Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una cittĂ in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'UniversitĂ Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
All'Eccellentissima Reggenza della Repubblica di San Marino
Al Consiglio Grande e Generale
Posto che da anni i Campani sono stretti nella morsa dell'emergenza rifiuti, dello sversamento illecito di rifiuti tossici nelle proprie terre, dei malaffari delle ecomafie, dell'incapacità dei politicanti che hanno governato e tuttora governano la regione. Che inoltre, in questo contesto, il cittadino campano sta subendo da tempo:
- negazione del diritto alla salute: alta incidenza di tumori su buona parte del territorio dovuta a presenza di sversatoi illegali, discariche abusive e quant'altro.
- negazione del diritto ad un fisco equo e giusto: i campani pagano tasse e tariffe salatissime per servizi di raccolta differenziata, igiene urbana ecc. che non vengono assolutamente espletati. Con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
- negazione del diritto a manifestare: oramai anche le proteste legittime e pacifiche sfociano per un motivo o per l'altro in sonore manganellate, anche per figli, padri e madri di famiglia.
Inoltre i cittadini della Campania vedono rovinata la propria immagine in Italia e nel mondo, rifiutati i prodotti delle proprie terre, disastrata l'economia agricola che rischia di non poter sostenere più le numerose famiglie che grazie ad essa vivono da anni in quelle terre ora martoriate e nonostante l'immane disastro non c'è nessuna volontà pratica di bonificare le zone altamente inquinate.
Pertanto i Cittadini Campani sottoscrittori di questa petizione nel chiedere alla Repubblica di San Marino di ricevere asilo ed essere accolti con lo status di "rifugiati" nel territorio della Repubblica, non sentendosi più garantiti dal Governatore della Regione e tantomeno dal Governo Nazionale... fanno proprio il motto di fondazione sammarinese: "Relinquo vos liberos ab utroque homine" - Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo - nella speranza di potersi liberare presto sia da Bassolino che da Prodi.
Il 2007 non era terminato nel migliore dei modi per l’Amministrazione di sinistra-centro di Acerra. Dapprima la diffida prefettizia che secondo AN sembrerebbe preludere ad uno scioglimento del consiglio comunale; poi il gigantesco e grottesco flop del corteo storico-rinascimentale costato 46.000 euro e oltre e seguito più dai militanti di Azione Giovani che contestavano le inutili spese, che dalla folla di pubblico plaudente che avrebbe sognato il Sindaco Marletta e chi gli è più vicino. Sono poi seguite altre scaramucce che però nulla sono a confronto con la figuraccia rimediata nella trasmissione di La7, condotta da Ilaria d’Amico, dove (artatamente e a causa di non meglio specificate manipolazioni secondo Marletta), il primo cittadino di Rifondazione Comunista scherza coi dati riguardanti l’incidenza della diossina, parlando di numeri da giocare al lotto, con conseguente inferocimento popolare, espresso fortunatamente solo a mezzo web e stampa, da parte di cittadini, associazioni e partiti che proprio non l’hanno mandata giù questa volta.
Il 2008 invece è iniziato meglio, anzi peggio, con l’emergenza rifiuti divenuta prepotentemente caso nazionale e con un manifesto affisso nei giorni scorsi dal centrodestra in cui a tal proposito non si risparmiano accuse e battute al vetriolo nei confronti della compagine amministrativa acerrana che naviga ormai di crisi in crisi, in un crescendo di dissenso popolare nonostante le decine e decine di roboanti comunicati stampa, tra cui ultimo in ordine di tempo quello che annuncia la predisposizione di un piano per la raccolta differenziata che fa un po’ sorridere vista la grave emergenza in cui si trova tutta la Campania e visto che siamo ormai vicini all’ultimo anno di governo per Marletta e compagnia. Forse avrebbero dovuto pensarci qualche anno fa …
Nell’annunciare che mentre scriviamo, gli ex Democratici di Sinistra sono impegnati in una conferenza stampa nella loro sede di Piazza Castello, per presentare un documento contro l’amministrazione da cui sono usciti nei mesi scorsi, riportiamo fedelmente il manifesto affisso da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Democrazia Cristiana e Nuovo PSI sui muri cittadini:
CON BASSOLINO E MARLETTA LO SFASCIO E’ PERFETTO
La tragedia che ha colpito la Campania, costretta a vivere sotto una montagna di rifiuti, ha avuto un epilogo a dir poco esilarante.
- Il “verde” Pecoraro Scanio ed il Senatore Sodano di Rifondazione Comunista, hanno plaudito al “nuovo piano per l’emergenza rifiuti” varato dal Governo Prodi. Il piano prevede la costruzione di tre inceneritori ad Acerra, Salerno e S. Maria la Fossa, sotto la regia dell’ex Capo della Polizia De Gennaro con l’aiuto dell’esercito.
- Ricordate Pecoraro e Sodano, con Marletta in testa ed il codazzo di comitati, marciare ad Acerra contro l’inceneritore? Ora stanno zitti e attaccati alla poltrona, proprio come fa l’autore dello sfascio, il Governatore Bassolino. E mentre questo accade al Governo, il Sindaco Espedito Marletta, utilizzando ancora denaro pubblico, strologa su un delirante manifesto con toni da zitella stizzita vomitando veleni e dimenticando che:
- sotto la sua gestione Acerra ha visto crescere l’inceneritore, il Pantano sta ingoiando immondizia che sta arrivando da tutte le parti, mentre si prepara a ricevere anche le balle di tal quale depositate a Caivano. Per non parlare della riapertura della ex Montefibre e la costruzione della mega centrale elettrica.
- sotto la sua gestione costringe gli avvelenati acerrani a sballottarsi da uffici in uffici, da lui creati, per difendersi dalle tonnellate di bollette per l’acqua, l’aria, le multe, Ici, Tarsu ovvero cornuti e pure mazziati.
Mentre i miliardi vantati per la tanto strombazzata bonifica non arrivano mai, Marletta invece organizza cortei storici, feste di carnevale, contributi a persone sconosciute, consulenze e sprechi. Acerra sta morendo !!
La Campania ha avuto il “suo” Bassolino, Acerra il “suo” Marletta
Acerra – “Il Sindaco Marletta mangia cavoli in televisione, ma per l’agricoltura acerrana sono solo <<cavoli amari>>”. Lo afferma Ulderico de Laurentiis, Presidente di Azione Giovani Acerra e Coordinatore Provinciale dei giovani di Alleanza Nazionale. “La richiesta di danni per milioni di euro, avanzata in questi giorni da Coldiretti in Campania è fondata e purtroppo annuncia quella che può rivelarsi una vera e propria tragedia di smisurate dimensioni per l’economia agricola che ad Acerra sostiene ancora numerosissime famiglie e aziende. In queste ore, da più parti ci è giunta notizia di forti difficoltà per gli agricoltori acerrani, i quali stanno ricevendo numerose disdette per i contratti di compravendita dei loro prodotti. Frutta e verdura delle nostre campagne vengono rifiutate dal mercato perché invendibili, a causa della paura generata nei consumatori dai servizi televisivi che mostrano il disastro ambientale nelle aree campane a vocazione agricola come l’agro acerrano.” L’esponente di Azione giovani conclude affermando che: “l’amministrazione di centrosinistra, finora molto più propensa ai proclami che a concrete azioni nei confronti del comparto agricolo, dovrebbe intervenire subito a tutela dello stesso, anche in vista del fatto che l’arrivo in città delle balle del CDR di Caivano, su un sito già dichiarato non idoneo dalla magistratura, produrrà altra pubblicità negativa ed una ulterioriore <<pugnalata>> all’agricoltura del nostro territorio.”
Napoli, 9 Gennaio 2008.
Era il primo giorno di Aprile del 1993, quando in piena “Tangentopoli” i militanti dell’ allora MSI – Fronte della Gioventù formarono una catena umana intorno a Palazzo Montecitorio, chiedendo lo scioglimento delle camere. I giovani della destra indossavano delle magliette con su scritto “ARRENDETEVI SIETE CIRCONDATI” e tentarono di impedire l’accesso all’edificio agli esponenti di un Parlamento che vedeva decine e decine di deputati, senatori, ministri e sottosegretari accusati dei reati di corruzione, concussione e finanziamento illecito dei partiti.
Il quadro era quello di un’Italia dove la classe dirigente era pesantemente coinvolta in numerosi illeciti, dove si gonfiavano a dismisura le spese dello stato e degli enti locali, dove la gestione della cosa pubblica era in mano a persone spregiudicate e disoneste; un “vaso di pandora” scoperchiato dalle dichiarazioni di Mario Chiesa al pool di magistrati denominato “Mani Pulite” come l’inchiesta da loro condotta. L’intero Paese stava offrendo un’inaudita immagine di se al mondo intero, la popolazione era sfiduciata e terrorizzata da quanto si stava scoprendo, volavano monetine, penzolavano cappi e manette, si scioglievano grandi partiti nazionali sotto la scure della magistratura inquirente.
Il 1993 come il 2008, l’emergenza rifiuti come tangentopoli !
Stamani, la destra di AN – Azione Giovani ha circondato Palazzo Santa Lucia, la sede della Regione Campania, come nel ’93 Montecitorio, con quelle stesse magliette dei ragazzi del “Fronte”, con quella stessa dicitura “Arrendetevi Siete Circondati”, con la stessa forza di volontà di allora tesa a rappresentare un monito, un avvertimento o meglio una realtà ! Perché oggi come nel ’93, la giovane destra scende in campo per difendere i diritti e l’onore di una popolazione fin troppo umiliata dalle tonnellate di immondizia per strada, dalla diossina che contamina gli organismi, dalla disonestà che ha già profondamente contaminato gli spiriti, dalle scelte sbagliate e dalle non-decisioni che hanno messo la Campania e l’Italia intera sotto la lente del mondo scandalizzato dal grado di inciviltà in cui ci hanno rapidamente portato le truppe sinistre che da decenni dis-amministrano le nostre terre. Azione Giovani questa mattina ha circondato la Regione Campania per rendere esecutivo lo sfratto di Antonio Bassolino dalla poltrona di governatore. Palazzo Santa Lucia oggi come Montecitorio quindici anni fa, rappresenta il centro della mala-politica, della cosa pubblica affidata all’incapacità e all’inettitudine, dei miliardi sprecati, del potere fine a se stesso, dell’emergenza che dura ininterrottamente e senza soluzione da 14 anni e che ha portato la nostra gente a dover rinunciare anche ai più elementari diritti civici. I napoletani in questi anni sono stati costretti ad essere relegati nella barbarie, a dover diventare una barzelletta mondiale, a subire l’umiliazione, la paura e il danno del disastro sanitario e ambientale, a pagare milioni e milioni di tasse che andavano a finanziare la non risoluzione di problemi che continuavano a gravare sulla popolazione stessa. Intanto alla derisione sopraggiungevano le accuse, come se la colpa fosse dei cittadini se le discariche sono state chiuse senza un’alternativa, se gli inceneritori si vogliono costruire nei territori dove già si muore a causa dell’inquinamento, se milioni di euro vengono sprecati in inutili call-center e campagne propagandistiche invece che essere investiti in una concreta e strutturale risoluzione dell’emergenza rifiuti, se le bonifiche restano sulla carta mentre gli sversamenti illeciti continuano in barba ai provvedimenti giudiziari, le inchieste cadono, i reati vengono prescritti, i colpevoli restano nell’ombra.
Tangentopoli segnò la fine della Prima Repubblica e l’inizio di una seconda, forse migliore, forse no, ma il cambiamento era necessario e sacrosanto, come minimo tributo all’Italia onesta.
L’Emergenza Rifiuti che vede in questi giorni l’esasperazione della popolazione arrivata al culmine, segnerà la fine dell’era Bassoliniana e di tutto l’apparato che ha permesso questo disastro, la società civile tutta è stanca di questa classe dirigente.
La destra può guardare ancora la gente negli occhi e contribuire alla rinascita della Campania.
Vi abbiamo circondati, è tempo che vi arrendiate !
Alcuni amici che hanno deciso di intraprendere altri percorsi politici, delusi per non aver trovato spazi politici in An, più per loro demeriti che per altre reali motivazioni, sostengono che il partito nato a Fiuggi sia arrivato al termine della sua breve storia politica. An non avrebbe più spazio politico, dicono, in quanto la sua area sarebbe minacciata da due operazioni mediatiche, come il Popolo della Liberà di Berlusconi e il nuovo partito di Storace. Il rischio dell’isolamento, il ricatto del solo “voto utile” al PdL per arginare il Pd di Veltroni, renderebbero molto stretta l’area elettorale di An. E’ opportuno a questo punto fare alcune considerazioni per capire perché Alleanza nazionale non ha nulla da temere per il suo futuro politico, a patto che continui ad operare in termini politici.
Nel luglio del 2006 Fini ha avuto modo di illustrare il documento più importante della destra democratica dopo Fiuggi. In “Ripensare il centro destra nella prospettiva europea” si legge che occorre andare “oltre i partiti e i confini della Cdl” prendendo atto dell’esistenza di “un popolo della libertà che finalmente ha preso coscienza di sé”; edancora “An deve pensarsi e strutturarsi come “partito-polo” capace di rappresentare le istanze del popolo della libertà”.
Senza gazebo ed annunci plateali, ma a seguito di una profonda analisi politica e di un’ampia discussione la destra ha anticipato il proclama di Piazza San Babila. Successivamente, An ha portato in corteo a Roma mezzo milione di persone per protestare contro il governo su due temi molto sentiti fra i cittadini, come le tasse e la sicurezza.
Ancora dopo, Fini ha sorvolato la capitale per fare un sopraluogo sulle zone segnate dal degrado, mentre alcune sue proposte sull’immigrazione hanno trovato il consenso della maggioranza degli italiani, consentendogli di raggiungere vette altissime di popolarità .Mentre, dunque, la destra faceva la politica, elaborava documenti e portava in piazza gli italiani, Berlusconi si impegnava in un assordante campagna di proclami per annunciare il passaggio nelle file del centrodestra di diversi senatori e l’imminente caduta del governo.Il resto lo conosciamo: la “spallata” non è riuscita e il Cavaliere, per dribblare le legittime richieste degli alleati di cambio di strategia, ha spostato il tema della discussione politica, annunciando, improvvisamente, la nascita di un nuovo partito.
Ce ne vogliamo fare una colpa se An ha una consolidata capacità di far politica e di saper interpretare i sentimenti degli italiani?
