Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una città in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
All'Eccellentissima Reggenza della Repubblica di San Marino
Al Consiglio Grande e Generale
Posto che da anni i Campani sono stretti nella morsa dell'emergenza rifiuti, dello sversamento illecito di rifiuti tossici nelle proprie terre, dei malaffari delle ecomafie, dell'incapacità dei politicanti che hanno governato e tuttora governano la regione. Che inoltre, in questo contesto, il cittadino campano sta subendo da tempo:
- negazione del diritto alla salute: alta incidenza di tumori su buona parte del territorio dovuta a presenza di sversatoi illegali, discariche abusive e quant'altro.
- negazione del diritto ad un fisco equo e giusto: i campani pagano tasse e tariffe salatissime per servizi di raccolta differenziata, igiene urbana ecc. che non vengono assolutamente espletati. Con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
- negazione del diritto a manifestare: oramai anche le proteste legittime e pacifiche sfociano per un motivo o per l'altro in sonore manganellate, anche per figli, padri e madri di famiglia.
Inoltre i cittadini della Campania vedono rovinata la propria immagine in Italia e nel mondo, rifiutati i prodotti delle proprie terre, disastrata l'economia agricola che rischia di non poter sostenere più le numerose famiglie che grazie ad essa vivono da anni in quelle terre ora martoriate e nonostante l'immane disastro non c'è nessuna volontà pratica di bonificare le zone altamente inquinate.
Pertanto i Cittadini Campani sottoscrittori di questa petizione nel chiedere alla Repubblica di San Marino di ricevere asilo ed essere accolti con lo status di "rifugiati" nel territorio della Repubblica, non sentendosi più garantiti dal Governatore della Regione e tantomeno dal Governo Nazionale... fanno proprio il motto di fondazione sammarinese: "Relinquo vos liberos ab utroque homine" - Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo - nella speranza di potersi liberare presto sia da Bassolino che da Prodi.
Acerra – “Il Sindaco Marletta mangia cavoli in televisione, ma per l’agricoltura acerrana sono solo <<cavoli amari>>”. Lo afferma Ulderico de Laurentiis, Presidente di Azione Giovani Acerra e Coordinatore Provinciale dei giovani di Alleanza Nazionale. “La richiesta di danni per milioni di euro, avanzata in questi giorni da Coldiretti in Campania è fondata e purtroppo annuncia quella che può rivelarsi una vera e propria tragedia di smisurate dimensioni per l’economia agricola che ad Acerra sostiene ancora numerosissime famiglie e aziende. In queste ore, da più parti ci è giunta notizia di forti difficoltà per gli agricoltori acerrani, i quali stanno ricevendo numerose disdette per i contratti di compravendita dei loro prodotti. Frutta e verdura delle nostre campagne vengono rifiutate dal mercato perché invendibili, a causa della paura generata nei consumatori dai servizi televisivi che mostrano il disastro ambientale nelle aree campane a vocazione agricola come l’agro acerrano.” L’esponente di Azione giovani conclude affermando che: “l’amministrazione di centrosinistra, finora molto più propensa ai proclami che a concrete azioni nei confronti del comparto agricolo, dovrebbe intervenire subito a tutela dello stesso, anche in vista del fatto che l’arrivo in città delle balle del CDR di Caivano, su un sito già dichiarato non idoneo dalla magistratura, produrrà altra pubblicità negativa ed una ulterioriore <<pugnalata>> all’agricoltura del nostro territorio.”
Napoli, 9 Gennaio 2008.
Era il primo giorno di Aprile del 1993, quando in piena “Tangentopoli” i militanti dell’ allora MSI – Fronte della Gioventù formarono una catena umana intorno a Palazzo Montecitorio, chiedendo lo scioglimento delle camere. I giovani della destra indossavano delle magliette con su scritto “ARRENDETEVI SIETE CIRCONDATI” e tentarono di impedire l’accesso all’edificio agli esponenti di un Parlamento che vedeva decine e decine di deputati, senatori, ministri e sottosegretari accusati dei reati di corruzione, concussione e finanziamento illecito dei partiti.
Il quadro era quello di un’Italia dove la classe dirigente era pesantemente coinvolta in numerosi illeciti, dove si gonfiavano a dismisura le spese dello stato e degli enti locali, dove la gestione della cosa pubblica era in mano a persone spregiudicate e disoneste; un “vaso di pandora” scoperchiato dalle dichiarazioni di Mario Chiesa al pool di magistrati denominato “Mani Pulite” come l’inchiesta da loro condotta. L’intero Paese stava offrendo un’inaudita immagine di se al mondo intero, la popolazione era sfiduciata e terrorizzata da quanto si stava scoprendo, volavano monetine, penzolavano cappi e manette, si scioglievano grandi partiti nazionali sotto la scure della magistratura inquirente.
Il 1993 come il 2008, l’emergenza rifiuti come tangentopoli !
Stamani, la destra di AN – Azione Giovani ha circondato Palazzo Santa Lucia, la sede della Regione Campania, come nel ’93 Montecitorio, con quelle stesse magliette dei ragazzi del “Fronte”, con quella stessa dicitura “Arrendetevi Siete Circondati”, con la stessa forza di volontà di allora tesa a rappresentare un monito, un avvertimento o meglio una realtà ! Perché oggi come nel ’93, la giovane destra scende in campo per difendere i diritti e l’onore di una popolazione fin troppo umiliata dalle tonnellate di immondizia per strada, dalla diossina che contamina gli organismi, dalla disonestà che ha già profondamente contaminato gli spiriti, dalle scelte sbagliate e dalle non-decisioni che hanno messo la Campania e l’Italia intera sotto la lente del mondo scandalizzato dal grado di inciviltà in cui ci hanno rapidamente portato le truppe sinistre che da decenni dis-amministrano le nostre terre. Azione Giovani questa mattina ha circondato la Regione Campania per rendere esecutivo lo sfratto di Antonio Bassolino dalla poltrona di governatore. Palazzo Santa Lucia oggi come Montecitorio quindici anni fa, rappresenta il centro della mala-politica, della cosa pubblica affidata all’incapacità e all’inettitudine, dei miliardi sprecati, del potere fine a se stesso, dell’emergenza che dura ininterrottamente e senza soluzione da 14 anni e che ha portato la nostra gente a dover rinunciare anche ai più elementari diritti civici. I napoletani in questi anni sono stati costretti ad essere relegati nella barbarie, a dover diventare una barzelletta mondiale, a subire l’umiliazione, la paura e il danno del disastro sanitario e ambientale, a pagare milioni e milioni di tasse che andavano a finanziare la non risoluzione di problemi che continuavano a gravare sulla popolazione stessa. Intanto alla derisione sopraggiungevano le accuse, come se la colpa fosse dei cittadini se le discariche sono state chiuse senza un’alternativa, se gli inceneritori si vogliono costruire nei territori dove già si muore a causa dell’inquinamento, se milioni di euro vengono sprecati in inutili call-center e campagne propagandistiche invece che essere investiti in una concreta e strutturale risoluzione dell’emergenza rifiuti, se le bonifiche restano sulla carta mentre gli sversamenti illeciti continuano in barba ai provvedimenti giudiziari, le inchieste cadono, i reati vengono prescritti, i colpevoli restano nell’ombra.
Tangentopoli segnò la fine della Prima Repubblica e l’inizio di una seconda, forse migliore, forse no, ma il cambiamento era necessario e sacrosanto, come minimo tributo all’Italia onesta.
L’Emergenza Rifiuti che vede in questi giorni l’esasperazione della popolazione arrivata al culmine, segnerà la fine dell’era Bassoliniana e di tutto l’apparato che ha permesso questo disastro, la società civile tutta è stanca di questa classe dirigente.
La destra può guardare ancora la gente negli occhi e contribuire alla rinascita della Campania.
Vi abbiamo circondati, è tempo che vi arrendiate !
Alcuni amici che hanno deciso di intraprendere altri percorsi politici, delusi per non aver trovato spazi politici in An, più per loro demeriti che per altre reali motivazioni, sostengono che il partito nato a Fiuggi sia arrivato al termine della sua breve storia politica. An non avrebbe più spazio politico, dicono, in quanto la sua area sarebbe minacciata da due operazioni mediatiche, come il Popolo della Liberà di Berlusconi e il nuovo partito di Storace. Il rischio dell’isolamento, il ricatto del solo “voto utile” al PdL per arginare il Pd di Veltroni, renderebbero molto stretta l’area elettorale di An. E’ opportuno a questo punto fare alcune considerazioni per capire perché Alleanza nazionale non ha nulla da temere per il suo futuro politico, a patto che continui ad operare in termini politici.
Nel luglio del 2006 Fini ha avuto modo di illustrare il documento più importante della destra democratica dopo Fiuggi. In “Ripensare il centro destra nella prospettiva europea” si legge che occorre andare “oltre i partiti e i confini della Cdl” prendendo atto dell’esistenza di “un popolo della libertà che finalmente ha preso coscienza di sé”; edancora “An deve pensarsi e strutturarsi come “partito-polo” capace di rappresentare le istanze del popolo della libertà”.
Senza gazebo ed annunci plateali, ma a seguito di una profonda analisi politica e di un’ampia discussione la destra ha anticipato il proclama di Piazza San Babila. Successivamente, An ha portato in corteo a Roma mezzo milione di persone per protestare contro il governo su due temi molto sentiti fra i cittadini, come le tasse e la sicurezza.
