Ciao
a Tutti, mi chiamo Ulderico, ho 26 anni e sono di Acerra una città in provincia
di Napoli molto viva ed interessante.
Da Gennaio 2006 sono
Dirigente
Provinciale di
Azione Giovani,
il movimento giovanile di
Alleanza
Nazionale.Da Ottobre 2006 ricopro anche l'incarico di Coordinatore dei circoli
della provincia. Inoltre da circa 3 anni Presidente del Circolo Territoriale di AG "Terra
di Mezzo" di Acerra.
Inoltre dirigo la linea editoriale del periodico "il
Preturiano", organo di un'associazione giovanile attiva sul territorio. Sono
laureando in Scienze della Comunicazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
... questo è l'essenziale !
All'Eccellentissima Reggenza della Repubblica di San Marino
Al Consiglio Grande e Generale
Posto che da anni i Campani sono stretti nella morsa dell'emergenza rifiuti, dello sversamento illecito di rifiuti tossici nelle proprie terre, dei malaffari delle ecomafie, dell'incapacità dei politicanti che hanno governato e tuttora governano la regione. Che inoltre, in questo contesto, il cittadino campano sta subendo da tempo:
- negazione del diritto alla salute: alta incidenza di tumori su buona parte del territorio dovuta a presenza di sversatoi illegali, discariche abusive e quant'altro.
- negazione del diritto ad un fisco equo e giusto: i campani pagano tasse e tariffe salatissime per servizi di raccolta differenziata, igiene urbana ecc. che non vengono assolutamente espletati. Con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
- negazione del diritto a manifestare: oramai anche le proteste legittime e pacifiche sfociano per un motivo o per l'altro in sonore manganellate, anche per figli, padri e madri di famiglia.
Inoltre i cittadini della Campania vedono rovinata la propria immagine in Italia e nel mondo, rifiutati i prodotti delle proprie terre, disastrata l'economia agricola che rischia di non poter sostenere più le numerose famiglie che grazie ad essa vivono da anni in quelle terre ora martoriate e nonostante l'immane disastro non c'è nessuna volontà pratica di bonificare le zone altamente inquinate.
Pertanto i Cittadini Campani sottoscrittori di questa petizione nel chiedere alla Repubblica di San Marino di ricevere asilo ed essere accolti con lo status di "rifugiati" nel territorio della Repubblica, non sentendosi più garantiti dal Governatore della Regione e tantomeno dal Governo Nazionale... fanno proprio il motto di fondazione sammarinese: "Relinquo vos liberos ab utroque homine" - Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo - nella speranza di potersi liberare presto sia da Bassolino che da Prodi.
Il 2007 non era terminato nel migliore dei modi per l’Amministrazione di sinistra-centro di Acerra. Dapprima la diffida prefettizia che secondo AN sembrerebbe preludere ad uno scioglimento del consiglio comunale; poi il gigantesco e grottesco flop del corteo storico-rinascimentale costato 46.000 euro e oltre e seguito più dai militanti di Azione Giovani che contestavano le inutili spese, che dalla folla di pubblico plaudente che avrebbe sognato il Sindaco Marletta e chi gli è più vicino. Sono poi seguite altre scaramucce che però nulla sono a confronto con la figuraccia rimediata nella trasmissione di La7, condotta da Ilaria d’Amico, dove (artatamente e a causa di non meglio specificate manipolazioni secondo Marletta), il primo cittadino di Rifondazione Comunista scherza coi dati riguardanti l’incidenza della diossina, parlando di numeri da giocare al lotto, con conseguente inferocimento popolare, espresso fortunatamente solo a mezzo web e stampa, da parte di cittadini, associazioni e partiti che proprio non l’hanno mandata giù questa volta.
Il 2008 invece è iniziato meglio, anzi peggio, con l’emergenza rifiuti divenuta prepotentemente caso nazionale e con un manifesto affisso nei giorni scorsi dal centrodestra in cui a tal proposito non si risparmiano accuse e battute al vetriolo nei confronti della compagine amministrativa acerrana che naviga ormai di crisi in crisi, in un crescendo di dissenso popolare nonostante le decine e decine di roboanti comunicati stampa, tra cui ultimo in ordine di tempo quello che annuncia la predisposizione di un piano per la raccolta differenziata che fa un po’ sorridere vista la grave emergenza in cui si trova tutta la Campania e visto che siamo ormai vicini all’ultimo anno di governo per Marletta e compagnia. Forse avrebbero dovuto pensarci qualche anno fa …
Nell’annunciare che mentre scriviamo, gli ex Democratici di Sinistra sono impegnati in una conferenza stampa nella loro sede di Piazza Castello, per presentare un documento contro l’amministrazione da cui sono usciti nei mesi scorsi, riportiamo fedelmente il manifesto affisso da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Democrazia Cristiana e Nuovo PSI sui muri cittadini:
CON BASSOLINO E MARLETTA LO SFASCIO E’ PERFETTO
La tragedia che ha colpito la Campania, costretta a vivere sotto una montagna di rifiuti, ha avuto un epilogo a dir poco esilarante.
- Il “verde” Pecoraro Scanio ed il Senatore Sodano di Rifondazione Comunista, hanno plaudito al “nuovo piano per l’emergenza rifiuti” varato dal Governo Prodi. Il piano prevede la costruzione di tre inceneritori ad Acerra, Salerno e S. Maria la Fossa, sotto la regia dell’ex Capo della Polizia De Gennaro con l’aiuto dell’esercito.
- Ricordate Pecoraro e Sodano, con Marletta in testa ed il codazzo di comitati, marciare ad Acerra contro l’inceneritore? Ora stanno zitti e attaccati alla poltrona, proprio come fa l’autore dello sfascio, il Governatore Bassolino. E mentre questo accade al Governo, il Sindaco Espedito Marletta, utilizzando ancora denaro pubblico, strologa su un delirante manifesto con toni da zitella stizzita vomitando veleni e dimenticando che:
- sotto la sua gestione Acerra ha visto crescere l’inceneritore, il Pantano sta ingoiando immondizia che sta arrivando da tutte le parti, mentre si prepara a ricevere anche le balle di tal quale depositate a Caivano. Per non parlare della riapertura della ex Montefibre e la costruzione della mega centrale elettrica.
- sotto la sua gestione costringe gli avvelenati acerrani a sballottarsi da uffici in uffici, da lui creati, per difendersi dalle tonnellate di bollette per l’acqua, l’aria, le multe, Ici, Tarsu ovvero cornuti e pure mazziati.
Mentre i miliardi vantati per la tanto strombazzata bonifica non arrivano mai, Marletta invece organizza cortei storici, feste di carnevale, contributi a persone sconosciute, consulenze e sprechi. Acerra sta morendo !!
La Campania ha avuto il “suo” Bassolino, Acerra il “suo” Marletta
Acerra – “Il Sindaco Marletta mangia cavoli in televisione, ma per l’agricoltura acerrana sono solo <<cavoli amari>>”. Lo afferma Ulderico de Laurentiis, Presidente di Azione Giovani Acerra e Coordinatore Provinciale dei giovani di Alleanza Nazionale. “La richiesta di danni per milioni di euro, avanzata in questi giorni da Coldiretti in Campania è fondata e purtroppo annuncia quella che può rivelarsi una vera e propria tragedia di smisurate dimensioni per l’economia agricola che ad Acerra sostiene ancora numerosissime famiglie e aziende. In queste ore, da più parti ci è giunta notizia di forti difficoltà per gli agricoltori acerrani, i quali stanno ricevendo numerose disdette per i contratti di compravendita dei loro prodotti. Frutta e verdura delle nostre campagne vengono rifiutate dal mercato perché invendibili, a causa della paura generata nei consumatori dai servizi televisivi che mostrano il disastro ambientale nelle aree campane a vocazione agricola come l’agro acerrano.” L’esponente di Azione giovani conclude affermando che: “l’amministrazione di centrosinistra, finora molto più propensa ai proclami che a concrete azioni nei confronti del comparto agricolo, dovrebbe intervenire subito a tutela dello stesso, anche in vista del fatto che l’arrivo in città delle balle del CDR di Caivano, su un sito già dichiarato non idoneo dalla magistratura, produrrà altra pubblicità negativa ed una ulterioriore <<pugnalata>> all’agricoltura del nostro territorio.”
Napoli, 9 Gennaio 2008.
Era il primo giorno di Aprile del 1993, quando in piena “Tangentopoli” i militanti dell’ allora MSI – Fronte della Gioventù formarono una catena umana intorno a Palazzo Montecitorio, chiedendo lo scioglimento delle camere. I giovani della destra indossavano delle magliette con su scritto “ARRENDETEVI SIETE CIRCONDATI” e tentarono di impedire l’accesso all’edificio agli esponenti di un Parlamento che vedeva decine e decine di deputati, senatori, ministri e sottosegretari accusati dei reati di corruzione, concussione e finanziamento illecito dei partiti.