E vi è di più: dal 1994 ad oggi An è stato l’alleato più leale dell’intera coalizione e, probabilmente continuerà, ad esserlo, quando la tempesta si sarà placata. La sua specificità sta nel fare politica senza ricorrere ad annunci roboanti. An non è nata dal predellino di una macchina, ma da storie di uomini e donne che hanno condiviso un difficile e coraggioso percorso, si sono ritrovati nei congressi per discutere di politica, hanno subito scissioni, lacerazioni, sconfitte, hanno conosciuto gioie e vittorie e tutto quello che rende speciale l’appartenenza ad una comunità.Il consenso popolare conquistato con il contatto quotidiano e con l’impegno continuo sono alla base di una politica vera e di un partito radicato, in quanto la politica, come i partiti e gli uomini che la interpretano, non sono prodotti che si possono vendere o acquistare e di cui non ci si può disfare quando non servono più.
Il ritorno alla politica, tenacemente portato avanti da An, è ciò che deve animare il nuovo centrodestra per ritrovare, con il dialogo e la comprensione delle istanze e delle specificità di ogni sua componente, le ragioni dell’unità.
Quella grande unità che, oggi più che mai, tutti gli elettori chiedono al centrodestra, non solo per mandare a casa una parte politica a noi avversa, ma per salvare, prima di tutto, il nostro Paese.
Quella sostanziale unità che la destra di An, ponendo in essere comportamenti politici chiari, corretti e coerenti, non ha mai messo in discussione, percependola, seriamente, come il valore aggiunto e fondante anche del nuovo centrodestra che, a differenza della coalizione di governo, continua ad avere radici, programmi e valori comuni.
«Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina". Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati». Walter Veltroni, giugno 2006.
«Quando il 75% degli arrestati proviene da un solo Paese, e tutti gli episodi hanno la stessa modalità, ovvero aggressione violenta, furto, stupro e omicidio, esiste un problema specifico. Prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo. Ritengo che l'Europa debba chiamare in causa le autorità romene». Walter Veltroni, oggi, 31 ottobre 2007
- 5 ottobre 2007 - I rom sono «un vulcano, una bomba a tempo» per la sicurezza delle città. Ma il governo di "Valium-Prodi" «non ha fatto nulla» per fermare gli ingressi dalla Romania e alla fine, a pagare sono «i più deboli». È l'ultimo attacco di Beppe Grillo. «Una volta - attacca il comico dal suo blog - i confini della Patria erano sacri. I politici li hanno sconsacrati».
Nessuno o quasi l'aveva previsto: fino a "ieri" il comico prestato all'(anti)politica sembrava essere un problema della sinistra ... sembrava! Devo dire che nonostante lo avvertissi in maniera quasi naturale, non avevo ben compreso il vero perchè di questa percezione diffusa che convinceva in buona parte anche il sottoscritto. Tuttavia pur constatando che le tematiche di Beppe Grillo erano per molti aspetti vicinissime ad una certa (e sinistra) area politica, il dubbio che il suo "lavoro" si concentrasse solo su di un determinato segmento era fortissimo.
Infatti la recente presa di posizione sui Rom, sull'Europa e sui confini della Patria, ha spiazzato tutti, provocando la reazione della sinistra, come testimoniano le esternazioni di Gennaro Migliore di Rifondazione Comunista che lo accusa senza mezzi termini di "xenofobia", termine finora esclusivamente e gentilmente dedicato agli esponenti di destra che sollevavano il problema dei nomadi oppure evidenziavano le difficoltà legate all'immigrazione selvaggia. La forza magnetica di quest'ultima presa di posizione grilliana a destra, la si evince fequentando blogs e forum politici dell'area dove elettori, simpatizzanti e militanti di AN, Lega, Fiamma Tricolore, Forza Italia ecc. che finora avevano mantenuto un atteggiamento di sostanziale indifferenza o distanza dal comico genovese, iniziano a cedere.
Su Politica Online ad esempio, nelle sezioni dedicate ad AN e Lega qualcuno dice "Come si fa a non essere d'accordo con (quasi) tutto quello che dice?" - oppure qualcun altro entusiasta si chiede perchè intervenga solo sui Rom; a questa tendenza va aggiunta la partecipazione di esponenti della destra radicale, con striscioni, al Vaffa Day di alcuni giorni fa.
E' l'antipolitica che come il "nulla" della "Storia Infinita" avanza divorando anche la nostra area? Prima di darci una risposta in merito, chiediamoci che cos'è l'Antipolitica.
A chi scrive viene da pensare che si tratti semplicemente di una parola chiave imposta dai soliti "media mainstream", per farci assimilare con sottile coercizione psicologica un concetto, per imporre una visione della realtà che non è la nostra; proviamo invece a guardare il fenomeno Grillo con i nostri occhi e ad analizzarlo con la nostra testa. Un esercizio che possiamo compiere facilmente se ci liberiamo della poltiglia psicomediatica a cui siamo soggetti ... ecco un paio di esempi:
Esempio 1
Visione imposta Grillo è a capo di un vasto movimento con idee, proposte ed un programma che interpretano quello che davvero vogliono i cittadini, egli ha conquistato la rete ed è riuscito a portarla in piazza, è credibile, onesto e distante dalla politica.
Visione alternativa Grillo era un comico in pesante declino che oggi si è riciclato iniziando a dire ovvietà di sinistra e da poco anche ovvietà di destra, sfruttando l'immobilismo dell'attuale classe dirigente e portando poche decine di migliaia di persone in piazza grazie ad un immane e certosino lavoro di comunicazione non convenzionale che gli esperti chiamano "marketing virale"; non è poi così distante dall'attuale politica se fa comunella col partito di Antonio Di Pietro.
Esempio 2
Visione imposta Il Vaffaday è stato un successo, ha messo seriamente in crisi la politica, hanno partecipato ben 300.000 persone, il fenomeno Grillo ora è un fatto concreto ... bisogna prendere atto del cambiamento.
Visione alternativa Il vaffaday è stato un spettacolo in piazza di Beppe Grillo, sono state raccole 300.000 firme (che non significa 300.000 persone in una sola piazza) grazie alla mobilitazione di gruppi di fan del comico in tutta Italia e alla straordinaria opera di comunicazione virale e al tam tam. Che Grillo stia facendo proseliti e attiri l'attenzione anche di molti curiosi è un dato di fatto, ma bisogna ricordare che il 2 dicembre scorso c'è stata la manifestazione del centrodestra a Roma, con un chiaro scopo politico che ha visto la partecipazione diretta di milioni di persone, di cittadini che credono nella politica ed in ciò che il centrodestra può fare per la nazione.
La realtà può essere presentata ed interpretata in diverse sfaccettature, quindi dov'è la verità ?
La verità è che Grillo ruba l'anima alla politica e la intrappola nel suo circuito, approfittando delle gravi mancanze della classe dirigente degli attuali partiti: il risultato è l'antipolitica, vista non come rifiuto, ma come alternativa.
Il fenomeno sopra descritto cresce di giorno in giorno perchè i partiti o le coalizioni di destra e di sinistra non hanno più un programma - compresi i Gremlins (per Gremlins intendo partiti nati da cellule di altri, similmente a come nascono i mostriciattoli della celebre serie cinematografica ); la politica italiana è preda di immobilismo, gestione di potere, inconcludenza e se Grillo ha detto qualcosa di destra e alla gente è piaciuto, mi chiedo con una certa incredulità perchè finora non l'abbiamo fatto noi ?
La soluzione al problema che il fenomeno grilliano presenta è nell' adoperarci per una rigenerazione e nel merito sono convinto che abbia aasolutamente ragione Giorgia Meloni quando dice che dobbiamo attuare una rivolta generazionale. Come giovani e come politici abbiamo il dovere di proporre il sogno di una nazione nuova, di un popolo che si riscatti, di una rappresentanza che compia precise scelte di campo, con sano pragmatismo e la giusta carica emozionale.
La destra deve ritrovare se stessa, attraverso una nuova classe dirigenziale che realizzi mediante forza ideale e scelte coraggiose delle riforme sostanziali e persegua fortemente l'interesse nazionale; proponiamo agli italiani una visione, una "mission" e presentiamo gli strumenti per realizzarla, proviamo a raccontare loro una storia, facendo sorgere il desiderio di esserne protagonisti.
Se centreremo questo obiettivo Grillo tornerà inesorabilmente a fare il comico e l'antipolitica svanirà come una nuvoletta di fumo!
Ospito volentieri un articolo dell'amico Tatarella ...
L’importanza della manifestazione del 13 ottobre
di Fabrizio Tatarella
“Historia se repetit”. La storia è sempre uguale e sempre nuova, per questo ci è possibile comprendere il passato che altrimenti ci resterebbe oscuro e ignoto secondo il filosofo e giurista Giambattista Vico.
Anche in politica, spesso, si verificano i corsi e ricorsi di vichiana memoria. Nel 1992 il belpaese era in piena sindrome giudiziaria provocata da Tangentopoli, e l’ansia di riscatto e di pulizia morale del popolo italiano fu interpretata e rappresentata prima dalle picconate del presidente della Repubblica Cossiga e, successivamente dal fenomeno di nuove forze politiche come la Lega di Bossi e la Rete di Orlando. Si avvertiva, esattamente come oggi, la necessità di una riforma del sistema elettorale ed una modica del testo costituzionale, concretizzatasi, poi, con il moto referendario di Mariotto Segni che introdusse il sistema maggioritario nel nostro contesto politico. Il 17 ottobre del 1992 il Msi organizzò per le strade di Roma una imponente manifestazione per chiedere elezioni anticipate contro la corruzione e la partitocrazia imperante, portando nella capitale migliaia di italiani ad ascoltare il comizio conclusivo. Dopo quel corteo la destra diventò il riferimento di tutti gli italiani che credevano in una politica diversa, dalla mani pulite (durante il corteo per sottolineare la loro purezza e la diversità molti dei partecipanti erano muniti guanti bianchi). Fu cosi che nel seguente anno il Msi arrivò ai ballottaggi di Roma e Napoli con Fini e Mussolini e, in Puglia arrivarono le vittorie di Altamura, Mola, Corato, San Vito dei Normanni, Cerignola preludio alla fase storica che vede la destra arrivare nel 1994, per la prima volta al governo dell’Italia. Esattamente diciassette anni dopo il clima dell’antipolitica si avverte forte nel nostro paese, al governo vivacchia un ceto politico ed un governo non in grado di rappresentare i bisogni e le esigenze reali del paese.
E la destra di Fini, come nell’ottobre del 1992, chiama a raccolta gli italiani per mandare a casa un governo che si è caratterizzato per aumentare le tasse e la disoccupazione, per non essere stato in grado di garantire la sicurezza nelle nostre città. Un governo che si è contraddistinto unicamente per demolire quanto di buono realizzato da quello precedente, vedi la legge Fini-Bossi che prevedeva l’immediata espulsione degli immigrati irregolari, e ha posto in essere provvedimenti legislativi come l’indulto che ha avuto il pregio di riportare fuori dalle patrie galere diversi delinquenti prontamente riportati dentro dalle nostre forze dell’ordine che hanno visto cosi aumentare il loro carico di lavoro a fronte delle stesse minime risorse destinate loro da una maggioranza pacifista che non investe sui nostri soldati. Una governo allo sbando che cade alla Camera, dove possiede una vasta maggioranza parlamentare, sul codice della strada. Il vento dell’antipolitica rappresentato dal comico ligure Grillo, questa volta, merita di trovare interlocutori seri, in quanto a problemi reali non si può rispondere con una demagogia qualunquistica o con spettacoli, dove, tra le altre cose, il solo a guadagnarci è proprio chi spara a zero contro i costi della politica e i privilegi della nostra classe dirigente. La risposta all’antipolitica può venire solo dalla politica. La risposta all’inadeguatezza dei politici e dei partiti può aversi solo con il ricambio di questa classe politica e di questi partiti. La risposta all’antipolitica può arrivare solo da partiti che hanno fatto del radicamento e della partecipazione le loro caratteristiche principali. La destra, come all’inizio di Tangentopoli, si presenta, ancora una volta, come il cardine principale di una nuova fase politica, come il riferimento di tutti gli italiani, non solo quelli dichiaratamente di destra, insoddisfatti, delusi da questa politica. E siamo certi che come diciassette anni fa la destra dopo aver riportato in piazza gli italiani sarà da questi riportata al governo del paese. Corsi e ricorsi storici, come prevedeva Giambattista Vico.
La Campagna di mobilitazione di Azione Giovani Acerra, contro i campi nomadi abusivi e lo sfruttamento minorile vede un primo grandissimo risultato per i ragazzi del circolo “Terra di Mezzo”. A poche settimane dall’inizio della mobilitazione è stato abbattuto e sgomberato un enorme insediamento alle porte della città, tra la soddisfazione dei cittadini che da 2 giorni ... Continua su AGAcerra.org
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna “Mai piú Yahoo!”, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: “Invitiamo i ragazzi di Ag, i simpatizzanti e tutti i giovani italiani a non utilizzare piú il provider come motore di ricerca, a chiudere le caselle di posta elettronica esistenti e a non usufruire piú dei servizi del portale. Abbiamo il dovere di boicottare ‘Yahoo!’, che si è reso complice della politica di morte e di repressione del governo di Pechino.
Come già abbiamo piú volte denunciato, attraverso mobilitazioni nazionali, saremmo favorevoli allo svolgimento dei giochi olimpici in Cina solo se il governo accettasse di rispettare i diritti umani fondamentali. Questo non ci risulta, perció continueremo ad opporci a quella che consideriamo una scelta inadeguata, che entra in contrasto con i valori stessi delle Olimpiadi”, conclude Giorgia Meloni
Azione Giovani annuncia la mobilitazione contro l’invasione di Rom che sta mettendo in grave crisi la sicurezza cittadina e le già discutibili condizioni igienico-sanitarie in cui versano le strade acerrane e le aree periferiche.
