Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una città in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
All'Eccellentissima Reggenza della Repubblica di San Marino
Al Consiglio Grande e Generale
Posto che da anni i Campani sono stretti nella morsa dell'emergenza rifiuti, dello sversamento illecito di rifiuti tossici nelle proprie terre, dei malaffari delle ecomafie, dell'incapacità dei politicanti che hanno governato e tuttora governano la regione. Che inoltre, in questo contesto, il cittadino campano sta subendo da tempo:
- negazione del diritto alla salute: alta incidenza di tumori su buona parte del territorio dovuta a presenza di sversatoi illegali, discariche abusive e quant'altro.
- negazione del diritto ad un fisco equo e giusto: i campani pagano tasse e tariffe salatissime per servizi di raccolta differenziata, igiene urbana ecc. che non vengono assolutamente espletati. Con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
- negazione del diritto a manifestare: oramai anche le proteste legittime e pacifiche sfociano per un motivo o per l'altro in sonore manganellate, anche per figli, padri e madri di famiglia.
Inoltre i cittadini della Campania vedono rovinata la propria immagine in Italia e nel mondo, rifiutati i prodotti delle proprie terre, disastrata l'economia agricola che rischia di non poter sostenere più le numerose famiglie che grazie ad essa vivono da anni in quelle terre ora martoriate e nonostante l'immane disastro non c'è nessuna volontà pratica di bonificare le zone altamente inquinate.
Pertanto i Cittadini Campani sottoscrittori di questa petizione nel chiedere alla Repubblica di San Marino di ricevere asilo ed essere accolti con lo status di "rifugiati" nel territorio della Repubblica, non sentendosi più garantiti dal Governatore della Regione e tantomeno dal Governo Nazionale... fanno proprio il motto di fondazione sammarinese: "Relinquo vos liberos ab utroque homine" - Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo - nella speranza di potersi liberare presto sia da Bassolino che da Prodi.
Acerra – “Il Sindaco Marletta mangia cavoli in televisione, ma per l’agricoltura acerrana sono solo <<cavoli amari>>”. Lo afferma Ulderico de Laurentiis, Presidente di Azione Giovani Acerra e Coordinatore Provinciale dei giovani di Alleanza Nazionale. “La richiesta di danni per milioni di euro, avanzata in questi giorni da Coldiretti in Campania è fondata e purtroppo annuncia quella che può rivelarsi una vera e propria tragedia di smisurate dimensioni per l’economia agricola che ad Acerra sostiene ancora numerosissime famiglie e aziende. In queste ore, da più parti ci è giunta notizia di forti difficoltà per gli agricoltori acerrani, i quali stanno ricevendo numerose disdette per i contratti di compravendita dei loro prodotti. Frutta e verdura delle nostre campagne vengono rifiutate dal mercato perché invendibili, a causa della paura generata nei consumatori dai servizi televisivi che mostrano il disastro ambientale nelle aree campane a vocazione agricola come l’agro acerrano.” L’esponente di Azione giovani conclude affermando che: “l’amministrazione di centrosinistra, finora molto più propensa ai proclami che a concrete azioni nei confronti del comparto agricolo, dovrebbe intervenire subito a tutela dello stesso, anche in vista del fatto che l’arrivo in città delle balle del CDR di Caivano, su un sito già dichiarato non idoneo dalla magistratura, produrrà altra pubblicità negativa ed una ulterioriore <<pugnalata>> all’agricoltura del nostro territorio.”
Napoli, 9 Gennaio 2008.
Era il primo giorno di Aprile del 1993, quando in piena “Tangentopoli” i militanti dell’ allora MSI – Fronte della Gioventù formarono una catena umana intorno a Palazzo Montecitorio, chiedendo lo scioglimento delle camere. I giovani della destra indossavano delle magliette con su scritto “ARRENDETEVI SIETE CIRCONDATI” e tentarono di impedire l’accesso all’edificio agli esponenti di un Parlamento che vedeva decine e decine di deputati, senatori, ministri e sottosegretari accusati dei reati di corruzione, concussione e finanziamento illecito dei partiti.
