono di competenze tecniche informatiche necessarie a rendere questo vergognoso sito inaccessibile", conclude l'Onorevole Meloni (red).
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani dichiara in una nota: “Consideriamo non condivisibile la scelta di Francesco Storace di lasciare Alleanza nazionale ma la rispettiamo, come rispettiamo la sua storia. Proprio per questo però ci aspettiamo lo stesso rispetto per la nostra organizzazione giovanile”.
Storace sa bene che quella fiaccola, il simbolo che ha scelto per il suo nuovo movimento appartiene, storicamente ai giovani della destra, dalla Giovane Italia, al Fronte della Gioventù fino ad Azione Giovani. Sa bene che in essa si riconoscono migliaia di ragazzi: quelli che ogni 19 luglio a Palermo ricordano con una fiaccolata il giudice Paolo Borsellino, sfilando contro la mafia e avanzano nuove proposte per sconfiggerla; quelli che quest’anno in tutte le università d’Italia hanno contestato duramente il governo, opponendosi ai tagli previsti dalla Finanziaria; quelli che oggi nella Conferenza dei presidenti delle Consulte provinciali italiane possono contare sul gruppo più numeroso; quelli che nelle amministrazioni locali ogni giorno avanzano progetti e proposte; che per il 10 febbraio si sono mobilitati in ogni città per intitolare una via, una piazza ai nostri martiri del confine orientale; che il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale contro la droga hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale per opporsi alla legge Ferrero, consegnando un enorme spinello al ministro della Solidarietà sociale; quelli che in tutta Italia ogni giorno subiscono attacchi di violenza politica e decidono di non rispondere con la violenza ma con la militanza e la passione; quelli che in occasione del referendum sulla procreazione assistita hanno avuto il coraggio e la forza di portare avanti le loro idee nonostante le dissonanze con il partito; quelli che quotidianamente non si accontentano di fare testimonianza ma lavorano per costruire un futuro diverso” continua l’esponente di Ag.
“Storace sa bene quanto sia per noi rappresentativa ed identitaria la fiaccola, come sa bene che pur mantenendo fermo il principio di autonomia i ragazzi di Azione Giovani si riconoscono in Alleanza nazionale. Utilizzare il nostro simbolo per lanciare un diverso movimento significa impropriamente coinvolgere la nostra organizzazione in una diatriba che non ci interessa. Chiediamo a Storace di modificare il suo logo, perché non vorremmo mai trascinare un simbolo così importante e ricco di storia nello strumento di un’imbarazzante querelle legale”, conclude Giorgia Meloni.