Già in passato il Circolo Territoriale “Terra di Mezzo” era intervenuto con una campagna di denuncia e sensibilizzazione sul problema dei nomadi arrivati in città da alcuni anni, ma da allora la situazione non fa altro che peggiorare. “Nei prossimi giorni scenderemo in piazza con una raccolta firme per fare pressione sul sindaco Marletta, affinché risolva una volta per tutte la questione dei nomadi, che presenta punti critici molto gravi”, afferma Ulderico de Laurentiis, dirigente provinciale di Azione Giovani e leader cittadino della giovane destra. “L’amministrazione comunale deve farsi carico di individuare luoghi idonei ad accogliere queste persone nel rispetto di tutte le norme igienico sanitarie, che allo stato attuale, negli accampamenti da loro improvvisati alle porte della città, sono assolutamente inesistenti. In caso contrario siano allontanati e si scelgano altri lidi. I rom rovistano continuamente nei cassonetti della spazzatura, mettendo a rischio la salute propria e dei cittadini, dando un ulteriore colpo al già precario decoro urbano, inoltre molti di questi si macchiano di innumerevoli reati ed Acerra ha già pagato abbastanza persino con la morte di un’anziana concittadina qualche anno fa. In aggiunta a questa già gravissima situazione, si riscontra anche lo sfruttamento minorile che avviene sotto gli occhi di tutti presso passaggi a livello e semafori della città, dove bambini rom sono costretti a mendicare sotto lo sguardo vigile dei loro adulti”. De Laurentiis conclude con un monito: “Ci auguriamo che la nostra mobilitazione sia di vero stimolo per Sindaco ed Amministrazione Comunale, il problema rom va risolto con soluzioni definitive prima che accada una nuova tragedia, in caso contrario ci riserveremo di passare anche alle azioni legali, con esposti e denunce comprovati da materiale video e fotografico. I cittadini di Acerra sono già esasperati dalle mille problematiche che ci attanagliano, mantenere così questa situazione significherebbe negare agli acerrani il diritto a far parte del mondo civile, relegandoli fatidicamente nella barbarie più assoluta”.
La giovane destra partenopea risponde alle dichiarazioni della segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, su ristoratori napoletani e camorra ...
“La Bernardini sarà stata vittima di un colpo di sole”, dichiarano in una nota Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di AG Napoli e Gianmario Mariniello, Dirigente Nazionale campano del movimento giovanile di AN.
“E’ gravissimo quanto dichiarato da Rita Bernardini,soprattutto alla luce del fatto che la stessa magistratura a proposito delle esternazioni della radicale, assicura che non vi sia alcuna denuncia in merito”, afferma De Laurentiis che continua: “il binomio napoletani-camorra oltre che essere squallidamente superficiale è pesantemente offensivo e potrebbe innescare un pericoloso meccanismo di sfiducia, nei confronti dei tanti imprenditori napoletani onesti, spesso giovani, che creano iniziative di sviluppo economico e posti di lavoro a Roma ed in altre città Italiane. La gravità di queste esternazioni assume maggior peso, se si pensa che molti imprenditori napoletani operano in altre regioni proprio per sfuggire alla morsa estorsiva della camorra e alla microdelinquenza diffusa qui a Napoli. Quanto esposto dalla signora Bernardini mortifica nella maniera più assoluta questa gente. Chieda scusa a tutti i napoletani.”
Secondo Mariniello“Le dichiarazioni della segretaria dei radicali italiani saranno frutto della calura estiva: spiace sentire accuse senza uno straccio di prova da una come la Bernardini, che in ogni luogo e momento si dichiara “garantista”. Come al solito i radicali sono bravi ad attirare l’attenzione con dichiarazioni fuori le righe. Se la Bernardini ha elementi di fatto vada in Procura; altrimenti è meglio tacere. Offendere gratuitamente i napoletani non aiuta nessuno, tantomeno i radicali, già in evidente calo di iscritti, di classe dirigente ed anche di idee, evidentemente. Consiglio una bella vacanza alla Bernardini”.
Pubblico una parte della risposta che ha dato Fini alla domanda rivoltagli dal sottoscritto sull'identità nazionale ed il rischio "multiculturalismo", all'evento organizzato settimane fa a Capri dalla rivista "Con" (www.bimestralecon.it).
"Chiedere di togliere il crocefisso nelle scuole per rispettare immigrati che non condividono la fede cattolica e' "una bestemmia civica", perche' non si puo' pretendere di cancellare la nostra fede e la nostra identita'. Lo dice il presidente di An Gianfranco Fini, che affronta il tema della societa' multietnica e multiculturale nell'ultimo numero del bimestrale 'Con-Conservatori Contemporanei', diretto dal parlamentare di An Italo Bocchino, che pubblica il resoconto di un incontro tra l'ex ministro degli Esteri e i giovani conservatori, organizzato a Capri dalla stessa rivista 'Con'.
'Le Pen -premette l'ex ministro degli Esteri- diceva 'la Francia ai francesi'. Sarkozy ha risposto 'la Francia a chi la ama'.
L'Italia sara' una Nazione multiculturale: capita sempre piu' spesso di vedere il bimbo dai lineamenti arabi od asiatici che parla in dialetto. Se questi amano l'Italia, non puo' interessarci il colore della pelle o il Paese di provenienza dei loro padri. L'importante e' che gli immigrati regolari si sentano italiani mentre il discorso e' diverso e piu' semplice per gli immigrati clandestini, che vanno presi ed espulsi".
"Dobbiamo poi chiederci -prosegue Fini- cosa vuol dire sentirsi italiano. A mio giudizio significa venire nel nostro Paese, accettarne le regole, integrarsi e divenire cittadini. Cosa vuol dire volere un'Italia multietnica e non multiculturale? E' sufficiente che chi arrivi qui rispetti le nostre regole, si comporti bene, paghi le tasse? Credo serva qualcosa di piu'. Serve che i valori di fondo della nostra comunita' vengano fatti propri da chi chiede di divenire cittadino italiano".
"Il problema -spiega ancora il leader di An- riguarda soprattutto gli immigrati di fede musulmana, i quali hanno ragione quando dicono che non possiamo pretendere da loro di non credere piu' in Allah, ma e' un dovere ed un nostro diritto chiedere ai musulmani di non pretendere la cancellazione della nostra fede o della nostra identita', in nome di una malintesa tolleranza. Quando si arriva a dire 'siccome nelle scuole italiane ci sono tanti bambini musulmani, togliamo il crocefisso', si da' vita ad una bestemmia civica".
"L'identita' di un popolo -conclude Fini su questo punto- non deve essere ostile, ma non deve nemmeno essere cancellata da chi viene e chiede di essere cittadino italiano. Questa e' la differenza tra societa' multietnica e societa' multiculturale'.
I vertici nazionali e provinciali di Azione Giovani (AN), chiedono a gran voce le dimissioni di Antonio Bassolino, rinviato a giudizio dalla magistratura per reati che avrebbe commesso in qualità di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. "Il Presidente Bassolino, in un momento così delicato, ha il dovere di compiere un atto di trasparenza nei confronti di tutti i cittadini campani, che sono le vere vittime delle inadempienze verificatesi nel gestire l'emergenza rifiuti. Come rappresentanti delle giovani generazioni, ci aspettiamo le sue dimissioni, quale esempio di chiarezza e amore per questa sfortunata regione", dichiara Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di Azione Giovani Napoli, che solo qualche settimana fa aveva organizzato l'ultimo sit-in di protesta sotto la sede della Regione Campania, con finti sacchetti di spazzatura ed un documento di denuncia sulla questione rifiuti. Sulla vicenda interviene anche Gianmario Mariniello, esponente campano della direzione nazionale di AG: "La Magistratura si è svegliata: il rinvio a giudizio di Antonio Bassolino è il primo atto giudiziario che si innesta però su tutta una serie di "condanne" politiche dell'operato del Governatore. Prima la Corte dei Conti, poi l'Unione Europea, poi il Governo con un decreto legge che spoglia la Campania delle sue competenze in materia di rifiuti. Manca solo la condanna degli elettori: sta anche al centrodestra ed ad Alleanza Nazionale far sì che tale definitiva condanna arrivi quanto prima. Dobbiamo formulare una proposta di Governo ai cittadini campani ed individuare in tempi brevi la persona che possa e sappia incarnare questo progetto. Non possiamo perdere più tempo."
Domani mattina a Piazza Montecitorio a Roma insieme al presidente nazionale Giorgia Meloni.
Pensioni, diritto alla casa, al lavoro e alla famiglia, università baronali, scuole fatiscenti, assenza di spazi di aggregazione, droga, nepotismi, caste: questi i temi che Azione Giovani porterà in piazza Montecitorio domani, giovedí 26 luglio, a partire dalle ore 10.00.
Una manifestazione di chiusura della stagione politica, con la quale i ragazzi di Ag con coreografie goliardiche, regaleranno un assaggio di quella che sarà la nuova sfida autunnale, con la campagna che vuole dar vita ad una vera e propria "Rivolta generazionale".
Parteciperà alla mobilitazione anche Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, che dichiara: "Concluderemo l'anno politico con un'iniziativa di piazza, che ci vedrà comunque presenti nonostante il caldo e la data proibitiva, perché sarà la ribellione della nostra generazione l'input politico che caratterizzerà la battaglia di Azione Giovani contro chi vorrebbe relegare i giovani allo status di 'bulli e pupe'".
Quella di giovedí sarà solo un'anteprima: la vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale partirà da settembre, con "Atreju 2007", la tradizionale festa di Ag: "Le giovani generazioni sono chiamate a ribellarsi di fronte allo scempio messo in atto dal governo Prodi, che getta solo ombre sul domani. Esiste un popolo di ragazzi che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l'acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l'intenzione di riprendersi il loro futuro", conclude Giorgia Meloni (red).
"Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento...
Io accetto la....ho sempre accettato il....più che il rischio, la....condizione, quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che dovevo correre questi pericoli.
Il....la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in, come viene ritenuto, in....in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me.
E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare e....dalla sensazione che o financo, vorrei dire, dalla certezza che tutto questo può costarci caro.
Dal Messaggero di ieri, edizione nazionale, pagina 8.
«Storace torni in An, è quella la vera destra»
Rampelli: «Basta lezioni sulla nostra cultura politica, il partito non vuole vittorie senza di te»
Caro Storace,
se una persona con la tua storia esibisce un “bisogno di destra” penso debba essere considerata, così ho rivisto un pezzo della strada percorsa insieme e mi sono saliti alla gola alcuni quesiti…
E' stato di destra aver chiamato a far parte della Giunta regionale da te presieduta l'allora consigliere del Cdu Giulio Gargano, contro le indicazioni del suo partito dell'epoca e promuoverlo poi assessore ai trasporti e lavori pubblici, conferendogli enorme credibilità? E' stato di destra, conoscendo il suo girovagare da un partito all'altro, farlo entrare in An? E' stato di destra imporre alla tua maggioranza di votarlo capogruppo subito dopo le elezioni, pochi mesi prima che fosse condannato?
E' stato di destra annullare tutti i tuoi impegni elettorali nelle elezioni politiche del 2001 perché Fini aveva designato nel collegio al Senato di Frosinone, un candidato diverso da quello che volevi tu?
E' stato di destra, sul tema della democrazia interna, pretendere il deferimento di tre dirigenti rei di aver chiesto con una lettera aperta ai militanti di poter discutere negli organi preposti l’opportunità della Lista Storace? Quando avevi il potere di costruire un partito partecipato nel Lazio ci siamo trovati prigionieri delle oligarchie… perché oggi che ti accingi a fondarne uno nuovo le regole dovrebbero essere diverse?
E' stato di destra sottrarre con la Lista Storace ad An buona parte di quel 7% di consensi raggiunti e dei 5 consiglieri regionali espressi, salvo poi constatare che uno solo è rimasto al suo posto mentre quattro hanno cambiato partito?
E' stato di destra negare spesso meritocrazia e capacità di raccogliere il consenso perseguendo troppe volte logiche di potere e di corrente?
E' stato di destra andare a fare il Ministro della Salute in seguito alla sconfitta, dopo l'accanimento con il quale accusasti Badaloni di tradire il mandato dei cittadini perché non rimase a fare il capo dell'opposizione e dopo che in campagna elettorale avevi giurato il contrario?
E' stato di destra recriminare sull’approvazione della mozione contro la faziosità dei libri di testo scolastici, salvo cavalcarla mediaticamente e non dargli, come era nel tuo mandato, il seguito che tutti aspettavano?
E' stato di destra attaccare costantemente Berlusconi e Fini facendo somigliare noi e la coalizione ai nostri litigiosissimi avversari, salvo ora riscoprire il valore del Cavaliere? Come mai questa improvvisa conversione?
E’ di destra farsi eleggere senatore con An per poi fuoriuscirne senza dimettersi da Palazzo Madama, come se il seggio fosse proprietà privata e non degli elettori di An?
E' di destra appropriarsi della fiaccola della Giovane Italia, del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani adottandola come simbolo del tuo nuovo partito, dimostrando disprezzo per tutto ciò che rappresenta? Nessuno ha mai strumentalizzato - nella dialettica con An – quell’immagine. Ricordi, gioie e sofferenze si celano dietro di essa, insieme all’ingenuità e alla spensieratezza di decine di migliaia di ragazzi che hanno il diritto di essere lasciati in pace.
La risposta alla tua battuta riportata su un’intervista, caro Francesco, è sì. Sì, avresti dovuto metterci un’auto blu al posto della fiaccola come simbolo di questo nuovo partito, perché il numero di auto blu che la Regione Lazio ha avuto sotto il tuo Governatorato è stato davvero eccessivo. Mi permetto di farti presente che non è obbligatorio usarne (la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, alla quale ti rivolgi con insolita scortesia, ha scelto - diversamente da te - di non utilizzare questo ‘privilegio’ e ha scelto anche di non fare di questa abitudine propaganda). Le nostre sedi, i nostri comizi sono stati trasformati in quel periodo in luoghi circondati da quelle auto blu che dici di disprezzare, con stuolo di autisti, segretari e guardie del corpo. Mi avete fatto vergognare di essere di destra. Non hai avuto la responsabilità esclusiva di quella ‘degenerazione’, te lo riconosco, ma una concorrente responsabilità oggettiva.
Sono argomenti che conosci, che ho provato a sottoporti già in passato quando momenti indimenticabili mi hanno dato la sensazione che, di lì a poco, avremmo cambiato il mondo. Non è andata così, purtroppo. Hai rappresentato per tanti una speranza e poi una delusione, ma questo non significa nulla perché nella storia delle persone e dei popoli niente è immobile, come ha dimostrato la tua irresistibile ascesa. Se sei davvero quel militante che affermi, rinuncia alla ribalta e ai fuochi d’artificio, sforzati di fare autocritica (è l’altra faccia della verità) e sarai accolto a braccia aperte nella comune famiglia che dici di voler abbandonare. Perché la persona che sta mollando gli ormeggi non è Francesco Storace, il caterpillar, il comunicatore, il ‘piccolo principe’ (appesantito da un po’ di pancia), ma la caricatura del Governatore. Lascia quel ricordo al suo destino, insieme all’autoritarismo, e torna ciò che sei stato, un esuberante e generoso ragazzo di destra. L’esperienza trascorsa ti renderebbe praticamente invulnerabile.
