Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una città in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
All'Eccellentissima Reggenza della Repubblica di San Marino
Al Consiglio Grande e Generale
Posto che da anni i Campani sono stretti nella morsa dell'emergenza rifiuti, dello sversamento illecito di rifiuti tossici nelle proprie terre, dei malaffari delle ecomafie, dell'incapacità dei politicanti che hanno governato e tuttora governano la regione. Che inoltre, in questo contesto, il cittadino campano sta subendo da tempo:
- negazione del diritto alla salute: alta incidenza di tumori su buona parte del territorio dovuta a presenza di sversatoi illegali, discariche abusive e quant'altro.
- negazione del diritto ad un fisco equo e giusto: i campani pagano tasse e tariffe salatissime per servizi di raccolta differenziata, igiene urbana ecc. che non vengono assolutamente espletati. Con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
- negazione del diritto a manifestare: oramai anche le proteste legittime e pacifiche sfociano per un motivo o per l'altro in sonore manganellate, anche per figli, padri e madri di famiglia.
Inoltre i cittadini della Campania vedono rovinata la propria immagine in Italia e nel mondo, rifiutati i prodotti delle proprie terre, disastrata l'economia agricola che rischia di non poter sostenere più le numerose famiglie che grazie ad essa vivono da anni in quelle terre ora martoriate e nonostante l'immane disastro non c'è nessuna volontà pratica di bonificare le zone altamente inquinate.
Pertanto i Cittadini Campani sottoscrittori di questa petizione nel chiedere alla Repubblica di San Marino di ricevere asilo ed essere accolti con lo status di "rifugiati" nel territorio della Repubblica, non sentendosi più garantiti dal Governatore della Regione e tantomeno dal Governo Nazionale... fanno proprio il motto di fondazione sammarinese: "Relinquo vos liberos ab utroque homine" - Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo - nella speranza di potersi liberare presto sia da Bassolino che da Prodi.
Alcuni amici che hanno deciso di intraprendere altri percorsi politici, delusi per non aver trovato spazi politici in An, più per loro demeriti che per altre reali motivazioni, sostengono che il partito nato a Fiuggi sia arrivato al termine della sua breve storia politica. An non avrebbe più spazio politico, dicono, in quanto la sua area sarebbe minacciata da due operazioni mediatiche, come il Popolo della Liberà di Berlusconi e il nuovo partito di Storace. Il rischio dell’isolamento, il ricatto del solo “voto utile” al PdL per arginare il Pd di Veltroni, renderebbero molto stretta l’area elettorale di An. E’ opportuno a questo punto fare alcune considerazioni per capire perché Alleanza nazionale non ha nulla da temere per il suo futuro politico, a patto che continui ad operare in termini politici.
Nel luglio del 2006 Fini ha avuto modo di illustrare il documento più importante della destra democratica dopo Fiuggi. In “Ripensare il centro destra nella prospettiva europea” si legge che occorre andare “oltre i partiti e i confini della Cdl” prendendo atto dell’esistenza di “un popolo della libertà che finalmente ha preso coscienza di sé”; edancora “An deve pensarsi e strutturarsi come “partito-polo” capace di rappresentare le istanze del popolo della libertà”.
Senza gazebo ed annunci plateali, ma a seguito di una profonda analisi politica e di un’ampia discussione la destra ha anticipato il proclama di Piazza San Babila. Successivamente, An ha portato in corteo a Roma mezzo milione di persone per protestare contro il governo su due temi molto sentiti fra i cittadini, come le tasse e la sicurezza.
Ancora dopo, Fini ha sorvolato la capitale per fare un sopraluogo sulle zone segnate dal degrado, mentre alcune sue proposte sull’immigrazione hanno trovato il consenso della maggioranza degli italiani, consentendogli di raggiungere vette altissime di popolarità .Mentre, dunque, la destra faceva la politica, elaborava documenti e portava in piazza gli italiani, Berlusconi si impegnava in un assordante campagna di proclami per annunciare il passaggio nelle file del centrodestra di diversi senatori e l’imminente caduta del governo.Il resto lo conosciamo: la “spallata” non è riuscita e il Cavaliere, per dribblare le legittime richieste degli alleati di cambio di strategia, ha spostato il tema della discussione politica, annunciando, improvvisamente, la nascita di un nuovo partito.
Ce ne vogliamo fare una colpa se An ha una consolidata capacità di far politica e di saper interpretare i sentimenti degli italiani?
E vi è di più: dal 1994 ad oggi An è stato l’alleato più leale dell’intera coalizione e, probabilmente continuerà, ad esserlo, quando la tempesta si sarà placata. La sua specificità sta nel fare politica senza ricorrere ad annunci roboanti. An non è nata dal predellino di una macchina, ma da storie di uomini e donne che hanno condiviso un difficile e coraggioso percorso, si sono ritrovati nei congressi per discutere di politica, hanno subito scissioni, lacerazioni, sconfitte, hanno conosciuto gioie e vittorie e tutto quello che rende speciale l’appartenenza ad una comunità.Il consenso popolare conquistato con il contatto quotidiano e con l’impegno continuo sono alla base di una politica vera e di un partito radicato, in quanto la politica, come i partiti e gli uomini che la interpretano, non sono prodotti che si possono vendere o acquistare e di cui non ci si può disfare quando non servono più.
Il ritorno alla politica, tenacemente portato avanti da An, è ciò che deve animare il nuovo centrodestra per ritrovare, con il dialogo e la comprensione delle istanze e delle specificità di ogni sua componente, le ragioni dell’unità.
Quella grande unità che, oggi più che mai, tutti gli elettori chiedono al centrodestra, non solo per mandare a casa una parte politica a noi avversa, ma per salvare, prima di tutto, il nostro Paese.
Quella sostanziale unità che la destra di An, ponendo in essere comportamenti politici chiari, corretti e coerenti, non ha mai messo in discussione, percependola, seriamente, come il valore aggiunto e fondante anche del nuovo centrodestra che, a differenza della coalizione di governo, continua ad avere radici, programmi e valori comuni.
«Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina". Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati». Walter Veltroni, giugno 2006.
«Quando il 75% degli arrestati proviene da un solo Paese, e tutti gli episodi hanno la stessa modalità, ovvero aggressione violenta, furto, stupro e omicidio, esiste un problema specifico. Prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo. Ritengo che l'Europa debba chiamare in causa le autorità romene». Walter Veltroni, oggi, 31 ottobre 2007
- 5 ottobre 2007 - I rom sono «un vulcano, una bomba a tempo» per la sicurezza delle città. Ma il governo di "Valium-Prodi" «non ha fatto nulla» per fermare gli ingressi dalla Romania e alla fine, a pagare sono «i più deboli». È l'ultimo attacco di Beppe Grillo. «Una volta - attacca il comico dal suo blog - i confini della Patria erano sacri. I politici li hanno sconsacrati».
Nessuno o quasi l'aveva previsto: fino a "ieri" il comico prestato all'(anti)politica sembrava essere un problema della sinistra ... sembrava! Devo dire che nonostante lo avvertissi in maniera quasi naturale, non avevo ben compreso il vero perchè di questa percezione diffusa che convinceva in buona parte anche il sottoscritto. Tuttavia pur constatando che le tematiche di Beppe Grillo erano per molti aspetti vicinissime ad una certa (e sinistra) area politica, il dubbio che il suo "lavoro" si concentrasse solo su di un determinato segmento era fortissimo.
Infatti la recente presa di posizione sui Rom, sull'Europa e sui confini della Patria, ha spiazzato tutti, provocando la reazione della sinistra, come testimoniano le esternazioni di Gennaro Migliore di Rifondazione Comunista che lo accusa senza mezzi termini di "xenofobia", termine finora esclusivamente e gentilmente dedicato agli esponenti di destra che sollevavano il problema dei nomadi oppure evidenziavano le difficoltà legate all'immigrazione selvaggia. La forza magnetica di quest'ultima presa di posizione grilliana a destra, la si evince fequentando blogs e forum politici dell'area dove elettori, simpatizzanti e militanti di AN, Lega, Fiamma Tricolore, Forza Italia ecc. che finora avevano mantenuto un atteggiamento di sostanziale indifferenza o distanza dal comico genovese, iniziano a cedere.
Su Politica Online ad esempio, nelle sezioni dedicate ad AN e Lega qualcuno dice "Come si fa a non essere d'accordo con (quasi) tutto quello che dice?" - oppure qualcun altro entusiasta si chiede perchè intervenga solo sui Rom; a questa tendenza va aggiunta la partecipazione di esponenti della destra radicale, con striscioni, al Vaffa Day di alcuni giorni fa.
E' l'antipolitica che come il "nulla" della "Storia Infinita" avanza divorando anche la nostra area? Prima di darci una risposta in merito, chiediamoci che cos'è l'Antipolitica.
A chi scrive viene da pensare che si tratti semplicemente di una parola chiave imposta dai soliti "media mainstream", per farci assimilare con sottile coercizione psicologica un concetto, per imporre una visione della realtà che non è la nostra; proviamo invece a guardare il fenomeno Grillo con i nostri occhi e ad analizzarlo con la nostra testa. Un esercizio che possiamo compiere facilmente se ci liberiamo della poltiglia psicomediatica a cui siamo soggetti ... ecco un paio di esempi:
Esempio 1
Visione imposta Grillo è a capo di un vasto movimento con idee, proposte ed un programma che interpretano quello che davvero vogliono i cittadini, egli ha conquistato la rete ed è riuscito a portarla in piazza, è credibile, onesto e distante dalla politica.
Visione alternativa Grillo era un comico in pesante declino che oggi si è riciclato iniziando a dire ovvietà di sinistra e da poco anche ovvietà di destra, sfruttando l'immobilismo dell'attuale classe dirigente e portando poche decine di migliaia di persone in piazza grazie ad un immane e certosino lavoro di comunicazione non convenzionale che gli esperti chiamano "marketing virale"; non è poi così distante dall'attuale politica se fa comunella col partito di Antonio Di Pietro.