Ancora dopo, Fini ha sorvolato la capitale per fare un sopraluogo sulle zone segnate dal degrado, mentre alcune sue proposte sull’immigrazione hanno trovato il consenso della maggioranza degli italiani, consentendogli di raggiungere vette altissime di popolarità .Mentre, dunque, la destra faceva la politica, elaborava documenti e portava in piazza gli italiani, Berlusconi si impegnava in un assordante campagna di proclami per annunciare il passaggio nelle file del centrodestra di diversi senatori e l’imminente caduta del governo.Il resto lo conosciamo: la “spallata” non è riuscita e il Cavaliere, per dribblare le legittime richieste degli alleati di cambio di strategia, ha spostato il tema della discussione politica, annunciando, improvvisamente, la nascita di un nuovo partito.
Ce ne vogliamo fare una colpa se An ha una consolidata capacità di far politica e di saper interpretare i sentimenti degli italiani?
E vi è di più: dal 1994 ad oggi An è stato l’alleato più leale dell’intera coalizione e, probabilmente continuerà, ad esserlo, quando la tempesta si sarà placata. La sua specificità sta nel fare politica senza ricorrere ad annunci roboanti. An non è nata dal predellino di una macchina, ma da storie di uomini e donne che hanno condiviso un difficile e coraggioso percorso, si sono ritrovati nei congressi per discutere di politica, hanno subito scissioni, lacerazioni, sconfitte, hanno conosciuto gioie e vittorie e tutto quello che rende speciale l’appartenenza ad una comunità.Il consenso popolare conquistato con il contatto quotidiano e con l’impegno continuo sono alla base di una politica vera e di un partito radicato, in quanto la politica, come i partiti e gli uomini che la interpretano, non sono prodotti che si possono vendere o acquistare e di cui non ci si può disfare quando non servono più.
Il ritorno alla politica, tenacemente portato avanti da An, è ciò che deve animare il nuovo centrodestra per ritrovare, con il dialogo e la comprensione delle istanze e delle specificità di ogni sua componente, le ragioni dell’unità.
Quella grande unità che, oggi più che mai, tutti gli elettori chiedono al centrodestra, non solo per mandare a casa una parte politica a noi avversa, ma per salvare, prima di tutto, il nostro Paese.
Quella sostanziale unità che la destra di An, ponendo in essere comportamenti politici chiari, corretti e coerenti, non ha mai messo in discussione, percependola, seriamente, come il valore aggiunto e fondante anche del nuovo centrodestra che, a differenza della coalizione di governo, continua ad avere radici, programmi e valori comuni.
La Comunità Militante di Azione Giovani Acerra, raggiunge un altro traguardo con l'elezione a Presidente di Azione Universitaria del Circolo D'Ateneo Parthenope, di Ciro Bianco.
Azione Universitaria è un'associazione studentesca universitaria che opera negli atenei di tutta Italia. Appartiene al movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Nasce ufficialmente nel 1996 quando sulla scia della svolta che coinvolse il MSI, anche l’organizzazione studentesca nazionale Fuan (Fronte Universitario di Azione Nazionale) mutò il suo nome in Azione Universitaria.
Dalle esperienze del Fuan e dei circoli giovanili di Alleanza Nazionale nasce un nuovo soggetto politico che, insieme ad Azione Giovani, un altro gruppo giovanile che opera a livello territoriale, rappresenta tra le nuove generazioni le idee, le istanze, i progetti e le proposte del movimento presieduto da Gianfranco Fini. Diffusa sull’intero territorio nazionale, Azione Universitaria che comunque è un gruppo autonomo rispetto al partito di riferimento, ha propri rappresentanti, nazionali, regionali e locali eletti negli organi accademici di tutti gli atenei d’Italia. Au è presente, inoltre, all’interno del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU)e del Consiglio Universitario Nazionale (CUN).
“OLTRE IL MURO DEI DIRITTI NEGATI. LIBERTA’ IN CINA, TIBET E BIRMANIA”: con questo slogan il 9 novembre Azione Giovani festeggerà i primi 18 anni dalla caduta del muro di Berino, concentrando la sua attenzione sulla Cina, sul Tibet e sulla Birmania.
Le tre questioni, peraltro strettamente correlate per via dell’occupazione cinese nella terra del Dalai Lama e del palese sostegno del regime comunista di Pechino alla giunta militare birmana, portano alla ribalta muri odiosi che non cadono e anzi si rafforzano grazie ai timori e alle connivenze dell’Occidente: violazione dei diritti umani, negazione della libertà religiosa e delle identità culturali, sfruttamento del lavoro e dell’ambiente sono i paradigmi su cui si regge un sistema totalitario che incarna le abiezioni ideologiche e repressive del comunismo e le peggiori degenerazioni del turbo-capitalismo.
Con buona pace dei tanti soloni che parlano della Cina come di una grande opportunità di sviluppo, noi riteniamo che la destra giovanile debba fare della battaglia contro il regime di Pechino una battaglia epocale di civiltà proprio come anni fa i nostri fratelli maggiori fecero contro il comunismo sovietico.
Non contro il popolo cinese, ma per il popolo cinese. Per la sua libertà, per i suoi diritti. E al contempo per quelli dei popoli vicini e dei nostri popoli europei che appaiono indifesi di fronte alla competizione con un Paese in cui si viola qualsiasi regola del mercato del lavoro.
Azione giovani costruirà nelle piazze principali delle città i muri di cartone, riempiti con le parole d’ordine di quei regimi (censura, aborto obbligatorio, lavoro senza diritti e senza regole, ambiente violentato, negazione della libertà di culto, annientamento delle identità, concorrenza sleale) per poi abbatterli con la gioia e l’entusiasmo che caratterizzò i fratelli berlinesi quell’indimenticabile notte del 9 Novembre 1989.
Direttamente dai laboratori ipertecnologici di Azione Giovani Acerra, nasce TeleAzione la Tv via Web della comunità militante acerrana.
Da segnalare tra gli ultimi video trasmessi, le interviste ai giovani delle scuole superiori su Riforma Fioroni, Caro Libri e Politiche Giovanili e la chicca dell’intervista al Sindaco Marletta di Rif. Comunista con “Domandina Goliardica”
- 5 ottobre 2007 - I rom sono «un vulcano, una bomba a tempo» per la sicurezza delle città. Ma il governo di "Valium-Prodi" «non ha fatto nulla» per fermare gli ingressi dalla Romania e alla fine, a pagare sono «i più deboli». È l'ultimo attacco di Beppe Grillo. «Una volta - attacca il comico dal suo blog - i confini della Patria erano sacri. I politici li hanno sconsacrati».
Nessuno o quasi l'aveva previsto: fino a "ieri" il comico prestato all'(anti)politica sembrava essere un problema della sinistra ... sembrava! Devo dire che nonostante lo avvertissi in maniera quasi naturale, non avevo ben compreso il vero perchè di questa percezione diffusa che convinceva in buona parte anche il sottoscritto. Tuttavia pur constatando che le tematiche di Beppe Grillo erano per molti aspetti vicinissime ad una certa (e sinistra) area politica, il dubbio che il suo "lavoro" si concentrasse solo su di un determinato segmento era fortissimo.
Infatti la recente presa di posizione sui Rom, sull'Europa e sui confini della Patria, ha spiazzato tutti, provocando la reazione della sinistra, come testimoniano le esternazioni di Gennaro Migliore di Rifondazione Comunista che lo accusa senza mezzi termini di "xenofobia", termine finora esclusivamente e gentilmente dedicato agli esponenti di destra che sollevavano il problema dei nomadi oppure evidenziavano le difficoltà legate all'immigrazione selvaggia. La forza magnetica di quest'ultima presa di posizione grilliana a destra, la si evince fequentando blogs e forum politici dell'area dove elettori, simpatizzanti e militanti di AN, Lega, Fiamma Tricolore, Forza Italia ecc. che finora avevano mantenuto un atteggiamento di sostanziale indifferenza o distanza dal comico genovese, iniziano a cedere.
Su Politica Online ad esempio, nelle sezioni dedicate ad AN e Lega qualcuno dice "Come si fa a non essere d'accordo con (quasi) tutto quello che dice?" - oppure qualcun altro entusiasta si chiede perchè intervenga solo sui Rom; a questa tendenza va aggiunta la partecipazione di esponenti della destra radicale, con striscioni, al Vaffa Day di alcuni giorni fa.
E' l'antipolitica che come il "nulla" della "Storia Infinita" avanza divorando anche la nostra area? Prima di darci una risposta in merito, chiediamoci che cos'è l'Antipolitica.
A chi scrive viene da pensare che si tratti semplicemente di una parola chiave imposta dai soliti "media mainstream", per farci assimilare con sottile coercizione psicologica un concetto, per imporre una visione della realtà che non è la nostra; proviamo invece a guardare il fenomeno Grillo con i nostri occhi e ad analizzarlo con la nostra testa. Un esercizio che possiamo compiere facilmente se ci liberiamo della poltiglia psicomediatica a cui siamo soggetti ... ecco un paio di esempi:
Esempio 1
Visione imposta Grillo è a capo di un vasto movimento con idee, proposte ed un programma che interpretano quello che davvero vogliono i cittadini, egli ha conquistato la rete ed è riuscito a portarla in piazza, è credibile, onesto e distante dalla politica.
Visione alternativa Grillo era un comico in pesante declino che oggi si è riciclato iniziando a dire ovvietà di sinistra e da poco anche ovvietà di destra, sfruttando l'immobilismo dell'attuale classe dirigente e portando poche decine di migliaia di persone in piazza grazie ad un immane e certosino lavoro di comunicazione non convenzionale che gli esperti chiamano "marketing virale"; non è poi così distante dall'attuale politica se fa comunella col partito di Antonio Di Pietro.
Esempio 2
Visione imposta Il Vaffaday è stato un successo, ha messo seriamente in crisi la politica, hanno partecipato ben 300.000 persone, il fenomeno Grillo ora è un fatto concreto ... bisogna prendere atto del cambiamento.