Sono stato duro, lo so, ma capisci che era insopportabile per molti di noi farsi dare “lezioni di destra”. Le mie sferzate erano e restano quelle di chi non vuole assistere a una nostra vittoria senza di te. Sarebbe una mezza sconfitta… Pensaci.
Pedofilia: Giorgia Meloni si appella alla Polizia postale per oscuramento network puellula.com
Il vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, aderisce all'appello di AsgMedia e chiede alla Polizia postale di "oscurare prontamente il sito pedofilo puellula.com." "In attesa di un tempestivo intervento degli organi competenti, mi rivolgo al senso di responsabilità civile di ognuno di noi ed a quello di tutti coloro che dispongono di competenze tecniche informatiche necessarie a rendere questo vergognoso sito inaccessibile", conclude l'Onorevole Meloni (red).
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani dichiara in una nota: “Consideriamo non condivisibile la scelta di Francesco Storace di lasciare Alleanza nazionale ma la rispettiamo, come rispettiamo la sua storia. Proprio per questo però ci aspettiamo lo stesso rispetto per la nostra organizzazione giovanile”.
Storace sa bene che quella fiaccola, il simbolo che ha scelto per il suo nuovo movimento appartiene, storicamente ai giovani della destra, dalla Giovane Italia, al Fronte della Gioventù fino ad Azione Giovani. Sa bene che in essa si riconoscono migliaia di ragazzi: quelli che ogni 19 luglio a Palermo ricordano con una fiaccolata il giudice Paolo Borsellino, sfilando contro la mafia e avanzano nuove proposte per sconfiggerla; quelli che quest’anno in tutte le università d’Italia hanno contestato duramente il governo, opponendosi ai tagli previsti dalla Finanziaria; quelli che oggi nella Conferenza dei presidenti delle Consulte provinciali italiane possono contare sul gruppo più numeroso; quelli che nelle amministrazioni locali ogni giorno avanzano progetti e proposte; che per il 10 febbraio si sono mobilitati in ogni città per intitolare una via, una piazza ai nostri martiri del confine orientale; che il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale contro la droga hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale per opporsi alla legge Ferrero, consegnando un enorme spinello al ministro della Solidarietà sociale; quelli che in tutta Italia ogni giorno subiscono attacchi di violenza politica e decidono di non rispondere con la violenza ma con la militanza e la passione; quelli che in occasione del referendum sulla procreazione assistita hanno avuto il coraggio e la forza di portare avanti le loro idee nonostante le dissonanze con il partito; quelli che quotidianamente non si accontentano di fare testimonianza ma lavorano per costruire un futuro diverso” continua l’esponente di Ag.
“Storace sa bene quanto sia per noi rappresentativa ed identitaria la fiaccola, come sa bene che pur mantenendo fermo il principio di autonomia i ragazzi di Azione Giovani si riconoscono in Alleanza nazionale. Utilizzare il nostro simbolo per lanciare un diverso movimento significa impropriamente coinvolgere la nostra organizzazione in una diatriba che non ci interessa. Chiediamo a Storace di modificare il suo logo, perché non vorremmo mai trascinare un simbolo così importante e ricco di storia nello strumento di un’imbarazzante querelle legale”, conclude Giorgia Meloni.
Nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 la sede che ospita la Federazioni Provinciali di AN e AG a Firenze è stata vittima dell’ennesimo vile attacco, stavolta incendiario che ha creato danni al portone di ingresso, alla facciata ed al corridoio interno di accesso.
E’ il terzo grave attentato che la sede di AN e di AG subisce in un mese: prima una pietra scagliata in pieno giorno contro una finestra aperta che ha colpito una scrivania (fortunatamente vuota, ma di fronte a quella ve ne era una con un militante a lavoro…), poi un ragazzo aggredito alle spalle (codardi!) all’uscita della sede ed oggi l’atto più grave. Secondo la scientifica l’attentato dovrebbe essere stato compiuto con della benzina o con un ordigno esplosivo (è escluso l’uso di bombe molotov in quanto non sono stati rinvenuti vetri).
Non è la prima volta che la sede di Via Maruffi è vittima di aggressioni notturne. Dalle targhe sulla porta bruciate, alle scritte spray sulla facciata, fino all’immondizia abbandonata sui gradini di accesso. Ma da quando è nato e sta crescendo il progetto metapolitico CASAGGI’, da quando cioè la sede di AN/AG si sta trasformando in un centro ricreativo culturale, sul modello tanto caro alla sinistra dei circoli ARCI, gli assalti si sono moltiplicati, fino ad arrivare all’atto gravissimo della notte scorsa che poteva trasformarsi in una tragedia visto che fino alle ore piccole i militanti di Azione Giovani e di Azione Studentesca, ora che le scuole sono finite, affollano il CRC Casaggì.
“Anche ieri sera” racconta Stefano, caponucleo di Azione Studentesca, “eravamo in sede a vedere un film in una decina di ragazzi. Verso mezzanotte e mezzo io ed altri tre, gli ultimi rimasti, siamo usciti ed abbiamo chiuso Casaggì”.
“La situazione è gravissima,” spiega Francesco Torselli, presidente provinciale di Azione Giovani, “e sta rasentando limiti mai sfiorati finora. Non è possibile essere vittime quotidianamente di questi quattro cretini che giocano a far rivivere gli anni ‘70 mettendo però a repentaglio l’incolumità dei nostri ragazzi”.
Sempre secondo Torselli: “da quando abbiamo trasformato quella che era la sede politica di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani in Casaggì le aggressioni e gli attentati si sono moltiplicati; segno evidente che i democratici signori della sinistra fiorentina non possono tollerare l’esistenza di un centro ricreativo culturale alternativo a quelli che storicamente, case del popolo e centri sociali, hanno in mano loro”.
Nicola Nascosti, presidente provinciale di Alleanza Nazionale parla di “inciviltà” accusando la sinistra di non prendere significativamente le distanze da questi atti. “Non basta la solidarietà” dice il presidente di Alleanza Nazionale, “occorre che questa città prenda atto del fatto che la nascita di Casaggì segna la fine del monopolio della sinistra sui centri di aggregazione giovanile”.
I dirigenti provinciali di Azione Giovani e Alleanza Nazionale Francesco Torselli, Marco Scatarzi e Jacopo Giannoni fanno sapere che “ovviamente Casaggì non mollerà un metro di fronte a questi vigliacchi e che, come recita lo striscione appeso fuori dalla palazzina che ospita il CRC fiorentino, FEDELTA’ E’ PIU’ FORTE DEL FUOCO”.
Dopo il mio articolo è doveroso riportare questo flash ...
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Parigi, 29 mar - Nuove critiche da Nicolas Sarkozy, candidato alla presidenza francese, nei confronti della Bce. Nel programma elettorale che sara' pubblicato domani dal quotidiano 'La Tribune', Sarkozy dichiara, infatti, che la valuta unica europea dovrebbe sostenere la crescita nell'Eurozona. "Faro' si' - promette Sarkozy - che l'euro diventi uno strumento di crescita, occupazione e potere economico". Gia' in passato Sarkozy aveva chiesto che l'euro fosse messo al servizio della crescita e dell'occupazione. Red-mir-
E' assolutamente contrario all'ingresso della Turchia in Europa, sogna un Ministero dell’Immigrazione e dell’Identità Nazionale e avvisa gli immigrati che "siamo accoglienti, ma vogliamo essere rispettati da coloro che accogliamo e che sia rispettato anche il nostro paese". E' il Nicolas Sarkozy candidato del centrodestra alle prossime elezioni presidenzali francesi, che sembra aver definitivamente abbandonato le tendenze blairiane spiccatamente filo-atlantiste e liberali, per porsi come uomo del rinnovamento, ma in chiave maggiormente nazionalista, con un occhio alla destra più "estrema", almeno sul piano dei valori identitari.
"C'è un'identità francese, con i suoi valori, sui quali non transigeremo", afferma colui che in passato è stato già denominato "Primo Poliziotto" di Francia, nonchè primo nemico dei rivoltosi delle Banlieu, conquistando nuovo gradimento tra l'elettorato francese. Infatti, come espone un recente sondaggio di "Le Figaro", il 55% dei francesi concordano con l'istituzione del Ministero dell'Identità Nazionale e tra questi vi è l'82% degli elettori dell'Ump, il partito neogollista di Sarkozy, e l'88% (udite udite) di quelli del Fronte nazionale di Jean-Marie Le Pen, il partito dell'estrema destra francese, segno che il neogollista del 2000 si sta dimostrando capace di interpretare i sentimenti di quella "destra diffusa", che spesso un partito come Alleanza Nazionale in Italia dice di voler intercettare, ma (ahinoi) finora con scarsi risultati in termini elettorali.
Intanto Sarkozy pur mantenendo il proprio elettorato di centrodestra, va all'arrembaggio della destra più estrema, conquistando consensi nella roccaforte di un ormai troppo anziano Le Pen, (che già in passato ha dimostrato di riuscire ad intepretare il malessere dei francesi con inaspettati exploit elettorali) ed incrementando il suo elettorato potenziale proprio intervenendo sui valori identitari, tanto da costringere ad una ridicola e confusionaria rincorsa sui valori nazionali il suo avversario più temibile, la socialista Ségolène Royal, che ora confonde i socialisti francesi che nei propri congressi si vedono costretti ad intonare "La Marsigliese" invece che "l'Internazionale" e che dichiara che i francesi dovrebbero esporre i tricolori alle finestre nel giorno della festa nazionale.
C'è chi osservando la presa di posizione identitaria, di Sarkozy e la rincorsa su alcuni di questi valori della Royal, parla di "Lepenizzazione" della politica francese, fatto sta che Sarkozy, "Lepenizzato" o meno, ha visto giusto (almeno da quanto dicono i sondaggi) sulla questione e può anche permettersi di fare l'ironico, dicendo all'avversaria socialista di essere "felice di aver mostrato il cammino".
L'auspicio è che un cammino simile sia intrapreso anche dalla destra italiana, così come Gianfranco Fini, ispirandosi al collega francese potrebbe rendere possibile, con risultati che con il giusto lavoro, si rivelerebbero incredibilmente positivi per la crescita di Alleanza Nazionale e del centrodestra italiano.
C'è una strana creatura che si aggira nell'Italia di Mezzo ...
ROMA – Il governo di Romano Prodi potrà contare anche sul voto di Marco Follini al Senato. L’ex segretario dell’Udc, ora leader dell’Italia di Mezzo, ritiene "probabile" il suo voto di fiducia a Prodi. Follini lo ha detto in una intervista al ‘Corriere della Sera’.
Mobilitazione immediata di Azione Giovani e Alleanza nazionale sotto palazzo Chigi, dopo la sfiducia del Senato alla mozione dell’Unione sulla Politica estera.
“Non è un caso che l’ultimo giorno del Governo Pordi sia stato martedì grasso. Il Carnevale però è finito. Ora vedremo fino a che punto questo Esecutivo è di parola. D’Alema aveva garantito le dimissioni in caso di parere contrario di Palazzo Madama sugli esteri. Mantenga le promesse e rispetti il Parlamento, che oggi ha dimostrato di non credere più in Prodi e nei suoi ministri. Aspettiamo ora un immediato vertice al Quirinale”, dichiara Giorgia Meloni.
"L'Italia ha perso l'ennesima occasione di far prevalere la legge. Molto grave è l'atteggiamento di alcuni esponenti della maggioranza che considerano una vittoria questa prescrizione, invocando a gran voce l'amnistia. Concedere la grazia infatti non avrebbe senso nei confronti di chi non ha passato neanche un giorno in carcere, ha eluso del tutto la giustizia italiana, è fuggito all'estero e in alcuni casi ha organizzando addirittura un 'porto franco' per tutti i latitanti".Lo afferma Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, commentando la decisione della Corte d'Assise di Milano che ha dichiarato estinti per sopravvenuta prescrizione i reati contestati a Oreste Scalzone, ex leader di Autonomia Operaia che da anni vive in Francia.
"Per chiudere definitivamente i conti del passato sarebbe dunque il caso di mettere da parte i pregiudizi ideologici e coinvolgere nel dibattito i parenti delle vittime, più volte umiliati da uno Stato, che con difficoltà e lentezze burocratiche, a malapena riconosce indennita' di risarcimento. Chiediamo al guardasigilli Mastella - conclude Giorgia Meloni - di intervenire in sede europea, al fine di avviare una collaborazione fattiva tra le nazioni dell'Ue anche quando si tratta di far prevalere la giustizia".
Scoperte per la prima volta nel liquido amniotico cellule staminali con capacità rigenerative pari a quelle dell'embrione, ma apparentemente sicure come le staminali adulte: è il risultato di una ricerca italo-americana, firmata dall’università di Harvard assieme a quella di Padova e dall’istituto di medicina rigenerativa di Wake Forest, nel North Carolina. Si tratterebbe di cellule totipotenti, cioè in grado di differenziarsi in qualunque tipo di tessuto.
E’ un risultato straordinario: la presenza di cellule staminali nel liquido amniotico dimostra che è possibile raggiungere importanti risultati medici, nel rispetto di quei valori etici che ci appartengono.
Spesso la ricerca scientifica tende a perseguire delle scorciatoie. Questo atteggiamento non può essere accettato perché mette in discussione la sua stessa funzionalità: è la scienza a dover mettersi al servizio dell'uomo e non il contrario. Per questo non possiamo che accogliere con favore quella che potrebbe rivelarsi come una scoperta rivoluzionaria che manda in frantumi il muro di reticenza eretto da chi antepone i propri pregiudizi ideologici alla tutela dell'uomo e della sua salute.
Parte il progetto "Family Pride" chemi vede responsabile, in concomitanza con l'inizio della Campagna No-Pacs della Federazione Napoletana di Azione Giovani ...
«Non si può equiparare la famiglia intesa come unione tra un uomo e una donna basata sul matrimonio alle cosiddette unioni di fatto, ma è giusto rimuovere eventuali discriminazioni che negano i diritti individuali e personali dei cittadini che danno vita ad una unione di fatto».
Gianfranco Fini - ma è posizione condivisa da quasi tutta la Cdl - ha avuto il merito di esprimere parole chiare e inequivocabili, che esprimono certamente la volontà della maggior parte del popolo italiano.
Nessuna equiparazione di stampo egalitaria e relativista tra la Famiglia - società naturale fondata sul matrimonio - e altre specie di unioni, anche perché con il matrimonio si acquistano diritti ma anche doveri, che spesso si vuole evitare con la scelta della convivenza.