Il quadro era quello di un’Italia dove la classe dirigente era pesantemente coinvolta in numerosi illeciti, dove si gonfiavano a dismisura le spese dello stato e degli enti locali, dove la gestione della cosa pubblica era in mano a persone spregiudicate e disoneste; un “vaso di pandora” scoperchiato dalle dichiarazioni di Mario Chiesa al pool di magistrati denominato “Mani Pulite” come l’inchiesta da loro condotta. L’intero Paese stava offrendo un’inaudita immagine di se al mondo intero, la popolazione era sfiduciata e terrorizzata da quanto si stava scoprendo, volavano monetine, penzolavano cappi e manette, si scioglievano grandi partiti nazionali sotto la scure della magistratura inquirente.
Il 1993 come il 2008, l’emergenza rifiuti come tangentopoli !
Stamani, la destra di AN – Azione Giovani ha circondato Palazzo Santa Lucia, la sede della Regione Campania, come nel ’93 Montecitorio, con quelle stesse magliette dei ragazzi del “Fronte”, con quella stessa dicitura “Arrendetevi Siete Circondati”, con la stessa forza di volontà di allora tesa a rappresentare un monito, un avvertimento o meglio una realtà ! Perché oggi come nel ’93, la giovane destra scende in campo per difendere i diritti e l’onore di una popolazione fin troppo umiliata dalle tonnellate di immondizia per strada, dalla diossina che contamina gli organismi, dalla disonestà che ha già profondamente contaminato gli spiriti, dalle scelte sbagliate e dalle non-decisioni che hanno messo la Campania e l’Italia intera sotto la lente del mondo scandalizzato dal grado di inciviltà in cui ci hanno rapidamente portato le truppe sinistre che da decenni dis-amministrano le nostre terre. Azione Giovani questa mattina ha circondato la Regione Campania per rendere esecutivo lo sfratto di Antonio Bassolino dalla poltrona di governatore. Palazzo Santa Lucia oggi come Montecitorio quindici anni fa, rappresenta il centro della mala-politica, della cosa pubblica affidata all’incapacità e all’inettitudine, dei miliardi sprecati, del potere fine a se stesso, dell’emergenza che dura ininterrottamente e senza soluzione da 14 anni e che ha portato la nostra gente a dover rinunciare anche ai più elementari diritti civici. I napoletani in questi anni sono stati costretti ad essere relegati nella barbarie, a dover diventare una barzelletta mondiale, a subire l’umiliazione, la paura e il danno del disastro sanitario e ambientale, a pagare milioni e milioni di tasse che andavano a finanziare la non risoluzione di problemi che continuavano a gravare sulla popolazione stessa. Intanto alla derisione sopraggiungevano le accuse, come se la colpa fosse dei cittadini se le discariche sono state chiuse senza un’alternativa, se gli inceneritori si vogliono costruire nei territori dove già si muore a causa dell’inquinamento, se milioni di euro vengono sprecati in inutili call-center e campagne propagandistiche invece che essere investiti in una concreta e strutturale risoluzione dell’emergenza rifiuti, se le bonifiche restano sulla carta mentre gli sversamenti illeciti continuano in barba ai provvedimenti giudiziari, le inchieste cadono, i reati vengono prescritti, i colpevoli restano nell’ombra.
Tangentopoli segnò la fine della Prima Repubblica e l’inizio di una seconda, forse migliore, forse no, ma il cambiamento era necessario e sacrosanto, come minimo tributo all’Italia onesta.
L’Emergenza Rifiuti che vede in questi giorni l’esasperazione della popolazione arrivata al culmine, segnerà la fine dell’era Bassoliniana e di tutto l’apparato che ha permesso questo disastro, la società civile tutta è stanca di questa classe dirigente.
La destra può guardare ancora la gente negli occhi e contribuire alla rinascita della Campania.
Vi abbiamo circondati, è tempo che vi arrendiate !
“OLTRE IL MURO DEI DIRITTI NEGATI. LIBERTA’ IN CINA, TIBET E BIRMANIA”: con questo slogan il 9 novembre Azione Giovani festeggerà i primi 18 anni dalla caduta del muro di Berino, concentrando la sua attenzione sulla Cina, sul Tibet e sulla Birmania.
Le tre questioni, peraltro strettamente correlate per via dell’occupazione cinese nella terra del Dalai Lama e del palese sostegno del regime comunista di Pechino alla giunta militare birmana, portano alla ribalta muri odiosi che non cadono e anzi si rafforzano grazie ai timori e alle connivenze dell’Occidente: violazione dei diritti umani, negazione della libertà religiosa e delle identità culturali, sfruttamento del lavoro e dell’ambiente sono i paradigmi su cui si regge un sistema totalitario che incarna le abiezioni ideologiche e repressive del comunismo e le peggiori degenerazioni del turbo-capitalismo.
Con buona pace dei tanti soloni che parlano della Cina come di una grande opportunità di sviluppo, noi riteniamo che la destra giovanile debba fare della battaglia contro il regime di Pechino una battaglia epocale di civiltà proprio come anni fa i nostri fratelli maggiori fecero contro il comunismo sovietico.
Non contro il popolo cinese, ma per il popolo cinese. Per la sua libertà, per i suoi diritti. E al contempo per quelli dei popoli vicini e dei nostri popoli europei che appaiono indifesi di fronte alla competizione con un Paese in cui si viola qualsiasi regola del mercato del lavoro.
Azione giovani costruirà nelle piazze principali delle città i muri di cartone, riempiti con le parole d’ordine di quei regimi (censura, aborto obbligatorio, lavoro senza diritti e senza regole, ambiente violentato, negazione della libertà di culto, annientamento delle identità, concorrenza sleale) per poi abbatterli con la gioia e l’entusiasmo che caratterizzò i fratelli berlinesi quell’indimenticabile notte del 9 Novembre 1989.
«Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina". Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati». Walter Veltroni, giugno 2006.
«Quando il 75% degli arrestati proviene da un solo Paese, e tutti gli episodi hanno la stessa modalità, ovvero aggressione violenta, furto, stupro e omicidio, esiste un problema specifico. Prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo. Ritengo che l'Europa debba chiamare in causa le autorità romene». Walter Veltroni, oggi, 31 ottobre 2007
Ospito volentieri un articolo dell'amico Tatarella ...
L’importanza della manifestazione del 13 ottobre
di Fabrizio Tatarella
“Historia se repetit”. La storia è sempre uguale e sempre nuova, per questo ci è possibile comprendere il passato che altrimenti ci resterebbe oscuro e ignoto secondo il filosofo e giurista Giambattista Vico.
Anche in politica, spesso, si verificano i corsi e ricorsi di vichiana memoria. Nel 1992 il belpaese era in piena sindrome giudiziaria provocata da Tangentopoli, e l’ansia di riscatto e di pulizia morale del popolo italiano fu interpretata e rappresentata prima dalle picconate del presidente della Repubblica Cossiga e, successivamente dal fenomeno di nuove forze politiche come la Lega di Bossi e la Rete di Orlando. Si avvertiva, esattamente come oggi, la necessità di una riforma del sistema elettorale ed una modica del testo costituzionale, concretizzatasi, poi, con il moto referendario di Mariotto Segni che introdusse il sistema maggioritario nel nostro contesto politico. Il 17 ottobre del 1992 il Msi organizzò per le strade di Roma una imponente manifestazione per chiedere elezioni anticipate contro la corruzione e la partitocrazia imperante, portando nella capitale migliaia di italiani ad ascoltare il comizio conclusivo. Dopo quel corteo la destra diventò il riferimento di tutti gli italiani che credevano in una politica diversa, dalla mani pulite (durante il corteo per sottolineare la loro purezza e la diversità molti dei partecipanti erano muniti guanti bianchi). Fu cosi che nel seguente anno il Msi arrivò ai ballottaggi di Roma e Napoli con Fini e Mussolini e, in Puglia arrivarono le vittorie di Altamura, Mola, Corato, San Vito dei Normanni, Cerignola preludio alla fase storica che vede la destra arrivare nel 1994, per la prima volta al governo dell’Italia. Esattamente diciassette anni dopo il clima dell’antipolitica si avverte forte nel nostro paese, al governo vivacchia un ceto politico ed un governo non in grado di rappresentare i bisogni e le esigenze reali del paese.