Visione alternativa Il vaffaday è stato un spettacolo in piazza di Beppe Grillo, sono state raccole 300.000 firme (che non significa 300.000 persone in una sola piazza) grazie alla mobilitazione di gruppi di fan del comico in tutta Italia e alla straordinaria opera di comunicazione virale e al tam tam. Che Grillo stia facendo proseliti e attiri l'attenzione anche di molti curiosi è un dato di fatto, ma bisogna ricordare che il 2 dicembre scorso c'è stata la manifestazione del centrodestra a Roma, con un chiaro scopo politico che ha visto la partecipazione diretta di milioni di persone, di cittadini che credono nella politica ed in ciò che il centrodestra può fare per la nazione.
La realtà può essere presentata ed interpretata in diverse sfaccettature, quindi dov'è la verità ?
La verità è che Grillo ruba l'anima alla politica e la intrappola nel suo circuito, approfittando delle gravi mancanze della classe dirigente degli attuali partiti: il risultato è l'antipolitica, vista non come rifiuto, ma come alternativa.
Il fenomeno sopra descritto cresce di giorno in giorno perchè i partiti o le coalizioni di destra e di sinistra non hanno più un programma - compresi i Gremlins (per Gremlins intendo partiti nati da cellule di altri, similmente a come nascono i mostriciattoli della celebre serie cinematografica ); la politica italiana è preda di immobilismo, gestione di potere, inconcludenza e se Grillo ha detto qualcosa di destra e alla gente è piaciuto, mi chiedo con una certa incredulità perchè finora non l'abbiamo fatto noi ?
La soluzione al problema che il fenomeno grilliano presenta è nell' adoperarci per una rigenerazione e nel merito sono convinto che abbia aasolutamente ragione Giorgia Meloni quando dice che dobbiamo attuare una rivolta generazionale. Come giovani e come politici abbiamo il dovere di proporre il sogno di una nazione nuova, di un popolo che si riscatti, di una rappresentanza che compia precise scelte di campo, con sano pragmatismo e la giusta carica emozionale.
La destra deve ritrovare se stessa, attraverso una nuova classe dirigenziale che realizzi mediante forza ideale e scelte coraggiose delle riforme sostanziali e persegua fortemente l'interesse nazionale; proponiamo agli italiani una visione, una "mission" e presentiamo gli strumenti per realizzarla, proviamo a raccontare loro una storia, facendo sorgere il desiderio di esserne protagonisti.
Se centreremo questo obiettivo Grillo tornerà inesorabilmente a fare il comico e l'antipolitica svanirà come una nuvoletta di fumo!
Ospito volentieri un articolo dell'amico Tatarella ...
L’importanza della manifestazione del 13 ottobre
di Fabrizio Tatarella
“Historia se repetit”. La storia è sempre uguale e sempre nuova, per questo ci è possibile comprendere il passato che altrimenti ci resterebbe oscuro e ignoto secondo il filosofo e giurista Giambattista Vico.
Anche in politica, spesso, si verificano i corsi e ricorsi di vichiana memoria. Nel 1992 il belpaese era in piena sindrome giudiziaria provocata da Tangentopoli, e l’ansia di riscatto e di pulizia morale del popolo italiano fu interpretata e rappresentata prima dalle picconate del presidente della Repubblica Cossiga e, successivamente dal fenomeno di nuove forze politiche come la Lega di Bossi e la Rete di Orlando. Si avvertiva, esattamente come oggi, la necessità di una riforma del sistema elettorale ed una modica del testo costituzionale, concretizzatasi, poi, con il moto referendario di Mariotto Segni che introdusse il sistema maggioritario nel nostro contesto politico. Il 17 ottobre del 1992 il Msi organizzò per le strade di Roma una imponente manifestazione per chiedere elezioni anticipate contro la corruzione e la partitocrazia imperante, portando nella capitale migliaia di italiani ad ascoltare il comizio conclusivo. Dopo quel corteo la destra diventò il riferimento di tutti gli italiani che credevano in una politica diversa, dalla mani pulite (durante il corteo per sottolineare la loro purezza e la diversità molti dei partecipanti erano muniti guanti bianchi). Fu cosi che nel seguente anno il Msi arrivò ai ballottaggi di Roma e Napoli con Fini e Mussolini e, in Puglia arrivarono le vittorie di Altamura, Mola, Corato, San Vito dei Normanni, Cerignola preludio alla fase storica che vede la destra arrivare nel 1994, per la prima volta al governo dell’Italia. Esattamente diciassette anni dopo il clima dell’antipolitica si avverte forte nel nostro paese, al governo vivacchia un ceto politico ed un governo non in grado di rappresentare i bisogni e le esigenze reali del paese.
E la destra di Fini, come nell’ottobre del 1992, chiama a raccolta gli italiani per mandare a casa un governo che si è caratterizzato per aumentare le tasse e la disoccupazione, per non essere stato in grado di garantire la sicurezza nelle nostre città. Un governo che si è contraddistinto unicamente per demolire quanto di buono realizzato da quello precedente, vedi la legge Fini-Bossi che prevedeva l’immediata espulsione degli immigrati irregolari, e ha posto in essere provvedimenti legislativi come l’indulto che ha avuto il pregio di riportare fuori dalle patrie galere diversi delinquenti prontamente riportati dentro dalle nostre forze dell’ordine che hanno visto cosi aumentare il loro carico di lavoro a fronte delle stesse minime risorse destinate loro da una maggioranza pacifista che non investe sui nostri soldati. Una governo allo sbando che cade alla Camera, dove possiede una vasta maggioranza parlamentare, sul codice della strada. Il vento dell’antipolitica rappresentato dal comico ligure Grillo, questa volta, merita di trovare interlocutori seri, in quanto a problemi reali non si può rispondere con una demagogia qualunquistica o con spettacoli, dove, tra le altre cose, il solo a guadagnarci è proprio chi spara a zero contro i costi della politica e i privilegi della nostra classe dirigente. La risposta all’antipolitica può venire solo dalla politica. La risposta all’inadeguatezza dei politici e dei partiti può aversi solo con il ricambio di questa classe politica e di questi partiti. La risposta all’antipolitica può arrivare solo da partiti che hanno fatto del radicamento e della partecipazione le loro caratteristiche principali. La destra, come all’inizio di Tangentopoli, si presenta, ancora una volta, come il cardine principale di una nuova fase politica, come il riferimento di tutti gli italiani, non solo quelli dichiaratamente di destra, insoddisfatti, delusi da questa politica. E siamo certi che come diciassette anni fa la destra dopo aver riportato in piazza gli italiani sarà da questi riportata al governo del paese. Corsi e ricorsi storici, come prevedeva Giambattista Vico.
La Campagna di mobilitazione di Azione Giovani Acerra, contro i campi nomadi abusivi e lo sfruttamento minorile vede un primo grandissimo risultato per i ragazzi del circolo “Terra di Mezzo”. A poche settimane dall’inizio della mobilitazione è stato abbattuto e sgomberato un enorme insediamento alle porte della città, tra la soddisfazione dei cittadini che da 2 giorni ... Continua su AGAcerra.org
Atreju 2007 è stata a mio parere, la migliore edizione della festa nazionale di Azione Giovani da quando nel 2003 ho partecipato per la prima volta. Innanzitutto la kermesse della giovane destra, si è distinta per l'altissimo livello degli ospiti intervenuti (da Silvio Berlusconi a Walter Veltroni (tralaltro cascati come pere sugli scherzacci goliardici che già in passato colpirono Gianfranco Fini), dibattiti di contenuto e spessore (assolutamente dirompente ed innovativo sul piano politico, il coinvolgimento di giovani che dal Venezuela alla Bielorussia combattono per la libertà e l'indipendenza del proprio popolo) e soprattutto una location stupenda, il Parco del Celio a ridosso del Colosseo che ha reso tutto davvero incantevole, quasi magico ... per dirla con le parole di Giorgia Meloni che ieri prima di salutarmi ha indicato l'Anfiteatro Flavio ed esclamato: "a Ulderì visto che ti ho offerto quest'anno?" . Devo segnalare anche l'ottima organizzazione, con l'instancabile ed insostituibile Chiaretta che non mangiava, non beveva e non si fermava mai per rendere tutto perfetto, insieme ai ragazzi dello staff con la loro t-shirt gialla, che macinavano chilometri come formiche operosissime tra la grande mole di lavoro e la goliardia che comunque non li lasciava mai; tra di loro un saluto affettuoso va ad Alessandro, Andrea e Christian. Atreju è stato ovviamente anche un grande momento comunitario, che ha visto rafforzarsi tantissimo il legame tra Gennaro La Ventura, il sottoscritto e Gianmario Mariniello, mitico dirigente nazionale del quale non potete assolutamente perdervi le interviste semiserie che lo vedevano un pò "iena", un pò "Staffelli". Tra queste vi segnalo quella ad Alberto Spampinato, un amicone (in tutti sensi, tanto che è massiccio ;-)), dirigente nazionale catanese, generoso elargitore di ottimo vino siciliano (pagato da Mariniello ovviamente), che mi ha fatto sbellicare davvero dalle risate ... Restando sul "piano siculo", non posso non citare Sua VicePresidenza Nazionale, Paolo Di Caro, di grande pazienza, anche quando lo assillavo con la politica alle due di notte mentre gli altri assaltavano felicemente il bancone della birreria e lo stand "Uva Libre" ... Mitico Fabrizio Tatarella che ha fatto a mio parere un ottimo intervento nell'assemblea conclusiva, dimostrando grande capacità nell'arringare una platea non sempre ben disposta a sentir parlare di "unione dei movimenti giovanili del centrodestra", dando anche grande prova di autoironia, notevolmente apprezzata dal pubblico di militanti. Per quanto riguarda l'alloggiamento, la casetta-bungalow stavolta era davvero superiore ad ogni mia aspettativa ed è stato un piacere dividerla con Marika, Lucia e Pasquale Spina che ormai più che un amico ed un camerata è diventato un fratello maggiore; tante le risate con loro Simone, Davide, Andrea F., le rispettive "consorti", Gennaro, Andrea S., Enzo, Peppe, Fabio (che ci ha parlato di motociclette di grossa cilindrata) in un pranzo divertentissimo.