Allo stesso tempo riteniamo assurdo che il Legislatore, in ossequio al decennale malcostume di voler disciplinare tutto e tutti, possa discriminare le libertà individuali - per esempio l'assistenza in carcere o in ospedale, accesso ai bandi di edilizia, reversibilità della pensione, disciplina successoria - delle persone che scelgono di non unirsi con il vincolo matrimoniale.
Non si risolve il problema delle libertà individuali dei conviventi con un’altra legge e con un altro istituto giuridico, ma eliminando le leggi o eventuali discriminazioni contenute in esse.
È per questi motivi che diciamo NO ai PACS e SI alle LIBERTA’ INDIVIDUALI, contro ogni DISCRIMINAZIONE !
Si tratta di un Forum di discussione, alcune parti sono "bloccate", ciò significa che nn si possono impostare nuove discussioni ma solo rispondere a quelle già predisposte, in maniera chiara ed efficace. Altre sono libere, quindi si possono anche impostare discussioni sui più svariati argomenti
correlati al corteo e alla sua organizzazione. E' fondamentale avere la massima attenzione nell'attinenza agli argomenti predisposti almeno nelle parti "bloccate". Quanto più riusciamo a mettere in rete informazioni, idee e proposte tanto meglio riusciremo nell'organizzazione del corteo, per questo vi chiediamo di utillizare appieno ogni sezione del forum, visitandolo ogni giorno e dando
il massimo nella fruizione dello stesso E' necessaria una piccola e veloce registrazione per maggior ordine, per poter accedere alle funzioni del Forum.
In Alto i Cuori
Mentre la nostra Melandrina promette, in conferenza stampa, che farà dell’Italia “un paradiso fiscale per i giovani creativi“, il decreto Bersani nella parte riguardante il recupero della base imponibile contiene norme che costringeranno i Rettori delle università italiane a chiedere indietro la parte tassabile delle borse di studio con cui le universita’ hanno fatto l’accoglienza degli studenti stranieri, così come denunciato dal Rettore del Politecnico di Milano in una intervista apparsa sul Sole 24 Ore.Nella conferenza stampa tenuta per presentare l’impegno del Governo per un rilancio delle politiche giovanili, la ministra è stata molto chiara e originale come al solito, infatti ha dichiarato che: ‘’L'idea molto concreta e’ quella di destinare una quota molto concreta delle risorse che sono state stanziate per la prima volta in Italia attraverso il fondo nazionale per le politiche giovanili (pari a 120 milioni di euro) alla collaborazione con i progetti che gia’ localmente sono avviati…” (ASCA).
Che bravura!!! Diamo qualche soldo in più agli informagiovani, foraggiamo qualche associazione (amica) e stiamo facendo politiche giovanili, la solita pappetta di sinistra!!! Intanto chi fa sul serio (ahimè) come Bersani la smentisce con il suo stesso decreto, tingendo di grigio i suoi coloratissimi slogan.
Come al solito dietro l’angolo per la nostra povera “Ministra” è pronta una sonora batosta, parla di inesistenti paradisi fiscali e prende solo di striscio il problema (concretissimo) di lavoro, casa e università per i giovani e non da alcun segno di voler demordere, tanto che parla di giungere alla prima legge quadro sulle politiche giovanili nella storia del nostro Paese… rabbrividiamo al solo pensiero…
Tira una buona aria a Napoli... Aria di Militanza !
Sarà sicuramente merito della magica atmosfera creatasi alla prima Festa Provinciale di Azione giovani, che tralaltro ci ha permesso di andare a congresso in modalità "unitaria", eleggendo alessandro Sansoni Presidente Provinciale all'unanimità, sotto lo sguardo leggermente incredulo di Giorgia Meloni, Presidente Nazionale, che nel dichiararsi "fiera ed orgoliosa" per l'unità che mostravamo sembrava davvero non credere ai proprio occhi.
Fatto sta che nella presentazione della nuova giunta federale (di cui mi pregio di farne parte in qualità di coordinatore provinciale), tenutasi ieri sera in Federazione, la "meravigliosa atmosfera" continuava ad inebriare i presenti, traducendosi sempre più evidentemente in spirito di militanza e fraternità. Da qui la presentazione dei nuovi 10 (soltanto) dirigenti provinciali con tanto di deleghe e con un tasso di polemiche che ha rasentato felicemente lo zero per tutta la serata. Nuovi circoli stanno nascendo in città e in provincia e AN inizia a darci il posto e la considerazione che meritiamo, cioè quello di avanguardia politica e culturale del partito.
Infatti tra le varie notizie forniteci da Sansoni, abbiamo saputo che tutti i presidenti di Ag saranno considerati nelle riunioni dei quadri di AN in futuro, a partire proprio dall'imminente conferenza programmmatica di fine mese che si terrà presso le Terme di Agnano.
Intanto, con entusiasmo, militanza e fratellanza ci apprestiamo a manifestare contro la finanziaria, la data per ora è Top Secret per questo blog, ma presto vi racconterò di tutto.
Tira una buona aria a Napoli ... a parte il fetore dei cumuli di rifiuti della Bassolino e Co. !!!
La Campania al Columbus day: missione da 150 cortigiani per 300mila euro di spesa!
“Mentre la Campania è sommersa dai rifiuti, con scene da terzo Mondo; mentre i farmacisti ricorrono all’extrema ratio della serrata per protestare contro i debiti non onerati dalla regione Campania, i nostri amministratori regionali partono alla volta degli USA, con Lady Mastella e compagni, il tutto a carico dei cittadini e con i soldi dei fondi UE che dovrebbero servire allo sviluppo economico. Una Corte di 160 persone, tra cui il nostro Presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, che ricorda alla signora Hillary Clinton di essere stato un elettore di suo marito Bill. Una missione fondamentale per Terra di lavoro, complimenti! Questa missione da 150 cortigiani per 300mila euro di spesa è un’offesa ai cittadini campani. Offesa rilevata anche dal ministro Bonino, che ha polemizzato con l’indegna parata di compari e comparielli che si è avuta a New York”. Non usa mezze parole Gianmario Mariniello, Dirigente nazionale di Azione Giovani.
Intanto sul sito di Azione Giovani Aversa – www.ag-aversa.com - si ironizza sul nuovo simbolo dei DS campani: al posto della Quercia sono stati messi due sacchetti di immondizia, a simboleggiare il feeling tra Bassolino e l’emergenza rifiuti.
“Nessun paradiso fiscale: la finanziaria 2007 per i giovani è un concentrato di suggestioni e di proposte disorganiche”, dichiara Giorgia Meloni vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani. “Il ministro Melandri ha pensato bene di rappresentare i suoi provvedimenti accompagnata da registi e proiettori come se si trattasse di un film e non è un caso, perchè gli articoli presentati sono da cinema e non rispondono alle reali esigenze dei giovani. Tra le principali suggestioni, però, quella sulla creatività giovanile vince l’oscar per inconsistenza e offende tutti quei ragazzi costretti a svolgere lavori precari ben poco creativi come i call center, i fast food e quelli stagionali. Ci sono poi una serie di provvedimenti accennati come quello cruciale dell’accesso al credito, soltanto elencato e non approfondito e il caro affitti per i fuori sede in cui si parla di detrazione del 19% delle spese sulla base di un contatto che in Italia è stato sottoscritto da circa 15 famiglie…”. “Preoccupa inoltre l’articolo 17 sulla valorizzazione del patrimonio pubblico: destinare strutture che possano diventare punti di aggregazione giovanile è una battaglia che Azione Giovani porta avanti da sempre, ma non vorremmo che questo provvedimento altro non fosse che una sanatoria mascherata per coprire i centri sociali, per lo più occupati abusivamente, e che di certo non rappresentano la riposta alla mancanza di spazi aggregativi giovanili”.
Quest'anno la Federazione provinciale di Azione Giovani Napoli, celebrerà la sua prima Grande Festa. questo è uno dei motivi per cui non aggiorno il mio Blog da un pò di tempo, infatti mi sto dedicando, come gli altri dirigenti, anima e corpo alla riuscita di questo evento, che dovrebbe sancire definitivamente il rilancio della terza federazione d' Italia. Il tema sarà autoreferenziale ed il titolo lo dimostra: Capaci di Sognare, una qualità che la giovane destra ha sempre dimostrato di possedere e di coltivare, in particolare a Napoli, città dai mille problemi irrisolti.
La novità assoluta dell'evento sarà il Live Blogging dall'interno della festa con il coinvolgimento della base militante. I Bloggers saranno ragazzi dei vari circoli di Azione Giovani di Napoli e provincia che si alterneranno alla postazione internet predisposta per l'occasione e racconteranno con parole loro ciò che sta succedendo.
ROMA - Il primo "Girotondo" di destra ha sfilato questa mattina davanti al ministero dell'Economia, in via XX Settembre. Per protestare contro la riforma fiscale del governo Prodi e in vista della maratona parlamentare sulla Finanziaria, i massimi esponenti di An - tranne Fini - si sono ritrovati con circa 200 militanti di Azione Giovani Roma.
In piazza sono andati Gianni Alemanno, Ignazio La Russa, Adolfo Urso, Teodoro Bontempo, e delegazioni di Forza Italia e Lega Nord. Oltre 200 i partecipanti secondo le forze dell'ordine, a scandire slogan contro il vice-ministro Vincenzo Visco ("Visco tu ci uccidi con il fisco") e contro il premier ("Coraggio, Prodi è di passaggio"). Slogan anche sulle t-shirt indossate dai deputati ("No al Grande Fratello fiscale") e, su una decina di monitor che espongono la scritta "F24 on line? No grazie" con riferimento all'entrata in vigore, il 2 ottobre prossimo, del fisco telematico.
"Questa è la dimostrazione che l'Unione è il governo delle tasse - dice Maurizio Gasparri -, siamo in piazza per rivendicare la guida dell'Italia, che abbiamo governato diminuendo la pressione fiscale". E' però Gianni Alemanno a sottolineare il cambiamento di rotta della destra: "Riprendiamo la tradizione simbolica dei Girotondi per protestare contro questo governo che è sempre più lontano dalle piazze". E annuncia che a metà settembre saranno "i professionisti" a scendere in piazza "contro Bersani". Un'attivismo di piazza di destra che, però, specifica La Russa, ha una sua precisa denominazione: "'I nostri non si chiamano girotondi ma caroselli tricolori''.
Non passa inosservata l'assenza dell'Udc, che ha fatto sapere di ritenere la manifestazione di An "del tutto inutile", perchè non si conoscono i dati della manovra.
"La protesta di piazza non sempre è la via migliore - afferma il segretario Lorenzo Cesa, rispondendo alle critiche che gli sono giunte da An -, e in ogni caso, ripeto, prima di assumere una decisione occorre disporre di dati certi che al momento non ci sono". E continua: "Sarebbe strano che chi lancia continui appelli alla coesione del centrodestra, poi assuma decisioni unilaterali".
A stretto giro di posta gli risponde il deputato di An Bocchino: "Del tutto inutile è la dichiarazione dell'amico Cesa sulla manifestazione di An, Fi e Lega. Legittimo non partecipare, inutile fare come la volpe con l'uva dopo il successo della iniziativa che, ne sono certo, incontra anche il consenso di molti elettori Udc".
Gianfranco Fini è sotto accusa per alcune affermazioni sul colonialismo. L’Unità ha addirittura trascritto le parole dell’ex ministro degli Esteri, per marchiarle d’infamia, nella striscia rossa che sta sotto la testata. «L’Europa - Fini dixit - è stata un elemento di civilizzazione e non tutte le pagine del colonialismo sono negative: se pensiamo a come sono ridotte oggi l’Etiopia, la Somalia e la Libia e a come stavano sotto l’Italia, credo che ci debba essere una rivalutazione del ruolo italiano in quei Paesi». Una bestemmia. Uno scandalo. Su Repubblica Tahar Ben Jelloun sostiene che Fini «segue una moda razzista della destra» e Angelo Del Boca sintetizza: «Abbiamo invaso e tolto la libertà». Non è obbligatorio, ci mancherebbe, essere d’accordo con Fini né su questo né su altri temi. Ciò che preoccupa, nelle reazioni citate, e in generale nelle cronache «progressiste», è il tono da «ma come si permette», è la pretesa che su alcuni momenti ed eventi della storia vi sia una sola versione lecita, e che ogni altra versione venga ritenuta inaccettabile, ripugnante. Questo dogmatismo arrogante non vale per tutti. È applicato solo ai temi che hanno in sottofondo il fascismo. Ho letto qualche giorno fa un’intervista di Cossutta, per i suoi ottant’anni, nella quale il veterano del comunismo ribadiva convinzioni e ricostruzioni storiche che ai più, dopo quel che è successo, sembrano ancor più che infondate, grottesche. Ma vengono ritenute affar suo, e comunque lecite in un Paese dove vige la libertà di pensiero: così come le opinioni di Bertinotti su Fidel Castro. Ma questo a Fini non è concesso. Deve proclamare ogni momento il suo antifascismo, e non basta mai. Conosco le pagine nere del colonialismo, e gli errori di quello fascista che fu anacronistico, pasticcione, e in alcuni episodi sanguinario. Ma è proprio vero che il colonialismo fu solo oppressione e crudeltà? Tutti gli imperialismi, coloniali e non, sono stati spietati. Lo fu quello romano. Ma vogliamo affermare che le conquiste romane furono unicamente distruzione? E le conquiste di Alessandro Magno furono unicamente massacri e violenza? Nessuno osa affermarlo seriamente, in sede storica e culturale. Ma se si passa da secoli remoti agli ultimi secoli, viene imposta una vulgata demonizzatrice. Penso tutto il male possibile del modo in cui Rodolfo Graziani governò brevemente l’Etiopia, ma non ritengo si debba ignorare che con l’imperatore Hailé Selassié, internazionalmente vezzeggiato, in Etiopia vigeva la schiavitù, i contadini erano sfruttati senza pietà, le carestie mietevano centinaia di migliaia di vittime.
Fu sacrosanta l’aspirazione dei popoli sottoposti al dominio coloniale all’indipendenza, considero quest’ultima un’acquisizione doverosa. Mi è concesso tuttavia d’osservare che dell’indipendenza quei Paesi hanno fatto - con rarissime eccezioni - l’uso peggiore? In Etiopia, tolto di mezzo il potere feudale di Hailé Selassié, vi fu Menghistu al cui confronto Graziani era un dilettante della repressione, la Somalia è nelle condizioni che sappiamo, la Libia ha avuto in sorte un mare di petrolio e un dittatore, il colonnello Gheddafi, che ha riconosciuto la responsabilità del suo regime in un terribile attentato terroristico. È vietato esercitare la memoria, oltre che sulle nefandezze coloniali, sulle nefandezze post-coloniali? La dominazione francese poteva essere brutale, ma ho la certezza che mai sotto di essa si sarebbe arrivati alle spaventose stragi dei Khmer rossi in Cambogia.