Il quadro era quello di un’Italia dove la classe dirigente era pesantemente coinvolta in numerosi illeciti, dove si gonfiavano a dismisura le spese dello stato e degli enti locali, dove la gestione della cosa pubblica era in mano a persone spregiudicate e disoneste; un “vaso di pandora” scoperchiato dalle dichiarazioni di Mario Chiesa al pool di magistrati denominato “Mani Pulite” come l’inchiesta da loro condotta. L’intero Paese stava offrendo un’inaudita immagine di se al mondo intero, la popolazione era sfiduciata e terrorizzata da quanto si stava scoprendo, volavano monetine, penzolavano cappi e manette, si scioglievano grandi partiti nazionali sotto la scure della magistratura inquirente.
Il 1993 come il 2008, l’emergenza rifiuti come tangentopoli !
Stamani, la destra di AN – Azione Giovani ha circondato Palazzo Santa Lucia, la sede della Regione Campania, come nel ’93 Montecitorio, con quelle stesse magliette dei ragazzi del “Fronte”, con quella stessa dicitura “Arrendetevi Siete Circondati”, con la stessa forza di volontà di allora tesa a rappresentare un monito, un avvertimento o meglio una realtà ! Perché oggi come nel ’93, la giovane destra scende in campo per difendere i diritti e l’onore di una popolazione fin troppo umiliata dalle tonnellate di immondizia per strada, dalla diossina che contamina gli organismi, dalla disonestà che ha già profondamente contaminato gli spiriti, dalle scelte sbagliate e dalle non-decisioni che hanno messo la Campania e l’Italia intera sotto la lente del mondo scandalizzato dal grado di inciviltà in cui ci hanno rapidamente portato le truppe sinistre che da decenni dis-amministrano le nostre terre. Azione Giovani questa mattina ha circondato la Regione Campania per rendere esecutivo lo sfratto di Antonio Bassolino dalla poltrona di governatore. Palazzo Santa Lucia oggi come Montecitorio quindici anni fa, rappresenta il centro della mala-politica, della cosa pubblica affidata all’incapacità e all’inettitudine, dei miliardi sprecati, del potere fine a se stesso, dell’emergenza che dura ininterrottamente e senza soluzione da 14 anni e che ha portato la nostra gente a dover rinunciare anche ai più elementari diritti civici. I napoletani in questi anni sono stati costretti ad essere relegati nella barbarie, a dover diventare una barzelletta mondiale, a subire l’umiliazione, la paura e il danno del disastro sanitario e ambientale, a pagare milioni e milioni di tasse che andavano a finanziare la non risoluzione di problemi che continuavano a gravare sulla popolazione stessa. Intanto alla derisione sopraggiungevano le accuse, come se la colpa fosse dei cittadini se le discariche sono state chiuse senza un’alternativa, se gli inceneritori si vogliono costruire nei territori dove già si muore a causa dell’inquinamento, se milioni di euro vengono sprecati in inutili call-center e campagne propagandistiche invece che essere investiti in una concreta e strutturale risoluzione dell’emergenza rifiuti, se le bonifiche restano sulla carta mentre gli sversamenti illeciti continuano in barba ai provvedimenti giudiziari, le inchieste cadono, i reati vengono prescritti, i colpevoli restano nell’ombra.
Tangentopoli segnò la fine della Prima Repubblica e l’inizio di una seconda, forse migliore, forse no, ma il cambiamento era necessario e sacrosanto, come minimo tributo all’Italia onesta.
L’Emergenza Rifiuti che vede in questi giorni l’esasperazione della popolazione arrivata al culmine, segnerà la fine dell’era Bassoliniana e di tutto l’apparato che ha permesso questo disastro, la società civile tutta è stanca di questa classe dirigente.
La destra può guardare ancora la gente negli occhi e contribuire alla rinascita della Campania.
Vi abbiamo circondati, è tempo che vi arrendiate !
“OLTRE IL MURO DEI DIRITTI NEGATI. LIBERTA’ IN CINA, TIBET E BIRMANIA”: con questo slogan il 9 novembre Azione Giovani festeggerà i primi 18 anni dalla caduta del muro di Berino, concentrando la sua attenzione sulla Cina, sul Tibet e sulla Birmania.
Le tre questioni, peraltro strettamente correlate per via dell’occupazione cinese nella terra del Dalai Lama e del palese sostegno del regime comunista di Pechino alla giunta militare birmana, portano alla ribalta muri odiosi che non cadono e anzi si rafforzano grazie ai timori e alle connivenze dell’Occidente: violazione dei diritti umani, negazione della libertà religiosa e delle identità culturali, sfruttamento del lavoro e dell’ambiente sono i paradigmi su cui si regge un sistema totalitario che incarna le abiezioni ideologiche e repressive del comunismo e le peggiori degenerazioni del turbo-capitalismo.
