Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una città in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
Alcuni amici che hanno deciso di intraprendere altri percorsi politici, delusi per non aver trovato spazi politici in An, più per loro demeriti che per altre reali motivazioni, sostengono che il partito nato a Fiuggi sia arrivato al termine della sua breve storia politica. An non avrebbe più spazio politico, dicono, in quanto la sua area sarebbe minacciata da due operazioni mediatiche, come il Popolo della Liberà di Berlusconi e il nuovo partito di Storace. Il rischio dell’isolamento, il ricatto del solo “voto utile” al PdL per arginare il Pd di Veltroni, renderebbero molto stretta l’area elettorale di An. E’ opportuno a questo punto fare alcune considerazioni per capire perché Alleanza nazionale non ha nulla da temere per il suo futuro politico, a patto che continui ad operare in termini politici.
Nel luglio del 2006 Fini ha avuto modo di illustrare il documento più importante della destra democratica dopo Fiuggi. In “Ripensare il centro destra nella prospettiva europea” si legge che occorre andare “oltre i partiti e i confini della Cdl” prendendo atto dell’esistenza di “un popolo della libertà che finalmente ha preso coscienza di sé”; edancora “An deve pensarsi e strutturarsi come “partito-polo” capace di rappresentare le istanze del popolo della libertà”.
Senza gazebo ed annunci plateali, ma a seguito di una profonda analisi politica e di un’ampia discussione la destra ha anticipato il proclama di Piazza San Babila. Successivamente, An ha portato in corteo a Roma mezzo milione di persone per protestare contro il governo su due temi molto sentiti fra i cittadini, come le tasse e la sicurezza.
Ancora dopo, Fini ha sorvolato la capitale per fare un sopraluogo sulle zone segnate dal degrado, mentre alcune sue proposte sull’immigrazione hanno trovato il consenso della maggioranza degli italiani, consentendogli di raggiungere vette altissime di popolarità .Mentre, dunque, la destra faceva la politica, elaborava documenti e portava in piazza gli italiani, Berlusconi si impegnava in un assordante campagna di proclami per annunciare il passaggio nelle file del centrodestra di diversi senatori e l’imminente caduta del governo.Il resto lo conosciamo: la “spallata” non è riuscita e il Cavaliere, per dribblare le legittime richieste degli alleati di cambio di strategia, ha spostato il tema della discussione politica, annunciando, improvvisamente, la nascita di un nuovo partito.
Ce ne vogliamo fare una colpa se An ha una consolidata capacità di far politica e di saper interpretare i sentimenti degli italiani?
E vi è di più: dal 1994 ad oggi An è stato l’alleato più leale dell’intera coalizione e, probabilmente continuerà, ad esserlo, quando la tempesta si sarà placata. La sua specificità sta nel fare politica senza ricorrere ad annunci roboanti. An non è nata dal predellino di una macchina, ma da storie di uomini e donne che hanno condiviso un difficile e coraggioso percorso, si sono ritrovati nei congressi per discutere di politica, hanno subito scissioni, lacerazioni, sconfitte, hanno conosciuto gioie e vittorie e tutto quello che rende speciale l’appartenenza ad una comunità.Il consenso popolare conquistato con il contatto quotidiano e con l’impegno continuo sono alla base di una politica vera e di un partito radicato, in quanto la politica, come i partiti e gli uomini che la interpretano, non sono prodotti che si possono vendere o acquistare e di cui non ci si può disfare quando non servono più.
Il ritorno alla politica, tenacemente portato avanti da An, è ciò che deve animare il nuovo centrodestra per ritrovare, con il dialogo e la comprensione delle istanze e delle specificità di ogni sua componente, le ragioni dell’unità.
Quella grande unità che, oggi più che mai, tutti gli elettori chiedono al centrodestra, non solo per mandare a casa una parte politica a noi avversa, ma per salvare, prima di tutto, il nostro Paese.
Quella sostanziale unità che la destra di An, ponendo in essere comportamenti politici chiari, corretti e coerenti, non ha mai messo in discussione, percependola, seriamente, come il valore aggiunto e fondante anche del nuovo centrodestra che, a differenza della coalizione di governo, continua ad avere radici, programmi e valori comuni.