Secondo Del Boca «nelle ex colonie non c’era libertà, non c’erano scuole, non c’era nulla». Riferiamoci all’Etiopia, l’Impero fascista. C’erano tutte quelle belle cose - libertà, scuole, sanità - con gli schiavi incatenati? È facile, per i demagoghi di sinistra, rovesciare tutte le colpe e le responsabilità d’un oggi drammatico sul colonialismo di ieri, perfino l’immigrazione ne sarebbe conseguenza. Ma quando mai. E per quanto riguarda il razzismo, le persecuzioni delle popolazioni arabe nei confronti delle popolazioni nere africane trovano paragoni solo nell’Olocausto o in vicende di quella tragica portata. La visione d’un Occidente malvagio che turba la serena convivenza dei nativi è sbagliata e stupida quanto la visione d’un Occidente provvido mosso, nelle sue conquiste, da intenti umanitari. Il già citato Jelloun sostiene che «i popoli che bussano alle porte dell’Europa sono gli stessi che dall’Europa sono stati colonizzati e hanno visto portarsi via tutta una serie di opportunità e diritti». Questa è favolistica, non sociologia e tanto meno storia.
Fini ha violato un tabù da alcuni eretto a dogma nel nome dell’antifascismo. C’è stato nei giorni scorsi un ennesimo dibattito sulle leggi razziali italiane nel quale i puri e duri della lotta al bieco regime littorio negavano, più o meno, che l’antisemitismo fosse stato ignorato nell’Italia fascista - i soliti Preziosi e Farinacci non influivano sulla sensibilità di massa - fino alle odiose leggi razziali. Ma no, non si può, non si deve dirlo. Mussolini come Hitler, il maresciallo De Bono come Pol Pot. Vade retro Fini: «No pasaran».
Posto un lungo ma interessante articolo di Alessandro Sansoni, una sorta di radiografia di AN da non perdere:
(tratto da AREA) - Con l’ultima lunga tornata elettorale primaverile si è indubbiamente chiuso un ciclo della politica italiana. La fase attuale è particolarmente delicata e, nel tornare a svolgere un ruolo di opposizione, Alleanza nazionale sta giustamente procedendo ad una ridefinizione aggiornata della sua identità politico-culturale e delle sue priorità programmatiche.
In questa direzione va il documento elaborato da Adolfo Urso e Pasquale Viespoli, su incarico di Gianfranco Fini, prima della pausa estiva e che servirà come base di discussione all’interno ed all’esterno.
Ma cos’è oggi veramente Alleanza nazionale dopo cinque anni di governo e undici anni dopo la svolta di Fiuggi? In che modo è cambiata, se è cambiata? Come vedono la realtà politico-sociale attuale gli uomini e le donne che ne costituiscono l’ossatura e che animano quotidianamente l’attività sul territorio di questo partito? Come giudicano l’azione governativa dei propri dirigenti e soprattutto chi sono questi uomini e queste donne e cosa auspicano avvenga in futuro?
Come Area abbiamo provato a dare risposta a questi interrogativi, nella convinzione che una simile indagine possa tornare utile anche a coloro che avendo incarichi di responsabilità e di leadership dovranno guidare il partito ed il suo rinnovamento.
Abbiamo pertanto messo An come davanti ad uno specchio, affinché potesse confrontarsi con se stessa, conoscersi meglio, senza essere autoreferenziale, ma per aumentare la propria autocomprensione e proiettarsi meglio all’esterno.
Ad un numero significativo di “quadri di struttura” e attivisti è stato chiesto di rispondere ad un questionario composto da 15 domande a risposta multipla. Ci interessava sapere da quanto tempo gli intervistati militano a destra, quale professione esercitano e se la loro situazione familiare è in linea con i cambiamenti che hanno investito in questo ambito la società italiana negli ultimi vent’anni o piuttosto riflette i valori di riferimento di An. Abbiamo inoltre domandato di fornirci il loro parere sull’operato del governo della Cdl; dal punto di vista ideologico-politico i quesiti spaziavano dalla politica internazionale all’economia, dall’ambiente ai valori, dal rapporto con il Cristianesimo a quello con l’Islam e con gli immigrati. Infine si è cercato di capire come An si autopercepisce e come la sua base spera che si evolva lo scenario politico italiano.
Senza alcuna pretesa di scientificità, riteniamo tuttavia che lo spaccato che emerge da questo sondaggio fornisca un’impressione abbastanza realistica sullo stato attuale del partito, in quanto il campione su cui si fondano i nostri risultati, oltre ad essere significativo dal punto di vista quantitativo, è stato raccolto su tutto il territorio nazionale e comprende una fascia d’età che va dai 17 agli 82 anni. Non è dunque viziato da provenienze geografiche, né da peculiarità anagrafiche, elementi che pure sono utili ad avviare alcuni ragionamenti.
La continuità con il Msi
Il primo dato che emerge in maniera forte, oltre all’atavica scarsa presenza femminile in seno alla struttura militante della destra italiana (solo il 12% del campione) nonostante tutti gli sforzi avviati in questo senso dalla dirigenza, è la sostanziale continuità del personale politico con il vecchio Msi. In effetti, ben il 58,8% degli intervistati ha affermato di aver cominciato la propria attività prima della svolta di Fiuggi (ricordiamo che la presente indagine non riguarda l’elettorato di An, ma la struttura del partito). Si tratta di un dato che merita una riflessione. Se per molti la continuità ideale con il vecchio Movimento sociale è un valore positivo - opinione che emerge con evidenza anche dalle risposte che ci sono state fornite come vedremo più avanti - è legittimo chiedersi se questo non sia un sintomo della scarsa capacità di aggregazione di Alleanza nazionale. In effetti la Svolta di Fiuggi avrebbe dovuto rappresentare qualcosa di più che un semplice cambio di nome: doveva segnare un’apertura della destra a nuovi settori della società, della politica e della cultura italiana che fino a quel momento avevano preferito accasarsi in altri partiti (soprattutto nella Dc) a causa della ghettizzazione di cui era vittima il Msi.
Tale apertura e capacità di attrazione non doveva avere una natura esclusivamente elettorale. Il dubbio che emerge, e che più volte è stato segnalato sulle colonne di questa rivista, è che dopo Fiuggi non sia stato avviato quel processo di adeguamento ideologico e organizzativo che la nuova situazione richiedeva. Anche quel 18,8% di nuovi aderenti che si sono avvicinati ad An negli ultimi cinque anni è costituito per quasi la metà da giovani di età inferiore ai 25 anni, insomma il fisiologico ricambio generazionale che qualunque organizzazione politica dotata di un minimo di vitalità deve prevedere e che pure rappresenta una quota troppo bassa.
L’ulteriore paradosso è costituito dal fatto che la maggioranza di coloro che auspicano nel prossimo futuro un ritorno alle ataviche radici missine da parte di An sono proprio i giovani e i giovanissimi. Certamente l’età dell’adolescenza e dell’immediata post-adolescenza è contrassegnata dal bisogno di rappresentazioni identitarie forti, bisogno che di sicuro ottiene un notevole appagamento dalle suggestioni del radicalismo neofascista, ma riteniamo che questa spiegazione avrebbe il sapore di una giustificazione di comodo. La nuova destra ha bisogno invece di un progetto politico-culturale dotato di un fascino intrinseco adeguato all’attualità dei tempi.
Se ci sarà una Fiuggi 2, necessaria a dare respiro e prospettiva al partito, bisognerà tenere conto di questo dato.
Il partito dei quarantenni
Legata allo scenario precedente è la constatazione successiva: il ricambio generazionale è come dicevamo relativamente basso. Soltanto il 13,2% degli intervistati ha un’età inferiore ai 25 anni. Il grosso dei quadri è costituito da persone appartenenti ad una fascia d’età compresa tra i 26 e i 40 anni (40%) e tra i 41 e i 60 anni (32,4%). In pratica, oltre allo zoccolo duro rappresentato da coloro che hanno cominciato a fare politica negli anni ’70, questo risultato è il frutto di una stagione politicamente proficua ed effervescente per la destra, quella degli anni ’80 e dei primi anni ’90, conclusasi appunto con l’arrivo alla soglia della stanza dei bottoni.
Interessante è anche la composizione sociale del campione e il suo livello d’istruzione, che spiega anche la domanda pressante di una politica culturale più incisiva di cui parleremo in seguito: in effetti se il 12,4% degli intervistati sono studenti, quasi il doppio (21,6%) è costituito da liberi professionisti, tra i quali la parte del leone la fanno gli avvocati (circa la metà degli intervistati che appartengono a questa categoria).
Molto significativa è anche la quota dei lavoratori dipendenti: il 14,4% si dichiarano impiegati in un’azienda privata, mentre l’11,6% sono dipendenti della pubblica amministrazione. In totale (all’interno del quale sono conteggiati anche gli operai, che tuttavia sono presenti in misura alquanto scarsa nella struttura di partito, ed altre categorie come i docenti) il 28,8% di coloro che hanno compilato il nostro questionario vive di stipendio.
Ancora, l’11,6% si qualifica come imprenditore, mentre del tutto marginali appaiono i commercianti, evidentemente troppo impegnati nel proprio lavoro per lasciarsi coinvolgere nella politica attiva.
In conclusione, oltre ad essere il partito dei quarantenni, An si conferma il partito della piccola e media borghesia, soprattutto impiegatizia, che ne costituisce il nerbo e il riferimento naturale.
Nel solco della tradizione?
Ma andiamo a vedere se nella sfera privata e dei valori su cui viene fondata l’esistenza quotidiana i militanti di An hanno subito gli stessi mutamenti che i sociologi riscontrano nel grosso della società italiana.
Sembrerebbe in misura inferiore, ma pure qualche cambiamento di rilievo sussiste. In effetti, solo il 6,4% del campione convive e addirittura il numero dei divorziati si arresta al 6,8%: cifre oggettivamente basse in confronto alla media nazionale, che vanno a braccetto con quel 70% degli intervistati che si dichiara strenuo difensore della famiglia tradizionale, senza alcun compromesso. Certo, c’è un 27,6% che si dice favorevole ad un riconoscimento da parte dello Stato delle nuove forme di legame familiare come la convivenza e le coppie di fatto: esso è costituito, com’è ovvio, soprattutto da quei conviventi e divorziati cui accennavamo prima, ma è evidente che sussiste uno scarto percentuale relativamente consistente. Si potrebbe presumere che a tale scarto contribuiscano soprattutto i più giovani, ma si sbaglierebbe strada. I giovani di An percepiscono le questioni etiche come un tratto di distinzione rispetto al grosso dei loro coetanei, e in massa si ergono a bastione della famiglia classicamente intesa. Piuttosto è il dato geografico ad influire maggiormente, ovvero la provenienza da una grande città, soprattutto del Centro-Nord. Insomma c’è un’Italia profonda che incide anche su An…
Proseguendo, possiamo rilevare che, se la chiusura nei confronti dei Pacs e delle nozze tra gay è pressoché assoluta, a destra sussiste invece un’altissima presenza di single, oltre il 45%. È questo il dato che maggiormente evidenzia gli influssi che i cambiamenti della società italiana esercitano sul popolo di An: eccessivo rispetto nei confronti dell’istituto familiare? Politica che assorbe troppo tempo, risorse ed energie? È difficile spiegarne le cause. Forse semplicemente la coerenza con un trend nazionale che coinvolge soprattutto chi oggi ha meno di 35 anni e tende a sposarsi più tardi sia per ragioni di stabilità economica sia di psicologica diffidenza nei confronti dei legami duraturi.
D’altronde, anche il rapporto con la religione è abbastanza in linea con il dato generale, sebbene si percepisca una sostanziale adesione ai valori del Cattolicesimo e agli insegnamenti della Chiesa più massiccia rispetto ad altre organizzazioni politiche: infatti ben il 77,2% si definisce cattolico, malgrado la percentuale degli osservanti e praticanti si riduca al 23,2%, che pure è una quota notevole in un periodo di secolarizzazione diffusa. Il 15,6% preferisce dichiararsi genericamente cristiano, mentre gli agnostici e gli atei appaiono del tutto marginali (3,6 e 1,6% degli intervistati).
Un dato di folklore… in An c’è ancora qualche pagano…
Cinque anni sofferti
I cinque anni che An ha passato al governo non sono stati facili. Molti i malumori della base che, dopo aver atteso per decenni l’accesso al potere, si aspettava una vera rivoluzione del Paese. Tutto ciò era percepibile e, non a caso, emerge in maniera ancora più evidente adesso. Basti pensare che solo il 18% dei nostri intervistati si dice soddisfatto dell’azione di governo svolta dal partito, mentre ben il 34,8% ne dà un giudizio negativo, con un 14% che addirittura si dichiara totalmente insoddisfatto. È interessante però riscontrare come l’indice di gradimento sia superiore tra quanti si sono avvicinati ad An più di recente, anzi possiamo dire che le rimostranze siano molto scarse: è chiaro che sono i militanti storici ad avere maggiormente da ridire.
Per scendere più in dettaglio abbiamo chiesto ai nostri intervistati di indicarci con un massimo di tre risposte facoltative quali fossero gli ambiti di intervento valutati in modo più o meno positivo. È possibile verificare una certa contraddittorietà nelle risposte soprattutto per quanto concerne i settori giudicati più favorevolmente.
Il caso della sicurezza è paradigmatico: l’operato del governo Berlusconi viene giudicato con favore a questo proposito dal 33,6% degli intervistati, mentre un altrettanto congruo 20,8% lo segnala come uno dei settori peggio gestiti. Soprattutto a Roma e al Sud il giudizio risulta negativo.
Il contrario avviene con i provvedimenti relativi al contenimento dell’immigrazione che ben il 39,2% valuta positivamente contro un 11,2% che afferma l’esatto opposto e che è composto soprattutto da giovani, settentrionali e romani.