Con buona pace dei tanti soloni che parlano della Cina come di una grande opportunità di sviluppo, noi riteniamo che la destra giovanile debba fare della battaglia contro il regime di Pechino una battaglia epocale di civiltà proprio come anni fa i nostri fratelli maggiori fecero contro il comunismo sovietico.
Non contro il popolo cinese, ma per il popolo cinese. Per la sua libertà, per i suoi diritti. E al contempo per quelli dei popoli vicini e dei nostri popoli europei che appaiono indifesi di fronte alla competizione con un Paese in cui si viola qualsiasi regola del mercato del lavoro.
Azione giovani costruirà nelle piazze principali delle città i muri di cartone, riempiti con le parole d’ordine di quei regimi (censura, aborto obbligatorio, lavoro senza diritti e senza regole, ambiente violentato, negazione della libertà di culto, annientamento delle identità, concorrenza sleale) per poi abbatterli con la gioia e l’entusiasmo che caratterizzò i fratelli berlinesi quell’indimenticabile notte del 9 Novembre 1989.
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna “Mai piú Yahoo!”, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: “Invitiamo i ragazzi di Ag, i simpatizzanti e tutti i giovani italiani a non utilizzare piú il provider come motore di ricerca, a chiudere le caselle di posta elettronica esistenti e a non usufruire piú dei servizi del portale. Abbiamo il dovere di boicottare ‘Yahoo!’, che si è reso complice della politica di morte e di repressione del governo di Pechino.
Come già abbiamo piú volte denunciato, attraverso mobilitazioni nazionali, saremmo favorevoli allo svolgimento dei giochi olimpici in Cina solo se il governo accettasse di rispettare i diritti umani fondamentali. Questo non ci risulta, perció continueremo ad opporci a quella che consideriamo una scelta inadeguata, che entra in contrasto con i valori stessi delle Olimpiadi”, conclude Giorgia Meloni
Domani mattina a Piazza Montecitorio a Roma insieme al presidente nazionale Giorgia Meloni.
Pensioni, diritto alla casa, al lavoro e alla famiglia, università baronali, scuole fatiscenti, assenza di spazi di aggregazione, droga, nepotismi, caste: questi i temi che Azione Giovani porterà in piazza Montecitorio domani, giovedí 26 luglio, a partire dalle ore 10.00.
Una manifestazione di chiusura della stagione politica, con la quale i ragazzi di Ag con coreografie goliardiche, regaleranno un assaggio di quella che sarà la nuova sfida autunnale, con la campagna che vuole dar vita ad una vera e propria "Rivolta generazionale".
Parteciperà alla mobilitazione anche Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, che dichiara: "Concluderemo l'anno politico con un'iniziativa di piazza, che ci vedrà comunque presenti nonostante il caldo e la data proibitiva, perché sarà la ribellione della nostra generazione l'input politico che caratterizzerà la battaglia di Azione Giovani contro chi vorrebbe relegare i giovani allo status di 'bulli e pupe'".
Quella di giovedí sarà solo un'anteprima: la vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale partirà da settembre, con "Atreju 2007", la tradizionale festa di Ag: "Le giovani generazioni sono chiamate a ribellarsi di fronte allo scempio messo in atto dal governo Prodi, che getta solo ombre sul domani. Esiste un popolo di ragazzi che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l'acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l'intenzione di riprendersi il loro futuro", conclude Giorgia Meloni (red).
Giovedì 26 luglio dalle ore 9,30 saremo nella Piazza di Montecitorio, di fronte la Camera dei Deputati, per protestare contro il Governo Prodi (ed il Ministro Melandri) e le sue scelte anti-giovani su temi come casa, famiglia e pensioni.
Impossibile mancare!