- 5 ottobre 2007 - I rom sono «un vulcano, una bomba a tempo» per la sicurezza delle città. Ma il governo di "Valium-Prodi" «non ha fatto nulla» per fermare gli ingressi dalla Romania e alla fine, a pagare sono «i più deboli». È l'ultimo attacco di Beppe Grillo. «Una volta - attacca il comico dal suo blog - i confini della Patria erano sacri. I politici li hanno sconsacrati».
Nessuno o quasi l'aveva previsto: fino a "ieri" il comico prestato all'(anti)politica sembrava essere un problema della sinistra ... sembrava! Devo dire che nonostante lo avvertissi in maniera quasi naturale, non avevo ben compreso il vero perchè di questa percezione diffusa che convinceva in buona parte anche il sottoscritto. Tuttavia pur constatando che le tematiche di Beppe Grillo erano per molti aspetti vicinissime ad una certa (e sinistra) area politica, il dubbio che il suo "lavoro" si concentrasse solo su di un determinato segmento era fortissimo.
Infatti la recente presa di posizione sui Rom, sull'Europa e sui confini della Patria, ha spiazzato tutti, provocando la reazione della sinistra, come testimoniano le esternazioni di Gennaro Migliore di Rifondazione Comunista che lo accusa senza mezzi termini di "xenofobia", termine finora esclusivamente e gentilmente dedicato agli esponenti di destra che sollevavano il problema dei nomadi oppure evidenziavano le difficoltà legate all'immigrazione selvaggia. La forza magnetica di quest'ultima presa di posizione grilliana a destra, la si evince fequentando blogs e forum politici dell'area dove elettori, simpatizzanti e militanti di AN, Lega, Fiamma Tricolore, Forza Italia ecc. che finora avevano mantenuto un atteggiamento di sostanziale indifferenza o distanza dal comico genovese, iniziano a cedere.
Su Politica Online ad esempio, nelle sezioni dedicate ad AN e Lega qualcuno dice "Come si fa a non essere d'accordo con (quasi) tutto quello che dice?" - oppure qualcun altro entusiasta si chiede perchè intervenga solo sui Rom; a questa tendenza va aggiunta la partecipazione di esponenti della destra radicale, con striscioni, al Vaffa Day di alcuni giorni fa.
E' l'antipolitica che come il "nulla" della "Storia Infinita" avanza divorando anche la nostra area? Prima di darci una risposta in merito, chiediamoci che cos'è l'Antipolitica.
A chi scrive viene da pensare che si tratti semplicemente di una parola chiave imposta dai soliti "media mainstream", per farci assimilare con sottile coercizione psicologica un concetto, per imporre una visione della realtà che non è la nostra; proviamo invece a guardare il fenomeno Grillo con i nostri occhi e ad analizzarlo con la nostra testa. Un esercizio che possiamo compiere facilmente se ci liberiamo della poltiglia psicomediatica a cui siamo soggetti ... ecco un paio di esempi:
Esempio 1
Visione imposta Grillo è a capo di un vasto movimento con idee, proposte ed un programma che interpretano quello che davvero vogliono i cittadini, egli ha conquistato la rete ed è riuscito a portarla in piazza, è credibile, onesto e distante dalla politica.
Visione alternativa Grillo era un comico in pesante declino che oggi si è riciclato iniziando a dire ovvietà di sinistra e da poco anche ovvietà di destra, sfruttando l'immobilismo dell'attuale classe dirigente e portando poche decine di migliaia di persone in piazza grazie ad un immane e certosino lavoro di comunicazione non convenzionale che gli esperti chiamano "marketing virale"; non è poi così distante dall'attuale politica se fa comunella col partito di Antonio Di Pietro.
Esempio 2
Visione imposta Il Vaffaday è stato un successo, ha messo seriamente in crisi la politica, hanno partecipato ben 300.000 persone, il fenomeno Grillo ora è un fatto concreto ... bisogna prendere atto del cambiamento.