Generalmente positivo è il giudizio relativo al modo in cui è stata condotta la politica estera: ben il 51,2% la indica come uno degli elementi positivi dell’operato della Cdl. L’effetto-Fini in questo caso è lapalissiano, come in generale l’impressione di notevole attivismo internazionale data dall’Italia in questi anni, compresa la maggiore intransigenza nella difesa degli interessi nazionali in ambito europeo (non a caso il 20% si dichiara euroscettico). Eppure anche in questo caso si rileva un 13,6% della struttura che è tutt’altro che contenta di come è stata gestita la politica estera nella scorsa legislatura: in fondo esiste pur sempre un 16% del partito che si è preso la briga di definirsi palesemente antiamericano - contro un 14,4% che invece guarda agli Usa con entusiasmo da stadio (soprattutto tra chi ha più di 40 anni) - e che non ha visto con piacere l’eccessivo appiattimento del nostro Paese sulle posizioni d’Oltreoceano.
Anche le opinioni sulla politica economica del precedente governo sono divergenti. Se il 36,4% si dichiara insoddisfatto, il 15,2% lo indica come un settore in cui vanno riscontrate iniziative felici.
Alleanza nazionale resta senza dubbio un partito dalle molte anime.
Eppure in alcuni ambiti il giudizio è più netto. Le politiche agricole, per esempio, seppure non indicate esplicitamente tra le opzioni del sondaggio, vengono spontaneamente ricordate per essere valutate come un settore in cui si è operato bene.
Al contrario, proprio in due settori che più di altri venivano visti come strategici nel programma berlusconiano volto a modernizzare il Paese, emergono delle insoddisfazioni simili a speranze deluse. Stiamo parlando del fisco e della riforma dei corpi dello Stato e della società, che vengono indicati come campi d’azione mal gestiti rispettivamente dal 16,4 e dal 20,4% del campione.
Una bocciatura drastica viene infine data in merito alla politica culturale. Il 42,8% la indica tra gli ambiti di azione politica peggio curati e praticamente nessuno esprime un opposto giudizio. In questo caso ci pare opportuno sottolineare come la struttura del partito mostri una lungimiranza maggiore rispetto alla sua classe dirigente, riuscendo ad intuire l’importanza di saper influire sulla pubblica opinione e sullo humus culturale del Paese, egemonizzando il quale diventa più facile anche veicolare il messaggio politico.
Frammenti di idee
Se è vero, come è vero, che la politica non è soltanto occupazione di spazi di potere e scontro tra gruppi organizzati, ci è sembrato cruciale andare a verificare, per quanto in modo frammentario, quali siano attualmente le posizioni ideologiche più in auge nell’ambito del partito, che si presentano peraltro abbastanza variegate.
Partiamo dall’economia, un ambito verso il quale da sempre la destra mostra una notevole sensibilità per quanto molto articolata e sfaccettata. Il 17,6% degli intervistati si proclama fautore di un ruolo attivo da parte dello Stato volto a garantire un’equa redistribuzione della ricchezza secondo il modello keynesiano: tra costoro è significativa la presenza di molti giovani. La stessa percentuale si dice al contrario favorevole ad un’economia di tipo liberista, opinione diffusa soprattutto tra imprenditori e lavoratori autonomi.
Ciò che invece è indice di una notevole maturità acquisita in questi anni da parte dei quadri di partito è la percentuale straordinariamente alta, il 53,6%, di coloro che si dichiarano in cerca di nuove forme di solidarietà sociale di tipo non statalista ispirate al principio di sussidiarietà così come viene declinato dalla dottrina sociale della Chiesa.
Un ulteriore dato di estrema importanza è la sensibilità che gli uomini e le donne di An dimostrano nei confronti della salvaguardia dell’ambiente. Il 51,2% lo reputa addirittura un problema prioritario e solo il 4,8% una questione sovrastimata. A nostro avviso si tratta di una vera e propria cifra ideologica di cui non tutta la classe dirigente del partito ha saputo tenere il debito conto. Non a caso il 18,8% degli intervistati ha segnalato proprio l’ambiente come uno dei settori peggio curati dal governo Berlusconi.
Della compattezza del partito in tema di valori abbiamo già detto, così come delle variegate idee in ambito geopolitico, dove, occorre aggiungere, nonostante l’alta presenza di euroscettici, oltre la metà dei quadri di An si dichiara europeista con convinzione.
Riguardo al tema di maggiore attualità, quello del rapporto con l’Islam, An si mostra abbastanza frammentata. Quasi la metà degli intervistati si sente di assumere una posizione responsabile e rispettosa dell’alterità culturale della civiltà mussulmana, auspicando un dialogo. Al contrario un consistente 27,6% tende ad abbracciare in toto la posizione dettata dai propagandisti dello scontro di civiltà e considera gli islamici come i più pericolosi nemici dell’Occidente e della nostra cultura. Il resto invece abbraccia una posizione che potremmo definire etnocentrico-compassionevole, vedendo in quello arabo-mussulmano un mondo ancora arcaico e sottosviluppato da aiutare a progredire proprio per disattivarne la pericolosità.
Infine il nodo di Gordio dell’identità della destra (in particolare per il modo in cui essa viene percepita dall’esterno e dall’apparato massmediale): il problema immigrazione. Qui salta agli occhi un’interessante novità. Il 61,6% dei militanti sottoposti al sondaggio giudicano gli extracomunitari una realtà di cui prendere atto, cercando le migliori soluzioni per gestirla e alcuni, soprattutto tra gli imprenditori, giungono a definirli una straordinaria risorsa per il nostro sistema economico!
Solo un terzo del campione li avverte come un pericolo per la nostra identità di popolo. Un altro segno dei tempi?
Un futuro incerto
Torniamo infine al punto di partenza: il futuro di Alleanza nazionale.
Essa viene ritenuta un’autentica novità nel panorama politico italiano solo dal 14,8% del campione. Oltre il 70% invece la giudica un superamento del Msi solo parzialmente riuscito.
Indicativa anche l’opinione del resto degli intervistati, che l’ha intesa semplicemente come un prolungamento del Msi con una diversa denominazione. Una valutazione che non ha un sapore critico, dal momento che in pratica gli stessi che hanno apposto la loro croce su questa opzione compongono l’ossatura di quel 22,8% che spera che nei prossimi anni An torni alle proprie origini missine.
Ma il futuro resta incerto, nonostante il partito avverta la crucialità del momento e l’esigenza di prospettare nuovi scenari.
Indubbiamente si avverte una diffusa allergia verso il partito unico, auspicato da meno di un quinto dei nostri intervistati. Qualcuno sogna di vedere accantonato l’attuale sistema bipolare in favore di uno “tripolare” con una nuova An effettivamente capace di aggregare energie politiche attualmente collocate altrove.
I più, il 39,2% per la precisione quindi non una maggioranza schiacciante, auspica una federazione dei partiti della Cdl che mantenga sostanzialmente gli assetti attuali.
Si sa: il nuovo fa paura e l’uomo è un animale abitudinario.
La base del partito, comunque, non ha a tale proposito un’idea veramente precisa e maggioritaria. Sarà compito della sua classe dirigente delineare il percorso da intraprendere, coinvolgendola nel modo più efficace.
Sapendola gestire nel modo migliore, da questa fase di transizione può partire la riscossa di An e del centrodestra verso la riconquista del Paese e la definizione di un progetto per la costruzione della Nuova Italia.
C’è una mail che gira in rete, che forse merita di essere pubblicizzata…
Messaggio per i Comunisti:
ora che il TUO governo ha mandato i soldati in Libano,
ora che sta per tagliarti le pensioni,
ora che ti obbligherà a pagare con assegni,
ora che ha liberato assassini e truffatori,
ora che stabilirà per legge il periodo delle tue ferie,
ora che aumenterà le tasse,
ora che taglierà fondi ai Comuni….
Ammettilo:
inizi a sentirti un pò coglione!?
Beh, qualcuno ti aveva avvertito!!!
“Azione Giovani, Azione Universitaria ed Azione studentesca presenteranno in tutti gli organi universitari, in tutti gli enti locali, nelle scuole e in Parlamento un ordine del giorno per esprimere solidarietà verso Papa Benedetto XVI e contro ogni ipotesi di conflitto tra civiltà”, dichiarano in una nota congiunta Giorgia Meloni, presidente nazionale di Azione Giovani e vicepresidente della Camera dei Deputati, Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, Federico Iadicicco, dirigente nazionale e presidente romano di Ag e Michele Pigliucci, responsabile nazionale di Azione Universitaria. “Quello che ci stanno delineando come uno scontro di civiltà altro non è che il tentativo, messo in atto da una parte del mondo islamico e del mondo occidentale, di distorcere e strumentalizzare le parole del Pontefice. Non si tratta di alcuna guerra religiosa: il loro obiettivo è fomentare le masse ed alimentare un focolaio di odio contro ogni fede, contro ogni religione, contro l’unico Dio. Invitiamo tutti i cristiani, i musulmani, i praticanti di altri credi, gli atei e gli agnostici a non lasciarsi confondere e a non farsi trascinare nella cultura dell’odio contraria ad ogni fede ed a ogni ragione”.
Inserisci il banner " Io sto con il Papa" sul tuo sito, copia e incolla il codice qui sotto:
Non credono più alla veridicità della lotta portata avanti dal Sindaco comunista Espedito Marletta ed ecco che disertano il concertino di Avitabile, organizzato per commemorare la manifestazione di due anni prima, di seguito il comunicato di A.N.:
INCENERITORE DI ACERRA : I CITTADINI DISERTANO LA MANIFESTAZIONE
Acerra,
Il Commissario cittadino di Alleanza Nazionale, Dott. Gerardo Bigliardo, interviene in merito alla manifestazione del 29 agosto 2006 ad Acerra.
"Quello che avevamo annunciato si è puntualmente verificato. Spacciare per lotta all'inceneritore, il concertino di Enzo Avitabile, non è stata una buona mossa per il Sindaco Marletta e la sua amministrazione. I cittadini di Acerra, informati da A.N. e da tutta la CdL che oramai i giochi erano fatti, non si sono lasciati abbindolare ed hanno disertato in massa la manifestazione." afferma l'esponente di A.N.
"Il Sindaco non riesce più a nascondere il suo ruolo attivo nella vicenda inceneritore, come dimostrato anche dall'articolo del Sole 24ore del 29/08/06 e ora che i giochi sono fatti, si prospetta l'ingresso in giunta del partito di Bassolino, fino a poco prima all'opposizione e della Sig.ra Verone, che durante la sua amministrazione vide nascere l'ipotesi dell'allocazione dell'ecomostro sul territorio. E in barba a tutte le dichiarazioni effettuate in campagna elettorale, si ricompone il terzetto della nefasta Giunta Verone. Questi fatti sono la conseguenza dell'imminente fine dei lavori e dell'inizio della fase della gestione, che non può prescindere dal coinvolgimento di tali personaggi, legati a doppio filo alla questione. Il Sindaco non può più tentare di gettare fumo negli occhi della popolazione, con piccole azioni che servono solo a clientelizzare l'opinione pubblica. La nostra attività vigile e costante di smascheramento dei giochi, sta dando i suoi frutti, gli acerrani stanno finalmente entrando in una nuova fase di consapevolezza e soprattutto di indignazione, perchè si sentono profondamente presi in giro", aggiunge Bigliardo e conclude:
"La Casa delle Libertà ha dimostrato con la propria onestà ed il proprio coraggio di essere l'unica forza che possa guidare la popolazione di Acerra verso un nuovo futuro ed una diversa modalità di amminsitrazione della città all'insegna della chiarezza e della trasparenza, riservandosi azioni di controllo e denuncia nei confronti di coloro che credono di essere padroni della città" .
NAPOLI, 27 LUG - Il gruppo di Alleanza Nazionale alla Provincia di Napoli ha presentato la proposta di deliberazione per la istituzione di una Consulta Provinciale per l'Immigrazione.
''La consulta sara' formata - ha spiegato il capogruppo di A.N., Luigi Rispoli - da un rappresentante per ogni singola comunita' di stranieri presenti sul territorio della provincia ed avra' come compito principale quello di avvicinare, attraverso il dialogo e il coinvolgimento delle autorita' competenti in materia, le istituzioni agli immigrati rappresentando principalmente uno strumento per dare voce agli immigrati e al contempo portare alla luce problemi e riflessioni quotidiane''.
La novita' della proposta e' soprattutto ''nella idea di evitare inutili mediazioni tra le istituzioni e gli immigrati da parte di enti terzi. Con la consulta sono gli stessi emigranti che si propongono come mediatori culturali e che conquistano un ruolo di cittadinanza attiva'', conclude la nota.
''I principi che ci ispirano - ha concluso Rispoli - sono quelli che hanno come obiettivo la promozione di una cultura dell'accoglienza che sia dignitosa per uomini e donne in fuga dalla poverta' e dalla miseria, a volte dalle guerre e dalle persecuzioni, alla ricerca di un futuro migliore per se' e per i propri figli, che vogliono venire in Italia per lavorare legalmente ed inserirsi a pieno titolo nella nostra societa', rispettandone le leggi e la cultura''.
Alla Conferenza Stampa ha preso parte anche il Segretario Regionale del SEI-UGL, Mustapha Jamali: ''La nostra organizzazione a livello nazionale si sta battendo in questi giorni per chiedere la modifica dell'attuale normativa per ottenere un maggiore snellimento delle procedure burocratiche che riguardano gli immigrati. Un altro punto delicato e' quello che ci vede chiedere la cittadinanza italiana per tutti i figli degli immigrati nati in Italia al compimento dei cinque anni di eta'. In merito alla iniziativa del gruppo consiliare di An esprimiamo il nostro massimo sostegno - ha detto - e lo consideriamo solo un primo passo verso l'obiettivo che dovra' portare alla istituzione di un Consiglio provinciale degli immigrati con lo svolgimento di vere e proprie elezioni. Un ulteriore strumento che potra' favorire l'integrazione dei lavoratori stranieri e che determinera' una cittadinanza attiva che finora e' esistita solo nei proclami e nelle intenzioni''.
AVANA - La versione ufficiale parla di un «incidente di salute» che lo ha costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico. Ma sarà la verità? Il leader cubano Fidel Castro, 80 anni fra pochi giorni, ha annunciato - con un proclama letto in tv dal suo segretario - di aver trasferito provvisoriamente i poteri al fratello Raul, attuale ministro della Difesa, dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico. Intanto le case dei dissidenti sono state circondate dalla polizia e i nostri contatti con i capi della dissidenza sono stati interrotti. Un caso?