Di seguito l’appello di “Bottoncino”, alias Marco Perissa:
Vi scrivo per comunicarvi la volontà di organizzare una contestazione al Governo per il 26 luglio sotto a Montecitorio. L’idea nasce come spontanea conseguenza di una rapida analisi del presente. Ad oggi i media dipingono la nostra generazione come la “Gioventù Bruciata” persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica. L’orgoglio e la dignità ci spingono a rispondere con il coltello tra i denti a questa provocazione, ricordando e gridando, con quanto fiato abbiamo in corpo, che non siamo “Bruciati”. Due sono gli aspetti centrali della nostra protesta. In primis contestiamo un sistema politico incapace di mettere in piedi un piano economico in grado di offrire risposte sulle grandi problematiche sociali, che non è in grado di risolvere un precarietà lavorativa che genera insicurezza e instabilità nei giovani italiani. Lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di un insolita medaglia. Una politica incapace di mettere in piedi politiche economiche in grado di agevolare la piccola media imprenditoria consentendo al motore dell’Italia di crescere e generare indotto e posti di lavoro fisso, incapace di imporre delle agevolazioni per le giovani coppie che chiedono un mutuo per l’acquisto della prima casa, immobile di fronte al fatto che la nostra generazione rimarrà senza pensione. In seconda battuta ricordare che per ogni giovane che fa uso di droghe ce ne sono dieci che preferiscono lo sport, che per ognuno che muore o uccide ubriaco ce ne sono 1.000 che tornano a casa sani e salvi e che ad ogni becero tentativo di far tornare anni di violenza politica rispondono migliaia di ragazzi che tutti i giorni si impegnano nel sociale e che fanno della loro scelta politica un modello di vita esemplare ed irreprensibile. Insomma, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi reo confesso cerca di scaricare le colpe su di noi, su quella maggioranza, fin oggi silenziosa, che tutti i giorni si guadagna il pane con sacrifici ed umiltà preservando nel loro modello esistenziale i valori cardine di una società migliore, di chi preferisce coraggiosamente la scelta della famiglia a quella della raccomandata, di chi sceglie l’impegno sociale al passamontagna e che nonostante tutto no ha risposte concrete da questa politica. Hanno provato a farci credere che la risposta fosse nel taglio dei costi della politica sferrando tramite la “Casta” un boomerang, in accordo con Corriere della Sera e Confindustria, nella speranza di mettere in difficoltà il sistema politico e con l’obbiettivo di guadagnare nuovi spazi di visibilità. Purtroppo per loro però, la nostra Italia, stanca di essere presa in giro non ci ha messo molto ad accorgersi che Confindustria non era meglio di Prodi e che il sistema bancario italiano era la prima casta da demolire. L’enorme malcontento che ha generato il dibattito politico, l’insicurezza partorita da un governo precario e l’esasperazione di sempre più giovani che hanno enormi difficoltà a spiccare il volo ci danno la possibilità di giocare un ruolo centrale e movimentista nella prossima stagione politica. La capacità di anticipare i tempi della politica è ciò che ha reso grande la nostra organizzazione, per questo e perché non siamo disposti a prendere lezioni di politica e di morale dai diretti responsabili dello sfacelo della nostra terra abbiamo il dovere di dare voce a questa malcontento. L’importanza di questa sfida non ci consente di ponderare l’ipotesi del fallimento numerico. Nonostante il periodo estivo abbiamo scelto la sfida della piazza, come simbolo della contestazione ma anche come la casa ideale della politica che vogliamo. Un pizzico di cinismo mi costringe a ricordarvi che la politica si fa con i numeri, e che l’obiettivo che ci siamo dati da raggiungere è quello di 300 persone. Le cose facili non ci hanno mai appassionato e questa di certo non lo è. 300 persone il 26 luglio per essere ancora una volta interpreti del presente, per poter essere all’altezza di rappresentare un intera generazione.
Parte il progetto "Family Pride" chemi vede responsabile, in concomitanza con l'inizio della Campagna No-Pacs della Federazione Napoletana di Azione Giovani ...