Visione alternativa Il vaffaday è stato un spettacolo in piazza di Beppe Grillo, sono state raccole 300.000 firme (che non significa 300.000 persone in una sola piazza) grazie alla mobilitazione di gruppi di fan del comico in tutta Italia e alla straordinaria opera di comunicazione virale e al tam tam. Che Grillo stia facendo proseliti e attiri l'attenzione anche di molti curiosi è un dato di fatto, ma bisogna ricordare che il 2 dicembre scorso c'è stata la manifestazione del centrodestra a Roma, con un chiaro scopo politico che ha visto la partecipazione diretta di milioni di persone, di cittadini che credono nella politica ed in ciò che il centrodestra può fare per la nazione.
La realtà può essere presentata ed interpretata in diverse sfaccettature, quindi dov'è la verità ?
La verità è che Grillo ruba l'anima alla politica e la intrappola nel suo circuito, approfittando delle gravi mancanze della classe dirigente degli attuali partiti: il risultato è l'antipolitica, vista non come rifiuto, ma come alternativa.
Il fenomeno sopra descritto cresce di giorno in giorno perchè i partiti o le coalizioni di destra e di sinistra non hanno più un programma - compresi i Gremlins (per Gremlins intendo partiti nati da cellule di altri, similmente a come nascono i mostriciattoli della celebre serie cinematografica ); la politica italiana è preda di immobilismo, gestione di potere, inconcludenza e se Grillo ha detto qualcosa di destra e alla gente è piaciuto, mi chiedo con una certa incredulità perchè finora non l'abbiamo fatto noi ?
La soluzione al problema che il fenomeno grilliano presenta è nell' adoperarci per una rigenerazione e nel merito sono convinto che abbia aasolutamente ragione Giorgia Meloni quando dice che dobbiamo attuare una rivolta generazionale. Come giovani e come politici abbiamo il dovere di proporre il sogno di una nazione nuova, di un popolo che si riscatti, di una rappresentanza che compia precise scelte di campo, con sano pragmatismo e la giusta carica emozionale.
La destra deve ritrovare se stessa, attraverso una nuova classe dirigenziale che realizzi mediante forza ideale e scelte coraggiose delle riforme sostanziali e persegua fortemente l'interesse nazionale; proponiamo agli italiani una visione, una "mission" e presentiamo gli strumenti per realizzarla, proviamo a raccontare loro una storia, facendo sorgere il desiderio di esserne protagonisti.
Se centreremo questo obiettivo Grillo tornerà inesorabilmente a fare il comico e l'antipolitica svanirà come una nuvoletta di fumo!
La Campagna di mobilitazione di Azione Giovani Acerra, contro i campi nomadi abusivi e lo sfruttamento minorile vede un primo grandissimo risultato per i ragazzi del circolo “Terra di Mezzo”. A poche settimane dall’inizio della mobilitazione è stato abbattuto e sgomberato un enorme insediamento alle porte della città, tra la soddisfazione dei cittadini che da 2 giorni ... Continua su AGAcerra.org