Nel messaggio letto dal suo segretario particolare, Carlos Manuel Valenciaga, il presidente cubano ha dichiarato «Giorni e notti di lavoro continuo ed insonne hanno sottoposto la mia salute - che ha resistito ad ogni prova- ad uno stress estremo, che l'ha spossata. Ciò ha causato una crisi intestinale acuta con una grave emorragia, che mi ha costretto ad affrontare una complessa operazione chirurgica», Nel tentativo di spiegare tale «incidente di salute», il leader cubano ha chiamato in causa gli «enormi sforzi» richiesti dal suo recente viaggio in Argentina per il vertice del Mercosur, dal 22 al 24 luglio scorsi, e dal discorso pronunciato, lo scorso 26 luglio, nella località cubana di Bayamo. Oltre alle cariche istituzionali, il lider maximo ha lasciato, sempre «provvisoriamente», a suo fratello anche quella di massimo dirigente del Partito comunista di Cuba e di «comandante in capo delle eroiche forze armate rivoluzionarie». Successore naturale in base alla Costituzione per la sua carica di Primo vicepresidente, Raul Castro ha compiuto 75 anni lo scorso 3 giugno, ed è Ministro della Difesa. Il lider maximo è ininterrottamente ai vertici di Cuba dalla rivoluzione del 1959, ossia da 47 anni. La notizia del passo indietro di Castro è stata accolta con giubilo tra gli esuli cubani di Miami che sono subito scesi in strada, cantando, ballando e scandendo «Viva Cuba libre» e altri slogan. Ninoska Perez, un leader anticastrista di Miami, dove vive la più grossa comunità di oppositori al regime (650.000) ha detto di ritenere che Castro sia in gravi condizioni. Secondo lui, la morte del dittatore «sarebbe quanto di meglio potrebbe capitare a Cuba».
- PUBBLICO QUESTO POST TRATTO DALLA RETE PER PURO SCOPO "INFORMATIVO" NON PERCHE' MI ESALTINO GLI AVVENIMENTI DESCRITTI ! -
Il dato politico di questa giornata è questo: un governo italiano non più “suddito” degli Stati Uniti e , per sua scelta, “equivicino” – come ha teorizzato il ministro D'Alema – che ottenuto un risultato politico non di poco conto. E cioè quello di convincere persino l'amministrazione Bush e il loro temibile segretario di Stato, la “super-dura” Condoleezza Rice, ad accettare l'idea di convocare a Roma la conferenza internazionale di pace sul Medio Oriente. Dietro questa opera di “convincimento” politico-diplomatico ci sarebbe, dicono i soliti bene informati – e rilanciava, lunedì scorso, il sito Internet, solitamente molto ben informato, www.affaritaliani.it – la “manina” del senatore a vita Giulio Andreotti. Il quale, naturalmente, non conferma e non smentisce: si limita, cioè, al più classico e secco dei “no comment”. Né pur autorevoli membri del governo vogliono sbilanciarsi nell'avallare, con i loro commenti, l'idea sottesa a questo ragionamento: e cioè che i “fili” tra l'ex senatore a vita e il governo Prodi siano saldi e siano stati ben risaldati, specialmente di questi tempi. E specialmente dopo - l'applauditissimo - intervento di Andreotti al Senato di qualche giorno fa, quando osò dire quanto nessuno mai, nemmeno nella sinistra radicale, ha mai osato solo pensare: «Se foste nati in un campo nomadi oggi sareste dei terroristi anche voi».
Forte della sua autorevolezza e del suo passato, Andreotti si può certo permettere quello che altri non possono o non hanno il coraggio di dire, ma resta il punto: oggi il governo Prodi sembra molto più vicino alla causa palestinese di quanto non lo sia mai stato per le ragioni dello stato di Israele.
La “svolta”, se così si può chiamare, è maturata proprio in queste ultime settimane di crisi mediorientale: infatti, all'atto della nascita del governo, i segnali distensivi verso Israele erano sembrati davvero molti e abbastanza inequivoci (visita non di cortesia al “compleanno” dello stato d'Israele in primis, quando Prodi e Berlusconi rivaleggiarono in salamelecchi all'ambasciatore Gol) ma qualcosa avrebbe dovuto, agli “amici di Israele”, far scattare un primo campanello d'allarme.
La stessa composizione del II governo Prodi, innanzitutto, visto che di “filo-arabi” al governo del Paese ce n'è più d'uno: sopra di tutti, appunto, il ministro degli Esteri D'Alema (mai amato davvero in Israele, per questo motivo). E poi anche molti altri: il viceministro agli Esteri Patrizia Sentinelli, non solo in quanto esponente di Rifondazione ma anche e soprattutto in quanto vicina ai movimenti, e – ultima solo in ordine di apparizione – la “strana coppia” Craxi-Intini. Se, infatti, Bobo – figlio di Bettino – sta con i Socialisti (a dire il vero, non sta neanche più con quelli, ormai, ma praticamente è già con un piede dentro i Ds perché i Socialisti, anche se ridotti all'osso, continuano a litigare…), Ugo (soprannominato “Ugo Palmiro”, da Michele Serra, ai tempi belli di “Cuore”, oltre che – s'intende - di Tangentopoli) sta con i Rosapugnoni (ma ormai anche lui, come tutti gli ex dello Sdi, è in semi-rotta coi Radicali). La famiglia però sempre quella è: socialista e, appunto, filopalestinese.
E così, questa mattina, in una capitale super-blindata e un po' spaventata (sono 3500 gli addetti delle varie “polizie” – Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e corpi speciali – che vigileranno sulla sicurezza del vertice e contro la paura di attentati terroristici) si incontrano, alla Farnesina, ben 18 delegazioni di altrettanti Stati esteri (già giunti, martedì sera, Condoleeza Rice e il segretario generale dell'Onu Kofi Annan) per cercare una soluzione politica alla crisi del Libano. Certo, Israele non ci sarà ne ci saranno – sentimentalmente – i tanti “amici di Israele” (il sottosegretario di Stato, sempre agli Esteri, della Margherita Gianni Vernetti in testa) made in Italy. Ma, d'altra parte, chi volesse negare il successo diplomatico (il primo) della politica estera italiana che, grazie alla conferenza sul Libano, «è uno dei primi significativi frutti del nostro lavoro e della posizione politica assunta dal ministro D'Alema in piena sintonia con tutta la storia della politica estera italian», come sottolinea giustamente Bobo Craxi, farebbe un torto alla sua intelligenza. E anche alle ragioni di Israele. Che poi nessuno voglia riconoscere la “manina” della “vecchia volpe” andreottiana, dentro il governo, dietro questa svolta, è un altro paio di maniche. Ma Andreotti – ne siamo certi – bada a incassare il risultato politico, mica a mettersi sul petto stucchevoli medaglie.
Milano. La destra milanese nei giorni scorsi è scesa in piazza per manifestare la propria apprensione per la situazione ormai più che critica che sta investendo il Libano e lo Stato di Israele.
“Il legittimo diritto all’autodifesa di Israele non può prescindere” - dichiara l’On. Paola Frassinetti (ALLEANZA NAZIONALE)- “dal rispetto delle norme del diritto internazionale, soprattutto per quel che riguarda la salvaguardia delle popolazioni civili.”
“È ormai improcrastinabile” dichiara Anton Luca Romano PRES. PROV. Di Azione Giovani “la creazione di uno Stato per il popolo palestinese, unica vera soluzione per uscire dalla crisi che ciclicamente e ogni volta sempre più violentemente colpisce l’area Mediorientale”
“Riteniamo fondamentale rilanciare il dialogo.” - Conclude Carlo Fidanza Capo gruppo di AN al Comune di Milano – “La rappresaglia indiscriminata, oltre a essere moralmente inaccettabile, alla lunga non paga. Il diritto alla sicurezza di Israele non può tradursi in un diritto al bombardamento a tappeto ai danni di civili inermi.”
Vietato dare del cibo agli "homeless", i mendicanti senza tetto che negli Stati Uniti sono presenti soprattutto nelle grandi metropoli.
E' questa l'ordinanza che il Consiglio Comunale di las Vegas, guidato dal Sindaco Goodman, ha deciso di mettere in atto. Chiunque sarà sorpreso ad aiutare i senzatetto, sarà colpito da una forte multa inflittagli da un agente.
Il sindaco vuole una città brillante e pulita come gli Alberghi-Casinò che ospita e i senzatetto non devono trovare aiuto, devono smammare a quanto pare.
E' questo il meno stato -più mercato ?
E' questo il bello di una società più ricca e sviluppata ?
E' questo il futuro anche delle grandi città italiane?
Un Sindaco non dovrebbe occuparsi anche del disagio sociale?
O ha facoltà di "eliminarlo" con provvedimenti contro i diritti umani?
«Quando vado in giro per le strade di Napoli e vedo la spazzatura ovunque, mi chiedo come sia possibile che una città bella come questa, dove vive tanta gente allegra e solare, debba sopportare tutto ciò». Dai banchetti della parrocchia di Maria Santissima del Buon Rimedio, a Scampia, quartiere simbolo della «malaNapoli», i fedeli scattano in piedi e applaudono convinti e grati, il loro vescovo. «A Napoli è nata una speranza», sussurra un'anziana alla figlia, che le siede accanto.
La sua attenzione per questa parte di Napoli, Sepe, l'aveva manifestata ancor prima di prendere possesso della Curia di Largo Donnaregina, quando, appena uscito dall'autostrada, si era fermato a Scampia, per baciare il suolo di questa terra maledetta, terra di camorra e abbandonata dalle istituzioni. Quel pomeriggio del primo luglio scorso, Sepe promise alle migliaia di persone accorse per salutarlo. «Tornerò presto da voi. Ci vedremo spesso». E cosi è stato.
Il segnale lanciato dal nuovo cardinale di Napoli, succeduto da appena 24 giorni, a Michele Giordano, è stato fin da subito chiaro: la sua chiesa starà a fianco degli emarginati, darà voce ai loro bisogni, non resterà indifferente dinanzi al degrado che imperversa un po' ovunque, non solo nelle periferie abbandonate.
«Trovo sia inutile dire, siamo belli dentro se, poi, si è sporchi fuori. Mi chiedo come facciano i turisti a venire in visita a questa città, con la puzza che c'è, ha accusato il cardinale. E, i fedeli ancora una volta si sono sollevati dalle loro panche ed hanno applaudito.
Fino al termine della visita di Sepe, «parroco» per un giorno in questa chiesa di frontiera, «la mia gente», come egli stesso l'ha definita, lo applaudirà altre dodici volte.
L'affondo finale è per gli amministratori pubblici, che governano la città. «Prego voi responsabili, ripuliamo Napoli. Ridiamo dignità e speranza a questa città». Il rimbombo di quelle parole, sono uno pugno nello stomaco per il sindaco Rosa Russo Iervolino e per il presidente della Regione, Antonio Bassolino, ex sindaco per otto anni ed ex Commissario straordinario per la emergenza rifiuti in Campania, che ha elargito un fiume di denaro pubblico, per pagare - consulenze - ma le strade sono restate sporche. «Chisto fa sul serio», dice uno dei pochi uomini presenti in chiesa. Un sacerdote sorride. «La speranza di Giovanni Paolo II resta una realtà, grazie Benedetto XVI che hai mandato qui il cardinale della provvidenza. Essere tra la gente come sta facendo Sepe è un segnale di modernità per tutta la chiesa cattolica italiana».
Sepe ai camorristi. «Smettetela di uccidere e di fare del male. Basta con il sasi è rivolto anche ngue e l'odio. Ricordatevi, il bene produce il bene ma il male produce i male». La folla di fedeli ha applaudito ancora una volta, forte, sincera, nonostante il clima pensante imposto dai clan. Sorridono i parroci di frontiera, troppo a lungo costretti a restare in silenzio. Dieci anni fa, proprio a Scampia ed a Secondigliano, esplose la protesta di trenta coraggiosi sacerdoti, che denunciarono l'inerzia dell'amministrazione comunale, all'epoca presieduta da Bassolino. Poi, il bavaglio.
«C'e' discontinuità con il passato», sentenzia soddisfatto un prete. La chiesa del silenziosissimo Giordano è orami solo un ricordo».
Durante la sua lunga omelia, cardinal Sepe ha dialogato in qualche circostanza con i fedeli. Ha scherzato, si è espresso in dialetto napoletano, riuscendo a strappare il sorriso, almeno per un'ora, al popolo di Scampia. Poi, senza mai abbandonare il sorriso, ha ricordato l'episodio del furto del calice. «Hanno rubato e gettato qua e là le ostie sacre. Ma io ve ne ho portato un altro, ancora più bello».
Roma, 20 lug. - (Adnkronos) - Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani commenta in una nota le sanzioni disciplinari adottate dalla Fifa sul caso Materazzi-Zidane: ''La totale mancanza di proporzione dimostra quanto poco sia considerata l'Italia nelle competizioni calcistiche internazionali e questo rende ancora piu' bella ed importante la vittoria ottenuta al Mondiale''. ''Non vi e' provocazione che possa giustificare la testata sfoderata dal francese contro il nostro difensore -afferma ancora la Meloni-. Eppure i due turni di squalifica a Materazzi e i tre a Zidane appaiono come il tentativo di attenuare un gesto del tutto fuori luogo e antisportivo''. ''Questo provvedimento sia considerato un monito per il futuro -conclude- e' forse il caso che gli organi sportivi italiani comincino a farsi sentire nelle sedi competenti, cosi' da riacquisire la giusta credibilita'''.
Roma - “L’Unione Europea ha il dovere di intervenire immediatamente per impedire l’attuazione dell’ordinanza del tribunale olandese sulla presenza alle elezioni politiche del partito dei pedofili”, dichiara Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani.
“E’ intollerabile parlare di libertà sessuale quando questa coinvolge i bambini: tra i principali obiettivi di questo partito vi è la liberalizzazione della pedopornografia e l’impunibilità dei rapporti sessuali con minori al di sotto dei 12 anni.
L’Italia e l’Europa prendano subito le distanze da questo indecente tentativo di legittimare l’illegittimabile, e si oppongano con tutte le forze a questa sentenza che non può essere riconosciuta dalla comunità internazionale - continua Giorgia Meloni -. Il ministro degli Esteri D’Alema si mobiliti al più presto per evitare che questo scempio di consumi impunemente. I bambini hanno il diritto di essere tutelati dalla legge e di crescere in ambienti sereni e sani”.
“Azione Giovani farà partire da subito una campagna di sensibilizzazione e porterà attraverso i rappresentanti di Alleanza nazionale, una petizione al Parlamento europeo per opporsi alla possibilità di dare voce istituzionale a questi personaggi, rilanciando invece la lotta con ogni forza e mezzo alla pedofilia, che costituisce una delle piaghe più dolorose del nostro tempo”, conclude l’on. Meloni.