E la destra di Fini, come nell’ottobre del 1992, chiama a raccolta gli italiani per mandare a casa un governo che si è caratterizzato per aumentare le tasse e la disoccupazione, per non essere stato in grado di garantire la sicurezza nelle nostre città. Un governo che si è contraddistinto unicamente per demolire quanto di buono realizzato da quello precedente, vedi la legge Fini-Bossi che prevedeva l’immediata espulsione degli immigrati irregolari, e ha posto in essere provvedimenti legislativi come l’indulto che ha avuto il pregio di riportare fuori dalle patrie galere diversi delinquenti prontamente riportati dentro dalle nostre forze dell’ordine che hanno visto cosi aumentare il loro carico di lavoro a fronte delle stesse minime risorse destinate loro da una maggioranza pacifista che non investe sui nostri soldati. Una governo allo sbando che cade alla Camera, dove possiede una vasta maggioranza parlamentare, sul codice della strada. Il vento dell’antipolitica rappresentato dal comico ligure Grillo, questa volta, merita di trovare interlocutori seri, in quanto a problemi reali non si può rispondere con una demagogia qualunquistica o con spettacoli, dove, tra le altre cose, il solo a guadagnarci è proprio chi spara a zero contro i costi della politica e i privilegi della nostra classe dirigente. La risposta all’antipolitica può venire solo dalla politica. La risposta all’inadeguatezza dei politici e dei partiti può aversi solo con il ricambio di questa classe politica e di questi partiti. La risposta all’antipolitica può arrivare solo da partiti che hanno fatto del radicamento e della partecipazione le loro caratteristiche principali. La destra, come all’inizio di Tangentopoli, si presenta, ancora una volta, come il cardine principale di una nuova fase politica, come il riferimento di tutti gli italiani, non solo quelli dichiaratamente di destra, insoddisfatti, delusi da questa politica. E siamo certi che come diciassette anni fa la destra dopo aver riportato in piazza gli italiani sarà da questi riportata al governo del paese. Corsi e ricorsi storici, come prevedeva Giambattista Vico.
A seguito della denuncia dalla World Organization for Human Rights, Azione Giovani avvia la campagna “Mai piú Yahoo!”, che già da questa sera sarà on-line con un apposito banner sul sito www.azionegiovani.org
Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di An dichiara: “Invitiamo i ragazzi di Ag, i simpatizzanti e tutti i giovani italiani a non utilizzare piú il provider come motore di ricerca, a chiudere le caselle di posta elettronica esistenti e a non usufruire piú dei servizi del portale. Abbiamo il dovere di boicottare ‘Yahoo!’, che si è reso complice della politica di morte e di repressione del governo di Pechino.
Come già abbiamo piú volte denunciato, attraverso mobilitazioni nazionali, saremmo favorevoli allo svolgimento dei giochi olimpici in Cina solo se il governo accettasse di rispettare i diritti umani fondamentali. Questo non ci risulta, perció continueremo ad opporci a quella che consideriamo una scelta inadeguata, che entra in contrasto con i valori stessi delle Olimpiadi”, conclude Giorgia Meloni
La giovane destra partenopea risponde alle dichiarazioni della segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, su ristoratori napoletani e camorra ...
“La Bernardini sarà stata vittima di un colpo di sole”, dichiarano in una nota Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di AG Napoli e Gianmario Mariniello, Dirigente Nazionale campano del movimento giovanile di AN.
“E’ gravissimo quanto dichiarato da Rita Bernardini,soprattutto alla luce del fatto che la stessa magistratura a proposito delle esternazioni della radicale, assicura che non vi sia alcuna denuncia in merito”, afferma De Laurentiis che continua: “il binomio napoletani-camorra oltre che essere squallidamente superficiale è pesantemente offensivo e potrebbe innescare un pericoloso meccanismo di sfiducia, nei confronti dei tanti imprenditori napoletani onesti, spesso giovani, che creano iniziative di sviluppo economico e posti di lavoro a Roma ed in altre città Italiane. La gravità di queste esternazioni assume maggior peso, se si pensa che molti imprenditori napoletani operano in altre regioni proprio per sfuggire alla morsa estorsiva della camorra e alla microdelinquenza diffusa qui a Napoli. Quanto esposto dalla signora Bernardini mortifica nella maniera più assoluta questa gente. Chieda scusa a tutti i napoletani.”
Secondo Mariniello“Le dichiarazioni della segretaria dei radicali italiani saranno frutto della calura estiva: spiace sentire accuse senza uno straccio di prova da una come la Bernardini, che in ogni luogo e momento si dichiara “garantista”. Come al solito i radicali sono bravi ad attirare l’attenzione con dichiarazioni fuori le righe. Se la Bernardini ha elementi di fatto vada in Procura; altrimenti è meglio tacere. Offendere gratuitamente i napoletani non aiuta nessuno, tantomeno i radicali, già in evidente calo di iscritti, di classe dirigente ed anche di idee, evidentemente. Consiglio una bella vacanza alla Bernardini”.
I vertici nazionali e provinciali di Azione Giovani (AN), chiedono a gran voce le dimissioni di Antonio Bassolino, rinviato a giudizio dalla magistratura per reati che avrebbe commesso in qualità di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. "Il Presidente Bassolino, in un momento così delicato, ha il dovere di compiere un atto di trasparenza nei confronti di tutti i cittadini campani, che sono le vere vittime delle inadempienze verificatesi nel gestire l'emergenza rifiuti. Come rappresentanti delle giovani generazioni, ci aspettiamo le sue dimissioni, quale esempio di chiarezza e amore per questa sfortunata regione", dichiara Ulderico de Laurentiis, Coordinatore Provinciale di Azione Giovani Napoli, che solo qualche settimana fa aveva organizzato l'ultimo sit-in di protesta sotto la sede della Regione Campania, con finti sacchetti di spazzatura ed un documento di denuncia sulla questione rifiuti. Sulla vicenda interviene anche Gianmario Mariniello, esponente campano della direzione nazionale di AG: "La Magistratura si è svegliata: il rinvio a giudizio di Antonio Bassolino è il primo atto giudiziario che si innesta però su tutta una serie di "condanne" politiche dell'operato del Governatore. Prima la Corte dei Conti, poi l'Unione Europea, poi il Governo con un decreto legge che spoglia la Campania delle sue competenze in materia di rifiuti. Manca solo la condanna degli elettori: sta anche al centrodestra ed ad Alleanza Nazionale far sì che tale definitiva condanna arrivi quanto prima. Dobbiamo formulare una proposta di Governo ai cittadini campani ed individuare in tempi brevi la persona che possa e sappia incarnare questo progetto. Non possiamo perdere più tempo."
Domani mattina a Piazza Montecitorio a Roma insieme al presidente nazionale Giorgia Meloni.
Pensioni, diritto alla casa, al lavoro e alla famiglia, università baronali, scuole fatiscenti, assenza di spazi di aggregazione, droga, nepotismi, caste: questi i temi che Azione Giovani porterà in piazza Montecitorio domani, giovedí 26 luglio, a partire dalle ore 10.00.
Una manifestazione di chiusura della stagione politica, con la quale i ragazzi di Ag con coreografie goliardiche, regaleranno un assaggio di quella che sarà la nuova sfida autunnale, con la campagna che vuole dar vita ad una vera e propria "Rivolta generazionale".
Parteciperà alla mobilitazione anche Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, che dichiara: "Concluderemo l'anno politico con un'iniziativa di piazza, che ci vedrà comunque presenti nonostante il caldo e la data proibitiva, perché sarà la ribellione della nostra generazione l'input politico che caratterizzerà la battaglia di Azione Giovani contro chi vorrebbe relegare i giovani allo status di 'bulli e pupe'".
Quella di giovedí sarà solo un'anteprima: la vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale partirà da settembre, con "Atreju 2007", la tradizionale festa di Ag: "Le giovani generazioni sono chiamate a ribellarsi di fronte allo scempio messo in atto dal governo Prodi, che getta solo ombre sul domani. Esiste un popolo di ragazzi che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l'acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l'intenzione di riprendersi il loro futuro", conclude Giorgia Meloni (red).
Giovedì 26 luglio dalle ore 9,30 saremo nella Piazza di Montecitorio, di fronte la Camera dei Deputati, per protestare contro il Governo Prodi (ed il Ministro Melandri) e le sue scelte anti-giovani su temi come casa, famiglia e pensioni.
Impossibile mancare!