Atreju 2007 è stata a mio parere, la migliore edizione della festa nazionale di Azione Giovani da quando nel 2003 ho partecipato per la prima volta. Innanzitutto la kermesse della giovane destra, si è distinta per l'altissimo livello degli ospiti intervenuti (da Silvio Berlusconi a Walter Veltroni (tralaltro cascati come pere sugli scherzacci goliardici che già in passato colpirono Gianfranco Fini), dibattiti di contenuto e spessore (assolutamente dirompente ed innovativo sul piano politico, il coinvolgimento di giovani che dal Venezuela alla Bielorussia combattono per la libertà e l'indipendenza del proprio popolo) e soprattutto una location stupenda, il Parco del Celio a ridosso del Colosseo che ha reso tutto davvero incantevole, quasi magico ... per dirla con le parole di Giorgia Meloni che ieri prima di salutarmi ha indicato l'Anfiteatro Flavio ed esclamato: "a Ulderì visto che ti ho offerto quest'anno?" . Devo segnalare anche l'ottima organizzazione, con l'instancabile ed insostituibile Chiaretta che non mangiava, non beveva e non si fermava mai per rendere tutto perfetto, insieme ai ragazzi dello staff con la loro t-shirt gialla, che macinavano chilometri come formiche operosissime tra la grande mole di lavoro e la goliardia che comunque non li lasciava mai; tra di loro un saluto affettuoso va ad Alessandro, Andrea e Christian. Atreju è stato ovviamente anche un grande momento comunitario, che ha visto rafforzarsi tantissimo il legame tra Gennaro La Ventura, il sottoscritto e Gianmario Mariniello, mitico dirigente nazionale del quale non potete assolutamente perdervi le interviste semiserie che lo vedevano un pò "iena", un pò "Staffelli". Tra queste vi segnalo quella ad Alberto Spampinato, un amicone (in tutti sensi, tanto che è massiccio ;-)), dirigente nazionale catanese, generoso elargitore di ottimo vino siciliano (pagato da Mariniello ovviamente), che mi ha fatto sbellicare davvero dalle risate ... Restando sul "piano siculo", non posso non citare Sua VicePresidenza Nazionale, Paolo Di Caro, di grande pazienza, anche quando lo assillavo con la politica alle due di notte mentre gli altri assaltavano felicemente il bancone della birreria e lo stand "Uva Libre" ... Mitico Fabrizio Tatarella che ha fatto a mio parere un ottimo intervento nell'assemblea conclusiva, dimostrando grande capacità nell'arringare una platea non sempre ben disposta a sentir parlare di "unione dei movimenti giovanili del centrodestra", dando anche grande prova di autoironia, notevolmente apprezzata dal pubblico di militanti. Per quanto riguarda l'alloggiamento, la casetta-bungalow stavolta era davvero superiore ad ogni mia aspettativa ed è stato un piacere dividerla con Marika, Lucia e Pasquale Spina che ormai più che un amico ed un camerata è diventato un fratello maggiore; tante le risate con loro Simone, Davide, Andrea F., le rispettive "consorti", Gennaro, Andrea S., Enzo, Peppe, Fabio (che ci ha parlato di motociclette di grossa cilindrata) in un pranzo divertentissimo.
Sabato sera mitica serata con balli sfrenatissimi in cui ho potuto passare un pò di tempo con i ragazzi del circolo gemello di TDM crotone, organizzando un versus videoripreso (ovviamente è inguardabile, ma tra poco sarà messo comunque online) tra Mariniello e Caroleo della direzione nazionale ...
Sorvolo sul fatto che l'ultima sera ho ricevuto uno scherzaccio gabbiano che mi ha fatto sbiancare (per questo ringrazio Michelino) e che si so fatte le cinque del mattino e non ritrovavo più il bungalow ; chiudo il post con una certezza ... Atreju 2008 sarà ancora più bello !!!
In Alto I Cuori !!!
Azione Giovani annuncia la mobilitazione contro l’invasione di Rom che sta mettendo in grave crisi la sicurezza cittadina e le già discutibili condizioni igienico-sanitarie in cui versano le strade acerrane e le aree periferiche.