Esempio 2
Visione imposta Il Vaffaday è stato un successo, ha messo seriamente in crisi la politica, hanno partecipato ben 300.000 persone, il fenomeno Grillo ora è un fatto concreto ... bisogna prendere atto del cambiamento.
Visione alternativa Il vaffaday è stato un spettacolo in piazza di Beppe Grillo, sono state raccole 300.000 firme (che non significa 300.000 persone in una sola piazza) grazie alla mobilitazione di gruppi di fan del comico in tutta Italia e alla straordinaria opera di comunicazione virale e al tam tam. Che Grillo stia facendo proseliti e attiri l'attenzione anche di molti curiosi è un dato di fatto, ma bisogna ricordare che il 2 dicembre scorso c'è stata la manifestazione del centrodestra a Roma, con un chiaro scopo politico che ha visto la partecipazione diretta di milioni di persone, di cittadini che credono nella politica ed in ciò che il centrodestra può fare per la nazione.
La realtà può essere presentata ed interpretata in diverse sfaccettature, quindi dov'è la verità ?
La verità è che Grillo ruba l'anima alla politica e la intrappola nel suo circuito, approfittando delle gravi mancanze della classe dirigente degli attuali partiti: il risultato è l'antipolitica, vista non come rifiuto, ma come alternativa.
Il fenomeno sopra descritto cresce di giorno in giorno perchè i partiti o le coalizioni di destra e di sinistra non hanno più un programma - compresi i Gremlins (per Gremlins intendo partiti nati da cellule di altri, similmente a come nascono i mostriciattoli della celebre serie cinematografica ); la politica italiana è preda di immobilismo, gestione di potere, inconcludenza e se Grillo ha detto qualcosa di destra e alla gente è piaciuto, mi chiedo con una certa incredulità perchè finora non l'abbiamo fatto noi ?
La soluzione al problema che il fenomeno grilliano presenta è nell' adoperarci per una rigenerazione e nel merito sono convinto che abbia aasolutamente ragione Giorgia Meloni quando dice che dobbiamo attuare una rivolta generazionale. Come giovani e come politici abbiamo il dovere di proporre il sogno di una nazione nuova, di un popolo che si riscatti, di una rappresentanza che compia precise scelte di campo, con sano pragmatismo e la giusta carica emozionale.
La destra deve ritrovare se stessa, attraverso una nuova classe dirigenziale che realizzi mediante forza ideale e scelte coraggiose delle riforme sostanziali e persegua fortemente l'interesse nazionale; proponiamo agli italiani una visione, una "mission" e presentiamo gli strumenti per realizzarla, proviamo a raccontare loro una storia, facendo sorgere il desiderio di esserne protagonisti.
Se centreremo questo obiettivo Grillo tornerà inesorabilmente a fare il comico e l'antipolitica svanirà come una nuvoletta di fumo!
Ospito volentieri un articolo dell'amico Tatarella ...
L’importanza della manifestazione del 13 ottobre
di Fabrizio Tatarella
“Historia se repetit”. La storia è sempre uguale e sempre nuova, per questo ci è possibile comprendere il passato che altrimenti ci resterebbe oscuro e ignoto secondo il filosofo e giurista Giambattista Vico.
Anche in politica, spesso, si verificano i corsi e ricorsi di vichiana memoria. Nel 1992 il belpaese era in piena sindrome giudiziaria provocata da Tangentopoli, e l’ansia di riscatto e di pulizia morale del popolo italiano fu interpretata e rappresentata prima dalle picconate del presidente della Repubblica Cossiga e, successivamente dal fenomeno di nuove forze politiche come la Lega di Bossi e la Rete di Orlando. Si avvertiva, esattamente come oggi, la necessità di una riforma del sistema elettorale ed una modica del testo costituzionale, concretizzatasi, poi, con il moto referendario di Mariotto Segni che introdusse il sistema maggioritario nel nostro contesto politico. Il 17 ottobre del 1992 il Msi organizzò per le strade di Roma una imponente manifestazione per chiedere elezioni anticipate contro la corruzione e la partitocrazia imperante, portando nella capitale migliaia di italiani ad ascoltare il comizio conclusivo. Dopo quel corteo la destra diventò il riferimento di tutti gli italiani che credevano in una politica diversa, dalla mani pulite (durante il corteo per sottolineare la loro purezza e la diversità molti dei partecipanti erano muniti guanti bianchi). Fu cosi che nel seguente anno il Msi arrivò ai ballottaggi di Roma e Napoli con Fini e Mussolini e, in Puglia arrivarono le vittorie di Altamura, Mola, Corato, San Vito dei Normanni, Cerignola preludio alla fase storica che vede la destra arrivare nel 1994, per la prima volta al governo dell’Italia. Esattamente diciassette anni dopo il clima dell’antipolitica si avverte forte nel nostro paese, al governo vivacchia un ceto politico ed un governo non in grado di rappresentare i bisogni e le esigenze reali del paese.
E la destra di Fini, come nell’ottobre del 1992, chiama a raccolta gli italiani per mandare a casa un governo che si è caratterizzato per aumentare le tasse e la disoccupazione, per non essere stato in grado di garantire la sicurezza nelle nostre città. Un governo che si è contraddistinto unicamente per demolire quanto di buono realizzato da quello precedente, vedi la legge Fini-Bossi che prevedeva l’immediata espulsione degli immigrati irregolari, e ha posto in essere provvedimenti legislativi come l’indulto che ha avuto il pregio di riportare fuori dalle patrie galere diversi delinquenti prontamente riportati dentro dalle nostre forze dell’ordine che hanno visto cosi aumentare il loro carico di lavoro a fronte delle stesse minime risorse destinate loro da una maggioranza pacifista che non investe sui nostri soldati. Una governo allo sbando che cade alla Camera, dove possiede una vasta maggioranza parlamentare, sul codice della strada. Il vento dell’antipolitica rappresentato dal comico ligure Grillo, questa volta, merita di trovare interlocutori seri, in quanto a problemi reali non si può rispondere con una demagogia qualunquistica o con spettacoli, dove, tra le altre cose, il solo a guadagnarci è proprio chi spara a zero contro i costi della politica e i privilegi della nostra classe dirigente. La risposta all’antipolitica può venire solo dalla politica. La risposta all’inadeguatezza dei politici e dei partiti può aversi solo con il ricambio di questa classe politica e di questi partiti. La risposta all’antipolitica può arrivare solo da partiti che hanno fatto del radicamento e della partecipazione le loro caratteristiche principali. La destra, come all’inizio di Tangentopoli, si presenta, ancora una volta, come il cardine principale di una nuova fase politica, come il riferimento di tutti gli italiani, non solo quelli dichiaratamente di destra, insoddisfatti, delusi da questa politica. E siamo certi che come diciassette anni fa la destra dopo aver riportato in piazza gli italiani sarà da questi riportata al governo del paese. Corsi e ricorsi storici, come prevedeva Giambattista Vico.
Atreju 2007 è stata a mio parere, la migliore edizione della festa nazionale di Azione Giovani da quando nel 2003 ho partecipato per la prima volta. Innanzitutto la kermesse della giovane destra, si è distinta per l'altissimo livello degli ospiti intervenuti (da Silvio Berlusconi a Walter Veltroni (tralaltro cascati come pere sugli scherzacci goliardici che già in passato colpirono Gianfranco Fini), dibattiti di contenuto e spessore (assolutamente dirompente ed innovativo sul piano politico, il coinvolgimento di giovani che dal Venezuela alla Bielorussia combattono per la libertà e l'indipendenza del proprio popolo) e soprattutto una location stupenda, il Parco del Celio a ridosso del Colosseo che ha reso tutto davvero incantevole, quasi magico ... per dirla con le parole di Giorgia Meloni che ieri prima di salutarmi ha indicato l'Anfiteatro Flavio ed esclamato: "a Ulderì visto che ti ho offerto quest'anno?" . Devo segnalare anche l'ottima organizzazione, con l'instancabile ed insostituibile Chiaretta che non mangiava, non beveva e non si fermava mai per rendere tutto perfetto, insieme ai ragazzi dello staff con la loro t-shirt gialla, che macinavano chilometri come formiche operosissime tra la grande mole di lavoro e la goliardia che comunque non li lasciava mai; tra di loro un saluto affettuoso va ad Alessandro, Andrea e Christian. Atreju è stato ovviamente anche un grande momento comunitario, che ha visto rafforzarsi tantissimo il legame tra Gennaro La Ventura, il sottoscritto e Gianmario Mariniello, mitico dirigente nazionale del quale non potete assolutamente perdervi le interviste semiserie che lo vedevano un pò "iena", un pò "Staffelli". Tra queste vi segnalo quella ad Alberto Spampinato, un amicone (in tutti sensi, tanto che è massiccio ;-)), dirigente nazionale catanese, generoso elargitore di ottimo vino siciliano (pagato da Mariniello ovviamente), che mi ha fatto sbellicare davvero dalle risate ... Restando sul "piano siculo", non posso non citare Sua VicePresidenza Nazionale, Paolo Di Caro, di grande pazienza, anche quando lo assillavo con la politica alle due di notte mentre gli altri assaltavano felicemente il bancone della birreria e lo stand "Uva Libre" ... Mitico Fabrizio Tatarella che ha fatto a mio parere un ottimo intervento nell'assemblea conclusiva, dimostrando grande capacità nell'arringare una platea non sempre ben disposta a sentir parlare di "unione dei movimenti giovanili del centrodestra", dando anche grande prova di autoironia, notevolmente apprezzata dal pubblico di militanti. Per quanto riguarda l'alloggiamento, la casetta-bungalow stavolta era davvero superiore ad ogni mia aspettativa ed è stato un piacere dividerla con Marika, Lucia e Pasquale Spina che ormai più che un amico ed un camerata è diventato un fratello maggiore; tante le risate con loro Simone, Davide, Andrea F., le rispettive "consorti", Gennaro, Andrea S., Enzo, Peppe, Fabio (che ci ha parlato di motociclette di grossa cilindrata) in un pranzo divertentissimo.