Di seguito l’appello di “Bottoncino”, alias Marco Perissa:
Vi scrivo per comunicarvi la volontà di organizzare una contestazione al Governo per il 26 luglio sotto a Montecitorio. L’idea nasce come spontanea conseguenza di una rapida analisi del presente. Ad oggi i media dipingono la nostra generazione come la “Gioventù Bruciata” persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica. L’orgoglio e la dignità ci spingono a rispondere con il coltello tra i denti a questa provocazione, ricordando e gridando, con quanto fiato abbiamo in corpo, che non siamo “Bruciati”. Due sono gli aspetti centrali della nostra protesta. In primis contestiamo un sistema politico incapace di mettere in piedi un piano economico in grado di offrire risposte sulle grandi problematiche sociali, che non è in grado di risolvere un precarietà lavorativa che genera insicurezza e instabilità nei giovani italiani. Lavoro, casa, famiglia e pensione sono le quattro facce di un insolita medaglia. Una politica incapace di mettere in piedi politiche economiche in grado di agevolare la piccola media imprenditoria consentendo al motore dell’Italia di crescere e generare indotto e posti di lavoro fisso, incapace di imporre delle agevolazioni per le giovani coppie che chiedono un mutuo per l’acquisto della prima casa, immobile di fronte al fatto che la nostra generazione rimarrà senza pensione. In seconda battuta ricordare che per ogni giovane che fa uso di droghe ce ne sono dieci che preferiscono lo sport, che per ognuno che muore o uccide ubriaco ce ne sono 1.000 che tornano a casa sani e salvi e che ad ogni becero tentativo di far tornare anni di violenza politica rispondono migliaia di ragazzi che tutti i giorni si impegnano nel sociale e che fanno della loro scelta politica un modello di vita esemplare ed irreprensibile. Insomma, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi reo confesso cerca di scaricare le colpe su di noi, su quella maggioranza, fin oggi silenziosa, che tutti i giorni si guadagna il pane con sacrifici ed umiltà preservando nel loro modello esistenziale i valori cardine di una società migliore, di chi preferisce coraggiosamente la scelta della famiglia a quella della raccomandata, di chi sceglie l’impegno sociale al passamontagna e che nonostante tutto no ha risposte concrete da questa politica. Hanno provato a farci credere che la risposta fosse nel taglio dei costi della politica sferrando tramite la “Casta” un boomerang, in accordo con Corriere della Sera e Confindustria, nella speranza di mettere in difficoltà il sistema politico e con l’obbiettivo di guadagnare nuovi spazi di visibilità. Purtroppo per loro però, la nostra Italia, stanca di essere presa in giro non ci ha messo molto ad accorgersi che Confindustria non era meglio di Prodi e che il sistema bancario italiano era la prima casta da demolire. L’enorme malcontento che ha generato il dibattito politico, l’insicurezza partorita da un governo precario e l’esasperazione di sempre più giovani che hanno enormi difficoltà a spiccare il volo ci danno la possibilità di giocare un ruolo centrale e movimentista nella prossima stagione politica. La capacità di anticipare i tempi della politica è ciò che ha reso grande la nostra organizzazione, per questo e perché non siamo disposti a prendere lezioni di politica e di morale dai diretti responsabili dello sfacelo della nostra terra abbiamo il dovere di dare voce a questa malcontento. L’importanza di questa sfida non ci consente di ponderare l’ipotesi del fallimento numerico. Nonostante il periodo estivo abbiamo scelto la sfida della piazza, come simbolo della contestazione ma anche come la casa ideale della politica che vogliamo. Un pizzico di cinismo mi costringe a ricordarvi che la politica si fa con i numeri, e che l’obiettivo che ci siamo dati da raggiungere è quello di 300 persone. Le cose facili non ci hanno mai appassionato e questa di certo non lo è. 300 persone il 26 luglio per essere ancora una volta interpreti del presente, per poter essere all’altezza di rappresentare un intera generazione.
Nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 la sede che ospita la Federazioni Provinciali di AN e AG a Firenze è stata vittima dell’ennesimo vile attacco, stavolta incendiario che ha creato danni al portone di ingresso, alla facciata ed al corridoio interno di accesso.
E’ il terzo grave attentato che la sede di AN e di AG subisce in un mese: prima una pietra scagliata in pieno giorno contro una finestra aperta che ha colpito una scrivania (fortunatamente vuota, ma di fronte a quella ve ne era una con un militante a lavoro…), poi un ragazzo aggredito alle spalle (codardi!) all’uscita della sede ed oggi l’atto più grave. Secondo la scientifica l’attentato dovrebbe essere stato compiuto con della benzina o con un ordigno esplosivo (è escluso l’uso di bombe molotov in quanto non sono stati rinvenuti vetri).
Non è la prima volta che la sede di Via Maruffi è vittima di aggressioni notturne. Dalle targhe sulla porta bruciate, alle scritte spray sulla facciata, fino all’immondizia abbandonata sui gradini di accesso. Ma da quando è nato e sta crescendo il progetto metapolitico CASAGGI’, da quando cioè la sede di AN/AG si sta trasformando in un centro ricreativo culturale, sul modello tanto caro alla sinistra dei circoli ARCI, gli assalti si sono moltiplicati, fino ad arrivare all’atto gravissimo della notte scorsa che poteva trasformarsi in una tragedia visto che fino alle ore piccole i militanti di Azione Giovani e di Azione Studentesca, ora che le scuole sono finite, affollano il CRC Casaggì.
“Anche ieri sera” racconta Stefano, caponucleo di Azione Studentesca, “eravamo in sede a vedere un film in una decina di ragazzi. Verso mezzanotte e mezzo io ed altri tre, gli ultimi rimasti, siamo usciti ed abbiamo chiuso Casaggì”.
“La situazione è gravissima,” spiega Francesco Torselli, presidente provinciale di Azione Giovani, “e sta rasentando limiti mai sfiorati finora. Non è possibile essere vittime quotidianamente di questi quattro cretini che giocano a far rivivere gli anni ‘70 mettendo però a repentaglio l’incolumità dei nostri ragazzi”.
Sempre secondo Torselli: “da quando abbiamo trasformato quella che era la sede politica di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani in Casaggì le aggressioni e gli attentati si sono moltiplicati; segno evidente che i democratici signori della sinistra fiorentina non possono tollerare l’esistenza di un centro ricreativo culturale alternativo a quelli che storicamente, case del popolo e centri sociali, hanno in mano loro”.
Nicola Nascosti, presidente provinciale di Alleanza Nazionale parla di “inciviltà” accusando la sinistra di non prendere significativamente le distanze da questi atti. “Non basta la solidarietà” dice il presidente di Alleanza Nazionale, “occorre che questa città prenda atto del fatto che la nascita di Casaggì segna la fine del monopolio della sinistra sui centri di aggregazione giovanile”.
I dirigenti provinciali di Azione Giovani e Alleanza Nazionale Francesco Torselli, Marco Scatarzi e Jacopo Giannoni fanno sapere che “ovviamente Casaggì non mollerà un metro di fronte a questi vigliacchi e che, come recita lo striscione appeso fuori dalla palazzina che ospita il CRC fiorentino, FEDELTA’ E’ PIU’ FORTE DEL FUOCO”.
Sono molto contento di come sia andato il convegno di Acerra.
Devo ringraziare il Presidente Nazionale di Azione Giovani, Giorgia Meloni e Gianmario Mariniello della direzione nazionale, che hanno voluto Acerra come sede per l'anteprima nazionale di Prodi vs Giovani.
La presentazione ad Acerra (Na) del documento nazionale sulle politiche giovanili ha riscosso un grande tributo di partecipazione.
Possiamo sintetizzare così il risultato del convegno di Acerra in cui è stato presentato in anteprima nazionale il documento “Prodi vs Giovani”, successo di pubblico e di militanza, una grande soddisfazione per chi lavora con passione ogni giorno nel tentativo di contribuire alla crescita di Azione Giovani.
Oltre un centinaio di persone hanno riempito la sala dove si svolgeva l’evento, militanti, simpatizzanti e curiosi, ma soprattutto tantissimi giovani che hanno ascoltato e partecipato al dibattito per tutta la durata del convegno, dedicando notevoli manifestazioni di affetto e vere e proprie ovazioni soprattutto al Presidente Nazionale, Giorgia Meloni che ha fatto dono alla platea di interventi brillanti, producendo una applauditissima performance oratoria.
Seguitissimo l’intervento di Gianmario Mariniello (relatore del documento oggetto del convegno), che ha smontato punto per punto la finanziaria del centrosinistra nei passaggi sulle politiche giovanili.
La comunità del Circolo “Terra di Mezzo” di Acerra ha dimostrato grande capacità organizzativa e maturità politica, un balzo in avanti che aumenta la fiducia in un percorso di militanza iniziato ormai tre anni fa, quando il circolo assunse la denominazione di ispirazione tolkieniana.
Soddisfazione per l’iniziativa anche da parte dell’On. Nespoli e di Alessandro Sansoni, Commissario e Presidente Provinciale (rispettivamente) di AN e AG, intervenuti al convegno.