Sabato sera mitica serata con balli sfrenatissimi in cui ho potuto passare un pò di tempo con i ragazzi del circolo gemello di TDM crotone, organizzando un versus videoripreso (ovviamente è inguardabile, ma tra poco sarà messo comunque online) tra Mariniello e Caroleo della direzione nazionale ...
Sorvolo sul fatto che l'ultima sera ho ricevuto uno scherzaccio gabbiano che mi ha fatto sbiancare (per questo ringrazio Michelino) e che si so fatte le cinque del mattino e non ritrovavo più il bungalow ; chiudo il post con una certezza ... Atreju 2008 sarà ancora più bello !!!
In Alto I Cuori !!!
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna “Mai piú Yahoo!”, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: “Invitiamo i ragazzi di Ag, i simpatizzanti e tutti i giovani italiani a non utilizzare piú il provider come motore di ricerca, a chiudere le caselle di posta elettronica esistenti e a non usufruire piú dei servizi del portale. Abbiamo il dovere di boicottare ‘Yahoo!’, che si è reso complice della politica di morte e di repressione del governo di Pechino.
Come già abbiamo piú volte denunciato, attraverso mobilitazioni nazionali, saremmo favorevoli allo svolgimento dei giochi olimpici in Cina solo se il governo accettasse di rispettare i diritti umani fondamentali. Questo non ci risulta, perció continueremo ad opporci a quella che consideriamo una scelta inadeguata, che entra in contrasto con i valori stessi delle Olimpiadi”, conclude Giorgia Meloni
Azione Giovani annuncia la mobilitazione contro l’invasione di Rom che sta mettendo in grave crisi la sicurezza cittadina e le già discutibili condizioni igienico-sanitarie in cui versano le strade acerrane e le aree periferiche.
Già in passato il Circolo Territoriale “Terra di Mezzo” era intervenuto con una campagna di denuncia e sensibilizzazione sul problema dei nomadi arrivati in città da alcuni anni, ma da allora la situazione non fa altro che peggiorare. “Nei prossimi giorni scenderemo in piazza con una raccolta firme per fare pressione sul sindaco Marletta, affinché risolva una volta per tutte la questione dei nomadi, che presenta punti critici molto gravi”, afferma Ulderico de Laurentiis, dirigente provinciale di Azione Giovani e leader cittadino della giovane destra. “L’amministrazione comunale deve farsi carico di individuare luoghi idonei ad accogliere queste persone nel rispetto di tutte le norme igienico sanitarie, che allo stato attuale, negli accampamenti da loro improvvisati alle porte della città, sono assolutamente inesistenti. In caso contrario siano allontanati e si scelgano altri lidi. I rom rovistano continuamente nei cassonetti della spazzatura, mettendo a rischio la salute propria e dei cittadini, dando un ulteriore colpo al già precario decoro urbano, inoltre molti di questi si macchiano di innumerevoli reati ed Acerra ha già pagato abbastanza persino con la morte di un’anziana concittadina qualche anno fa. In aggiunta a questa già gravissima situazione, si riscontra anche lo sfruttamento minorile che avviene sotto gli occhi di tutti presso passaggi a livello e semafori della città, dove bambini rom sono costretti a mendicare sotto lo sguardo vigile dei loro adulti”. De Laurentiis conclude con un monito: “Ci auguriamo che la nostra mobilitazione sia di vero stimolo per Sindaco ed Amministrazione Comunale, il problema rom va risolto con soluzioni definitive prima che accada una nuova tragedia, in caso contrario ci riserveremo di passare anche alle azioni legali, con esposti e denunce comprovati da materiale video e fotografico. I cittadini di Acerra sono già esasperati dalle mille problematiche che ci attanagliano, mantenere così questa situazione significherebbe negare agli acerrani il diritto a far parte del mondo civile, relegandoli fatidicamente nella barbarie più assoluta”.
La giovane destra partenopea risponde alle dichiarazioni della segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, su ristoratori napoletani e camorra ...
“La Bernardini sarà stata vittima di un colpo di sole”, dichiarano in una nota Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di AG Napoli e Gianmario Mariniello, Dirigente Nazionale campano del movimento giovanile di AN.
“E’ gravissimo quanto dichiarato da Rita Bernardini,soprattutto alla luce del fatto che la stessa magistratura a proposito delle esternazioni della radicale, assicura che non vi sia alcuna denuncia in merito”, afferma De Laurentiis che continua: “il binomio napoletani-camorra oltre che essere squallidamente superficiale è pesantemente offensivo e potrebbe innescare un pericoloso meccanismo di sfiducia, nei confronti dei tanti imprenditori napoletani onesti, spesso giovani, che creano iniziative di sviluppo economico e posti di lavoro a Roma ed in altre città Italiane. La gravità di queste esternazioni assume maggior peso, se si pensa che molti imprenditori napoletani operano in altre regioni proprio per sfuggire alla morsa estorsiva della camorra e alla microdelinquenza diffusa qui a Napoli. Quanto esposto dalla signora Bernardini mortifica nella maniera più assoluta questa gente. Chieda scusa a tutti i napoletani.”
Secondo Mariniello“Le dichiarazioni della segretaria dei radicali italiani saranno frutto della calura estiva: spiace sentire accuse senza uno straccio di prova da una come la Bernardini, che in ogni luogo e momento si dichiara “garantista”. Come al solito i radicali sono bravi ad attirare l’attenzione con dichiarazioni fuori le righe. Se la Bernardini ha elementi di fatto vada in Procura; altrimenti è meglio tacere. Offendere gratuitamente i napoletani non aiuta nessuno, tantomeno i radicali, già in evidente calo di iscritti, di classe dirigente ed anche di idee, evidentemente. Consiglio una bella vacanza alla Bernardini”.
Da mercoledì 12 a domenica 16 settembre 2007 torna ‘Atreju’, la Festa Nazionale di Azione Giovani, tradizionale evento di grande rilevanza, atteso e seguito da opinione pubblica e media, che giunge quest’anno alla sua VIII edizione. Ancora una volta ci ritroveremo a Roma, provenienti da tutta l’Italia, per approfondire i temi più discussi del nostro tempo e lanciare le campagne che ci vedranno schierati in prima linea nei mesi successivi all’appuntamento. Una grande occasione per dedicare quattro giorni alla politica nel senso più puro del termine, ma anche per raccontarci, interagire con la società e con la nostra generazione.Non solo: un appuntamento utile a definire gli strumenti e le idee per affrontare una sfida rinnovata. Una stagione, la prossima, che ci vede all’opposizione di un Governo schizofrenico e traballante, nella quale saremo chiamati ad un impegno straordinario e valoroso.Per questo a Roma la nostra Comunità deve mostrarsi a se stessa e agli altri per quello che è, ovvero il più grande movimento politico giovanile d’Italia, con una storia importante alle spalle ed un degno futuro riflesso negli occhi.Dopo un lungo periodo di assenza finalmente torneremo alle pendici dei sette Colli che costeggiano il cuore di Roma, al cospetto del Colosseo. Sarà infatti il parco del Celio la suggestiva cornice che ospiterà la nostra tradizionale festa, che per la sua settima edizione si presenterà con un villaggio rinnovato e come sempre colmo di stand. Cercheremo, anche per questa edizione, di arricchire il contesto con le iniziative più variegate, anche al di fuori del programma della manifestazione. Attraverso gli incontri e i dibattiti in programma, ma anche con il nostro modo di vivere insieme l’evento, cercheremo di esporre il nostro manifesto culturale e di valori, tenteremo di organizzare i nostri pensieri e pianificare le nostre campagne politiche.
I vertici nazionali e provinciali di Azione Giovani (AN), chiedono a gran voce le dimissioni di Antonio Bassolino, rinviato a giudizio dalla magistratura per reati che avrebbe commesso in qualità di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. "Il Presidente Bassolino, in un momento così delicato, ha il dovere di compiere un atto di trasparenza nei confronti di tutti i cittadini campani, che sono le vere vittime delle inadempienze verificatesi nel gestire l'emergenza rifiuti. Come rappresentanti delle giovani generazioni, ci aspettiamo le sue dimissioni, quale esempio di chiarezza e amore per questa sfortunata regione", dichiara Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di Azione Giovani Napoli, che solo qualche settimana fa aveva organizzato l'ultimo sit-in di protesta sotto la sede della Regione Campania, con finti sacchetti di spazzatura ed un documento di denuncia sulla questione rifiuti. Sulla vicenda interviene anche Gianmario Mariniello, esponente campano della direzione nazionale di AG: "La Magistratura si è svegliata: il rinvio a giudizio di Antonio Bassolino è il primo atto giudiziario che si innesta però su tutta una serie di "condanne" politiche dell'operato del Governatore. Prima la Corte dei Conti, poi l'Unione Europea, poi il Governo con un decreto legge che spoglia la Campania delle sue competenze in materia di rifiuti. Manca solo la condanna degli elettori: sta anche al centrodestra ed ad Alleanza Nazionale far sì che tale definitiva condanna arrivi quanto prima. Dobbiamo formulare una proposta di Governo ai cittadini campani ed individuare in tempi brevi la persona che possa e sappia incarnare questo progetto. Non possiamo perdere più tempo."