Sabato sera mitica serata con balli sfrenatissimi in cui ho potuto passare un pò di tempo con i ragazzi del circolo gemello di TDM crotone, organizzando un versus videoripreso (ovviamente è inguardabile, ma tra poco sarà messo comunque online) tra Mariniello e Caroleo della direzione nazionale ...
Sorvolo sul fatto che l'ultima sera ho ricevuto uno scherzaccio gabbiano che mi ha fatto sbiancare (per questo ringrazio Michelino) e che si so fatte le cinque del mattino e non ritrovavo più il bungalow ; chiudo il post con una certezza ... Atreju 2008 sarà ancora più bello !!!
In Alto I Cuori !!!
La giovane destra partenopea risponde alle dichiarazioni della segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, su ristoratori napoletani e camorra ...
“La Bernardini sarà stata vittima di un colpo di sole”, dichiarano in una nota Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di AG Napoli e Gianmario Mariniello, Dirigente Nazionale campano del movimento giovanile di AN.
“E’ gravissimo quanto dichiarato da Rita Bernardini,soprattutto alla luce del fatto che la stessa magistratura a proposito delle esternazioni della radicale, assicura che non vi sia alcuna denuncia in merito”, afferma De Laurentiis che continua: “il binomio napoletani-camorra oltre che essere squallidamente superficiale è pesantemente offensivo e potrebbe innescare un pericoloso meccanismo di sfiducia, nei confronti dei tanti imprenditori napoletani onesti, spesso giovani, che creano iniziative di sviluppo economico e posti di lavoro a Roma ed in altre città Italiane. La gravità di queste esternazioni assume maggior peso, se si pensa che molti imprenditori napoletani operano in altre regioni proprio per sfuggire alla morsa estorsiva della camorra e alla microdelinquenza diffusa qui a Napoli. Quanto esposto dalla signora Bernardini mortifica nella maniera più assoluta questa gente. Chieda scusa a tutti i napoletani.”
Secondo Mariniello“Le dichiarazioni della segretaria dei radicali italiani saranno frutto della calura estiva: spiace sentire accuse senza uno straccio di prova da una come la Bernardini, che in ogni luogo e momento si dichiara “garantista”. Come al solito i radicali sono bravi ad attirare l’attenzione con dichiarazioni fuori le righe. Se la Bernardini ha elementi di fatto vada in Procura; altrimenti è meglio tacere. Offendere gratuitamente i napoletani non aiuta nessuno, tantomeno i radicali, già in evidente calo di iscritti, di classe dirigente ed anche di idee, evidentemente. Consiglio una bella vacanza alla Bernardini”.
Pubblico una parte della risposta che ha dato Fini alla domanda rivoltagli dal sottoscritto sull'identità nazionale ed il rischio "multiculturalismo", all'evento organizzato settimane fa a Capri dalla rivista "Con" (www.bimestralecon.it).
"Chiedere di togliere il crocefisso nelle scuole per rispettare immigrati che non condividono la fede cattolica e' "una bestemmia civica", perche' non si puo' pretendere di cancellare la nostra fede e la nostra identita'. Lo dice il presidente di An Gianfranco Fini, che affronta il tema della societa' multietnica e multiculturale nell'ultimo numero del bimestrale 'Con-Conservatori Contemporanei', diretto dal parlamentare di An Italo Bocchino, che pubblica il resoconto di un incontro tra l'ex ministro degli Esteri e i giovani conservatori, organizzato a Capri dalla stessa rivista 'Con'.
'Le Pen -premette l'ex ministro degli Esteri- diceva 'la Francia ai francesi'. Sarkozy ha risposto 'la Francia a chi la ama'.
L'Italia sara' una Nazione multiculturale: capita sempre piu' spesso di vedere il bimbo dai lineamenti arabi od asiatici che parla in dialetto. Se questi amano l'Italia, non puo' interessarci il colore della pelle o il Paese di provenienza dei loro padri. L'importante e' che gli immigrati regolari si sentano italiani mentre il discorso e' diverso e piu' semplice per gli immigrati clandestini, che vanno presi ed espulsi".
"Dobbiamo poi chiederci -prosegue Fini- cosa vuol dire sentirsi italiano. A mio giudizio significa venire nel nostro Paese, accettarne le regole, integrarsi e divenire cittadini. Cosa vuol dire volere un'Italia multietnica e non multiculturale? E' sufficiente che chi arrivi qui rispetti le nostre regole, si comporti bene, paghi le tasse? Credo serva qualcosa di piu'. Serve che i valori di fondo della nostra comunita' vengano fatti propri da chi chiede di divenire cittadino italiano".
"Il problema -spiega ancora il leader di An- riguarda soprattutto gli immigrati di fede musulmana, i quali hanno ragione quando dicono che non possiamo pretendere da loro di non credere piu' in Allah, ma e' un dovere ed un nostro diritto chiedere ai musulmani di non pretendere la cancellazione della nostra fede o della nostra identita', in nome di una malintesa tolleranza. Quando si arriva a dire 'siccome nelle scuole italiane ci sono tanti bambini musulmani, togliamo il crocefisso', si da' vita ad una bestemmia civica".
"L'identita' di un popolo -conclude Fini su questo punto- non deve essere ostile, ma non deve nemmeno essere cancellata da chi viene e chiede di essere cittadino italiano. Questa e' la differenza tra societa' multietnica e societa' multiculturale'.
I vertici nazionali e provinciali di Azione Giovani (AN), chiedono a gran voce le dimissioni di Antonio Bassolino, rinviato a giudizio dalla magistratura per reati che avrebbe commesso in qualità di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. "Il Presidente Bassolino, in un momento così delicato, ha il dovere di compiere un atto di trasparenza nei confronti di tutti i cittadini campani, che sono le vere vittime delle inadempienze verificatesi nel gestire l'emergenza rifiuti. Come rappresentanti delle giovani generazioni, ci aspettiamo le sue dimissioni, quale esempio di chiarezza e amore per questa sfortunata regione", dichiara Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di Azione Giovani Napoli, che solo qualche settimana fa aveva organizzato l'ultimo sit-in di protesta sotto la sede della Regione Campania, con finti sacchetti di spazzatura ed un documento di denuncia sulla questione rifiuti. Sulla vicenda interviene anche Gianmario Mariniello, esponente campano della direzione nazionale di AG: "La Magistratura si è svegliata: il rinvio a giudizio di Antonio Bassolino è il primo atto giudiziario che si innesta però su tutta una serie di "condanne" politiche dell'operato del Governatore. Prima la Corte dei Conti, poi l'Unione Europea, poi il Governo con un decreto legge che spoglia la Campania delle sue competenze in materia di rifiuti. Manca solo la condanna degli elettori: sta anche al centrodestra ed ad Alleanza Nazionale far sì che tale definitiva condanna arrivi quanto prima. Dobbiamo formulare una proposta di Governo ai cittadini campani ed individuare in tempi brevi la persona che possa e sappia incarnare questo progetto. Non possiamo perdere più tempo."
Domani mattina a Piazza Montecitorio a Roma insieme al presidente nazionale Giorgia Meloni.
Pensioni, diritto alla casa, al lavoro e alla famiglia, università baronali, scuole fatiscenti, assenza di spazi di aggregazione, droga, nepotismi, caste: questi i temi che Azione Giovani porterà in piazza Montecitorio domani, giovedí 26 luglio, a partire dalle ore 10.00.
Una manifestazione di chiusura della stagione politica, con la quale i ragazzi di Ag con coreografie goliardiche, regaleranno un assaggio di quella che sarà la nuova sfida autunnale, con la campagna che vuole dar vita ad una vera e propria "Rivolta generazionale".
Parteciperà alla mobilitazione anche Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, che dichiara: "Concluderemo l'anno politico con un'iniziativa di piazza, che ci vedrà comunque presenti nonostante il caldo e la data proibitiva, perché sarà la ribellione della nostra generazione l'input politico che caratterizzerà la battaglia di Azione Giovani contro chi vorrebbe relegare i giovani allo status di 'bulli e pupe'".
Quella di giovedí sarà solo un'anteprima: la vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale partirà da settembre, con "Atreju 2007", la tradizionale festa di Ag: "Le giovani generazioni sono chiamate a ribellarsi di fronte allo scempio messo in atto dal governo Prodi, che getta solo ombre sul domani. Esiste un popolo di ragazzi che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l'acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l'intenzione di riprendersi il loro futuro", conclude Giorgia Meloni (red).
Giovedì 26 luglio dalle ore 9,30 saremo nella Piazza di Montecitorio, di fronte la Camera dei Deputati, per protestare contro il Governo Prodi (ed il Ministro Melandri) e le sue scelte anti-giovani su temi come casa, famiglia e pensioni.
Impossibile mancare!