Grande la partecipazione degli altri circoli di Azione Giovani che hanno risposto entusiasti all’invito della comunità acerrana, tra questi le comunità militanti di : Aversa, Casoria, Caivano, Frattamaggiore, , Giugliano, Marigliano, Nola, Ponticelli, Pollena Trocchia…
Inoltre hanno presenziato Fabrizio Tatarella dell’Esecutivo Nazionale di Azione Giovani, Luigi Di Gennaro, Dirigente Nazionale di Azione Universitaria, Pasquale Spina, Peppe Notaro, Pasquale Riccio e Teresa Guardascione Dirigenti Provinciali di Azione Giovani.
Infine, durante la serata sono giunti i saluti di Giancarlo Argo, Presidente provinciale di Azione Universitaria e di Daniele Caroleo, della Direzione Nazionale di AG.
C'è una strana creatura che si aggira nell'Italia di Mezzo ...
ROMA – Il governo di Romano Prodi potrà contare anche sul voto di Marco Follini al Senato. L’ex segretario dell’Udc, ora leader dell’Italia di Mezzo, ritiene "probabile" il suo voto di fiducia a Prodi. Follini lo ha detto in una intervista al ‘Corriere della Sera’.
Mobilitazione immediata di Azione Giovani e Alleanza nazionale sotto palazzo Chigi, dopo la sfiducia del Senato alla mozione dell’Unione sulla Politica estera.
“Non è un caso che l’ultimo giorno del Governo Pordi sia stato martedì grasso. Il Carnevale però è finito. Ora vedremo fino a che punto questo Esecutivo è di parola. D’Alema aveva garantito le dimissioni in caso di parere contrario di Palazzo Madama sugli esteri. Mantenga le promesse e rispetti il Parlamento, che oggi ha dimostrato di non credere più in Prodi e nei suoi ministri. Aspettiamo ora un immediato vertice al Quirinale”, dichiara Giorgia Meloni.
"L'Italia ha perso l'ennesima occasione di far prevalere la legge. Molto grave è l'atteggiamento di alcuni esponenti della maggioranza che considerano una vittoria questa prescrizione, invocando a gran voce l'amnistia. Concedere la grazia infatti non avrebbe senso nei confronti di chi non ha passato neanche un giorno in carcere, ha eluso del tutto la giustizia italiana, è fuggito all'estero e in alcuni casi ha organizzando addirittura un 'porto franco' per tutti i latitanti".Lo afferma Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente nazionale del movimento giovanile di Alleanza nazionale, commentando la decisione della Corte d'Assise di Milano che ha dichiarato estinti per sopravvenuta prescrizione i reati contestati a Oreste Scalzone, ex leader di Autonomia Operaia che da anni vive in Francia.
"Per chiudere definitivamente i conti del passato sarebbe dunque il caso di mettere da parte i pregiudizi ideologici e coinvolgere nel dibattito i parenti delle vittime, più volte umiliati da uno Stato, che con difficoltà e lentezze burocratiche, a malapena riconosce indennita' di risarcimento. Chiediamo al guardasigilli Mastella - conclude Giorgia Meloni - di intervenire in sede europea, al fine di avviare una collaborazione fattiva tra le nazioni dell'Ue anche quando si tratta di far prevalere la giustizia".
Parte il progetto "Family Pride" chemi vede responsabile, in concomitanza con l'inizio della Campagna No-Pacs della Federazione Napoletana di Azione Giovani ...
Leggo dalle pagine del Corriere della Sera che il partito di maggioranza relativa che esprime una pletora di ministri e parlamentari della Repubblica ritiene sbagliato accostare Mussolini a Castro perché, mentre il primo è arrivato al potere attraverso una marcia, il secondo lo ha fatto attraverso una rivoluzione. Mi piacerebbe interrogare l'autore di una simile gaffe sul significato della parola "rivoluzione" e forse anche su quello della parola "marcia". Ma il punto non è questo. Il punto è che continuo a vedere una sinistra, anche quella cosiddetta “moderata”, impegnata nel tentativo patetico - neanche troppo dissimulato - di difendere una dittatura sanguinaria come quella che vige a Cuba attraverso ragionamenti strumentali e capziosi.
Su una cosa sono d’accordo con gli argomenti utilizzati dal parlamentare dei Ds: accostare Mussolini a Fidel Castro rappresenta una forzatura, frutto evidente della semplificazione giornalistica. Di più, è una follia storica. Senza entrare nel merito delle due esperienze, basterebbe ricordare che mentre la stagione fascista si è conclusa sessant’anni or sono e s'inquadra in un’epoca nella quale valori oggi dati per acquisiti come la libertà di stampa, il suffragio universale e via discorrendo erano ancora appannaggio di pochi, la dittatura di Castro è una realtà nel momento in cui scrivo nero su bianco queste riflessioni, ovvero in un’era nella quale principi fondanti come democrazia e libertà sono universalmente riconosciuti (o tali dovrebbero essere). E questo significa anche che mentre il giudizio sul fascismo compete alla storia, quello sul castrismo attiene alla politica.
Ciò che mi preme, piuttosto, è mettere a confronto l’idea stessa di libertà per come viene percepita e difesa, oggi, dalla destra e dalla sinistra della politica italiana.
Nel corso degli anni la destra ha ampiamente chiuso i conti con “il proprio passato”. Prima ancora del congresso di Fiuggi e della nascita di Alleanza nazionale, fu proprio il Fronte della Gioventù degli anni ottanta a rifiutare ogni deriva nostalgica avviando un serio approfondimento sulla storia del ventennio fascista e aprendo un forte contenzioso con l'anima più nostalgica del Msi, trovando tante adesioni entusiastiche e molti risentimenti. Ci volle coraggio, insomma. Ne derivò una lucida analisi, che riprendendo la lettura offerta da storici come De Felice fu capace di distinguere le innovazioni sociali da quella parabola discendente che comportò errori come l’ingresso nella seconda guerra mondiale, il mancato rispetto delle libertà fondamentali, l’orrore delle leggi razziali.
Da allora abbiamo avuto la consapevolezza che la libertà rappresenta per noi un valore non negoziabile.
Non così per la sinistra italiana, che da un lato ha sostenuto la tesi secondo la quale il regime autoritario di Mussolini condanna l’esperienza fascista “senza se e senza ma”, e dall’altro giustifica troppo spesso, con argomentazioni come la lotta all’analfabetismo, un regime sanguinario ancora vigente nel terzo millennio come quello di Castro.
Insomma, del fascismo, non rappresentando più un pericolo da un punto di vista politico si possono giudicare positivamente le bonifiche, le città di fondazione, il futurismo, le conquiste sociali - come hanno fatto e fanno ripetutamente anche intellettuali liberali, cattolici o di sinistra - ma finché è esistito nel mondo il rischio dell'affermazione di una dittatura ad esso ispirata, piuttosto che rischiare di favorirla, si "gettava il bambino con l'acqua sporca". Il comunismo invece è lì, a Cuba, in Cina, in Corea, in alcuni paesi dell'est europeo che non riescono ad accedere alla democrazia, in molti paesi occidentali dove vive l'utopia di un "comunismo diverso e dal volto umano" di berlingueriana memoria, che nessuno fin qui ha mai conosciuto in alcun angolo del mondo. Basterebbe questo, forse, per smascherare i moderati dell'Unione in viaggio verso il Partito Democratico. Su questa grande contraddizione si infrange la retorica antifascista, che ha prodotto parole d’ordine alle quali gli stessi che le utilizzano dimostrano di non credere. Parole d’ordine che per decenni sono state pronunciate per colpire gli avversari politici e alimentare un odio basato su schemi anacronistici, impedendo che l’Italia potesse ricostruire una memoria condivisa sulla base di una lettura serena dei propri trascorsi.
Per questo non siamo più disposti ad accettare lezioni di democrazia da una certa sinistra. Per questo ci auguriamo che, a fronte di una destra che ha fatto i conti con il proprio passato, possa finalmente esservi una sinistra capace di fare i conti con il proprio presente.
Giorgia Meloni
Presidente Nazionale di Azione Giovani
(Articolo tratto da Il Secolo d'Italia del 10 dicembre 2006)
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In Alto i Cuori
Il neonominato Coordinatore Provincialedi Azione Giovani,Ulderico de Laurentiis, già Presidente cittadino dei giovani di Alleanza Nazionale, interviene in merito alla presentazione del programma del Pulcinella Folk Festival ad Acerra.
“ Che il Forum dei Giovani di Acerra vivesse problemi molto seri, dei quali la maggior parte ascrivibili all’amministrazione Marletta ed al suo staff era cosa ormai evidente. Infatti ben due coordinatori e diversi membri di diritto ed elettivi si erano dimessi negli ultimi tempi e tra le motivazioni c’era anche e soprattutto la cattiva gestione del progetto Pulcinella Folk Festival.