Domani mattina a Piazza Montecitorio a Roma insieme al presidente nazionale Giorgia Meloni.
Pensioni, diritto alla casa, al lavoro e alla famiglia, università baronali, scuole fatiscenti, assenza di spazi di aggregazione, droga, nepotismi, caste: questi i temi che Azione Giovani porterà in piazza Montecitorio domani, giovedí 26 luglio, a partire dalle ore 10.00.
Una manifestazione di chiusura della stagione politica, con la quale i ragazzi di Ag con coreografie goliardiche, regaleranno un assaggio di quella che sarà la nuova sfida autunnale, con la campagna che vuole dar vita ad una vera e propria "Rivolta generazionale".
Parteciperà alla mobilitazione anche Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, che dichiara: "Concluderemo l'anno politico con un'iniziativa di piazza, che ci vedrà comunque presenti nonostante il caldo e la data proibitiva, perché sarà la ribellione della nostra generazione l'input politico che caratterizzerà la battaglia di Azione Giovani contro chi vorrebbe relegare i giovani allo status di 'bulli e pupe'".
Quella di giovedí sarà solo un'anteprima: la vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale partirà da settembre, con "Atreju 2007", la tradizionale festa di Ag: "Le giovani generazioni sono chiamate a ribellarsi di fronte allo scempio messo in atto dal governo Prodi, che getta solo ombre sul domani. Esiste un popolo di ragazzi che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l'acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l'intenzione di riprendersi il loro futuro", conclude Giorgia Meloni (red).
Giovedì 26 luglio dalle ore 9,30 saremo nella Piazza di Montecitorio, di fronte la Camera dei Deputati, per protestare contro il Governo Prodi (ed il Ministro Melandri) e le sue scelte anti-giovani su temi come casa, famiglia e pensioni.
Impossibile mancare!
Di seguito l’appello di “Bottoncino”, alias Marco Perissa:
Vi scrivo per comunicarvi la volontà di organizzare una contestazione al Governo per il 26 luglio sotto a Montecitorio. L’idea nasce come spontanea conseguenza di una rapida analisi del presente. Ad oggi i media dipingono la nostra generazione come la “Gioventù Bruciata” persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica. L’orgoglio e la dignità ci spingono a rispondere con il coltello tra i denti a questa provocazione, ricordando e gridando, con quanto fiato abbiamo in corpo, che non siamo “Bruciati”. Due sono gli aspetti centrali della nostra protesta. In primis contestiamo un sistema politico incapace di mettere in piedi un piano economico in grado di offrire risposte sulle grandi problematiche sociali, che non è in grado di risolvere un precarietà lavorativa che genera insicurezza e instabilità nei giovani italiani. Lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di un insolita medaglia. Una politica incapace di mettere in piedi politiche economiche in grado di agevolare la piccola media imprenditoria consentendo al motore dell’Italia di crescere e generare indotto e posti di lavoro fisso, incapace di imporre delle agevolazioni per le giovani coppie che chiedono un mutuo per l’acquisto della prima casa, immobile di fronte al fatto che la nostra generazione rimarrà senza pensione. In seconda battuta ricordare che per ogni giovane che fa uso di droghe ce ne sono dieci che preferiscono lo sport, che per ognuno che muore o uccide ubriaco ce ne sono 1.000 che tornano a casa sani e salvi e che ad ogni becero tentativo di far tornare anni di violenza politica rispondono migliaia di ragazzi che tutti i giorni si impegnano nel sociale e che fanno della loro scelta politica un modello di vita esemplare ed irreprensibile. Insomma, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi reo confesso cerca di scaricare le colpe su di noi, su quella maggioranza, fin oggi silenziosa, che tutti i giorni si guadagna il pane con sacrifici ed umiltà preservando nel loro modello esistenziale i valori cardine di una società migliore, di chi preferisce coraggiosamente la scelta della famiglia a quella della raccomandata, di chi sceglie l’impegno sociale al passamontagna e che nonostante tutto no ha risposte concrete da questa politica. Hanno provato a farci credere che la risposta fosse nel taglio dei costi della politica sferrando tramite la “Casta” un boomerang, in accordo con Corriere della Sera e Confindustria, nella speranza di mettere in difficoltà il sistema politico e con l’obbiettivo di guadagnare nuovi spazi di visibilità. Purtroppo per loro però, la nostra Italia, stanca di essere presa in giro non ci ha messo molto ad accorgersi che Confindustria non era meglio di Prodi e che il sistema bancario italiano era la prima casta da demolire. L’enorme malcontento che ha generato il dibattito politico, l’insicurezza partorita da un governo precario e l’esasperazione di sempre più giovani che hanno enormi difficoltà a spiccare il volo ci danno la possibilità di giocare un ruolo centrale e movimentista nella prossima stagione politica. La capacità di anticipare i tempi della politica è ciò che ha reso grande la nostra organizzazione, per questo e perché non siamo disposti a prendere lezioni di politica e di morale dai diretti responsabili dello sfacelo della nostra terra abbiamo il dovere di dare voce a questa malcontento. L’importanza di questa sfida non ci consente di ponderare l’ipotesi del fallimento numerico. Nonostante il periodo estivo abbiamo scelto la sfida della piazza, come simbolo della contestazione ma anche come la casa ideale della politica che vogliamo. Un pizzico di cinismo mi costringe a ricordarvi che la politica si fa con i numeri, e che l’obiettivo che ci siamo dati da raggiungere è quello di 300 persone. Le cose facili non ci hanno mai appassionato e questa di certo non lo è. 300 persone il 26 luglio per essere ancora una volta interpreti del presente, per poter essere all’altezza di rappresentare un intera generazione.
Dal Messaggero di ieri, edizione nazionale, pagina 8.
«Storace torni in An, è quella la vera destra»
Rampelli: «Basta lezioni sulla nostra cultura politica, il partito non vuole vittorie senza di te»
Caro Storace,
se una persona con la tua storia esibisce un “bisogno di destra” penso debba essere considerata, così ho rivisto un pezzo della strada percorsa insieme e mi sono saliti alla gola alcuni quesiti…
E' stato di destra aver chiamato a far parte della Giunta regionale da te presieduta l'allora consigliere del Cdu Giulio Gargano, contro le indicazioni del suo partito dell'epoca e promuoverlo poi assessore ai trasporti e lavori pubblici, conferendogli enorme credibilità? E' stato di destra, conoscendo il suo girovagare da un partito all'altro, farlo entrare in An? E' stato di destra imporre alla tua maggioranza di votarlo capogruppo subito dopo le elezioni, pochi mesi prima che fosse condannato?
E' stato di destra annullare tutti i tuoi impegni elettorali nelle elezioni politiche del 2001 perché Fini aveva designato nel collegio al Senato di Frosinone, un candidato diverso da quello che volevi tu?
E' stato di destra, sul tema della democrazia interna, pretendere il deferimento di tre dirigenti rei di aver chiesto con una lettera aperta ai militanti di poter discutere negli organi preposti l’opportunità della Lista Storace? Quando avevi il potere di costruire un partito partecipato nel Lazio ci siamo trovati prigionieri delle oligarchie… perché oggi che ti accingi a fondarne uno nuovo le regole dovrebbero essere diverse?
E' stato di destra sottrarre con la Lista Storace ad An buona parte di quel 7% di consensi raggiunti e dei 5 consiglieri regionali espressi, salvo poi constatare che uno solo è rimasto al suo posto mentre quattro hanno cambiato partito?
E' stato di destra negare spesso meritocrazia e capacità di raccogliere il consenso perseguendo troppe volte logiche di potere e di corrente?
E' stato di destra andare a fare il Ministro della Salute in seguito alla sconfitta, dopo l'accanimento con il quale accusasti Badaloni di tradire il mandato dei cittadini perché non rimase a fare il capo dell'opposizione e dopo che in campagna elettorale avevi giurato il contrario?
E' stato di destra recriminare sull’approvazione della mozione contro la faziosità dei libri di testo scolastici, salvo cavalcarla mediaticamente e non dargli, come era nel tuo mandato, il seguito che tutti aspettavano?
E' stato di destra attaccare costantemente Berlusconi e Fini facendo somigliare noi e la coalizione ai nostri litigiosissimi avversari, salvo ora riscoprire il valore del Cavaliere? Come mai questa improvvisa conversione?
E’ di destra farsi eleggere senatore con An per poi fuoriuscirne senza dimettersi da Palazzo Madama, come se il seggio fosse proprietà privata e non degli elettori di An?
E' di destra appropriarsi della fiaccola della Giovane Italia, del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani adottandola come simbolo del tuo nuovo partito, dimostrando disprezzo per tutto ciò che rappresenta? Nessuno ha mai strumentalizzato - nella dialettica con An – quell’immagine. Ricordi, gioie e sofferenze si celano dietro di essa, insieme all’ingenuità e alla spensieratezza di decine di migliaia di ragazzi che hanno il diritto di essere lasciati in pace.
La risposta alla tua battuta riportata su un’intervista, caro Francesco, è sì. Sì, avresti dovuto metterci un’auto blu al posto della fiaccola come simbolo di questo nuovo partito, perché il numero di auto blu che la Regione Lazio ha avuto sotto il tuo Governatorato è stato davvero eccessivo. Mi permetto di farti presente che non è obbligatorio usarne (la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, alla quale ti rivolgi con insolita scortesia, ha scelto - diversamente da te - di non utilizzare questo ‘privilegio’ e ha scelto anche di non fare di questa abitudine propaganda). Le nostre sedi, i nostri comizi sono stati trasformati in quel periodo in luoghi circondati da quelle auto blu che dici di disprezzare, con stuolo di autisti, segretari e guardie del corpo. Mi avete fatto vergognare di essere di destra. Non hai avuto la responsabilità esclusiva di quella ‘degenerazione’, te lo riconosco, ma una concorrente responsabilità oggettiva.