Di seguito l’appello di “Bottoncino”, alias Marco Perissa:
Vi scrivo per comunicarvi la volontà di organizzare una contestazione al Governo per il 26 luglio sotto a Montecitorio. L’idea nasce come spontanea conseguenza di una rapida analisi del presente. Ad oggi i media dipingono la nostra generazione come la “Gioventù Bruciata” persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica. L’orgoglio e la dignità ci spingono a rispondere con il coltello tra i denti a questa provocazione, ricordando e gridando, con quanto fiato abbiamo in corpo, che non siamo “Bruciati”. Due sono gli aspetti centrali della nostra protesta. In primis contestiamo un sistema politico incapace di mettere in piedi un piano economico in grado di offrire risposte sulle grandi problematiche sociali, che non è in grado di risolvere un precarietà lavorativa che genera insicurezza e instabilità nei giovani italiani. Lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di un insolita medaglia. Una politica incapace di mettere in piedi politiche economiche in grado di agevolare la piccola media imprenditoria consentendo al motore dell’Italia di crescere e generare indotto e posti di lavoro fisso, incapace di imporre delle agevolazioni per le giovani coppie che chiedono un mutuo per l’acquisto della prima casa, immobile di fronte al fatto che la nostra generazione rimarrà senza pensione. In seconda battuta ricordare che per ogni giovane che fa uso di droghe ce ne sono dieci che preferiscono lo sport, che per ognuno che muore o uccide ubriaco ce ne sono 1.000 che tornano a casa sani e salvi e che ad ogni becero tentativo di far tornare anni di violenza politica rispondono migliaia di ragazzi che tutti i giorni si impegnano nel sociale e che fanno della loro scelta politica un modello di vita esemplare ed irreprensibile. Insomma, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi reo confesso cerca di scaricare le colpe su di noi, su quella maggioranza, fin oggi silenziosa, che tutti i giorni si guadagna il pane con sacrifici ed umiltà preservando nel loro modello esistenziale i valori cardine di una società migliore, di chi preferisce coraggiosamente la scelta della famiglia a quella della raccomandata, di chi sceglie l’impegno sociale al passamontagna e che nonostante tutto no ha risposte concrete da questa politica. Hanno provato a farci credere che la risposta fosse nel taglio dei costi della politica sferrando tramite la “Casta” un boomerang, in accordo con Corriere della Sera e Confindustria, nella speranza di mettere in difficoltà il sistema politico e con l’obbiettivo di guadagnare nuovi spazi di visibilità. Purtroppo per loro però, la nostra Italia, stanca di essere presa in giro non ci ha messo molto ad accorgersi che Confindustria non era meglio di Prodi e che il sistema bancario italiano era la prima casta da demolire. L’enorme malcontento che ha generato il dibattito politico, l’insicurezza partorita da un governo precario e l’esasperazione di sempre più giovani che hanno enormi difficoltà a spiccare il volo ci danno la possibilità di giocare un ruolo centrale e movimentista nella prossima stagione politica. La capacità di anticipare i tempi della politica è ciò che ha reso grande la nostra organizzazione, per questo e perché non siamo disposti a prendere lezioni di politica e di morale dai diretti responsabili dello sfacelo della nostra terra abbiamo il dovere di dare voce a questa malcontento. L’importanza di questa sfida non ci consente di ponderare l’ipotesi del fallimento numerico. Nonostante il periodo estivo abbiamo scelto la sfida della piazza, come simbolo della contestazione ma anche come la casa ideale della politica che vogliamo. Un pizzico di cinismo mi costringe a ricordarvi che la politica si fa con i numeri, e che l’obiettivo che ci siamo dati da raggiungere è quello di 300 persone. Le cose facili non ci hanno mai appassionato e questa di certo non lo è. 300 persone il 26 luglio per essere ancora una volta interpreti del presente, per poter essere all’altezza di rappresentare un intera generazione.
Dal Messaggero di ieri, edizione nazionale, pagina 8.
«Storace torni in An, è quella la vera destra»
Rampelli: «Basta lezioni sulla nostra cultura politica, il partito non vuole vittorie senza di te»
Caro Storace,
se una persona con la tua storia esibisce un “bisogno di destra” penso debba essere considerata, così ho rivisto un pezzo della strada percorsa insieme e mi sono saliti alla gola alcuni quesiti…
E' stato di destra aver chiamato a far parte della Giunta regionale da te presieduta l'allora consigliere del Cdu Giulio Gargano, contro le indicazioni del suo partito dell'epoca e promuoverlo poi assessore ai trasporti e lavori pubblici, conferendogli enorme credibilità? E' stato di destra, conoscendo il suo girovagare da un partito all'altro, farlo entrare in An? E' stato di destra imporre alla tua maggioranza di votarlo capogruppo subito dopo le elezioni, pochi mesi prima che fosse condannato?
E' stato di destra annullare tutti i tuoi impegni elettorali nelle elezioni politiche del 2001 perché Fini aveva designato nel collegio al Senato di Frosinone, un candidato diverso da quello che volevi tu?
E' stato di destra, sul tema della democrazia interna, pretendere il deferimento di tre dirigenti rei di aver chiesto con una lettera aperta ai militanti di poter discutere negli organi preposti l’opportunità della Lista Storace? Quando avevi il potere di costruire un partito partecipato nel Lazio ci siamo trovati prigionieri delle oligarchie… perché oggi che ti accingi a fondarne uno nuovo le regole dovrebbero essere diverse?
E' stato di destra sottrarre con la Lista Storace ad An buona parte di quel 7% di consensi raggiunti e dei 5 consiglieri regionali espressi, salvo poi constatare che uno solo è rimasto al suo posto mentre quattro hanno cambiato partito?
E' stato di destra negare spesso meritocrazia e capacità di raccogliere il consenso perseguendo troppe volte logiche di potere e di corrente?
E' stato di destra andare a fare il Ministro della Salute in seguito alla sconfitta, dopo l'accanimento con il quale accusasti Badaloni di tradire il mandato dei cittadini perché non rimase a fare il capo dell'opposizione e dopo che in campagna elettorale avevi giurato il contrario?
E' stato di destra recriminare sull’approvazione della mozione contro la faziosità dei libri di testo scolastici, salvo cavalcarla mediaticamente e non dargli, come era nel tuo mandato, il seguito che tutti aspettavano?
E' stato di destra attaccare costantemente Berlusconi e Fini facendo somigliare noi e la coalizione ai nostri litigiosissimi avversari, salvo ora riscoprire il valore del Cavaliere? Come mai questa improvvisa conversione?
E’ di destra farsi eleggere senatore con An per poi fuoriuscirne senza dimettersi da Palazzo Madama, come se il seggio fosse proprietà privata e non degli elettori di An?
E' di destra appropriarsi della fiaccola della Giovane Italia, del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani adottandola come simbolo del tuo nuovo partito, dimostrando disprezzo per tutto ciò che rappresenta? Nessuno ha mai strumentalizzato - nella dialettica con An – quell’immagine. Ricordi, gioie e sofferenze si celano dietro di essa, insieme all’ingenuità e alla spensieratezza di decine di migliaia di ragazzi che hanno il diritto di essere lasciati in pace.
La risposta alla tua battuta riportata su un’intervista, caro Francesco, è sì. Sì, avresti dovuto metterci un’auto blu al posto della fiaccola come simbolo di questo nuovo partito, perché il numero di auto blu che la Regione Lazio ha avuto sotto il tuo Governatorato è stato davvero eccessivo. Mi permetto di farti presente che non è obbligatorio usarne (la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, alla quale ti rivolgi con insolita scortesia, ha scelto - diversamente da te - di non utilizzare questo ‘privilegio’ e ha scelto anche di non fare di questa abitudine propaganda). Le nostre sedi, i nostri comizi sono stati trasformati in quel periodo in luoghi circondati da quelle auto blu che dici di disprezzare, con stuolo di autisti, segretari e guardie del corpo. Mi avete fatto vergognare di essere di destra. Non hai avuto la responsabilità esclusiva di quella ‘degenerazione’, te lo riconosco, ma una concorrente responsabilità oggettiva.
Sono argomenti che conosci, che ho provato a sottoporti già in passato quando momenti indimenticabili mi hanno dato la sensazione che, di lì a poco, avremmo cambiato il mondo. Non è andata così, purtroppo. Hai rappresentato per tanti una speranza e poi una delusione, ma questo non significa nulla perché nella storia delle persone e dei popoli niente è immobile, come ha dimostrato la tua irresistibile ascesa. Se sei davvero quel militante che affermi, rinuncia alla ribalta e ai fuochi d’artificio, sforzati di fare autocritica (è l’altra faccia della verità) e sarai accolto a braccia aperte nella comune famiglia che dici di voler abbandonare. Perché la persona che sta mollando gli ormeggi non è Francesco Storace, il caterpillar, il comunicatore, il ‘piccolo principe’ (appesantito da un po’ di pancia), ma la caricatura del Governatore. Lascia quel ricordo al suo destino, insieme all’autoritarismo, e torna ciò che sei stato, un esuberante e generoso ragazzo di destra. L’esperienza trascorsa ti renderebbe praticamente invulnerabile.
Sono stato duro, lo so, ma capisci che era insopportabile per molti di noi farsi dare “lezioni di destra”. Le mie sferzate erano e restano quelle di chi non vuole assistere a una nostra vittoria senza di te. Sarebbe una mezza sconfitta… Pensaci.
“Mi auguro che Storace ci ripensi perché la nostra comunità militante non accetterebbe questo sfregio, non può accettarlo in memoria di chi ci ha preceduto, e non può consentirlo nel rispetto di chi verrà dopo di noi”. Parole e musica di Giorgia Meloni, Presidente Nazionale di Azione Giovani, (per quelle 15 persone che non lo sanno ancora, parliamo dell'Organizzazione giovanile della destra italiana). Parole e Musica che sono risultate subito stridule e stonate a tre o quattro, più o meno famosi, giovani militanti, che messi insieme raggiungono un paio di secoli anagraficamente certificabili e che ora in ricordo dei bei vecchi tempi andati, hanno messo su una sorta di circolo delle bocce e scopiazzatp l'emblema di una serie mitica di generazioni, di giovani militanti, di martiri e di eroi, che avvicendatisi negli anni si sono passati la Fiaccola come una testimone, dai più anziani ai più giovani, passando per il Fronte della Gioventù, fino ad arrivare ad Azione Giovani. Giorgia Meloni ha ricevuto risposte a dir poco irritanti, da questi "giovani" portatori della pseudo-fiaccola, autoproclamatisi interpreti universali della vera destra.