Cattiva gestione che trova una spiacevole conferma nel fatto che una rassegna, che doveva essere un festival per le strade cittadine con tanto di chiese e monumenti aperti a visite guidate, riscoperta del folklore acerrano, assaggi di prodotti tipici, artisti di strada e la presenza di P. Barra, si è trasformato in una misera due giorni nelle mura del Castello Baronale (forse per mostrare più partecipazione di pubblico) con concerto neomelodico finale.”
“Non ce ne vogliano Ida Rendano e Luciano Caldore, artisti di chiara fama, ma non possiamo fare a meno, come rappresentanti della giovane destra, di contestare con forza quello che Marletta e la sua giunta si ostinano a presentare come la fucina delle politiche giovanili, il loro fiore all’occhiello.” Prosegue il coordinatore provinciale dei giovani alleanzini.
Ed aggiunge:
“Contestiamo inoltre che il Forum dei Giovani di Acerra, solo dopo le dimissioni di Domenico Casoria (persona di estrazione forse un po’ troppo destrogena per i gusti dell’amministrazione), si ritrovi pronto a presentare il proprio sito internet. La cosa è molto strana, visto che lo spazio e il dominio erano stati già acquistati da molti mesi ed il responsabile della gestione del portale si trovava in uno strano stato di “quiescenza”, da cui è uscito solo ora che il Forum si avvia verso una composizione “monocolore”. Discutibile inoltre lapresentazione della Carta dei Giovani, progetto della provinciache non riguarda il forum e a cui il comune di Acerra aderisce in sensibile ritardo rispetto alle altre amministrazioni locali, come quella di Casalnuovo di Napoli che l’ha già messo in atto da più di un anno. Invitiamo la parte sana e indipendente del Forum a ribellarsi a questo stato di cose rassegnando le dimissioni e chiedendo una nuova e più chiara costituzione del consesso giovanile ”
Mentre la nostra Melandrina promette, in conferenza stampa, che farà dell’Italia “un paradiso fiscale per i giovani creativi“, il decreto Bersani nella parte riguardante il recupero della base imponibile contiene norme che costringeranno i Rettori delle università italiane a chiedere indietro la parte tassabile delle borse di studio con cui le universita’ hanno fatto l’accoglienza degli studenti stranieri, così come denunciato dal Rettore del Politecnico di Milano in una intervista apparsa sul Sole 24 Ore.Nella conferenza stampa tenuta per presentare l’impegno del Governo per un rilancio delle politiche giovanili, la ministra è stata molto chiara e originale come al solito, infatti ha dichiarato che: ‘’L'idea molto concreta e’ quella di destinare una quota molto concreta delle risorse che sono state stanziate per la prima volta in Italia attraverso il fondo nazionale per le politiche giovanili (pari a 120 milioni di euro) alla collaborazione con i progetti che gia’ localmente sono avviati…” (ASCA).
Che bravura!!! Diamo qualche soldo in più agli informagiovani, foraggiamo qualche associazione (amica) e stiamo facendo politiche giovanili, la solita pappetta di sinistra!!! Intanto chi fa sul serio (ahimè) come Bersani la smentisce con il suo stesso decreto, tingendo di grigio i suoi coloratissimi slogan.
Come al solito dietro l’angolo per la nostra povera “Ministra” è pronta una sonora batosta, parla di inesistenti paradisi fiscali e prende solo di striscio il problema (concretissimo) di lavoro, casa e università per i giovani e non da alcun segno di voler demordere, tanto che parla di giungere alla prima legge quadro sulle politiche giovanili nella storia del nostro Paese… rabbrividiamo al solo pensiero…
La Campania al Columbus day: missione da 150 cortigiani per 300mila euro di spesa!
“Mentre la Campania è sommersa dai rifiuti, con scene da terzo Mondo; mentre i farmacisti ricorrono all’extrema ratio della serrata per protestare contro i debiti non onerati dalla regione Campania, i nostri amministratori regionali partono alla volta degli USA, con Lady Mastella e compagni, il tutto a carico dei cittadini e con i soldi dei fondi UE che dovrebbero servire allo sviluppo economico. Una Corte di 160 persone, tra cui il nostro Presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, che ricorda alla signora Hillary Clinton di essere stato un elettore di suo marito Bill. Una missione fondamentale per Terra di lavoro, complimenti! Questa missione da 150 cortigiani per 300mila euro di spesa è un’offesa ai cittadini campani. Offesa rilevata anche dal ministro Bonino, che ha polemizzato con l’indegna parata di compari e comparielli che si è avuta a New York”. Non usa mezze parole Gianmario Mariniello, Dirigente nazionale di Azione Giovani.
Intanto sul sito di Azione Giovani Aversa – www.ag-aversa.com - si ironizza sul nuovo simbolo dei DS campani: al posto della Quercia sono stati messi due sacchetti di immondizia, a simboleggiare il feeling tra Bassolino e l’emergenza rifiuti.
ROMA - Il primo "Girotondo" di destra ha sfilato questa mattina davanti al ministero dell'Economia, in via XX Settembre. Per protestare contro la riforma fiscale del governo Prodi e in vista della maratona parlamentare sulla Finanziaria, i massimi esponenti di An - tranne Fini - si sono ritrovati con circa 200 militanti di Azione Giovani Roma.
In piazza sono andati Gianni Alemanno, Ignazio La Russa, Adolfo Urso, Teodoro Bontempo, e delegazioni di Forza Italia e Lega Nord. Oltre 200 i partecipanti secondo le forze dell'ordine, a scandire slogan contro il vice-ministro Vincenzo Visco ("Visco tu ci uccidi con il fisco") e contro il premier ("Coraggio, Prodi è di passaggio"). Slogan anche sulle t-shirt indossate dai deputati ("No al Grande Fratello fiscale") e, su una decina di monitor che espongono la scritta "F24 on line? No grazie" con riferimento all'entrata in vigore, il 2 ottobre prossimo, del fisco telematico.
"Questa è la dimostrazione che l'Unione è il governo delle tasse - dice Maurizio Gasparri -, siamo in piazza per rivendicare la guida dell'Italia, che abbiamo governato diminuendo la pressione fiscale". E' però Gianni Alemanno a sottolineare il cambiamento di rotta della destra: "Riprendiamo la tradizione simbolica dei Girotondi per protestare contro questo governo che è sempre più lontano dalle piazze". E annuncia che a metà settembre saranno "i professionisti" a scendere in piazza "contro Bersani". Un'attivismo di piazza di destra che, però, specifica La Russa, ha una sua precisa denominazione: "'I nostri non si chiamano girotondi ma caroselli tricolori''.
Non passa inosservata l'assenza dell'Udc, che ha fatto sapere di ritenere la manifestazione di An "del tutto inutile", perchè non si conoscono i dati della manovra.
"La protesta di piazza non sempre è la via migliore - afferma il segretario Lorenzo Cesa, rispondendo alle critiche che gli sono giunte da An -, e in ogni caso, ripeto, prima di assumere una decisione occorre disporre di dati certi che al momento non ci sono". E continua: "Sarebbe strano che chi lancia continui appelli alla coesione del centrodestra, poi assuma decisioni unilaterali".
A stretto giro di posta gli risponde il deputato di An Bocchino: "Del tutto inutile è la dichiarazione dell'amico Cesa sulla manifestazione di An, Fi e Lega. Legittimo non partecipare, inutile fare come la volpe con l'uva dopo il successo della iniziativa che, ne sono certo, incontra anche il consenso di molti elettori Udc".
Gianfranco Fini è sotto accusa per alcune affermazioni sul colonialismo. L’Unità ha addirittura trascritto le parole dell’ex ministro degli Esteri, per marchiarle d’infamia, nella striscia rossa che sta sotto la testata. «L’Europa - Fini dixit - è stata un elemento di civilizzazione e non tutte le pagine del colonialismo sono negative: se pensiamo a come sono ridotte oggi l’Etiopia, la Somalia e la Libia e a come stavano sotto l’Italia, credo che ci debba essere una rivalutazione del ruolo italiano in quei Paesi». Una bestemmia. Uno scandalo. Su Repubblica Tahar Ben Jelloun sostiene che Fini «segue una moda razzista della destra» e Angelo Del Boca sintetizza: «Abbiamo invaso e tolto la libertà». Non è obbligatorio, ci mancherebbe, essere d’accordo con Fini né su questo né su altri temi. Ciò che preoccupa, nelle reazioni citate, e in generale nelle cronache «progressiste», è il tono da «ma come si permette», è la pretesa che su alcuni momenti ed eventi della storia vi sia una sola versione lecita, e che ogni altra versione venga ritenuta inaccettabile, ripugnante. Questo dogmatismo arrogante non vale per tutti. È applicato solo ai temi che hanno in sottofondo il fascismo. Ho letto qualche giorno fa un’intervista di Cossutta, per i suoi ottant’anni, nella quale il veterano del comunismo ribadiva convinzioni e ricostruzioni storiche che ai più, dopo quel che è successo, sembrano ancor più che infondate, grottesche. Ma vengono ritenute affar suo, e comunque lecite in un Paese dove vige la libertà di pensiero: così come le opinioni di Bertinotti su Fidel Castro. Ma questo a Fini non è concesso. Deve proclamare ogni momento il suo antifascismo, e non basta mai. Conosco le pagine nere del colonialismo, e gli errori di quello fascista che fu anacronistico, pasticcione, e in alcuni episodi sanguinario. Ma è proprio vero che il colonialismo fu solo oppressione e crudeltà? Tutti gli imperialismi, coloniali e non, sono stati spietati. Lo fu quello romano. Ma vogliamo affermare che le conquiste romane furono unicamente distruzione? E le conquiste di Alessandro Magno furono unicamente massacri e violenza? Nessuno osa affermarlo seriamente, in sede storica e culturale. Ma se si passa da secoli remoti agli ultimi secoli, viene imposta una vulgata demonizzatrice. Penso tutto il male possibile del modo in cui Rodolfo Graziani governò brevemente l’Etiopia, ma non ritengo si debba ignorare che con l’imperatore Hailé Selassié, internazionalmente vezzeggiato, in Etiopia vigeva la schiavitù, i contadini erano sfruttati senza pietà, le carestie mietevano centinaia di migliaia di vittime.