Sono argomenti che conosci, che ho provato a sottoporti già in passato quando momenti indimenticabili mi hanno dato la sensazione che, di lì a poco, avremmo cambiato il mondo. Non è andata così, purtroppo. Hai rappresentato per tanti una speranza e poi una delusione, ma questo non significa nulla perché nella storia delle persone e dei popoli niente è immobile, come ha dimostrato la tua irresistibile ascesa. Se sei davvero quel militante che affermi, rinuncia alla ribalta e ai fuochi d’artificio, sforzati di fare autocritica (è l’altra faccia della verità) e sarai accolto a braccia aperte nella comune famiglia che dici di voler abbandonare. Perché la persona che sta mollando gli ormeggi non è Francesco Storace, il caterpillar, il comunicatore, il ‘piccolo principe’ (appesantito da un po’ di pancia), ma la caricatura del Governatore. Lascia quel ricordo al suo destino, insieme all’autoritarismo, e torna ciò che sei stato, un esuberante e generoso ragazzo di destra. L’esperienza trascorsa ti renderebbe praticamente invulnerabile.
Sono stato duro, lo so, ma capisci che era insopportabile per molti di noi farsi dare “lezioni di destra”. Le mie sferzate erano e restano quelle di chi non vuole assistere a una nostra vittoria senza di te. Sarebbe una mezza sconfitta… Pensaci.
“Mi auguro che Storace ci ripensi perché la nostra comunità militante non accetterebbe questo sfregio, non può accettarlo in memoria di chi ci ha preceduto, e non può consentirlo nel rispetto di chi verrà dopo di noi”. Parole e musica di Giorgia Meloni, Presidente Nazionale di Azione Giovani, (per quelle 15 persone che non lo sanno ancora, parliamo dell'Organizzazione giovanile della destra italiana). Parole e Musica che sono risultate subito stridule e stonate a tre o quattro, più o meno famosi, giovani militanti, che messi insieme raggiungono un paio di secoli anagraficamente certificabili e che ora in ricordo dei bei vecchi tempi andati, hanno messo su una sorta di circolo delle bocce e scopiazzatp l'emblema di una serie mitica di generazioni, di giovani militanti, di martiri e di eroi, che avvicendatisi negli anni si sono passati la Fiaccola come una testimone, dai più anziani ai più giovani, passando per il Fronte della Gioventù, fino ad arrivare ad Azione Giovani. Giorgia Meloni ha ricevuto risposte a dir poco irritanti, da questi "giovani" portatori della pseudo-fiaccola, autoproclamatisi interpreti universali della vera destra.
Questi vispissimi giovanotti, l'hanno accusata di credersi "immune dalle sciocchezze" e con soddisfazione hanno proposto di mostrare atti notarili, diritti, scarabocchi e chissà quant'altro utile a legalizzare lo "sfregio" della Fiaccola. Ecco a voi la "vera destra", gli improbabili esploratori partiti alla ricerca dei valori che noi - (a dir loro) - abbiamo perduto, eccoli pronti a sfruttare un simbolo carico di antiche e nuove speranze, di pianti, di passione, di sangue e di sogni, per puri fini di marketing politico. Infatti, se c'è una cosa che al Senatore Storace, in questi anni non è potuta assolutamente sfuggire, è la forza dei nostri cuori, la compattezza (nel bene e nel male) del nostro movimento, il coraggio e la fermezza di chi guida la nostra comunità a tutti i livelli, dai circoli di provincia, fino alla massima carica nazionale ... il nostro dna identitario.
Insomma, la reazione la si dava quasi per scontata presso questo virtuosissimo circolo di bocce ...
Una Fiaccola al posto giusto ed un bel pò di pubblicità e di tam tam sono assicurati ... inoltre si ottiene anche un ottimo specchietto per giovani allodole !!!
Vogliamo assistere a tutto ciò inerti? Oppure strapparci le vesti e lamentarci inutilmente ??? Non ce lo possiamo permettere. Per la nostra storia, per la nostra forza d'animo, per tutto ciò in cui crediamo, per il domani che ci appartiene ... NO !
La Base di Azione Giovani, deve mobilitarsi per la Fiaccola, non deve e non può lasciare sola Giorgia Meloni in questa battaglia, la Base deve rispondere, con forza, con determinazione, ma anche con Goliardia, con un sonoro "pernacchio", ridicolizzando i "COPIONI".
E' per questo che parte una proposta, una campagna, denominata "Copioni" !
Passiamo allo sberleffo, usiamo le armi della satira e dello sfottò !!!
Inseriamo il logo dei "Copioni" come banner sui nostri blog e siti, stampiamolo su adesivi, cappellini e magliette, facciamolo girare in segno di protesta per lo "sfregio" della Fiaccola ... goliardicamente, per l'onore di Azione Giovani !
Pedofilia: Giorgia Meloni si appella alla Polizia postale per oscuramento network puellula.com
Il vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, aderisce all'appello di AsgMedia e chiede alla Polizia postale di "oscurare prontamente il sito pedofilo puellula.com." "In attesa di un tempestivo intervento degli organi competenti, mi rivolgo al senso di responsabilità civile di ognuno di noi ed a quello di tutti coloro che dispongono di competenze tecniche informatiche necessarie a rendere questo vergognoso sito inaccessibile", conclude l'Onorevole Meloni (red).
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani dichiara in una nota: “Consideriamo non condivisibile la scelta di Francesco Storace di lasciare Alleanza nazionale ma la rispettiamo, come rispettiamo la sua storia. Proprio per questo però ci aspettiamo lo stesso rispetto per la nostra organizzazione giovanile”.
Storace sa bene che quella fiaccola, il simbolo che ha scelto per il suo nuovo movimento appartiene, storicamente ai giovani della destra, dalla Giovane Italia, al Fronte della Gioventù fino ad Azione Giovani. Sa bene che in essa si riconoscono migliaia di ragazzi: quelli che ogni 19 luglio a Palermo ricordano con una fiaccolata il giudice Paolo Borsellino, sfilando contro la mafia e avanzano nuove proposte per sconfiggerla; quelli che quest’anno in tutte le università d’Italia hanno contestato duramente il governo, opponendosi ai tagli previsti dalla Finanziaria; quelli che oggi nella Conferenza dei presidenti delle Consulte provinciali italiane possono contare sul gruppo più numeroso; quelli che nelle amministrazioni locali ogni giorno avanzano progetti e proposte; che per il 10 febbraio si sono mobilitati in ogni città per intitolare una via, una piazza ai nostri martiri del confine orientale; che il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale contro la droga hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nazionale per opporsi alla legge Ferrero, consegnando un enorme spinello al ministro della Solidarietà sociale; quelli che in tutta Italia ogni giorno subiscono attacchi di violenza politica e decidono di non rispondere con la violenza ma con la militanza e la passione; quelli che in occasione del referendum sulla procreazione assistita hanno avuto il coraggio e la forza di portare avanti le loro idee nonostante le dissonanze con il partito; quelli che quotidianamente non si accontentano di fare testimonianza ma lavorano per costruire un futuro diverso” continua l’esponente di Ag.
“Storace sa bene quanto sia per noi rappresentativa ed identitaria la fiaccola, come sa bene che pur mantenendo fermo il principio di autonomia i ragazzi di Azione Giovani si riconoscono in Alleanza nazionale. Utilizzare il nostro simbolo per lanciare un diverso movimento significa impropriamente coinvolgere la nostra organizzazione in una diatriba che non ci interessa. Chiediamo a Storace di modificare il suo logo, perché non vorremmo mai trascinare un simbolo così importante e ricco di storia nello strumento di un’imbarazzante querelle legale”, conclude Giorgia Meloni.
Nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 la sede che ospita la Federazioni Provinciali di AN e AG a Firenze è stata vittima dell’ennesimo vile attacco, stavolta incendiario che ha creato danni al portone di ingresso, alla facciata ed al corridoio interno di accesso.
E’ il terzo grave attentato che la sede di AN e di AG subisce in un mese: prima una pietra scagliata in pieno giorno contro una finestra aperta che ha colpito una scrivania (fortunatamente vuota, ma di fronte a quella ve ne era una con un militante a lavoro…), poi un ragazzo aggredito alle spalle (codardi!) all’uscita della sede ed oggi l’atto più grave. Secondo la scientifica l’attentato dovrebbe essere stato compiuto con della benzina o con un ordigno esplosivo (è escluso l’uso di bombe molotov in quanto non sono stati rinvenuti vetri).
Non è la prima volta che la sede di Via Maruffi è vittima di aggressioni notturne. Dalle targhe sulla porta bruciate, alle scritte spray sulla facciata, fino all’immondizia abbandonata sui gradini di accesso. Ma da quando è nato e sta crescendo il progetto metapolitico CASAGGI’, da quando cioè la sede di AN/AG si sta trasformando in un centro ricreativo culturale, sul modello tanto caro alla sinistra dei circoli ARCI, gli assalti si sono moltiplicati, fino ad arrivare all’atto gravissimo della notte scorsa che poteva trasformarsi in una tragedia visto che fino alle ore piccole i militanti di Azione Giovani e di Azione Studentesca, ora che le scuole sono finite, affollano il CRC Casaggì.
“Anche ieri sera” racconta Stefano, caponucleo di Azione Studentesca, “eravamo in sede a vedere un film in una decina di ragazzi. Verso mezzanotte e mezzo io ed altri tre, gli ultimi rimasti, siamo usciti ed abbiamo chiuso Casaggì”.