Questi vispissimi giovanotti, l'hanno accusata di credersi "immune dalle sciocchezze" e con soddisfazione hanno proposto di mostrare atti notarili, diritti, scarabocchi e chissà quant'altro utile a legalizzare lo "sfregio" della Fiaccola. Ecco a voi la "vera destra", gli improbabili esploratori partiti alla ricerca dei valori che noi - (a dir loro) - abbiamo perduto, eccoli pronti a sfruttare un simbolo carico di antiche e nuove speranze, di pianti, di passione, di sangue e di sogni, per puri fini di marketing politico. Infatti, se c'è una cosa che al Senatore Storace, in questi anni non è potuta assolutamente sfuggire, è la forza dei nostri cuori, la compattezza (nel bene e nel male) del nostro movimento, il coraggio e la fermezza di chi guida la nostra comunità a tutti i livelli, dai circoli di provincia, fino alla massima carica nazionale ... il nostro dna identitario.
Insomma, la reazione la si dava quasi per scontata presso questo virtuosissimo circolo di bocce ...
Una Fiaccola al posto giusto ed un bel pò di pubblicità e di tam tam sono assicurati ... inoltre si ottiene anche un ottimo specchietto per giovani allodole !!!
Vogliamo assistere a tutto ciò inerti? Oppure strapparci le vesti e lamentarci inutilmente ??? Non ce lo possiamo permettere. Per la nostra storia, per la nostra forza d'animo, per tutto ciò in cui crediamo, per il domani che ci appartiene ... NO !
La Base di Azione Giovani, deve mobilitarsi per la Fiaccola, non deve e non può lasciare sola Giorgia Meloni in questa battaglia, la Base deve rispondere, con forza, con determinazione, ma anche con Goliardia, con un sonoro "pernacchio", ridicolizzando i "COPIONI".
E' per questo che parte una proposta, una campagna, denominata "Copioni" !
Passiamo allo sberleffo, usiamo le armi della satira e dello sfottò !!!
Inseriamo il logo dei "Copioni" come banner sui nostri blog e siti, stampiamolo su adesivi, cappellini e magliette, facciamolo girare in segno di protesta per lo "sfregio" della Fiaccola ... goliardicamente, per l'onore di Azione Giovani !
Sono molto contento di come sia andato il convegno di Acerra.
Devo ringraziare il Presidente Nazionale di Azione Giovani, Giorgia Meloni e Gianmario Mariniello della direzione nazionale, che hanno voluto Acerra come sede per l'anteprima nazionale di Prodi vs Giovani.
La presentazione ad Acerra (Na) del documento nazionale sulle politiche giovanili ha riscosso un grande tributo di partecipazione.
Possiamo sintetizzare così il risultato del convegno di Acerra in cui è stato presentato in anteprima nazionale il documento “Prodi vs Giovani”, successo di pubblico e di militanza, una grande soddisfazione per chi lavora con passione ogni giorno nel tentativo di contribuire alla crescita di Azione Giovani.
Oltre un centinaio di persone hanno riempito la sala dove si svolgeva l’evento, militanti, simpatizzanti e curiosi, ma soprattutto tantissimi giovani che hanno ascoltato e partecipato al dibattito per tutta la durata del convegno, dedicando notevoli manifestazioni di affetto e vere e proprie ovazioni soprattutto al Presidente Nazionale, Giorgia Meloni che ha fatto dono alla platea di interventi brillanti, producendo una applauditissima performance oratoria.
Seguitissimo l’intervento di Gianmario Mariniello (relatore del documento oggetto del convegno), che ha smontato punto per punto la finanziaria del centrosinistra nei passaggi sulle politiche giovanili.
La comunità del Circolo “Terra di Mezzo” di Acerra ha dimostrato grande capacità organizzativa e maturità politica, un balzo in avanti che aumenta la fiducia in un percorso di militanza iniziato ormai tre anni fa, quando il circolo assunse la denominazione di ispirazione tolkieniana.
Soddisfazione per l’iniziativa anche da parte dell’On. Nespoli e di Alessandro Sansoni, Commissario e Presidente Provinciale (rispettivamente) di AN e AG, intervenuti al convegno.
Grande la partecipazione degli altri circoli di Azione Giovani che hanno risposto entusiasti all’invito della comunità acerrana, tra questi le comunità militanti di : Aversa, Casoria, Caivano, Frattamaggiore, , Giugliano, Marigliano, Nola, Ponticelli, Pollena Trocchia…
Inoltre hanno presenziato Fabrizio Tatarella dell’Esecutivo Nazionale di Azione Giovani, Luigi Di Gennaro, Dirigente Nazionale di Azione Universitaria, Pasquale Spina, Peppe Notaro, Pasquale Riccio e Teresa Guardascione Dirigenti Provinciali di Azione Giovani.
Infine, durante la serata sono giunti i saluti di Giancarlo Argo, Presidente provinciale di Azione Universitaria e di Daniele Caroleo, della Direzione Nazionale di AG.
C'è una strana creatura che si aggira nell'Italia di Mezzo ...
ROMA – Il governo di Romano Prodi potrà contare anche sul voto di Marco Follini al Senato. L’ex segretario dell’Udc, ora leader dell’Italia di Mezzo, ritiene "probabile" il suo voto di fiducia a Prodi. Follini lo ha detto in una intervista al ‘Corriere della Sera’.
Mobilitazione immediata di Azione Giovani e Alleanza nazionale sotto palazzo Chigi, dopo la sfiducia del Senato alla mozione dell’Unione sulla Politica estera.
“Non è un caso che l’ultimo giorno del Governo Pordi sia stato martedì grasso. Il Carnevale però è finito. Ora vedremo fino a che punto questo Esecutivo è di parola. D’Alema aveva garantito le dimissioni in caso di parere contrario di Palazzo Madama sugli esteri. Mantenga le promesse e rispetti il Parlamento, che oggi ha dimostrato di non credere più in Prodi e nei suoi ministri. Aspettiamo ora un immediato vertice al Quirinale”, dichiara Giorgia Meloni.
"L'Italia ha perso l'ennesima occasione di far prevalere la legge. Molto grave è l'atteggiamento di alcuni esponenti della maggioranza che considerano una vittoria questa prescrizione, invocando a gran voce l'amnistia. Concedere la grazia infatti non avrebbe senso nei confronti di chi non ha passato neanche un giorno in carcere, ha eluso del tutto la giustizia italiana, è fuggito all'estero e in alcuni casi ha organizzando addirittura un 'porto franco' per tutti i latitanti".Lo afferma Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, commentando la decisione della Corte d'Assise di Milano che ha dichiarato estinti per sopravvenuta prescrizione i reati contestati a Oreste Scalzone, ex leader di Autonomia Operaia che da anni vive in Francia.
"Per chiudere definitivamente i conti del passato sarebbe dunque il caso di mettere da parte i pregiudizi ideologici e coinvolgere nel dibattito i parenti delle vittime, più volte umiliati da uno Stato, che con difficoltà e lentezze burocratiche, a malapena riconosce indennita' di risarcimento. Chiediamo al guardasigilli Mastella - conclude Giorgia Meloni - di intervenire in sede europea, al fine di avviare una collaborazione fattiva tra le nazioni dell'Ue anche quando si tratta di far prevalere la giustizia".
Scoperte per la prima volta nel liquido amniotico cellule staminali con capacità rigenerative pari a quelle dell'embrione, ma apparentemente sicure come le staminali adulte: è il risultato di una ricerca italo-americana, firmata dall’università di Harvard assieme a quella di Padova e dall’istituto di medicina rigenerativa di Wake Forest, nel North Carolina. Si tratterebbe di cellule totipotenti, cioè in grado di differenziarsi in qualunque tipo di tessuto.
E’ un risultato straordinario: la presenza di cellule staminali nel liquido amniotico dimostra che è possibile raggiungere importanti risultati medici, nel rispetto di quei valori etici che ci appartengono.
Spesso la ricerca scientifica tende a perseguire delle scorciatoie. Questo atteggiamento non può essere accettato perché mette in discussione la sua stessa funzionalità: è la scienza a dover mettersi al servizio dell'uomo e non il contrario. Per questo non possiamo che accogliere con favore quella che potrebbe rivelarsi come una scoperta rivoluzionaria che manda in frantumi il muro di reticenza eretto da chi antepone i propri pregiudizi ideologici alla tutela dell'uomo e della sua salute.
Parte il progetto "Family Pride" chemi vede responsabile, in concomitanza con l'inizio della Campagna No-Pacs della Federazione Napoletana di Azione Giovani ...
«Non si può equiparare la famiglia intesa come unione tra un uomo e una donna basata sul matrimonio alle cosiddette unioni di fatto, ma è giusto rimuovere eventuali discriminazioni che negano i diritti individuali e personali dei cittadini che danno vita ad una unione di fatto».
Gianfranco Fini - ma è posizione condivisa da quasi tutta la Cdl - ha avuto il merito di esprimere parole chiare e inequivocabili, che esprimono certamente la volontà della maggior parte del popolo italiano.
Nessuna equiparazione di stampo egalitaria e relativista tra la Famiglia - società naturale fondata sul matrimonio - e altre specie di unioni, anche perché con il matrimonio si acquistano diritti ma anche doveri, che spesso si vuole evitare con la scelta della convivenza.
Allo stesso tempo riteniamo assurdo che il Legislatore, in ossequio al decennale malcostume di voler disciplinare tutto e tutti, possa discriminare le libertà individuali - per esempio l'assistenza in carcere o in ospedale, accesso ai bandi di edilizia, reversibilità della pensione, disciplina successoria - delle persone che scelgono di non unirsi con il vincolo matrimoniale.
Non si risolve il problema delle libertà individuali dei conviventi con un’altra legge e con un altro istituto giuridico, ma eliminando le leggi o eventuali discriminazioni contenute in esse.
È per questi motivi che diciamo NO ai PACS e SI alle LIBERTA’ INDIVIDUALI, contro ogni DISCRIMINAZIONE !
Leggo dalle pagine del Corriere della Sera che il partito di maggioranza relativa che esprime una pletora di ministri e parlamentari della Repubblica ritiene sbagliato accostare Mussolini a Castro perché, mentre il primo è arrivato al potere attraverso una marcia, il secondo lo ha fatto attraverso una rivoluzione. Mi piacerebbe interrogare l'autore di una simile gaffe sul significato della parola "rivoluzione" e forse anche su quello della parola "marcia". Ma il punto non è questo. Il punto è che continuo a vedere una sinistra, anche quella cosiddetta “moderata”, impegnata nel tentativo patetico - neanche troppo dissimulato - di difendere una dittatura sanguinaria come quella che vige a Cuba attraverso ragionamenti strumentali e capziosi.