Acerra – Durante il Consiglio Comunale di Acerra del 24 Novembre 2006, il Centrodestra ha effettuato una prima vera protesta nella pubblica assise, contestando duramente il Sindaco Marletta e la maggioranza di centrosinistra. Infatti mentre il Sindaco leggeva un discorso in cui rimetteva, con modalità a dir poco spudorate, il suo mandato al Consiglio Comunale che governa con 28 consiglieri e contemporaneamente allargava la maggioranza ai DS e ai "Riformisti per il Partito Democratico", Azione Giovani apriva uno striscione di 6 metri circa, con su scritto la parola "Fallimento", mentre i militanti dei partiti di Centrodestra distribuivano al pubblico un volantino che descriveva tutti i motivi del "Fallimento" della giunta Marletta. Il volantino spaziava dalla falsa lotta all'inceneritore al tradimento del voto degli acerrani, visto che ad entrare nella nuova maggioranza saranno proprio gli esponenti di centrosinistra candidatisi contro Marletta nelle passate elezioni, passando per i problemi gravissimi sulla sicurezza e sul commercio locale. Il Consiglio Comunale si è interrotto per alcuni minuti con il Sindaco visibilmente stupito e il Presidente del Consiglio Comunale che invano chiedeva ai militanti del Circolo “Terra di Mezzo"di deporre lo striscione, tentando goffamente di porre limiti alla libertà di espressione nel civico consesso. Momento di contestazione democratica che in un crescendo ha visto la maggioranza dei cittadini presenti unirsi alle proteste, indirizzate a Sindaco e Maggioranza.
In seguito, il Consigliere di AN, Ottavio Maione leggeva un comunicato a nome del centrodestra in cui si ribadivano i metodi poco ortodossi di governo, che nulla hanno prodotto per la città acuendo la protesta degli astanti che si rivolgevano al Sindaco anche con invettive.
La protesta popolare veniva ignorata dal Sindaco di Rifondazione e mentre il "Comitato Civico Contro l'Inceneritore" dichiarava la sua impotenza contro Bassolino, i DS davano la propria disponibilità a collaborare con le autorità provinciali e regionali per uscire dall' impasse che la falsa lotta all' inceneritore ha creato ad Acerra, passaggio che dimostra le innumerevoli contraddizioni che sancivano la nascita della nuova maggioranza di stampo bolscevico nell'assise acerrana.
Nonostante si tentasse di procedere con un Consiglio Comunale farsa, una cosa concreta è stata fatta: su richiesta di Alleanza Nazionale si approvava un documento per attivare il Ministero della Salute, per chiedere il ripristino del progetto del Polo Pediatrico così vigliaccamente eliminato dalla giunta regionale, ennesimo affronto alla città di Acerra.
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In Alto i Cuori
ROMA - Il primo "Girotondo" di destra ha sfilato questa mattina davanti al ministero dell'Economia, in via XX Settembre. Per protestare contro la riforma fiscale del governo Prodi e in vista della maratona parlamentare sulla Finanziaria, i massimi esponenti di An - tranne Fini - si sono ritrovati con circa 200 militanti di Azione Giovani Roma.
In piazza sono andati Gianni Alemanno, Ignazio La Russa, Adolfo Urso, Teodoro Bontempo, e delegazioni di Forza Italia e Lega Nord. Oltre 200 i partecipanti secondo le forze dell'ordine, a scandire slogan contro il vice-ministro Vincenzo Visco ("Visco tu ci uccidi con il fisco") e contro il premier ("Coraggio, Prodi è di passaggio"). Slogan anche sulle t-shirt indossate dai deputati ("No al Grande Fratello fiscale") e, su una decina di monitor che espongono la scritta "F24 on line? No grazie" con riferimento all'entrata in vigore, il 2 ottobre prossimo, del fisco telematico.
"Questa è la dimostrazione che l'Unione è il governo delle tasse - dice Maurizio Gasparri -, siamo in piazza per rivendicare la guida dell'Italia, che abbiamo governato diminuendo la pressione fiscale". E' però Gianni Alemanno a sottolineare il cambiamento di rotta della destra: "Riprendiamo la tradizione simbolica dei Girotondi per protestare contro questo governo che è sempre più lontano dalle piazze". E annuncia che a metà settembre saranno "i professionisti" a scendere in piazza "contro Bersani". Un'attivismo di piazza di destra che, però, specifica La Russa, ha una sua precisa denominazione: "'I nostri non si chiamano girotondi ma caroselli tricolori''.
Non passa inosservata l'assenza dell'Udc, che ha fatto sapere di ritenere la manifestazione di An "del tutto inutile", perchè non si conoscono i dati della manovra.
"La protesta di piazza non sempre è la via migliore - afferma il segretario Lorenzo Cesa, rispondendo alle critiche che gli sono giunte da An -, e in ogni caso, ripeto, prima di assumere una decisione occorre disporre di dati certi che al momento non ci sono". E continua: "Sarebbe strano che chi lancia continui appelli alla coesione del centrodestra, poi assuma decisioni unilaterali".
