Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una città in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
La Comunità Militante di Azione Giovani Acerra, raggiunge un altro traguardo con l'elezione a Presidente di Azione Universitaria del Circolo D'Ateneo Parthenope, di Ciro Bianco.
Azione Universitaria è un'associazione studentesca universitaria che opera negli atenei di tutta Italia. Appartiene al movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Nasce ufficialmente nel 1996 quando sulla scia della svolta che coinvolse il MSI, anche l’organizzazione studentesca nazionale Fuan (Fronte Universitario di Azione Nazionale) mutò il suo nome in Azione Universitaria.
Dalle esperienze del Fuan e dei circoli giovanili di Alleanza Nazionale nasce un nuovo soggetto politico che, insieme ad Azione Giovani, un altro gruppo giovanile che opera a livello territoriale, rappresenta tra le nuove generazioni le idee, le istanze, i progetti e le proposte del movimento presieduto da Gianfranco Fini. Diffusa sull’intero territorio nazionale, Azione Universitaria che comunque è un gruppo autonomo rispetto al partito di riferimento, ha propri rappresentanti, nazionali, regionali e locali eletti negli organi accademici di tutti gli atenei d’Italia. Au è presente, inoltre, all’interno del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU)e del Consiglio Universitario Nazionale (CUN).
“OLTRE IL MURO DEI DIRITTI NEGATI. LIBERTA’ IN CINA, TIBET E BIRMANIA”: con questo slogan il 9 novembre Azione Giovani festeggerà i primi 18 anni dalla caduta del muro di Berino, concentrando la sua attenzione sulla Cina, sul Tibet e sulla Birmania.
Le tre questioni, peraltro strettamente correlate per via dell’occupazione cinese nella terra del Dalai Lama e del palese sostegno del regime comunista di Pechino alla giunta militare birmana, portano alla ribalta muri odiosi che non cadono e anzi si rafforzano grazie ai timori e alle connivenze dell’Occidente: violazione dei diritti umani, negazione della libertà religiosa e delle identità culturali, sfruttamento del lavoro e dell’ambiente sono i paradigmi su cui si regge un sistema totalitario che incarna le abiezioni ideologiche e repressive del comunismo e le peggiori degenerazioni del turbo-capitalismo.
Con buona pace dei tanti soloni che parlano della Cina come di una grande opportunità di sviluppo, noi riteniamo che la destra giovanile debba fare della battaglia contro il regime di Pechino una battaglia epocale di civiltà proprio come anni fa i nostri fratelli maggiori fecero contro il comunismo sovietico.
Non contro il popolo cinese, ma per il popolo cinese. Per la sua libertà, per i suoi diritti. E al contempo per quelli dei popoli vicini e dei nostri popoli europei che appaiono indifesi di fronte alla competizione con un Paese in cui si viola qualsiasi regola del mercato del lavoro.
Azione giovani costruirà nelle piazze principali delle città i muri di cartone, riempiti con le parole d’ordine di quei regimi (censura, aborto obbligatorio, lavoro senza diritti e senza regole, ambiente violentato, negazione della libertà di culto, annientamento delle identità, concorrenza sleale) per poi abbatterli con la gioia e l’entusiasmo che caratterizzò i fratelli berlinesi quell’indimenticabile notte del 9 Novembre 1989.
«Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina". Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati». Walter Veltroni, giugno 2006.
«Quando il 75% degli arrestati proviene da un solo Paese, e tutti gli episodi hanno la stessa modalità, ovvero aggressione violenta, furto, stupro e omicidio, esiste un problema specifico. Prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo. Ritengo che l'Europa debba chiamare in causa le autorità romene». Walter Veltroni, oggi, 31 ottobre 2007