Su una cosa sono d’accordo con gli argomenti utilizzati dal parlamentare dei Ds: accostare Mussolini a Fidel Castro rappresenta una forzatura, frutto evidente della semplificazione giornalistica. Di più, è una follia storica. Senza entrare nel merito delle due esperienze, basterebbe ricordare che mentre la stagione fascista si è conclusa sessant’anni or sono e s'inquadra in un’epoca nella quale valori oggi dati per acquisiti come la libertà di stampa, il suffragio universale e via discorrendo erano ancora appannaggio di pochi, la dittatura di Castro è una realtà nel momento in cui scrivo nero su bianco queste riflessioni, ovvero in un’era nella quale principi fondanti come democrazia e libertà sono universalmente riconosciuti (o tali dovrebbero essere). E questo significa anche che mentre il giudizio sul fascismo compete alla storia, quello sul castrismo attiene alla politica.
Ciò che mi preme, piuttosto, è mettere a confronto l’idea stessa di libertà per come viene percepita e difesa, oggi, dalla destra e dalla sinistra della politica italiana.
Nel corso degli anni la destra ha ampiamente chiuso i conti con “il proprio passato”. Prima ancora del congresso di Fiuggi e della nascita di Alleanza nazionale, fu proprio il Fronte della Gioventù degli anni ottanta a rifiutare ogni deriva nostalgica avviando un serio approfondimento sulla storia del ventennio fascista e aprendo un forte contenzioso con l'anima più nostalgica del Msi, trovando tante adesioni entusiastiche e molti risentimenti. Ci volle coraggio, insomma. Ne derivò una lucida analisi, che riprendendo la lettura offerta da storici come De Felice fu capace di distinguere le innovazioni sociali da quella parabola discendente che comportò errori come l’ingresso nella seconda guerra mondiale, il mancato rispetto delle libertà fondamentali, l’orrore delle leggi razziali.
Da allora abbiamo avuto la consapevolezza che la libertà rappresenta per noi un valore non negoziabile.
Non così per la sinistra italiana, che da un lato ha sostenuto la tesi secondo la quale il regime autoritario di Mussolini condanna l’esperienza fascista “senza se e senza ma”, e dall’altro giustifica troppo spesso, con argomentazioni come la lotta all’analfabetismo, un regime sanguinario ancora vigente nel terzo millennio come quello di Castro.
Insomma, del fascismo, non rappresentando più un pericolo da un punto di vista politico si possono giudicare positivamente le bonifiche, le città di fondazione, il futurismo, le conquiste sociali - come hanno fatto e fanno ripetutamente anche intellettuali liberali, cattolici o di sinistra - ma finché è esistito nel mondo il rischio dell'affermazione di una dittatura ad esso ispirata, piuttosto che rischiare di favorirla, si "gettava il bambino con l'acqua sporca". Il comunismo invece è lì, a Cuba, in Cina, in Corea, in alcuni paesi dell'est europeo che non riescono ad accedere alla democrazia, in molti paesi occidentali dove vive l'utopia di un "comunismo diverso e dal volto umano" di berlingueriana memoria, che nessuno fin qui ha mai conosciuto in alcun angolo del mondo. Basterebbe questo, forse, per smascherare i moderati dell'Unione in viaggio verso il Partito Democratico. Su questa grande contraddizione si infrange la retorica antifascista, che ha prodotto parole d’ordine alle quali gli stessi che le utilizzano dimostrano di non credere. Parole d’ordine che per decenni sono state pronunciate per colpire gli avversari politici e alimentare un odio basato su schemi anacronistici, impedendo che l’Italia potesse ricostruire una memoria condivisa sulla base di una lettura serena dei propri trascorsi.
Per questo non siamo più disposti ad accettare lezioni di democrazia da una certa sinistra. Per questo ci auguriamo che, a fronte di una destra che ha fatto i conti con il proprio passato, possa finalmente esservi una sinistra capace di fare i conti con il proprio presente.
Giorgia Meloni
Presidente Nazionale di Azione Giovani
(Articolo tratto da Il Secolo d'Italia del 10 dicembre 2006)
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In Alto i Cuori
Mentre la nostra Melandrina promette, in conferenza stampa, che farà dell’Italia “un paradiso fiscale per i giovani creativi“, il decreto Bersani nella parte riguardante il recupero della base imponibile contiene norme che costringeranno i Rettori delle università italiane a chiedere indietro la parte tassabile delle borse di studio con cui le universita’ hanno fatto l’accoglienza degli studenti stranieri, così come denunciato dal Rettore del Politecnico di Milano in una intervista apparsa sul Sole 24 Ore.Nella conferenza stampa tenuta per presentare l’impegno del Governo per un rilancio delle politiche giovanili, la ministra è stata molto chiara e originale come al solito, infatti ha dichiarato che: ‘’L'idea molto concreta e’ quella di destinare una quota molto concreta delle risorse che sono state stanziate per la prima volta in Italia attraverso il fondo nazionale per le politiche giovanili (pari a 120 milioni di euro) alla collaborazione con i progetti che gia’ localmente sono avviati…” (ASCA).
Che bravura!!! Diamo qualche soldo in più agli informagiovani, foraggiamo qualche associazione (amica) e stiamo facendo politiche giovanili, la solita pappetta di sinistra!!! Intanto chi fa sul serio (ahimè) come Bersani la smentisce con il suo stesso decreto, tingendo di grigio i suoi coloratissimi slogan.
Come al solito dietro l’angolo per la nostra povera “Ministra” è pronta una sonora batosta, parla di inesistenti paradisi fiscali e prende solo di striscio il problema (concretissimo) di lavoro, casa e università per i giovani e non da alcun segno di voler demordere, tanto che parla di giungere alla prima legge quadro sulle politiche giovanili nella storia del nostro Paese… rabbrividiamo al solo pensiero…
“Nessun paradiso fiscale: la finanziaria 2007 per i giovani è un concentrato di suggestioni e di proposte disorganiche”, dichiara Giorgia Meloni vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani. “Il ministro Melandri ha pensato bene di rappresentare i suoi provvedimenti accompagnata da registi e proiettori come se si trattasse di un film e non è un caso, perchè gli articoli presentati sono da cinema e non rispondono alle reali esigenze dei giovani. Tra le principali suggestioni, però, quella sulla creatività giovanile vince l’oscar per inconsistenza e offende tutti quei ragazzi costretti a svolgere lavori precari ben poco creativi come i call center, i fast food e quelli stagionali. Ci sono poi una serie di provvedimenti accennati come quello cruciale dell’accesso al credito, soltanto elencato e non approfondito e il caro affitti per i fuori sede in cui si parla di detrazione del 19% delle spese sulla base di un contatto che in Italia è stato sottoscritto da circa 15 famiglie…”. “Preoccupa inoltre l’articolo 17 sulla valorizzazione del patrimonio pubblico: destinare strutture che possano diventare punti di aggregazione giovanile è una battaglia che Azione Giovani porta avanti da sempre, ma non vorremmo che questo provvedimento altro non fosse che una sanatoria mascherata per coprire i centri sociali, per lo più occupati abusivamente, e che di certo non rappresentano la riposta alla mancanza di spazi aggregativi giovanili”.
ROMA - Il primo "Girotondo" di destra ha sfilato questa mattina davanti al ministero dell'Economia, in via XX Settembre. Per protestare contro la riforma fiscale del governo Prodi e in vista della maratona parlamentare sulla Finanziaria, i massimi esponenti di An - tranne Fini - si sono ritrovati con circa 200 militanti di Azione Giovani Roma.
In piazza sono andati Gianni Alemanno, Ignazio La Russa, Adolfo Urso, Teodoro Bontempo, e delegazioni di Forza Italia e Lega Nord. Oltre 200 i partecipanti secondo le forze dell'ordine, a scandire slogan contro il vice-ministro Vincenzo Visco ("Visco tu ci uccidi con il fisco") e contro il premier ("Coraggio, Prodi è di passaggio"). Slogan anche sulle t-shirt indossate dai deputati ("No al Grande Fratello fiscale") e, su una decina di monitor che espongono la scritta "F24 on line? No grazie" con riferimento all'entrata in vigore, il 2 ottobre prossimo, del fisco telematico.
"Questa è la dimostrazione che l'Unione è il governo delle tasse - dice Maurizio Gasparri -, siamo in piazza per rivendicare la guida dell'Italia, che abbiamo governato diminuendo la pressione fiscale". E' però Gianni Alemanno a sottolineare il cambiamento di rotta della destra: "Riprendiamo la tradizione simbolica dei Girotondi per protestare contro questo governo che è sempre più lontano dalle piazze". E annuncia che a metà settembre saranno "i professionisti" a scendere in piazza "contro Bersani". Un'attivismo di piazza di destra che, però, specifica La Russa, ha una sua precisa denominazione: "'I nostri non si chiamano girotondi ma caroselli tricolori''.
Non passa inosservata l'assenza dell'Udc, che ha fatto sapere di ritenere la manifestazione di An "del tutto inutile", perchè non si conoscono i dati della manovra.
"La protesta di piazza non sempre è la via migliore - afferma il segretario Lorenzo Cesa, rispondendo alle critiche che gli sono giunte da An -, e in ogni caso, ripeto, prima di assumere una decisione occorre disporre di dati certi che al momento non ci sono". E continua: "Sarebbe strano che chi lancia continui appelli alla coesione del centrodestra, poi assuma decisioni unilaterali".
A stretto giro di posta gli risponde il deputato di An Bocchino: "Del tutto inutile è la dichiarazione dell'amico Cesa sulla manifestazione di An, Fi e Lega. Legittimo non partecipare, inutile fare come la volpe con l'uva dopo il successo della iniziativa che, ne sono certo, incontra anche il consenso di molti elettori Udc".