A stretto giro di posta gli risponde il deputato di An Bocchino: "Del tutto inutile è la dichiarazione dell'amico Cesa sulla manifestazione di An, Fi e Lega. Legittimo non partecipare, inutile fare come la volpe con l'uva dopo il successo della iniziativa che, ne sono certo, incontra anche il consenso di molti elettori Udc".
“Azione Giovani, Azione Universitaria ed Azione studentesca presenteranno in tutti gli organi universitari, in tutti gli enti locali, nelle scuole e in Parlamento un ordine del giorno per esprimere solidarietà verso Papa Benedetto XVI e contro ogni ipotesi di conflitto tra civiltà”, dichiarano in una nota congiunta Giorgia Meloni, presidente nazionale di Azione Giovani e vicepresidente della Camera dei Deputati, Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, Federico Iadicicco, dirigente nazionale e presidente romano di Ag e Michele Pigliucci, responsabile nazionale di Azione Universitaria. “Quello che ci stanno delineando come uno scontro di civiltà altro non è che il tentativo, messo in atto da una parte del mondo islamico e del mondo occidentale, di distorcere e strumentalizzare le parole del Pontefice. Non si tratta di alcuna guerra religiosa: il loro obiettivo è fomentare le masse ed alimentare un focolaio di odio contro ogni fede, contro ogni religione, contro l’unico Dio. Invitiamo tutti i cristiani, i musulmani, i praticanti di altri credi, gli atei e gli agnostici a non lasciarsi confondere e a non farsi trascinare nella cultura dell’odio contraria ad ogni fede ed a ogni ragione”.
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Non credono più alla veridicità della lotta portata avanti dal Sindaco comunista Espedito Marletta ed ecco che disertano il concertino di Avitabile, organizzato per commemorare la manifestazione di due anni prima, di seguito il comunicato di A.N.:
INCENERITORE DI ACERRA : I CITTADINI DISERTANO LA MANIFESTAZIONE
Acerra,
Il Commissario cittadino di Alleanza Nazionale, Dott. Gerardo Bigliardo, interviene in merito alla manifestazione del 29 agosto 2006 ad Acerra.
"Quello che avevamo annunciato si è puntualmente verificato. Spacciare per lotta all'inceneritore, il concertino di Enzo Avitabile, non è stata una buona mossa per il Sindaco Marletta e la sua amministrazione. I cittadini di Acerra, informati da A.N. e da tutta la CdL che oramai i giochi erano fatti, non si sono lasciati abbindolare ed hanno disertato in massa la manifestazione." afferma l'esponente di A.N.
"Il Sindaco non riesce più a nascondere il suo ruolo attivo nella vicenda inceneritore, come dimostrato anche dall'articolo del Sole 24ore del 29/08/06 e ora che i giochi sono fatti, si prospetta l'ingresso in giunta del partito di Bassolino, fino a poco prima all'opposizione e della Sig.ra Verone, che durante la sua amministrazione vide nascere l'ipotesi dell'allocazione dell'ecomostro sul territorio. E in barba a tutte le dichiarazioni effettuate in campagna elettorale, si ricompone il terzetto della nefasta Giunta Verone. Questi fatti sono la conseguenza dell'imminente fine dei lavori e dell'inizio della fase della gestione, che non può prescindere dal coinvolgimento di tali personaggi, legati a doppio filo alla questione. Il Sindaco non può più tentare di gettare fumo negli occhi della popolazione, con piccole azioni che servono solo a clientelizzare l'opinione pubblica. La nostra attività vigile e costante di smascheramento dei giochi, sta dando i suoi frutti, gli acerrani stanno finalmente entrando in una nuova fase di consapevolezza e soprattutto di indignazione, perchè si sentono profondamente presi in giro", aggiunge Bigliardo e conclude:
"La Casa delle Libertà ha dimostrato con la propria onestà ed il proprio coraggio di essere l'unica forza che possa guidare la popolazione di Acerra verso un nuovo futuro ed una diversa modalità di amminsitrazione della città all'insegna della chiarezza e della trasparenza, riservandosi azioni di controllo e denuncia nei confronti di coloro che credono di essere padroni della città" .