Già in passato il Circolo Territoriale “Terra di Mezzo” era intervenuto con una campagna di denuncia e sensibilizzazione sul problema dei nomadi arrivati in città da alcuni anni, ma da allora la situazione non fa altro che peggiorare. “Nei prossimi giorni scenderemo in piazza con una raccolta firme per fare pressione sul sindaco Marletta, affinché risolva una volta per tutte la questione dei nomadi, che presenta punti critici molto gravi”, afferma Ulderico de Laurentiis, dirigente provinciale di Azione Giovani e leader cittadino della giovane destra. “L’amministrazione comunale deve farsi carico di individuare luoghi idonei ad accogliere queste persone nel rispetto di tutte le norme igienico sanitarie, che allo stato attuale, negli accampamenti da loro improvvisati alle porte della città, sono assolutamente inesistenti. In caso contrario siano allontanati e si scelgano altri lidi. I rom rovistano continuamente nei cassonetti della spazzatura, mettendo a rischio la salute propria e dei cittadini, dando un ulteriore colpo al già precario decoro urbano, inoltre molti di questi si macchiano di innumerevoli reati ed Acerra ha già pagato abbastanza persino con la morte di un’anziana concittadina qualche anno fa. In aggiunta a questa già gravissima situazione, si riscontra anche lo sfruttamento minorile che avviene sotto gli occhi di tutti presso passaggi a livello e semafori della città, dove bambini rom sono costretti a mendicare sotto lo sguardo vigile dei loro adulti”. De Laurentiis conclude con un monito: “Ci auguriamo che la nostra mobilitazione sia di vero stimolo per Sindaco ed Amministrazione Comunale, il problema rom va risolto con soluzioni definitive prima che accada una nuova tragedia, in caso contrario ci riserveremo di passare anche alle azioni legali, con esposti e denunce comprovati da materiale video e fotografico. I cittadini di Acerra sono già esasperati dalle mille problematiche che ci attanagliano, mantenere così questa situazione significherebbe negare agli acerrani il diritto a far parte del mondo civile, relegandoli fatidicamente nella barbarie più assoluta”.
Purtroppo il trailer che ho trovato è in Spagnolo, ma presto ci sarà anche la versione italiana di questo film tratto da un libro spettacolare !!! Da non perdere ...
Pubblico una parte della risposta che ha dato Fini alla domanda rivoltagli dal sottoscritto sull'identità nazionale ed il rischio "multiculturalismo", all'evento organizzato settimane fa a Capri dalla rivista "Con" (www.bimestralecon.it).
"Chiedere di togliere il crocefisso nelle scuole per rispettare immigrati che non condividono la fede cattolica e' "una bestemmia civica", perche' non si puo' pretendere di cancellare la nostra fede e la nostra identita'. Lo dice il presidente di An Gianfranco Fini, che affronta il tema della societa' multietnica e multiculturale nell'ultimo numero del bimestrale 'Con-Conservatori Contemporanei', diretto dal parlamentare di An Italo Bocchino, che pubblica il resoconto di un incontro tra l'ex ministro degli Esteri e i giovani conservatori, organizzato a Capri dalla stessa rivista 'Con'.
'Le Pen -premette l'ex ministro degli Esteri- diceva 'la Francia ai francesi'. Sarkozy ha risposto 'la Francia a chi la ama'.
L'Italia sara' una Nazione multiculturale: capita sempre piu' spesso di vedere il bimbo dai lineamenti arabi od asiatici che parla in dialetto. Se questi amano l'Italia, non puo' interessarci il colore della pelle o il Paese di provenienza dei loro padri. L'importante e' che gli immigrati regolari si sentano italiani mentre il discorso e' diverso e piu' semplice per gli immigrati clandestini, che vanno presi ed espulsi".
"Dobbiamo poi chiederci -prosegue Fini- cosa vuol dire sentirsi italiano. A mio giudizio significa venire nel nostro Paese, accettarne le regole, integrarsi e divenire cittadini. Cosa vuol dire volere un'Italia multietnica e non multiculturale? E' sufficiente che chi arrivi qui rispetti le nostre regole, si comporti bene, paghi le tasse? Credo serva qualcosa di piu'. Serve che i valori di fondo della nostra comunita' vengano fatti propri da chi chiede di divenire cittadino italiano".
"Il problema -spiega ancora il leader di An- riguarda soprattutto gli immigrati di fede musulmana, i quali hanno ragione quando dicono che non possiamo pretendere da loro di non credere piu' in Allah, ma e' un dovere ed un nostro diritto chiedere ai musulmani di non pretendere la cancellazione della nostra fede o della nostra identita', in nome di una malintesa tolleranza. Quando si arriva a dire 'siccome nelle scuole italiane ci sono tanti bambini musulmani, togliamo il crocefisso', si da' vita ad una bestemmia civica".
"L'identita' di un popolo -conclude Fini su questo punto- non deve essere ostile, ma non deve nemmeno essere cancellata da chi viene e chiede di essere cittadino italiano. Questa e' la differenza tra societa' multietnica e societa' multiculturale'.