Fu sacrosanta l’aspirazione dei popoli sottoposti al dominio coloniale all’indipendenza, considero quest’ultima un’acquisizione doverosa. Mi è concesso tuttavia d’osservare che dell’indipendenza quei Paesi hanno fatto - con rarissime eccezioni - l’uso peggiore? In Etiopia, tolto di mezzo il potere feudale di Hailé Selassié, vi fu Menghistu al cui confronto Graziani era un dilettante della repressione, la Somalia è nelle condizioni che sappiamo, la Libia ha avuto in sorte un mare di petrolio e un dittatore, il colonnello Gheddafi, che ha riconosciuto la responsabilità del suo regime in un terribile attentato terroristico. È vietato esercitare la memoria, oltre che sulle nefandezze coloniali, sulle nefandezze post-coloniali? La dominazione francese poteva essere brutale, ma ho la certezza che mai sotto di essa si sarebbe arrivati alle spaventose stragi dei Khmer rossi in Cambogia.
Secondo Del Boca «nelle ex colonie non c’era libertà, non c’erano scuole, non c’era nulla». Riferiamoci all’Etiopia, l’Impero fascista. C’erano tutte quelle belle cose - libertà, scuole, sanità - con gli schiavi incatenati? È facile, per i demagoghi di sinistra, rovesciare tutte le colpe e le responsabilità d’un oggi drammatico sul colonialismo di ieri, perfino l’immigrazione ne sarebbe conseguenza. Ma quando mai. E per quanto riguarda il razzismo, le persecuzioni delle popolazioni arabe nei confronti delle popolazioni nere africane trovano paragoni solo nell’Olocausto o in vicende di quella tragica portata. La visione d’un Occidente malvagio che turba la serena convivenza dei nativi è sbagliata e stupida quanto la visione d’un Occidente provvido mosso, nelle sue conquiste, da intenti umanitari. Il già citato Jelloun sostiene che «i popoli che bussano alle porte dell’Europa sono gli stessi che dall’Europa sono stati colonizzati e hanno visto portarsi via tutta una serie di opportunità e diritti». Questa è favolistica, non sociologia e tanto meno storia.
Fini ha violato un tabù da alcuni eretto a dogma nel nome dell’antifascismo. C’è stato nei giorni scorsi un ennesimo dibattito sulle leggi razziali italiane nel quale i puri e duri della lotta al bieco regime littorio negavano, più o meno, che l’antisemitismo fosse stato ignorato nell’Italia fascista - i soliti Preziosi e Farinacci non influivano sulla sensibilità di massa - fino alle odiose leggi razziali. Ma no, non si può, non si deve dirlo. Mussolini come Hitler, il maresciallo De Bono come Pol Pot. Vade retro Fini: «No pasaran».
C’è una mail che gira in rete, che forse merita di essere pubblicizzata…
Messaggio per i Comunisti:
ora che il TUO governo ha mandato i soldati in Libano,
ora che sta per tagliarti le pensioni,
ora che ti obbligherà a pagare con assegni,
ora che ha liberato assassini e truffatori,
ora che stabilirà per legge il periodo delle tue ferie,
ora che aumenterà le tasse,
ora che taglierà fondi ai Comuni….
Ammettilo:
inizi a sentirti un pò coglione!?
Beh, qualcuno ti aveva avvertito!!!
Roma, 3 set. - (Adnkronos) - "Accolgo con grande favore il segnale dato dal ministro Mastella a proposito della nostra proposta di tenere la previdenza fuori dalla manovra finanziaria. Si tratta di una questione di equita' e di rigore: le pensioni non possono essere inserite nel menu' di tagli con cui il Governo ritiene di far quadrare i conti pubblici". E' quanto dichiara il deputato di An Gianni Alemanno dopo le dichiarazioni del ministro della Gustizia Clemente Mastella.
Ma se questi cari amici, sinistri di governo, toccheranno le pensioni ... Scenderanno in piazza a protestare le varie migliaia di pensionati, così come hanno fatto con il centrodestra, che gliele aveva pure aumentate?
La vigilanza democratica, per essere davvero ortodossa, deve intendersi estesa anche ai messaggi subliminali: ne è fulgido esempio la pagina di apertura di ieri della cronaca romana dell’«Unità» dove leggiamo che sul manifesto con il quale Azione Giovani presenta la sua festa nazionale “Atreju” compare un fascio littorio. Un’approfondita indagine oculare rintraccia in un innocuo numero 1 (non disegnato ma “importato” da una fonte predefinita dei programmi di grafica) uno stentato simulacro dell’infernale fascio caro a Mussolini. L’incriminato numero 1 è seguito dal logo di Ag e da uno zero piccolino per spiegare iconograficamente che si tratta della decima edizione della manifestazione. In verità nel manifesto c’è ben altro: per esembio un robottino stilizzato che estrae la spada da una roccia rotonda. Insomma una specie di Artù tecnologico. C’erano altri elementi, a voler commentare la cartellonistica post-fascista, che avrebbero potuto attrarre brillanti escursionisti nell’esoterismo politico. Invece che ti vanno a mettere a fuoco? Un presunto fascio stilizzato. Impossibile ricavare commenti dai dirigenti dell’organizzaizone giovanile di Fini. Tutti si fanno una risata. E pensare che lo slogan portante della festa è «Essere, non sembrare». Evitare le apparenze, dunque, per concentrarsi sulle essenze. Ma si vede che, sulla scia del consumismo simbolista inaugurato da Dan Brown con la sua caccia magica al tesoro, lo sguardo disincantato intravede bagliori di perversione audacemente riproposti là dove nessuno se li aspetterebbe, sui muri della città, o in un’innocua sequenza numerologica. Un po’ come i censori del rock satanico che ti avvertono che se ascolti certi dischi al rovescio ci trovi gli inni a Satana, o come i critici bacchettoni del film di Walt Disney «Il Re leone» che avvertono che nel cielo stellato osservato da Simba, a un certo punto, le nebulose formano la scritta «sex» o come quelli che ti mettono in guardia contro i Teletubbies che sarebbero piccole icone asessuate del movimento gay americano o come quelli che hanno intravisto in un murales del Parco Disney in Florida un soldato con la divisa da SS. Una specie di via libera alle proprie ossessioni interiori che, nelle forme esterne più innocenti, si specchiano e si sbalordiscono nonostante ogni logica.
E poi dicevano di Berlusconi, che vedeva i comunisti spuntare ad ogni crocicchio e che gli lanciava
contro i suoi esorcismi politici. Almeno, la sua, era una deformazione visionaria che ha fatto quasi perdere le elezioni a Prodi. Qui siamo ai tic: c’è da decidere solo se vanno curati da un oculista o da un analista.
In ogni caso, da un bravo specialista.
Non credono più alla veridicità della lotta portata avanti dal Sindaco comunista Espedito Marletta ed ecco che disertano il concertino di Avitabile, organizzato per commemorare la manifestazione di due anni prima, di seguito il comunicato di A.N.:
INCENERITORE DI ACERRA : I CITTADINI DISERTANO LA MANIFESTAZIONE
Acerra,
Il Commissario cittadino di Alleanza Nazionale, Dott. Gerardo Bigliardo, interviene in merito alla manifestazione del 29 agosto 2006 ad Acerra.