Tragedia a Vado Ligure, nel Savonese, dove il cadavere di una donna di 60 anni, B.R., è stato trovato all'interno di una roulotte in un'area recintata. Sono stati alcuni residenti della zona ad avvertire i carabinieri che sono intervenuti sul posto scoprendo il cadavere in avanzato stato di decomposizione. La donna, che viveva nella roulotte dopo essere stata sfrattata, sarebbe deceduta per un attacco cardiaco almeno una settimana fa.
Roma - “L’Unione Europea ha il dovere di intervenire immediatamente per impedire l’attuazione dell’ordinanza del tribunale olandese sulla presenza alle elezioni politiche del partito dei pedofili”, dichiara Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani.
“E’ intollerabile parlare di libertà sessuale quando questa coinvolge i bambini: tra i principali obiettivi di questo partito vi è la liberalizzazione della pedopornografia e l’impunibilità dei rapporti sessuali con minori al di sotto dei 12 anni.
L’Italia e l’Europa prendano subito le distanze da questo indecente tentativo di legittimare l’illegittimabile, e si oppongano con tutte le forze a questa sentenza che non può essere riconosciuta dalla comunità internazionale - continua Giorgia Meloni -. Il ministro degli Esteri D’Alema si mobiliti al più presto per evitare che questo scempio di consumi impunemente. I bambini hanno il diritto di essere tutelati dalla legge e di crescere in ambienti sereni e sani”.
“Azione Giovani farà partire da subito una campagna di sensibilizzazione e porterà attraverso i rappresentanti di Alleanza nazionale, una petizione al Parlamento europeo per opporsi alla possibilità di dare voce istituzionale a questi personaggi, rilanciando invece la lotta con ogni forza e mezzo alla pedofilia, che costituisce una delle piaghe più dolorose del nostro tempo”, conclude l’on. Meloni.
A dieci anni dalla fine dell'apartheid la persecuzione razziale in Sud Africa esiste ancora, ma si è capovolta: la praticano i neri nei confronti dei contadini bianchi o "Boeri", i quali, con la connivenza del partito marxista al potere, sono oggetto di una pulizia etnica silente quanto scientifica e brutale. I morti ammazzati, bruciati vivi, segati a metà, violentati e contagiati - bimbi e anziani inclusi - superano quelli israeliani nella seconda Intifada e la lista s'allunga ogni giorno. In rapporto alla consistenza del gruppo, lo stesso che dava da mangiare a mezza Africa, si tratta del record mondiale di omicidi. Il premio per ogni esecuzione è $250, e intanto l'Anc ( il partito Marxista al potere) proibisce alle vittime il porto d'armi, come accadde già in Zimbabwe e Namibia. Insomma ci risiamo: se i cadaveri sono di pelle nera per bloccare il genocidio si muovono Onu, Usa e Ue (vedi il Darfur), mentre se la pelle è bianca e gli occhi chiari nessuno si scompone. Rudi Botes, 47 anni, rinvenuto con gli occhi cavati nella fattoria Genbade presso Bultonfontein. Adriana Van der Riet, 86 anni, uccisa con 20 pugnalate in una fattoria nelle Rocklands. Martmarie de Bruin, 18 anni, stuprata in un lago di sangue nel suo letto a Honeydew. Roelof Gottschalck, 34 anni, impiccato a Rustenburg.
Hanno antichi nomi europei questi martiri del nuovo Sud Africa.
Ma tanta barbarie non nasce dal nulla.
Era anzi prevedibile nel contesto della politica razzista intrapresa dal governo nero di Pretoria.
L'anno scorso il premier Thabo Mbeki, a capo di un monocolore dell'African national congress d'ispirazione comunista, ha varato un pacchetto di leggi per il "Potenziamento economico dei neri" (Bee laws). Che nella sostanza rimuovono il diritto inviolabile alla proprietà privata, cancellano ogni toponimo Afrikaaner, chiudono i loro centri culturali, scolastici, radiofonici, completando la rimozione di ogni segno di matrice europea del Programma per il rinascimento africano. Sulla china del genocidio si arriva però con il programma di ridistribuzione della terra, che consente a qualunque nero accampi un diritto su un podere Afrikaaner, per quanto datato o velleitario, di appropriarsene tout court: immaginate cosa accade quando i tribunali o gli interessati non accosentono. O quando gli imprenditori agricoli rifiutano le società con azionisti neri, imposte dalla Bee.(brani tratti da un articolo di “libero” del 21 Agosto 2004).