Se l’avventura politica della Casa delle Libertà fosse una corsa, il giudice di gara oggi dovrebbe registrare le seguenti posizioni: Silvio Berlusconi continua a essere in testa al gruppo, Gianfranco Fini segue a ruota, Pier Ferdinando Casini sgomita per cercare di superare tutti. La fine della corsa sembra ancora lontana, ma le strategie degli inseguitori per conquistare la posizione di front runner sono assai diverse. E quella di Fini sembra - almeno per ora - più efficace e compiuta. Il leader di Alleanza nazionale infatti ha deciso di imprimere una ulteriore svolta al suo partito. Il 18 luglio scorso ha lanciato il manifesto per una nuova destra europea e da quel momento la sua strategia è apparsa chiara: affiancamento di Berlusconi e Forza Italia, dialogo e rapporti cordiali con gli altri alleati, progetto politico di medio-lungo termine, no a colpi di coda nel centrodestra. Bastava leggere le dichiarazioni l’altro ieri di Andrea Ronchi per capire che l’era dell’asse An-Udc è tramontata e non più aria di subgoverno. «Alleanza Nazionale, proprio perchè ha a cuore le sorti della
Cdl e vuole agire per rendere più breve possibile la stagione del centrosinistra, non intende in alcun modo alimentare polemiche nella coalizione di centrodestra che avrebbero il solo risultato di disorientare gli italiani. Siamo certi che tutti nella Cdl, senza eccezione alcuna, sono convinti che non possiamo agire come i polli di Renzo di manzoniana memoria», diceva il portavoce del leader di An. La metafora avicolo-letteraria è stata ripresa ieri dallo stesso Fini che ribadiva il concetto e la necessità «di fare un’opposizione seria al governo Prodi» e definiva Marco Follini come colui che sta «nella terra di nessuno». Fini e Casini dunque sono alleati, a tratti saranno fidanzati, ma di certo non più Promessi Sposi. Non basta la solidarietà generazionale per condividere un progetto politico e Fini un percorso per il suo partito sembra averlo individuato. La sua missione è quella di «ripensare il centrodestra» non negli organigrammi e nelle formule alchemiche del potere, ma nei contenuti, nei programmi. L’esperienza al ministero degli Esteri per Fini ha segnato una nuova fase della sua vita politica, le relazioni internazionali gli hanno offerto la possibilità di toccare con mano nuovi modelli da importare in un quadro politico in movimento e con un governo che potrebbe durare cinque anni oppure liquefarsi improvvisamente. E allora occorre farsi trovare pronti. Resta ancora da capire se Fini e il suo partito immaginano un’offerta politica che ha ancora i due attuali contenitori (Cdl e Unione) oppure se il futuro è in un grande partito della destra che poi si allea con il centro, come avviene in Francia, dove si sono alternate le esperienze di Giscard d’Estaing prima e Jacques Chirac dopo. È da qui che potrebbe ripartire il discorso sul partito unitario, con Berlusconi pronto a cogliere l’occasione di lasciare al Paese, dopo una stagione straordinaria e irripetibile, un’eredità politica compiuta, il partito dei conservatori italiani, il «country party». Per centrare questo obiettivo Fini parte dalla considerazione ovvia che Forza Italia è il primo partito della coalizione con il 24 per cento dei voti, che Berlusconi è ancora un leader carismatico per gran parte dell’elettorato del centrodestra e non è con gli scarti continui, gli strappi e le richieste di discontinuità che si può ereditare il patrimonio politico costruito in tredici anni con pazienza, genialità e tenacia. E se Forza Italia è movimento e partito leggero, Alleanza nazionale è il partito più strutturato della coalizione, ha circa 600 mila iscritti, quasi 13 mila circoli, è presente in tutte le regioni, Fini ha chiuso la stagione (importante) dei colonnelli e rinnovato la dirigenza del partito, il suo movimento giovanile è presente nelle università, fa politica e cultura e tra qualche giorno se ne avrà la prova con Atreju, la festa di Azione Giovani dove saranno ospiti molti big della politica e, per la prima volta e con non poche polemiche nella sinistra, il presidente della Camera Fausto Bertinotti proprio in un faccia a faccia con Fini. Il leader di An vuole «ripensare il centrodestra» in modo aperto e interattivo, ha aperto un link sul sito web del partito per accogliere le proposte dei militanti, il documento presentato il 18 luglio è moderno, non velleitario, cita fonti e autori importanti per il pensiero conservatore contemporaneo come Alain Finkielkraut (L’imparfait du present) e Peter Hahne (Schluss mit lustig - La festa è finita) , mette in soffitta la distinzione tra destra e sinistra e scopre quella tra «right and wrong», giusto e sbagliato. Fa uno sforzo di sintesi della società italiana proponendo l’alleanza tra i produttori di beni e produttori di valori, ma dovrà fare prestare orecchio alle voci che si levano proprio da questi ultimi perchè sono quelli più consapevoli che la festa è davvero finita.
Roma, 3 set. - (Adnkronos) - "Accolgo con grande favore il segnale dato dal ministro Mastella a proposito della nostra proposta di tenere la previdenza fuori dalla manovra finanziaria. Si tratta di una questione di equita' e di rigore: le pensioni non possono essere inserite nel menu' di tagli con cui il Governo ritiene di far quadrare i conti pubblici". E' quanto dichiara il deputato di An Gianni Alemanno dopo le dichiarazioni del ministro della Gustizia Clemente Mastella.
Ma se questi cari amici, sinistri di governo, toccheranno le pensioni ... Scenderanno in piazza a protestare le varie migliaia di pensionati, così come hanno fatto con il centrodestra, che gliele aveva pure aumentate?
Roma: " La Sapienza, prima delle italiane, al 100° posto tra gli Atenei del mondo: frutto della storica assenza di meritocrazia nel sistema accademico italiano che incatenato dalle solite logiche baronali non ha incentivato sviluppo, ricerca e produzione" così Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, commenta la classifica redatta dalla Jiao Tong University di Shanghai.
"Prima della riforma Moratti - aggiunge Donzelli -l'operato del ricercatore dell'università italiana non è mai stato oggetto di verifica in base ai risultati ottenuti: un tale approccio, lontano anni di luce dal concetto di meritocrazia, ha portato nei decenni ad un conseguente livellamento verso il basso della ricerca e della produzione. Questa classifica è la conferma di quanto le barricate alzate gli scorsi anni dalla sinistra e dalle lobby baronali contro il tentativo del governo di centrodestra di portare meritocrazia all'interno delle nostre università siano state deleterie ed abbiano fatto perdere al sistema Italia un'opportunità di crescita"
"Scorrendo la classifica si scopre che fanalino di coda delle italiane è l'Ateno di Siena guidato a lungo dal Prof. Tosi, per anni a capo della CRUI e quindi del mondo accademico italiano:la conferma che la nostra ferma opposizione alla sua condotta era più che giustificata" conclude il leader della destra universitaria.
SENATO: GASPARRI, SENATORI A VITA E' RETAGGIO MONARCHICO DA ABOLIRE
''Il tentativo va respinto in maniera decisa. Trovo ripugnante ricorrere ad un soccorso di questa natura per un governo che al Senato si regge in modo pericolante''. Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza nazionale ed ex ministo delle Comunicazioni, commenta cosi' la proposta de 'L'Unita'' di nominare senatori a vita Enzo Biagi ed Eugenio Scalfari. ''Di persone meritevoli ve ne sarebbero a migliaia -precisa all'ADNKRONOS il parlamentare di An- ma non e' il caso di fare nomi in questo contesto. Piuttosto, sono favorevole all'abolizione dell'istituto dei senatori a vita e anche del passaggio a questa carica per gli ex presidenti della Repubblica. Si tratta -conclude- di un retaggio monarchico ormai privo di senso''.
Non credono più alla veridicità della lotta portata avanti dal Sindaco comunista Espedito Marletta ed ecco che disertano il concertino di Avitabile, organizzato per commemorare la manifestazione di due anni prima, di seguito il comunicato di A.N.:
INCENERITORE DI ACERRA : I CITTADINI DISERTANO LA MANIFESTAZIONE
Acerra,
Il Commissario cittadino di Alleanza Nazionale, Dott. Gerardo Bigliardo, interviene in merito alla manifestazione del 29 agosto 2006 ad Acerra.
"Quello che avevamo annunciato si è puntualmente verificato. Spacciare per lotta all'inceneritore, il concertino di Enzo Avitabile, non è stata una buona mossa per il Sindaco Marletta e la sua amministrazione. I cittadini di Acerra, informati da A.N. e da tutta la CdL che oramai i giochi erano fatti, non si sono lasciati abbindolare ed hanno disertato in massa la manifestazione." afferma l'esponente di A.N.
"Il Sindaco non riesce più a nascondere il suo ruolo attivo nella vicenda inceneritore, come dimostrato anche dall'articolo del Sole 24ore del 29/08/06 e ora che i giochi sono fatti, si prospetta l'ingresso in giunta del partito di Bassolino, fino a poco prima all'opposizione e della Sig.ra Verone, che durante la sua amministrazione vide nascere l'ipotesi dell'allocazione dell'ecomostro sul territorio. E in barba a tutte le dichiarazioni effettuate in campagna elettorale, si ricompone il terzetto della nefasta Giunta Verone. Questi fatti sono la conseguenza dell'imminente fine dei lavori e dell'inizio della fase della gestione, che non può prescindere dal coinvolgimento di tali personaggi, legati a doppio filo alla questione. Il Sindaco non può più tentare di gettare fumo negli occhi della popolazione, con piccole azioni che servono solo a clientelizzare l'opinione pubblica. La nostra attività vigile e costante di smascheramento dei giochi, sta dando i suoi frutti, gli acerrani stanno finalmente entrando in una nuova fase di consapevolezza e soprattutto di indignazione, perchè si sentono profondamente presi in giro", aggiunge Bigliardo e conclude:
"La Casa delle Libertà ha dimostrato con la propria onestà ed il proprio coraggio di essere l'unica forza che possa guidare la popolazione di Acerra verso un nuovo futuro ed una diversa modalità di amminsitrazione della città all'insegna della chiarezza e della trasparenza, riservandosi azioni di controllo e denuncia nei confronti di coloro che credono di essere padroni della città" .