"Quello che avevamo annunciato si è puntualmente verificato. Spacciare per lotta all'inceneritore, il concertino di Enzo Avitabile, non è stata una buona mossa per il Sindaco Marletta e la sua amministrazione. I cittadini di Acerra, informati da A.N. e da tutta la CdL che oramai i giochi erano fatti, non si sono lasciati abbindolare ed hanno disertato in massa la manifestazione." afferma l'esponente di A.N.
"Il Sindaco non riesce più a nascondere il suo ruolo attivo nella vicenda inceneritore, come dimostrato anche dall'articolo del Sole 24ore del 29/08/06 e ora che i giochi sono fatti, si prospetta l'ingresso in giunta del partito di Bassolino, fino a poco prima all'opposizione e della Sig.ra Verone, che durante la sua amministrazione vide nascere l'ipotesi dell'allocazione dell'ecomostro sul territorio. E in barba a tutte le dichiarazioni effettuate in campagna elettorale, si ricompone il terzetto della nefasta Giunta Verone. Questi fatti sono la conseguenza dell'imminente fine dei lavori e dell'inizio della fase della gestione, che non può prescindere dal coinvolgimento di tali personaggi, legati a doppio filo alla questione. Il Sindaco non può più tentare di gettare fumo negli occhi della popolazione, con piccole azioni che servono solo a clientelizzare l'opinione pubblica. La nostra attività vigile e costante di smascheramento dei giochi, sta dando i suoi frutti, gli acerrani stanno finalmente entrando in una nuova fase di consapevolezza e soprattutto di indignazione, perchè si sentono profondamente presi in giro", aggiunge Bigliardo e conclude:
"La Casa delle Libertà ha dimostrato con la propria onestà ed il proprio coraggio di essere l'unica forza che possa guidare la popolazione di Acerra verso un nuovo futuro ed una diversa modalità di amminsitrazione della città all'insegna della chiarezza e della trasparenza, riservandosi azioni di controllo e denuncia nei confronti di coloro che credono di essere padroni della città" .
Uno schiaffo alla miseria e ai problemi dei napoletani.
E' questo il risultato delle feste e festicciole che Clemente Mastella, Ministro della Scarcerazione, tiene sempre più spesso nella sua città di origine, Ceppaloni.
Prima il matrimonio del figlio con sfoggio di abito milionario della sposa, poi la festa per i 30 anni di infausta attività parlamentare, del titolare della premiata ditta Udeur (il partito a porte aperte, come recitava un ridicolo ma veritiero slogan tempo fa) .
Eh si l'Udeur, il partito che come dice lo stesso ministro, ha al centro del suo programma la difesa della famiglia ( Mastella).
Lusso, sfarzo, bagordi, festeggiamenti ... e i napoletani che non arrivano a fine mese ?
"Dalla parte dei consumatori contro gli interessi corporativi, contro pericolosissime lobbies che impediscono al paese di crescere in un clima di libera concorrenza."
Il decreto del "Prode" Bersani ha buttato fumo negli occhi a molte persone ed in particolare alle associazioni dei consumatori, nonchè (ahimè ed ahinoi) ad alcune frange del centrodestra !
Il fumo dalle orecchie invece lo sta facendo uscire ad alcune delle categorie colpite dal decreto ... quelle pericolosissime lobbies e corporazioni che il moralissimo centrosinistra intende bacchettare !
Chi sono costoro ? Chi sono questi avidi e malefici oligopolisti nemici dello stato e del libero mercato?
Si tratta prima di tutto della famosa "lobby dei tassisti", avidi di potere e capitale, capace di condizionare l'economia del nostro paese in maniera pericolosa ed irreversibile, specie quando si tratta di dover fare qualche lavoretto in più (come succede a Napoli), perchè non si riesce ad arrivare a fine mese nonostante l'estenuante fatica giornaliera.
Allora giù con il primo colpo di accetta (o di falce e martello se preferite): liberalizzazione delle licenze con possibilità per uno stesso soggetto di possederne più di una , in modo da gestire più taxi.
Cosa può comportare questo? Che un soggetto dotato di ingenti capitali può "entrare a gamba tesa" nel mercato, allestendo insuperabili compagnie di taxi e spezzando le gambe ai tassisti che ancora stanno pagando una licenza che adesso non vale più nulla !
Ed i vantaggi per il consumatore ? Dovrebbe essere l' abbassamento dei prezzi, ma vista la diffusione delle licenze e gli investimenti delle grandi compagnie di taxi, che tenderanno ad occupare tutto il mercato, sarebbe più probabile la creazione di un cartello in modo che i ricchi signori continuino ad avere il loro margine di guadagno inattaccabile; cosa succede oggi con i gestori della telefonia ? Avete mai notato grosse differenze tra le tariffe di tim, wind, 3 e vodafone ?
Quale era la seconda pericolosissima corporazione da colpire (sempre in nome del popolo consumatore) ?
I FARMACISTI ! Ebbene si, questi loschi figuri si permettono il lusso di detenere l'esclusiva sui "farmaci da banco", CATTIVONI ! E allora via alla libera vendita nei supermercati, così qualche centinaio di miliardi nelle casse delle povere Coop (rosse) ci va a finire e queste risparmiano pure di continuare la raccolta firme che avevano portato avanti fino ad ora, guarda caso, per lo stesso obiettivo centrato da Bersani, ministro DS nonchè grande liberalizzatore !
Ed il decreto di questo "Prode ministro" continua così liberalizzando tralaltro anche i forni perchè i panettieri sono un'altra corporazione nemica del consumatore, ma soprattutto della globalizzazione del pensiero delle masse e del profitto di pochi. Intanto i notai vengono colpiti di "striscio" tanto per convincere che c'è volontà di smantellare le caste privilegiate, ma è chiaramente un intervento prodotto solo a scopo propagandistico, infatti non sono stati toccati i privilegi come la percentuale di guadagno che cresce in maniera direttamente proporzionale al valore dell'immobile, negli atti di vendita .
Benvenuti nella contea di "Prodingham" dove l'odiato sceriffo, stretto parente di quello di Nottingham prende ai poveri (i ceti medio-bassi come artigiani, commercianti e piccoli imprenditori) per dare ai ricchi (capitalisti, lobbies economico-finanziarie, grande distribuzione di beni e servizi)!
Altro spreco di denaro pubblico e clientelismo sfrenato, probabilmente il governo Prodi ha fatto un passo falso !
Il Ministro dalle "mille consulenze", Francesco Rutelli ha iniziato a fare piazza pulita in Cinecittà Holding; di seguito l'intervento degli On. La Russa e Gasparri sulla questione:
28/06/2006 CINECITTA’ HOLDING: GASPARRI E LA RUSSA CONTRO LE NUOVE NOMINE DI PRODI
Gli Onorevoli Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa di Alleanza nazionale, hanno dichiarato: “La sostituzione dell’Amministratore Delegato e dei Consiglieri di amministrazione di Cinecittà holding, rappresenta il primo atto di palese violazione delle leggi in materia di nomina da parte del Governo Prodi” – hanno dichiarato gli Onorevoli Gasparri e La Russa di Alleanza nazionale.
“Il ministro Rutelli ha fatto un errato riferimento alle regole dello spoil system che nel caso specifico non poteva essere applicato visti i tempi della nomina e del mandato, che doveva scadere addirittura nel 2008 per gli attuali amministratori di Cinecittà holding.
Peraltro Rutelli ha dato una interpretazione giuridicamente errata e politicamente arbitraria, esattamente contraria a quella che fu invocata a suo tempo per le sue possibili incompatibilità, in occasione delle dimissioni tardive da Sindaco e della candidatura, nel 2001, in Parlamento ed alla Presidenza del Consiglio.
Il centrosinistra rischia di esporre il Governo ad una cocente sconfitta in sede legale dove gli amministratori ingiustamente revocati giustamente ricorreranno. Con la conseguenza che dovranno essere pagati sia gli amministratori correttamente nominati l’anno scorso, sia gli amministratori che saranno nominati dall’attuale Governo. E Prodi che ha parlato più volte della lotta ai costi della politica, ha ora costituito il Governo più numeroso, costoso, pletorico ed anche inutile della storia della Repubblica, sta raddoppiando i costi della distribuzione delle poltrone, solo per accontentare l’insana voracità dei propri apparati.
E’ vero anche che Rutelli non è nuovo ad operazioni di questa natura, perché fu già condannato dalla Corte dei Conti per le troppe consulenze immotivate e ingiustificate, elargite da lui in quanto sindaco di Roma anni fa.
Questa prepotenza non può che trovare una ferma e decisa opposizione in tutte le sedi. Gli amministratori nominati la faranno sotto il profilo legale e la Casa delle Libertà è pronta a portarla avanti nelle sedi politico parlamentari, denunciando questo comportamento arrogante ed illegale dell’Esecutivo” – hanno concluso gli esponenti di An.
Fonte : Ufficio Stampa Gruppo AN Senato Autore : Addetto Stampa