“La situazione è gravissima,” spiega Francesco Torselli, presidente provinciale di Azione Giovani, “e sta rasentando limiti mai sfiorati finora. Non è possibile essere vittime quotidianamente di questi quattro cretini che giocano a far rivivere gli anni ‘70 mettendo però a repentaglio l’incolumità dei nostri ragazzi”.
Sempre secondo Torselli: “da quando abbiamo trasformato quella che era la sede politica di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani in Casaggì le aggressioni e gli attentati si sono moltiplicati; segno evidente che i democratici signori della sinistra fiorentina non possono tollerare l’esistenza di un centro ricreativo culturale alternativo a quelli che storicamente, case del popolo e centri sociali, hanno in mano loro”.
Nicola Nascosti, presidente provinciale di Alleanza Nazionale parla di “inciviltà” accusando la sinistra di non prendere significativamente le distanze da questi atti. “Non basta la solidarietà” dice il presidente di Alleanza Nazionale, “occorre che questa città prenda atto del fatto che la nascita di Casaggì segna la fine del monopolio della sinistra sui centri di aggregazione giovanile”.
I dirigenti provinciali di Azione Giovani e Alleanza Nazionale Francesco Torselli, Marco Scatarzi e Jacopo Giannoni fanno sapere che “ovviamente Casaggì non mollerà un metro di fronte a questi vigliacchi e che, come recita lo striscione appeso fuori dalla palazzina che ospita il CRC fiorentino, FEDELTA’ E’ PIU’ FORTE DEL FUOCO”.
Sono molto contento di come sia andato il convegno di Acerra.
Devo ringraziare il Presidente Nazionale di Azione Giovani, Giorgia Meloni e Gianmario Mariniello della direzione nazionale, che hanno voluto Acerra come sede per l'anteprima nazionale di Prodi vs Giovani.
La presentazione ad Acerra (Na) del documento nazionale sulle politiche giovanili ha riscosso un grande tributo di partecipazione.
Possiamo sintetizzare così il risultato del convegno di Acerra in cui è stato presentato in anteprima nazionale il documento “Prodi vs Giovani”, successo di pubblico e di militanza, una grande soddisfazione per chi lavora con passione ogni giorno nel tentativo di contribuire alla crescita di Azione Giovani.
Oltre un centinaio di persone hanno riempito la sala dove si svolgeva l’evento, militanti, simpatizzanti e curiosi, ma soprattutto tantissimi giovani che hanno ascoltato e partecipato al dibattito per tutta la durata del convegno, dedicando notevoli manifestazioni di affetto e vere e proprie ovazioni soprattutto al Presidente Nazionale, Giorgia Meloni che ha fatto dono alla platea di interventi brillanti, producendo una applauditissima performance oratoria.
Seguitissimo l’intervento di Gianmario Mariniello (relatore del documento oggetto del convegno), che ha smontato punto per punto la finanziaria del centrosinistra nei passaggi sulle politiche giovanili.
La comunità del Circolo “Terra di Mezzo” di Acerra ha dimostrato grande capacità organizzativa e maturità politica, un balzo in avanti che aumenta la fiducia in un percorso di militanza iniziato ormai tre anni fa, quando il circolo assunse la denominazione di ispirazione tolkieniana.
Soddisfazione per l’iniziativa anche da parte dell’On. Nespoli e di Alessandro Sansoni, Commissario e Presidente Provinciale (rispettivamente) di AN e AG, intervenuti al convegno.
Grande la partecipazione degli altri circoli di Azione Giovani che hanno risposto entusiasti all’invito della comunità acerrana, tra questi le comunità militanti di : Aversa, Casoria, Caivano, Frattamaggiore, , Giugliano, Marigliano, Nola, Ponticelli, Pollena Trocchia…
Inoltre hanno presenziato Fabrizio Tatarella dell’Esecutivo Nazionale di Azione Giovani, Luigi Di Gennaro, Dirigente Nazionale di Azione Universitaria, Pasquale Spina, Peppe Notaro, Pasquale Riccio e Teresa Guardascione Dirigenti Provinciali di Azione Giovani.
Infine, durante la serata sono giunti i saluti di Giancarlo Argo, Presidente provinciale di Azione Universitaria e di Daniele Caroleo, della Direzione Nazionale di AG.
Mobilitazione immediata di Azione Giovani e Alleanza nazionale sotto palazzo Chigi, dopo la sfiducia del Senato alla mozione dell’Unione sulla Politica estera.
“Non è un caso che l’ultimo giorno del Governo Pordi sia stato martedì grasso. Il Carnevale però è finito. Ora vedremo fino a che punto questo Esecutivo è di parola. D’Alema aveva garantito le dimissioni in caso di parere contrario di Palazzo Madama sugli esteri. Mantenga le promesse e rispetti il Parlamento, che oggi ha dimostrato di non credere più in Prodi e nei suoi ministri. Aspettiamo ora un immediato vertice al Quirinale”, dichiara Giorgia Meloni.
"L'Italia ha perso l'ennesima occasione di far prevalere la legge. Molto grave è l'atteggiamento di alcuni esponenti della maggioranza che considerano una vittoria questa prescrizione, invocando a gran voce l'amnistia. Concedere la grazia infatti non avrebbe senso nei confronti di chi non ha passato neanche un giorno in carcere, ha eluso del tutto la giustizia italiana, è fuggito all'estero e in alcuni casi ha organizzando addirittura un 'porto franco' per tutti i latitanti".Lo afferma Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, commentando la decisione della Corte d'Assise di Milano che ha dichiarato estinti per sopravvenuta prescrizione i reati contestati a Oreste Scalzone, ex leader di Autonomia Operaia che da anni vive in Francia.
"Per chiudere definitivamente i conti del passato sarebbe dunque il caso di mettere da parte i pregiudizi ideologici e coinvolgere nel dibattito i parenti delle vittime, più volte umiliati da uno Stato, che con difficoltà e lentezze burocratiche, a malapena riconosce indennita' di risarcimento. Chiediamo al guardasigilli Mastella - conclude Giorgia Meloni - di intervenire in sede europea, al fine di avviare una collaborazione fattiva tra le nazioni dell'Ue anche quando si tratta di far prevalere la giustizia".
Scoperte per la prima volta nel liquido amniotico cellule staminali con capacità rigenerative pari a quelle dell'embrione, ma apparentemente sicure come le staminali adulte: è il risultato di una ricerca italo-americana, firmata dall’università di Harvard assieme a quella di Padova e dall’istituto di medicina rigenerativa di Wake Forest, nel North Carolina. Si tratterebbe di cellule totipotenti, cioè in grado di differenziarsi in qualunque tipo di tessuto.
E’ un risultato straordinario: la presenza di cellule staminali nel liquido amniotico dimostra che è possibile raggiungere importanti risultati medici, nel rispetto di quei valori etici che ci appartengono.
Spesso la ricerca scientifica tende a perseguire delle scorciatoie. Questo atteggiamento non può essere accettato perché mette in discussione la sua stessa funzionalità: è la scienza a dover mettersi al servizio dell'uomo e non il contrario. Per questo non possiamo che accogliere con favore quella che potrebbe rivelarsi come una scoperta rivoluzionaria che manda in frantumi il muro di reticenza eretto da chi antepone i propri pregiudizi ideologici alla tutela dell'uomo e della sua salute.
Parte il progetto "Family Pride" chemi vede responsabile, in concomitanza con l'inizio della Campagna No-Pacs della Federazione Napoletana di Azione Giovani ...
«Non si può equiparare la famiglia intesa come unione tra un uomo e una donna basata sul matrimonio alle cosiddette unioni di fatto, ma è giusto rimuovere eventuali discriminazioni che negano i diritti individuali e personali dei cittadini che danno vita ad una unione di fatto».
Gianfranco Fini - ma è posizione condivisa da quasi tutta la Cdl - ha avuto il merito di esprimere parole chiare e inequivocabili, che esprimono certamente la volontà della maggior parte del popolo italiano.
Nessuna equiparazione di stampo egalitaria e relativista tra la Famiglia - società naturale fondata sul matrimonio - e altre specie di unioni, anche perché con il matrimonio si acquistano diritti ma anche doveri, che spesso si vuole evitare con la scelta della convivenza.
Allo stesso tempo riteniamo assurdo che il Legislatore, in ossequio al decennale malcostume di voler disciplinare tutto e tutti, possa discriminare le libertà individuali - per esempio l'assistenza in carcere o in ospedale, accesso ai bandi di edilizia, reversibilità della pensione, disciplina successoria - delle persone che scelgono di non unirsi con il vincolo matrimoniale.
Non si risolve il problema delle libertà individuali dei conviventi con un’altra legge e con un altro istituto giuridico, ma eliminando le leggi o eventuali discriminazioni contenute in esse.
È per questi motivi che diciamo NO ai PACS e SI alle LIBERTA’ INDIVIDUALI, contro ogni DISCRIMINAZIONE !
“Chiediamo al Sindaco, all’Assessore alle Politiche Giovanili e all’intero Consiglio Comunaledi Acerra, di prendere al più presto provvedimenti utili a ripristinare la legittima costituzione e le normali funzioni del Forum dei Giovani di Acerra”. Lo afferma in una nota, Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di Azione Giovani, movimento giovanile di AN .