NAPOLI, 27 LUG - Il gruppo di Alleanza Nazionale alla Provincia di Napoli ha presentato la proposta di deliberazione per la istituzione di una Consulta Provinciale per l'Immigrazione.
''La consulta sara' formata - ha spiegato il capogruppo di A.N., Luigi Rispoli - da un rappresentante per ogni singola comunita' di stranieri presenti sul territorio della provincia ed avra' come compito principale quello di avvicinare, attraverso il dialogo e il coinvolgimento delle autorita' competenti in materia, le istituzioni agli immigrati rappresentando principalmente uno strumento per dare voce agli immigrati e al contempo portare alla luce problemi e riflessioni quotidiane''.
La novita' della proposta e' soprattutto ''nella idea di evitare inutili mediazioni tra le istituzioni e gli immigrati da parte di enti terzi. Con la consulta sono gli stessi emigranti che si propongono come mediatori culturali e che conquistano un ruolo di cittadinanza attiva'', conclude la nota.
''I principi che ci ispirano - ha concluso Rispoli - sono quelli che hanno come obiettivo la promozione di una cultura dell'accoglienza che sia dignitosa per uomini e donne in fuga dalla poverta' e dalla miseria, a volte dalle guerre e dalle persecuzioni, alla ricerca di un futuro migliore per se' e per i propri figli, che vogliono venire in Italia per lavorare legalmente ed inserirsi a pieno titolo nella nostra societa', rispettandone le leggi e la cultura''.
Alla Conferenza Stampa ha preso parte anche il Segretario Regionale del SEI-UGL, Mustapha Jamali: ''La nostra organizzazione a livello nazionale si sta battendo in questi giorni per chiedere la modifica dell'attuale normativa per ottenere un maggiore snellimento delle procedure burocratiche che riguardano gli immigrati. Un altro punto delicato e' quello che ci vede chiedere la cittadinanza italiana per tutti i figli degli immigrati nati in Italia al compimento dei cinque anni di eta'. In merito alla iniziativa del gruppo consiliare di An esprimiamo il nostro massimo sostegno - ha detto - e lo consideriamo solo un primo passo verso l'obiettivo che dovra' portare alla istituzione di un Consiglio provinciale degli immigrati con lo svolgimento di vere e proprie elezioni. Un ulteriore strumento che potra' favorire l'integrazione dei lavoratori stranieri e che determinera' una cittadinanza attiva che finora e' esistita solo nei proclami e nelle intenzioni''.
A quanto pare gli 8 miliardi annui chiesti al governo, per lo sviluppo del meridione non sono altro che la somma di fondi comunitari, fondi nazionali e cofinanziamenti privati che in effetti già spettavano al Sud.
Inoltre si registrano due dati allarmanti: 20.000 posti di lavoro in meno ed il 53% dei giovani che emigrano al Nord in cerca di lavoro provengono dalla Campania.
Nonostante la forte campagna mediatica di questo "politico" disastroso, il marcio sta venendo a galla, soprattutto grazie ad i nostri consiglieri regionali. Cosa potrà ancora il clientelismo una volta che la Campania sarà sprofondata nel baratro più profondo ? Per quanto ancora dovremo sopportare l'arroganza di questo governatore e del suo Alter Ego Iervolino ?
Il primo provvedimento concreto del Governo Prodi è la “manovrina”, con le solite più tasse per tutti. Nessuna sorpresa: era già tutto annunciato.
Per i giovani nessuna novità. Sembrava l’avessimo scampata e invece… Non avevamo fatto i conti con lui, il Ministro Visco, il fratello gemello del Fisco. La rapacità di Visco è tale che dovremmo ricordarcelo anche quando andremo a ballare in disco. Leggete qui: entrare in discoteca quest’estate potrebbe costare circa 2 euro in più. Colpa dell’aumento dell’Iva sulle consumazioni obbligatorie, inserito nel pacchetto fiscale varato dal governo. A denunciarlo è la Silb-Fipe, l’associazione italiana imprese di intrattenimento danzanti e di spettacolo, che lamenta che il governo ha deciso il provvedimento senza consultare la categoria e sta valutando se e come attuare forme di protesta.
Giovanardi voleva chiudere le discoteche alle 2; Visco ci vuole far pagare di più l’ingresso in Discoteca. Lasciateci ballare in pace!
"Dalla parte dei consumatori contro gli interessi corporativi, contro pericolosissime lobbies che impediscono al paese di crescere in un clima di libera concorrenza."
Il decreto del "Prode" Bersani ha buttato fumo negli occhi a molte persone ed in particolare alle associazioni dei consumatori, nonchè (ahimè ed ahinoi) ad alcune frange del centrodestra !
Il fumo dalle orecchie invece lo sta facendo uscire ad alcune delle categorie colpite dal decreto ... quelle pericolosissime lobbies e corporazioni che il moralissimo centrosinistra intende bacchettare !
Chi sono costoro ? Chi sono questi avidi e malefici oligopolisti nemici dello stato e del libero mercato?
Si tratta prima di tutto della famosa "lobby dei tassisti", avidi di potere e capitale, capace di condizionare l'economia del nostro paese in maniera pericolosa ed irreversibile, specie quando si tratta di dover fare qualche lavoretto in più (come succede a Napoli), perchè non si riesce ad arrivare a fine mese nonostante l'estenuante fatica giornaliera.
Allora giù con il primo colpo di accetta (o di falce e martello se preferite): liberalizzazione delle licenze con possibilità per uno stesso soggetto di possederne più di una , in modo da gestire più taxi.
Cosa può comportare questo? Che un soggetto dotato di ingenti capitali può "entrare a gamba tesa" nel mercato, allestendo insuperabili compagnie di taxi e spezzando le gambe ai tassisti che ancora stanno pagando una licenza che adesso non vale più nulla !
Ed i vantaggi per il consumatore ? Dovrebbe essere l' abbassamento dei prezzi, ma vista la diffusione delle licenze e gli investimenti delle grandi compagnie di taxi, che tenderanno ad occupare tutto il mercato, sarebbe più probabile la creazione di un cartello in modo che i ricchi signori continuino ad avere il loro margine di guadagno inattaccabile; cosa succede oggi con i gestori della telefonia ? Avete mai notato grosse differenze tra le tariffe di tim, wind, 3 e vodafone ?
Quale era la seconda pericolosissima corporazione da colpire (sempre in nome del popolo consumatore) ?
I FARMACISTI ! Ebbene si, questi loschi figuri si permettono il lusso di detenere l'esclusiva sui "farmaci da banco", CATTIVONI ! E allora via alla libera vendita nei supermercati, così qualche centinaio di miliardi nelle casse delle povere Coop (rosse) ci va a finire e queste risparmiano pure di continuare la raccolta firme che avevano portato avanti fino ad ora, guarda caso, per lo stesso obiettivo centrato da Bersani, ministro DS nonchè grande liberalizzatore !
Ed il decreto di questo "Prode ministro" continua così liberalizzando tralaltro anche i forni perchè i panettieri sono un'altra corporazione nemica del consumatore, ma soprattutto della globalizzazione del pensiero delle masse e del profitto di pochi. Intanto i notai vengono colpiti di "striscio" tanto per convincere che c'è volontà di smantellare le caste privilegiate, ma è chiaramente un intervento prodotto solo a scopo propagandistico, infatti non sono stati toccati i privilegi come la percentuale di guadagno che cresce in maniera direttamente proporzionale al valore dell'immobile, negli atti di vendita .
Benvenuti nella contea di "Prodingham" dove l'odiato sceriffo, stretto parente di quello di Nottingham prende ai poveri (i ceti medio-bassi come artigiani, commercianti e piccoli imprenditori) per dare ai ricchi (capitalisti, lobbies economico-finanziarie, grande distribuzione di beni e servizi)!
Si è tenuto ieri, presso la sala "Tatarella" del Gruppo di A.N. alla Camera, l'Esecutivo Nazionale del Partito presieduto da Gianfranco Fini.
Importanti le novità prodotte in questo incontro:
Accantonata l'ipotesi del Partito Unico della Cdl si torna a pensare un pò più al partito e un pò meno alla coalizione
Fini e Storace sembrano essersi lievemente riavvicinati, con Matteoli che è tornato ad essere il grande mediatore tra le correnti, mentre Gasparri e La Russa sembrano più lontani da Fini
Inizia un percorso di trasformazione di Alleanza Nazionale che tende al "superamento" della parentesi di Fiuggi, per tornare ad interpretare i valori Nazionali e Popolari della Destra anche se nell'ottica di un partito rinnovato e di grande respiro europeo.
Di nuovo riconosco il mio partito, capace di re-inventarsi e di tornare a dialogare con la propria base e con le masse popolari !!!
Finalmente non dovrò più avere la sensazione di far parte di una depandance di Forza Italia !
Ora avanti, orgogliosi, fieri e motivati verso il Congresso !
Altro spreco di denaro pubblico e clientelismo sfrenato, probabilmente il governo Prodi ha fatto un passo falso !
Il Ministro dalle "mille consulenze", Francesco Rutelli ha iniziato a fare piazza pulita in Cinecittà Holding; di seguito l'intervento degli On. La Russa e Gasparri sulla questione:
28/06/2006 CINECITTA’ HOLDING: GASPARRI E LA RUSSA CONTRO LE NUOVE NOMINE DI PRODI
Gli Onorevoli Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa di Alleanza nazionale, hanno dichiarato: “La sostituzione dell’Amministratore Delegato e dei Consiglieri di amministrazione di Cinecittà holding, rappresenta il primo atto di palese violazione delle leggi in