“Non ci è chiaro come sia possibile che dopo le dimissioni di ben due Coordinatori del Forum, di diversi altri membri che lo costituivano e la paradossale assenza del rappresentante degli studenti nonostante ad Acerra esistano da anni gli Istituti Superiori, si continui a tenere in vita un Forum decimato che si vede affibbiato un nuovo ennesimo Coordinatore la cui nomina è assolutamente illegittima”, prosegue il giovane dirigente della destra e aggiunge:
“La nomina di Angela Correra quale Coordinatrice del Forum è irregolare. L’articolo 7 del Regolamento tuttora vigente, dice che assume il coordinamento del forum il primo degli eletti nella quota elettiva, mentre Correra è membro di diritto, componente non elettiva del Forum, per cui non poteva assolutamente essere nominata. E’ grave che il Consiglio Comunale non intervenga su un atto che va contro un regolamento approvato dallo stesso civico consesso; in questo modo è proprio ai giovani che si trasmette l’esempio peggiore, facendo implicitamente capire che norme e regolamenti possono essere aggirati con disinvoltura. Qualora tra i “superstiti” della componente elettiva non vi siano più membri disponibili ad assumere l’incarico di coordinatore, allora la nostra richiesta di azzeramento e ricostituzione del Forum dei Giovani di Acerra prende maggiore forza, soprattutto in attesa dell’approvazione del nuovo regolamento, che ha visto Alleanza Nazionale con il Consigliere Ottavio Maione da subito impegnata nel sollecitarne la lettura e l’invio al Consiglio Comunale da parte delle commissioni consiliari competenti.”
La questione è stata sollevata anche a livello regionale da Yuri Buono, rappresentante di Alleanza Nazionale al Forum Regionale della gioventù, organo del Consiglio Regionale: “Anche se il Forum non ha il potere di intervenire direttamente sui singoli Forum Comunali, ha di certo, però, la possibilità di indicare una strada che dovrebbe essere seguita, almeno per rispetto istituzionale. Già all’atto della costituzione del Forum Comunale di Acerra, ricevemmo varie denuncie di irregolarità e incostituzionalità. Speravamo che il tempo risolvesse i problemi ma purtroppo non solo non è stato così, ma ci tocca anche constatare la colpevole ingerenza di un’amministrazione comunale che si è rivelata incapace di comprendere il vero valore del Forum comunale.
Per tale motivo, auspico, che si possano sanare al più presto le irregolarità che ancora oggi vigono.”
Leggo dalle pagine del Corriere della Sera che il partito di maggioranza relativa che esprime una pletora di ministri e parlamentari della Repubblica ritiene sbagliato accostare Mussolini a Castro perché, mentre il primo è arrivato al potere attraverso una marcia, il secondo lo ha fatto attraverso una rivoluzione. Mi piacerebbe interrogare l'autore di una simile gaffe sul significato della parola "rivoluzione" e forse anche su quello della parola "marcia". Ma il punto non è questo. Il punto è che continuo a vedere una sinistra, anche quella cosiddetta “moderata”, impegnata nel tentativo patetico - neanche troppo dissimulato - di difendere una dittatura sanguinaria come quella che vige a Cuba attraverso ragionamenti strumentali e capziosi.
Su una cosa sono d’accordo con gli argomenti utilizzati dal parlamentare dei Ds: accostare Mussolini a Fidel Castro rappresenta una forzatura, frutto evidente della semplificazione giornalistica. Di più, è una follia storica. Senza entrare nel merito delle due esperienze, basterebbe ricordare che mentre la stagione fascista si è conclusa sessant’anni or sono e s'inquadra in un’epoca nella quale valori oggi dati per acquisiti come la libertà di stampa, il suffragio universale e via discorrendo erano ancora appannaggio di pochi, la dittatura di Castro è una realtà nel momento in cui scrivo nero su bianco queste riflessioni, ovvero in un’era nella quale principi fondanti come democrazia e libertà sono universalmente riconosciuti (o tali dovrebbero essere). E questo significa anche che mentre il giudizio sul fascismo compete alla storia, quello sul castrismo attiene alla politica.
Ciò che mi preme, piuttosto, è mettere a confronto l’idea stessa di libertà per come viene percepita e difesa, oggi, dalla destra e dalla sinistra della politica italiana.
Nel corso degli anni la destra ha ampiamente chiuso i conti con “il proprio passato”. Prima ancora del congresso di Fiuggi e della nascita di Alleanza nazionale, fu proprio il Fronte della Gioventù degli anni ottanta a rifiutare ogni deriva nostalgica avviando un serio approfondimento sulla storia del ventennio fascista e aprendo un forte contenzioso con l'anima più nostalgica del Msi, trovando tante adesioni entusiastiche e molti risentimenti. Ci volle coraggio, insomma. Ne derivò una lucida analisi, che riprendendo la lettura offerta da storici come De Felice fu capace di distinguere le innovazioni sociali da quella parabola discendente che comportò errori come l’ingresso nella seconda guerra mondiale, il mancato rispetto delle libertà fondamentali, l’orrore delle leggi razziali.
Da allora abbiamo avuto la consapevolezza che la libertà rappresenta per noi un valore non negoziabile.
Non così per la sinistra italiana, che da un lato ha sostenuto la tesi secondo la quale il regime autoritario di Mussolini condanna l’esperienza fascista “senza se e senza ma”, e dall’altro giustifica troppo spesso, con argomentazioni come la lotta all’analfabetismo, un regime sanguinario ancora vigente nel terzo millennio come quello di Castro.
Insomma, del fascismo, non rappresentando più un pericolo da un punto di vista politico si possono giudicare positivamente le bonifiche, le città di fondazione, il futurismo, le conquiste sociali - come hanno fatto e fanno ripetutamente anche intellettuali liberali, cattolici o di sinistra - ma finché è esistito nel mondo il rischio dell'affermazione di una dittatura ad esso ispirata, piuttosto che rischiare di favorirla, si "gettava il bambino con l'acqua sporca". Il comunismo invece è lì, a Cuba, in Cina, in Corea, in alcuni paesi dell'est europeo che non riescono ad accedere alla democrazia, in molti paesi occidentali dove vive l'utopia di un "comunismo diverso e dal volto umano" di berlingueriana memoria, che nessuno fin qui ha mai conosciuto in alcun angolo del mondo. Basterebbe questo, forse, per smascherare i moderati dell'Unione in viaggio verso il Partito Democratico. Su questa grande contraddizione si infrange la retorica antifascista, che ha prodotto parole d’ordine alle quali gli stessi che le utilizzano dimostrano di non credere. Parole d’ordine che per decenni sono state pronunciate per colpire gli avversari politici e alimentare un odio basato su schemi anacronistici, impedendo che l’Italia potesse ricostruire una memoria condivisa sulla base di una lettura serena dei propri trascorsi.
Per questo non siamo più disposti ad accettare lezioni di democrazia da una certa sinistra. Per questo ci auguriamo che, a fronte di una destra che ha fatto i conti con il proprio passato, possa finalmente esservi una sinistra capace di fare i conti con il proprio presente.
Giorgia Meloni
Presidente Nazionale di Azione Giovani
(Articolo tratto da Il Secolo d'Italia del 10 dicembre 2006)
Ho fatto un video che sta piacendo ... E' incentrato sui primi due mesi di Presidenza Sansoni alla Federazione Provinciale di Azione Giovani Napoli !!!
Acerra – Durante il Consiglio Comunale di Acerra del 24 Novembre 2006, il Centrodestra ha effettuato una prima vera protesta nella pubblica assise, contestando duramente il Sindaco Marletta e la maggioranza di centrosinistra. Infatti mentre il Sindaco leggeva un discorso in cui rimetteva, con modalità a dir poco spudorate, il suo mandato al Consiglio Comunale che governa con 28 consiglieri e contemporaneamente allargava la maggioranza ai DS e ai "Riformisti per il Partito Democratico", Azione Giovani apriva uno striscione di 6 metri circa, con su scritto la parola "Fallimento", mentre i militanti dei partiti di Centrodestra distribuivano al pubblico un volantino che descriveva tutti i motivi del "Fallimento" della giunta Marletta. Il volantino spaziava dalla falsa lotta all'inceneritore al tradimento del voto degli acerrani, visto che ad entrare nella nuova maggioranza saranno proprio gli esponenti di centrosinistra candidatisi contro Marletta nelle passate elezioni, passando per i problemi gravissimi sulla sicurezza e sul commercio locale. Il Consiglio Comunale si è interrotto per alcuni minuti con il Sindaco visibilmente stupito e il Presidente del Consiglio Comunale che invano chiedeva ai militanti del Circolo “Terra di Mezzo"di deporre lo striscione, tentando goffamente di porre limiti alla libertà di espressione nel civico consesso. Momento di contestazione democratica che in un crescendo ha visto la maggioranza dei cittadini presenti unirsi alle proteste, indirizzate a Sindaco e Maggioranza.
In seguito, il Consigliere di AN, Ottavio Maione leggeva un comunicato a nome del centrodestra in cui si ribadivano i metodi poco ortodossi di governo, che nulla hanno prodotto per la città acuendo la protesta degli astanti che si rivolgevano al Sindaco anche con invettive.
La protesta popolare veniva ignorata dal Sindaco di Rifondazione e mentre il "Comitato Civico Contro l'Inceneritore" dichiarava la sua impotenza contro Bassolino, i DS davano la propria disponibilità a collaborare con le autorità provinciali e regionali per uscire dall' impasse che la falsa lotta all' inceneritore ha creato ad Acerra, passaggio che dimostra le innumerevoli contraddizioni che sancivano la nascita della nuova maggioranza di stampo bolscevico nell'assise acerrana.
Nonostante si tentasse di procedere con un Consiglio Comunale farsa, una cosa concreta è stata fatta: su richiesta di Alleanza Nazionale si approvava un documento per attivare il Ministero della Salute, per chiedere il ripristino del progetto del Polo Pediatrico così vigliaccamente eliminato dalla giunta regionale, ennesimo affronto alla città di Acerra.
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